“NON SAPEVO CHE STESSE MORENDO, ALTRIMENTI AVREI CHIAMATO I SOCCORSI” – LA VERSIONE DEL GIOVANE CHE A TORINO HA DERUBATO MENTRE ERA A TERRA IN FIN DI VITA DAVIDE BORGIONE, IL 19ENNE CADUTO DALLA BICI CHE POI E' MORTO – LO SCIACALLO, UN 20ENNE TORINESE, È STATO RINTRACCIATO GRAZIE ALLA TARGA DELL’AUTOMOBILE SU CUI VIAGGIAVA - GRAMELLINI: “DERUBARE UN FERITO GRAVE SENZA SOCCORRERLO È QUASI PEGGIO CHE RAPINARE UN SANO O SACCHEGGIARE UN CADAVERE…”
1 - PARLA IL GIOVANE CHE HA RUBATO IL PORTAFOGLIO A DAVIDE BORGIONE MENTRE ERA A TERRA PRIVO DI SENSI
Estratto dell’articolo di Cecilia Dardana per www.open.online
Hanno accostato l’auto, si sono fermati accanto a un ragazzo immobile sull’asfalto e invece di chiamare aiuto hanno iniziato a frugargli nelle tasche. È quanto emerge dalle immagini di videosorveglianza relative alla notte in cui Davide Borgione, 19 anni, è stato trovato in fin di vita nel quartiere San Salvario, a Torino. Il giovane è morto poco dopo in ospedale.
Secondo quanto ricostruito, due ventenni torinesi, ripresi dalle telecamere, si sarebbero avvicinati al corpo del ragazzo e gli avrebbero sottratto il portafoglio.
[…] Il ragazzo era caduto poco prima battendo la testa, urtato da una macchina di passaggio, riportando un trauma cranico gravissimo. Eppure, sempre secondo la ricostruzione, nessuna chiamata al 112: i due giovani avrebbero invece iniziato a infilare le mani nelle tasche del piumino e dei pantaloni, per poi allontanarsi con il portafoglio della vittima. I due sono stati denunciati per furto e omissione di soccorso. Assistiti dagli avvocati Andrea Cagliero, Nicola Gallicchio e Paolo Galvagno, attendono ora di essere ascoltati dalla pm Delia Boschetto, per chiarire la loro posizione.
«NON PENSAVAMO STESSE MORENDO»
Uno dei denunciati, un ventenne torinese, ha provato a ridimensionare la propria responsabilità sostenendo di non aver capito la gravità della situazione: «Non pensavo stesse morendo, altrimenti avrei chiamato i soccorsi». […]
IL PADRE DI DAVIDE: «COME SI FA A DERUBARE UN RAGAZZO IN FIN DI VITA SULLA STRADA?»
Durissime le parole del padre di Davide, Fabrizio Borgione, che non riesce a darsi una spiegazione: «Come si fa a derubare un ragazzo in fin di vita sulla strada?». […]
2 - NON SAPEVO STESSE MORENDO
Estratto dell’articolo di Massimo Gramellini per www.corriere.it
C’è un corpo agonizzante per le strade di Torino, quello di Davide, un ragazzo caduto dalla bici in piena notte, probabilmente a causa di un malore. La telecamera posta all’incrocio riprende le tre reazioni tipiche dell’animo umano davanti a una persona sofferente e indifesa: indifferenza, cupidigia e cura.
La prima auto, una jeep, non si accorge proprio di Davide e gli passa sopra. “Credevo fosse un dosso” dirà poi il guidatore. La seconda invece si ferma. Scendono due torinesi di vent’anni, si avvicinano a Davide, […] rovistano nelle tasche finché non trovano il portafogli.
[…] Uno di loro, rintracciato grazie alla targa, si è giustificato così: “Non sapevo che stesse morendo”. E nemmeno sembra attraversarlo il dubbio (e la vergogna) che derubare un ferito grave senza soccorrerlo sia quasi peggio che rapinare un sano o saccheggiare un cadavere.
È ormai l’alba quando sul posto si fermano un’altra auto e un furgone, guidati rispettivamente da Luca e Kelvin, che ha lavorato tutta la notte. Sono loro che prestano a Davide i primi soccorsi e chiamano l’ambulanza. Ai cronisti curiosi di sapere da quale serbatoio in disuso avessero attinto quelle riserve di umanità, entrambi i ragazzi hanno risposto che si trattava di “un dovere morale”. Ed era talmente tanto tempo che non sentivo più risuonare la parola “dovere” che, vi giuro, mi è venuto da piangere.



