hasib omerovic

“HASIB OMEROVIC È SCAPPATO DALLA FINESTRA LANCIANDOSI DAL PRIMO PIANO” – NELLA PRIMA RELAZIONE SCRITTA DAI 4 POLIZIOTTI CHE, SENZA MANDATO, ENTRARONO IN CASA DEL ROM DI 36 ANNI A PRIMAVALLE, A ROMA, SI LEGGE: “ERA MOLESTO SEBBENE SORDOMUTO E AL COMMISSARIATO SONO ARRIVATE SEGNALAZIONI, IN QUANTO DISTURBA LE DONNE” – LA TESTIMONIANZA DELLA VICINA: “BAGNAVO I FIORI NEL SILENZIO E POI L'HO VISTO PRECIPITARE”

1 – HASIB, I BUCHI NELLA VERSIONE DEGLI AGENTI: "SIAMO ENTRATI E LUI SI È BUTTATO DALLA FINESTRA"

Estratto dall'articolo di Giuseppe Scarpa e Andrea Ossino per “la Repubblica”

 

Hasib Omerovicjpg

"Alle 12,29, al momento dell'accesso all'abitazione Hasib è scappato dalla finestra lanciandosi dal primo piano". Ecco la primissima verità della polizia. La versione, esplicitata in una prima relazione prodotta dagli agenti del commissariato Primavalle e ora confluita nel fascicolo di indagine per tentato omicidio in concorso aperto dalla procura di Roma, respinge al mittente ogni responsabilità.

 

Secondo il documento riservato, Hasib, il 36enne di origini rom che il 25 luglio scorso è volato giù dalla finestra della camera da letto mentre era in corso una identificazione, eseguita di iniziativa, senza un mandato da parte dei pm, "si è lanciato dalla finestra cadendo nel cortile interno del palazzo, dove poi è stato soccorso dal 118 che lo ha trasferito al policlinico Gemelli". Non solo.

 

Hasib Omerovich

La versione ora all'esame della procura prosegue: "Era molesto sebbene sordomuto e al commissariato sono arrivate segnalazioni che lo riguardano, in quanto disturba le donne".

 

Al momento i magistrati indagano nei confronti di ignoti per tentato omicidio in concorso. Ma presto potrebbero essere iscritti nel registro degli indagati i nomi degli agenti che hanno eseguito l'intervento in via Gerolamo Aleandro, alla periferia Nord di Roma.

 

DENUNCIA RICCARDO MAGI Hasib Omerovich

Secondo la famiglia, in casa, al momento dell'ingresso della polizia, c'erano solo Hasib e la sorella Sonita, una 32enne con un ritardo mentale. Sonita ha raccontato di aver visto gli agenti picchiare il fratello e poi tirarlo giù dalla finestra. Stando agli elementi ritrovati in casa, diversi interrogativi non hanno ancora una risposta.

 

La 32enne assicura di aver visto tre agenti picchiare Hasib con un manico di scopa nella sua camera da letto: il padre Mehmedalija, la madre Fatima e la sorella 16enne Erika, che in quel momento erano dal meccanico, tornati a casa hanno trovato le lenzuola sporche di sangue e un manico di scopa spezzato. Entrambi gli oggetti sono stati sequestrati dal pm.

 

Il braccio rotto

finestra di casa Omerovic

Alle 13,15 la 16enne riceve una telefonata dalla vicina di casa, Francesca. "Tornate a casa, c'è un problema con Hasib", riferisce. A quel punto uno degli agenti presenti le prende il telefono, si qualifica come poliziotto, e dice: "Hasib è ferito, sta bene, si trova in ospedale". La famiglia Omerovic si precipita a casa, alle 13,30 è davanti al portone. Trovano quattro agenti in borghese che spiegano: "Hasib sta bene, ha solo un braccio rotto. E' stato portato con l'ambulanza al Gemelli". In realtà Hasib è già in coma. […]

 

Chi apre agli agenti

conferenza stampa per Hasib Omerovic

Quando Mehmedalija va a chiedere spiegazioni al commissariato un agente gli dice informalmente: "Abbiamo suonato, la porta è stata aperta da Hasib, lui era molto tranquillo e si è fatto scattare delle foto mentre ci consegnava i documenti". Però Hasib è sordo, non poteva sentire il campanello. È stata invece Sonita ad aprire la porta. […]

 

Secondo la famiglia, però, la serranda della camera di Hasib era rotta da tempo, non si apriva se non forzandola. Quando rientrano a casa dopo la caduta, la trovano spalancata. La porta della camera da letto è scardinata, come un termosifone divelto dalla parete.

