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LA RAI FORNISCE UN PALCO AI TERRORISTI DI HAMAS PER LE LORO MINACCE – BASEM NAIM, EX MINISTRO DELLA SALUTE DI GAZA E ATTUALE COORDINATORE DELLA LOGISTICA DI HAMAS, INTERVISTATO DA “AGORÀ” SU RAI 3, CRITICA L'APPOGGIO DEL GOVERNO MELONI A ISRAELE E LANCIA UN AVVERTIMENTO: “È UN ERRORE GRAVISSIMO CHE TRASFORMA L’ITALIA IN UNA DELLE PARTI DELL’AGGRESSIONE CONTRO IL NOSTRO POPOLO” -  PAROLE DA NON SOTTOVALUTARE, ANCHE PERCHÉ NAIM È STATO A LUNGO UOMO DI COLLEGAMENTO CON HEZBOLLAH IN LIBANO… – VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Claudio Antonelli per “La Verità”

 

Basem Naim intervistato da Roberto Inciocchi - agora rai 3

In pochi giorni è planato da Gaza a Mosca per poi atterrare sulla tv italiana. Basem Naim, ex ministro della Salute di Gaza e attuale coordinatore della logistica nonché ambasciatore itinerante di Hamas, intervistato dal programma Agorà su Rai 3, ha lanciato una palese e mafiosa minaccia contro il nostro Paese. «È un errore gravissimo che trasforma l’Italia in una delle parti dell’aggressione contro il nostro popolo», ha esternato Naim, riferendosi alla presa di posizione del governo Meloni.

 

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU

«Israele oggi non agisce da solo. Israele agisce per conto di Stati Uniti, Francia, Germania, Regno Unito e purtroppo anche dell’Italia, che ha inviato alcune truppe nel Mediterraneo», ha aggiunto il leader terrorista. «Come possiamo affrontare tutto questo?», si è poi chiesto Naim. «Possiamo soltanto dire che la comunità internazionale ha oggi la stessa responsabilità degli israeliani per tutte le stragi commesse ogni giorno contro Gaza».

 

[…]  

 

In qualità di medico, laureato in Germania, Naim ha ricoperto ruoli di peso all’interno del più famoso ospedale di Gaza, Al Shifa hospital. Storicamente vicino alle brigate Al Qassam (suo figlio ne era un membro), ha fatto il salto politico nel 2007. È diventato ministro della Sanità per poi lasciare l’incarico nel 2012 e prendere quello di presidente del Consiglio per le relazioni internazionali.

 

Basem Naim intervistato da Roberto Inciocchi - agora rai 3

È stato a lungo uomo di collegamento tra Al Fatah (vicina all’Olp) e il gruppo di Hezbollah in Libano. Nel suo passato ha gestito anche momenti di tensione con i leader di Hamas che probabilmente è riuscito a superare grazie alla capacità di coordinare la logistica dentro e fuori Gaza.

 

[…]

 

 Naim è celebre sui social ed è stato più volte avvistato in Sud America e a Mosca. Ha celebrato la vittoria di Ignacio Lula Da Silva in Brasile, ha criticato con lettere aperte la posizione di Justin Trudeau nel 2018. Nel 2022 ha partecipato a una delegazione ufficiale di Hamas al Cremlino. Al suo fianco il gran Muftì di Mosca con l’obiettivo di commentare la nascita di equilibri multipolari dopo lo scoppio della guerra in Ucraina.

 

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU 1

Ma la sortita più interessante è avvenuta la scorsa settimana. Il 26 ottobre scorso Naim compare in una foto al fianco di Mousa Abu Marzouk, responsabile Relazioni Internazionali di Hamas, accanto al viceministro degli Esteri russo con delega al Medio Oriente, Mikhail Bogdanov.

 

Come ha fatto a lasciare Gaza? Naim vive tra la Striscia, Beirut e Doha in Qatar, un po’ come tutti i leader di Hamas. Era però a Gaza al momento dello scoppio della guerra. L’ipotesi è che abbia utilizzato i tunnel per raggiungere il Sinai e poi beffare l’intelligence egiziana.

 

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Basem Naim intervistato da Roberto Inciocchi - agora rai 3

 

L’uscita di ieri, dunque, va letta con attenzione. Le sue parole acquisiscono peso perché sa quello che dice. Il rischio che in Europa ci siano depositi di armi gestiti da Hezbollah non è da escludere e il suo particolare legame con il gruppo libanese induce a pensare che Naim voglia far scattare il campanello d’allarme dell’intelligence, ma al tempo stesso mettere benzina sul fuoco delle piazze europee e, in particolare, italiane.

 

Hamas è radicata in Sud America. Forte nella zona chiamata Triple frontera, l’area a tre confini lungo l’incrocio tra Argentina, Brasile e Paraguay, dove convergono i fiumi Iguazú e Paraná. Armi e droga. E hub logistico verso l’Europa.

La minaccia contro l’Italia è dunque un misto di politica e di potenziale terrorismo.

 

HEZBOLLAH

Naim in passato ha saputo dosare con attenzione i messaggi e l’uso della tv e dei social. Sa dunque che da noi c’è terreno fertile. Hamas sa che ci sono supporter e che in questo momento l’odio verso l’atlantismo e l’ebraismo sono in grado di coalizzare associazioni islamiche, movimenti di sinistra e di destra saldati dalla fede terzomondista. Il che significa per il nostro governo porre attenzione maggiore e al tempo stesso mantenere dritta la barra.

 

Bene ha fatto Giorgia Meloni a schierarsi con Israele e al tempo stesso chiedere moderazione nella risposta militare e nell’invasione di terra della Striscia. Solo l’ipotesi di un attacco o un possibile rischio attentati metterebbe a soqquadro la maggioranza. Ed è così che va intesa la minaccia lanciata tramite il terzo canale Rai. Il tentativo è destabilizzare il governo, senza mettere mano alle armi. Questa da un lato è una speranza ma dall’altro è un pericolo concreto da non sottovalutare.

 

hamas

[…]  Gli ingenti fondi e investimenti arrivati dal Qatar e gli importanti accordi chiusi con Doha per far arrivare gas fino alle nostre coste sono il perimetro dentro il quale l’Italia - per scelte in gran parte risalenti a precedenti governi - si trova a muoversi. Non può strappare. Ma al tempo stesso deve rimanere in scia all’alleanza atlantica. Un banco di prova con qualche piaga in cui il mondo arabo sa come infilare il dito.

BAMBINI ISRAELIANI NELLE MANI DI HAMASBasem Naim GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU HEZBOLLAHBasem Naim intervistato da agora rai 3

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