VI RICORDATE DI MAURO MARIN, L’EX VINCITORE DEL “GRANDE FRATELLO” DEL 2010? IL 45ENNE, CHE IN PASSATO È STATO RICOVERATO IN UN REPARTO DI PSICHIATRIA ED È STATO CONDANNATO A 20 GIORNI DI CARCERE PER PERCOSSE ALL’EX FIDANZATA, SI È RITROVATO DUE LADRI IN CASA ED È RIUSCITO A FARLI SCAPPARE PRENDENDOLI A PUGNI E MINACCIANDOLI CON UN’ASCIA – IL RACCONTO DELL’EX GIEFFINO: “HO RIFILATO UNA TESTATA A UNO DEI DUE CHE MI HA AFFERRATO PER I CAPELLI, PICCHIANDOMI. HO COMINCIATO A DARE PUGNI A ENTRAMBI, HO ANCORA LA MANO GONFIA, MA ALMENO SONO SCAPPATI, A PIEDI PER I CAMPI. È RISCHIOSO METTERSI CONTRO UN MACELLAIO, SI RISCHIA DI FINIRE IN POLPETTE…”
Estratto dell'articolo di Michela Nicolussi Moro per www.corriere.it
Notte movimentata, quella appena trascorsa, per Mauro Marin, 45 anni, vincitore del Grande Fratello 2010, che si è ritrovato due ladri in casa ed è riuscito a farli scappare prendendoli a pugni e minacciandoli con un’ascia. Marin abita a Poisolo, frazione di Castelfranco Veneto, in un capannone di duemila metri quadri comprensivo del salumificio di famiglia che gestisce con i due fratelli, insieme al Bar osteria Profeta, ed è circondato da 7 ettari di terra.
«Giovedì sono tornato a casa a mezzanotte, in bici — racconta — l’ho riposta in cantina e sono andato a letto. Era tutto tranquillo, le mie due cagnoline Attila e Nerona dormivano, ma all’1.30 hanno cominciato ad abbaiare, così mi sono alzato, sono andato in corridoio e ho visto due uomini vestiti di nero e incappucciati, uno grosso e tarchiato e l’altro alto e magro, prendere la bici. Ho gridato: cosa state facendo? L’hanno mollata e io ho impugnato un’ascia che tengo vicino alla porta».
Secondo il racconto di Marin, uno dei due uomini tace mentre quello grosso con accento veneto gli dice: «Tu sei un pio pio, devi smetterla». Il padrone di casa mostra l’ascia e replica: «Adesso come la mettiamo? Se ve ciapo, ve copo». Vista la mala parata il complice magro salta sul furgone bianco Ford Transit di Marin e l’altro lo affronta «viso a viso». «Gli ho detto: non voglio farvi male, lasciate stare il furgone e andate via — ricorda il macellaio trevigiano —. Ma quello ha replicato: e sennò cosa mi fai? Allora ho buttato via l’ascia, sono arretrato e ho ripetuto: andatevene, chiudiamola qua. Ma anche il secondo uomo è salito sul Transit, che però non è partito».
Non riuscendo a scappare, uno dei ladri ha afferrato Marin da dietro, ma lui è riuscito a divincolarsi. «L’ho buttato per terra e ho rifilato una testata al complice, che poi mi ha afferrato per i capelli, picchiandomi — prosegue —. Ho cominciato a menare pugni a entrambi, ho ancora la mano gonfia, ma almeno sono scappati, a piedi per i campi. Con l’adrenalina a mille ho acceso tutte le luci, mi sono preparato una camomilla e fumato dieci sigarette. Tremavo. Quando sono riuscito a calmarmi ho chiamato i carabinieri e ho presentato un esposto contro ignoti».
Una pattuglia è arrivata nel giro di 20 minuti, erano passate le 2, e con il padrone di casa ha controllato l’intera proprietà. «I due uomini hanno tentato di rompere un vetro, scassinato una porta e lasciato un drappo con la scritta Pio Pio ripetuta tante volte — rivela Marin — è una minaccia, l’ho consegnato ai carabinieri. E poi hanno lasciato un bastone piantato per terra con una lattina di Coca Cola infilata in cima, altro avvertimento. Forse sono arrivati un’ora prima rispetto a quando i cani li hanno sentiti, mi avranno seguito».
Marin, che non ha voluto farsi medicare la mano al Pronto Soccorso, un sospetto ce l’ha: collega l’intrusione all’avviso di archiviazione, ricevuto giovedì mattina, di un vecchio procedimento riguardante una lite finita a botte con un soggetto che si sarebbe così voluto vendicare. Ma è da dimostrare. «In questo momento di crisi un salumificio con 100mila euro di prodotti dentro fa gola — riflette — ma è rischioso mettersi contro un macellaio, si rischia di finire in polpette». […]





