“UNA CAMPAGNA STUDIATA A TAVOLINO PER GETTARE FANGO SU DI ME” – ROCCO SIFFREDI HA QUERELATO PER DIFFAMAZIONE 21 PERSONE, TRA CUI ALCUNE PORNOATTRICI E DUE AUTORI DELLA TRASMISSIONE TV “LE IENE”, PER UNA SERIE DI SERVIZI TV NEI QUALI SONO STATI IPOTIZZATI "ABUSI E VIOLENZE" DA PARTE DEL PORNOATTORE AI DANNI DI COLLEGHE SUL SET – LA PROCURA DI MILANO HA APERTO UN FASCICOLO CON INDAGATI SULLA BASE DELLA MAXI QUERELA PRESENTATA DALLA LEGALE DEL 61ENNE – SIFFREDI SI DIFENDE CON OLTRE CENTO PAGINE DI DOCUMENTI, CORRELATE DA VIDEO, LIBERATORIE E VECCHIE INTERVISTE ALLE STESSE ATTRICI CHE PUNTANO IL DITO CONTRO DI LUI - LA RISPOSTA DELLE "IENE"
ROCCO SIFFREDI, MAXI-QUERELA CONTRO LE ATTRICI CHE LO ACCUSANO DI VIOLENZE SUL SET: “FANGO SU DI ME”
Estratto dell’articolo di Rosario Di Raimondo, Carmine R. Guarino per https://milano.repubblica.it
La prima querela è dell’estate scorsa, l’ultima integrazione di poche settimane fa. Più di duecento pagine per respingere ogni accusa. Correlate da video, girati integrali a luci rosse, documenti, liberatorie, vecchie interviste alle stesse attrici che puntano il dito contro di lui. Rocco Siffredi querela tutti: con la sua avvocata Rossella Gallo denuncia per diffamazione venti persone.
Da due autori della trasmissione tv “Le Iene”, per i servizi sul pornoattore nei quali si ipotizzano “abusi e violenze”, alle artiste hard che hanno parlato nell’arco di sette puntate, sei delle quali ritenute diffamatorie.
Così in procura a Milano arriva la guerra del porno. Un fascicolo per diffamazione a “modello 21”, quindi con indagati, è aperto sul tavolo della pm Marina Petruzzella dopo che Siffredi e l’avvocata Gallo hanno depositato la maxi querela per diffamazione.
“Una campagna studiata a tavolino per gettare fango su di me”, ha confidato l’attore alla sua legale. Dicendo di aver patito le accuse dal punto di vista personale e professionale, con una serie di collaborazioni interrotte e lavori saltati. Siffredi ha denunciato 20 persone: 18 note (tra cui due autori de Le Iene e le attrici) e 2 ignote.
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“Le Iene” nei mesi scorsi ha dedicato un’inchiesta al più famoso degli attori hard italiani. Sette puntate, anche se nell’ultima il nome di Siffredi non viene mai fatto. Una è titolata: “Rocco sotto accusa, abusi e violenze?”. In onda le testimonianze – a volto scoperto o in incognito – di diverse ragazze che hanno lavorato sul set con lui.
Sono emersi temi molto delicati sul “consenso”, la costrizione ad accettare o meno di girare alcune scene, forzature psicologiche, fino a ipotesi di estorsione. Da quanto risulta all’avvocata di Siffredi – al secolo Rocco Tano – queste testimonianze non sono mai sfociate in denunce penali contro di lui.
“Una campagna diffamatoria”, è la reazione di Siffredi. Così la sua legale ha portato in procura a Milano un hard disk con 500 giga di documenti per dimostrare l’esatto contrario: nessuna violenza, nessun abuso. Gli avvocati hanno raccolto i video integrali dai set. E anche le videoliberatorie che le attrici devono “firmare” prima e dopo aver girato le scene, mostrandosi davanti alla camera, documento alla mano, mentre confermano che non sono state costrette in nessun modo.
E ancora, nelle indagini difensive ci sono anche interviste che alcune delle stesse attrici hanno rilasciato a programmi e podcast specializzati prima delle denunce pubbliche in tv, dalle quali trasparirebbero commenti ben diversi e meno accusatori nei confronti di Siffredi.
Anche diverse figure come cameraman, costumisti e tecnici hanno chiesto di testimoniare a favore di Siffredi. Loro stessi, tra l’altro, dopo la prima puntata in tv si erano mostrati sui social riprendendosi con un nastro nero sulla bocca perché - a loro dire - non gli era stato permesso di raccontare in tv la loro versione, nonostante avessero chiesto di farlo.
L’attore hard accusa pure “Le Iene” di aver tagliato un’intervista a lui, andata in onda in tv. Nella parte in cui piange – è la tesi – sembra che lo faccia in relazione ai presunti abusi. Invece, la versione della difesa, è un momento di commozione mentre parla del figlio, in quel momento in ospedale
LA RISPOSTA DELLE “IENE” A ROCCO SIFFREDI
Nella primavera del 2025 “Le Iene” hanno trasmesso le testimonianze di una serie di donne che hanno raccontato di presunte prevaricazioni, abusi e violenze che avrebbero subito nel corso del proprio lavoro nel mondo dell’hard.
Con loro abbiamo avviato una riflessione sul consenso, un tema quantomai attuale e dibattuto a livello mondiale.
Apprendiamo da alcuni articoli apparsi sulle pagine dei principali quotidiani italiani di un’azione legale per diffamazione che il sig. Rocco Tano avrebbe intrapreso nei confronti della nostra trasmissione e delle ragazze che hanno raccontato di presunte violenze e abusi subiti, dentro e fuori dal set.
“Le Iene”, oggi come allora, sono certe di aver operato con correttezza, professionalità e trasparenza, nel pieno esercizio del diritto di cronaca, su una vicenda di evidente interesse pubblico, specie in un’epoca dove la stragrande maggioranza delle donne ancora non raccontano e non denunciano le violenze subite per paura.
Ci sorprende notare che la notizia di questa azione legale, insieme alla versione dell’uomo che le donne intervistate hanno accusato, stia ottenendo un’attenzione maggiore rispetto al racconto delle presunte vittime.
I nostri servizi, contestati dal sig. Rocco Tano, sono visibili sul sito delle Iene (www.iene.it) e Mediaset Infinity (https://mediasetinfinity.mediaset.it) per chiunque voglia approfondire la questione. Siamo certi che la verità prevarrà anche nelle sedi opportune.