 

2 – LA TESTIMONE: "BAGNAVO I FIORI NEL SILENZIO POI L'HO VISTO PRECIPITARE"

Grazia Longo per “La Stampa”

 

il palazzo di Hasib Omerovic

C'è una testimone del volo dalla finestra di Hasib Omerovic. Si tratta della vicina di casa del quarto piano, C. G., brasiliana che parla benissimo l'italiano e che lavora come mediatrice culturale.

Che cosa ha visto esattamente la mattina del 25 luglio scorso?

«Stavo annaffiando le piante sul balcone e quindi guardavo verso il basso: all'improvviso ho visto Hasib cadere giù. Non riuscivo a credere ai miei occhi eppure l'ho visto proprio mentre precipitava dalla finestra».

 

È riuscita a capire se lo avevano spinto o se si era buttato lui di sua iniziativa?

«No, sinceramente non ho potuto rendermi conto di questo. Dall'alto, dal punto in cui mi trovavo io, non sono riuscita a distinguere se la caduta fosse spontanea o indotta da qualcun altro».

primavalle polizia Hasib Omerovic

 

Ma lo ha visto cadere di spalle o con il viso rivolto verso di lei?

«Sinceramente questo non lo ricordo. Ero troppo scioccata, ancora adesso al ricordo mi tremano le gambe».

 

E dopo, ha notato qualcuno vicino al corpo del giovane?

«Sì, dopo un po' sono arrivati i poliziotti nel cortile».

 

Che cosa facevano?

«Cercavano di aiutarlo. Hasib aveva provato a spostarsi, si è trascinato fin quasi alla ringhiera ma poi non ce l'ha fatta più a muoversi e i poliziotti gli stavano prestando i primi soccorsi in attesa dell'ambulanza».

 

Lei era sola in casa?

«No, c'era anche mio figlio. Ma stava dormendo quindi lui non ha visto niente».

 

la finestra di casa di Hasib Omerovic

Prima di assistere al volo dalla finestra, ha sentito provenire urla o lamenti dall'appartamento di Hasib? Ha udito richieste di aiuto?

«No, non ho sentito nulla anche perché lui abita al piano terreno-piano rialzato e io al quarto. Hasib è sordo ma comunica, oltre che con i gesti, con dei suoni gutturali. La sorella disabile che era in casa con lui, Sonita, parla, ma ripeto io non ho sentito alcun trambusto quella mattina. Solo la scena a cui ho assistito con i miei occhi».

 

Ha comunicato questi particolari alla polizia?

«Sì, sono stata interrogata e ho detto tutto quello che ho visto e che so. Spero proprio che si chiarisca quello che è accaduto con quei quattro poliziotti. Certo, però è un peccato che i due fratelli disabili fossero soli in casa. Io mi domando: ma com'è possibile che, in assenza dei loro genitori, non ci fosse con loro un educatore, un assistente sociale? La loro madre, Fatima, mi aveva detto che erano seguiti da un assistente sociale ma io non ho mai visto nessuno. E credo non sia giusto perché persone con questi handicap non possono essere abbandonate in un quartiere popolare com'è Primavalle. Perché altrimenti va a finire che al degrado si aggiunge degrado».

 

polizia caso Hasib Omerovic

Un post su Facebook segnalava che Hasib molestava donne e ragazzine del quartiere. Era a conoscenza di episodi del genere?

«Sapevo che girava questa voce, ma io personalmente non ho mai visto Hasib dare fastidio a qualcuno. Girava sempre con un passeggino vecchio per recuperare oggetti dai cassonetti della spazzatura, salutava a modo suo quando lo incrociavo per strada, ma non so dire se le voci sulle presunte molestie corrispondano alla realtà».

 

La famiglia di Hasib si era integrata nel palazzo?

«Non credo ci fossero pregiudizi nei loro confronti, ma non so fino a che punto fossero inseriti nel tessuto sociale locale. Stavano molto per conto loro e spesso litigavano forte tra di loro, tanto che qualcuno chiamava la polizia per sedare le liti. Siamo di fronte a una vicenda molto triste. Non solo perché c'è un giovane disabile in coma in ospedale e perché non si sa se sia stato lanciato giù di proposito o se si sia buttato lui per scappare, ma perché il tutto è avvenuto in un quartiere difficile. In un'area della città con mille problemi di cui però non interessa niente a nessuno. Oggi qui è pieno di giornalisti, ma di solito siamo abbandonati a noi stessi».

 

 

Hasib OmerovicDISABILE ROM IN COMA Hasib Omerovich i familiari di Hasib Omerovic

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