scandalo intercettazioni grecia

LE INDAGINI FAI-DA-TE NON SI POSSONO FARE - VICINO MILANO, FINISCONO NEL MIRINO DEI PM ALCUNI CARABINIERI CHE HANNO FORNITO UN SOFTWARE-SPIA ALLA FIGLIA DI UNA ULTRAOTTANTENNE CHE SI ERA INSOSPETTITA PER I CONTINUI PRELIEVI DI DENARO DI SUA MAMMA - I MILITARI HANNO SPIEGATO ALLA SIGNORA COME INSTALLARE UN'APP-SPIA NEL CELLULARE DELL'ANZIANA, COSÌ DA POTER INDAGARE CAPTANDO LE CHIAMATE: IN EFFETTI, LA VECCHIETTA VENIVA SPOLPATA DA UNA 34ENNE (POI CONDANNATA PER TRUFFA) COINQUILINA DI SUA NIPOTE A NAPOLI - LA 34ENNE TELEFONAVA ALL'ANZIANA FACENDOLE CREDERE CHE SUA NIPOTE, DISABILE, AVESSE BISOGNO DI SOLDI - ORA I MAGISTRATI DOVRANNO VALUTARE SE LE REGISTRAZIONI SIANO DA CONSIDERARE INTERCETTAZIONI ILLEGALI...

ANZIANA TRUFFATA

(ANSA) - I Carabinieri di una tenenza di un Comune alle porte di Milano avrebbero "deliberatamente fornito" alla figlia di una ultraottantenne, insospettita per continui prelievi di denaro e strane telefonate da parte della madre, "lo strumentario ed ogni informazione tecnica utile" per installare di nascosto nel telefono dell'anziana una "app spia", che consente di registrare le chiamate, per poi scaricarle sul pc e poterle ascoltare in autonomia.

 

Le avrebbero indicato un particolare software in modo da poter 'captare' le chiamate, dando il via così a "continuative attività d'intercettazione illegale, dai militari addirittura 'caldeggiate'", nonostante non siano previste dal codice per il reato di truffa.    

 

La vicenda, per cui ora il giudice dell'ottava sezione penale del Tribunale, Giulio Fabnales, ha chiesto la trasmissione degli atti al pm affinché apra un fascicolo a carico degli investigatori dell'Arma, è venuta a galla nel corso del processo di primo grado che si è concluso ieri con la condanna per truffa aggravata di una 34enne di Napoli: 

ANZIANA TRUFFATA 2

 

3 anni di reclusione è la pena inflitta a cui si aggiungono una multa di 700 euro e il versamento di una provvisionale, immediatamente esecuitiva di 35.669 euro, pari alla cifra che l'imputata ha ottenuto raggirando la nonna ultraottantenne dall'agosto 2021 all'aprile 2023.  Per ben 217 volte si è fatta versare del denaro su due carte prepagate.

 

A indurre l'anziana a versare tutti quei soldi è stato, si legge nelle motivazioni depositate a velocità record dal giudice Fanales, "il profondo sentimento di affetto e apprensione" che l'anziana signora nutriva verso la nipotina disabile - orfana del suo figlio primogenito - che conviveva nel Napoletano con la 34enne pure lei con problemi di salute.

 

ANZIANA TRUFFATA

Quest'ultima, approfittando dell'affetto e dell'apprensione della nonna per la sua coinquilina - ignara di tutto - le telefonava facendole credere "di vivere in situazioni di disagio": dalla mancanza di denaro per comprare le medicine, le scarpe e il cibo fino "all'impossibilità di scaldarsi".

 

Oppure di essere vittima di un giro di usurai con conseguente pericolo anche per la nipote e, comunque, di avere "impellente bisogno di soldi". Storie inventate che hanno messo in agitazione l'83enne. Ad accorgersi che qualcosa non andava è stata l'altra figlia dell'anziana che si è recata dai carabinieri, come ha raccontato in aula, denunciando di avere sospetti per via di tutti quei prelievi fatti dalla madre dal conto, delle telefonate fatte quasi di nascosto, e delle mancate risposte alle domande su cosa stesse accadendo.

 

truffa anziani 4

I militari, nonostante il reato di truffa non preveda le intercettazioni, "mi avevano fatto installare (...) sul cellulare della mamma" un'applicazione che registrava in presa diretta i dialoghi. La sera poi "quando tornavo a casa", "riuscivo" a prenderle "il telefono (...), a girarmi queste conversazioni sul mio cellulare(...), le buttavo sul pc e le ascoltavo". Per questo il giudice ha trasmesso gli atti all'ufficio del pm affinché valuti "eventuali profili di responsabilità penale a carico" degli uomini dell'Arma, ritenendo si sia trattato di intercettazioni illegali.

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