VI RICORDATE DEL CASO DELLA PICCOLA KATA? ANCHE LA PROCURA SI ARRENDE E CHIEDE L’ARCHIVIAZIONE – LA BAMBINA AVEVA 5 ANNI QUANDO, NEL 2023, SPARÌ DALL’ALBERGO “ASTOR” DI FIRENZE, OCCUPATO DA FAMIGLIE DI MIGRANTI. LE PISTE BATTUTE NON HANNO PORTATO A NULLA: UNA VENDETTA PER REGOLARE I CONTI SUL RACKET DEGLI ALLOGGI, UNA VENDETTA PER UNA VIOLENZA SESSUALE ATTRIBUITA A UNO DEGLI ZII DI KATA, INFINE, UN SEQUESTRO PER IMMETTERE LA BAMBINA NEI CIRCUITI DELLE ADOZIONI ILLEGALI – IL GIP AVRÀ DUE OPZIONI RIGUARDO AL FASCICOLO PER “SEQUESTRO DI PERSONA A SCOPO ESTORSIVO”: CHIEDERE AI PM DI CONTINUARE A CERCARE OPPURE…
FILIPPO FIORINI per https://www.lastampa.it/cronaca/2026/09/10/news/kata_scomparsa_firenze_procura_chiede_archiviazione-15735306/
La procura di Firenze ha messo un timbro sul mistero di Mia Kataleya Alvarez Chicclo: «Richiesta d’archiviazione».
kata, la bambina scomparsa a firenze
Così, il fascicolo per «sequestro di persona a scopo estorsivo» aperto per far luce sulla scomparsa, il 10 giugno 2023, di una bambina che Firenze e l'Italia hanno imparato a conoscere per il suo diminutivo, Kata, finirà sulla scrivania di un giudice per le indagini preliminari. Il magistrato avrà due opzioni: chiedere ai pm di continuare a cercare oppure accogliere il fallimento dell’inchiesta e metterla in un cassetto, in attesa che un giorno, forse, compaiano nuove prove, nuove piste, nuovi testimoni.
È probabile ma non certo che il gip si inclini per la seconda scelta. Ci sono di mezzo l’omertà e la riforma Cartabia. Questa legge, infatti, stabilisce che per il reato di rapimento le indagini durino al massimo 32 mesi.
kata bambina scomparsa a firenze
Ne sono passati 39, dal giorno in cui prima i carabinieri, poi un pool di pubblici ministeri, e dopo le telecamere di mezzo palinsesto tv, si affacciarono al cortile e alle stanze dell'Astor, un hotel chiuso per bancarotta, occupato da famiglie migranti che pagavano e riscuotevano illegalmente gli affitti. Tra questa popolazione, gli inquirenti hanno trovato un muro di silenzio, reticenze, tanti «non so», «non ho visto», «non ricordo».
Le ipotesi sul movente del rapimento sono state tre: una vendetta per regolare i conti sul racket degli alloggi, una vendetta per una violenza sessuale attribuita a uno degli zii di Kata, infine, un sequestro per immettere la bambina nei circuiti delle adozioni illegali. Proprio le risultanze degli atteggiamenti tenuti dalla madre, il padre (che al momento della scomparsa era in carcere) e i due zii, avevano messo al centro delle attenzioni la stessa famiglia della bimba, trasformando la teoria del racket in quella più accreditata.
L'ULTIMA IMMAGINE DI KATA FUORI DALL'HOTEL ASTOR A FIRENZE
Di fatto, gli unici due nomi iscritti nel registro degli indagati, sul fascicolo che oggi si avvia all'archiviazione, sono quelli degli zii Abel Alvarez detto Dominique e Marlon Chicclo, se non altro perché con la mamma Katherine al lavoro e il padre detenuto, queste sono state le persone con cui la bimba ha trascorso la maggior parte della giornata del 10 giugno 2023.
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kathrina alvarez la mamma della piccola kata 1
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LA RICOSTRUZIONE DEL VOLTO DELLA PICCOLA KATA A DUE ANNI DALLA SCOMPARSA