giusi bartolozzi gaetano armao

LA “ZARINA” DI VIA ARENULA RESTA MUTA – GIUSI BARTOLOZZI, POTENTE CAPO DI GABINETTO DI NORDIO, NON RISPONDE AL QUOTIDIANO “DOMANI”, CHE LE HA DOMANDATO CHI HA PAGATO IL PERNOTTAMENTO PER LEI E PER IL COMPAGNO, L’AVVOCATO GAETANO ARMAO, AL GRAND HOTEL QUISISANA DI CAPRI LO SCORSO OTTOBRE, IN OCCASIONE DI UN CONVEGNO SULLA GIUSTIZIA – IN QUELLA TRASFERTA LA COPPIA HA UTILIZZATO UNA MOTOVEDETTA DELLA FINANZA PER RAGGIUNGERE L’ISOLA. UN CASO SUL QUALE INDAGANO SIA LA CORTE DEI CONTI SIA LA PROCURA DI NAPOLI – L’IMBARAZZO A VIA ARENULA E I GUAI GIUDIZIARI DI ARMAO, CONSULENTE DEL GOVERNATORE DELLA SICILIA SCHIFANI…

Estratto dell’articolo di Nello Trocchia per “Domani”

 

giusi bartolozzi

Alcuni mesi fa Domani ha raccontato del viaggio a Capri di Giusi Bartolozzi, la potente capa di gabinetto del ministro Carlo Nordio. Era lì per un convegno, mentre era assente il guardasigilli. Invece di un normale traghetto di linea, come i suoi sottosegretari, è salita a bordo di una motovedetta della Guardia di finanza.

 

Un fatto sul quale sta indagando sia la Corte dei conti sia la procura guidata da Nicola Gratteri. Ma su quel viaggio c’è anche un altro aspetto sul quale andrebbe fatta chiarezza: il pernottamento nell’hotel di lusso Quisisana. Chi ha pagato per la zarina e il suo compagno, Gaetano Armao, avvocato e consulente del governatore della Sicilia Renato Schifani?

 

Gaetano Armao

Nessuna risposta, né da loro né dagli uffici del ministero, contattati più volte con anche mail di posta certificata. La trasparenza, questa sconosciuta.

 

Ma prima di tornare a Capri, è utile ripercorrere la storia della coppia più potente della giustizia italiana. Non c’è solo l’indagine su di lei per la liberazione del torturatore libico, Osama Almasri, arrestato esattamente un anno fa, poi liberato e rimandato in Libia con volo di stato offrendogli così una via d’uscita dai mandati della Corte penale internazionale. E non ci sono soltanto i guai, per lui, dovuti ai debiti pregressi con l’ex moglie.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

La scalata al potere è lastricata di fatiche, per fortuna anche di gioie, come la casa acquistata a pochi passi da Fontana di Trevi, tra i cui proprietari però non compare Armao, che nei mesi scorsi aveva raccontato quanto si paga a caro prezzo l’impegno politico.

Lui è stato per anni numero due della regione negli anni d’oro di Raffaele Lombardo presidente, e resta ancora in auge.

Consulente di Schifani e anche a capo del Cts, la commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali di competenza regionale. […]

 

Domani aveva già raccontato i suoi trascorsi tra contenziosi con l'erario, pignoramenti e case all’asta. «Lo avevo preannunciato ed è diventato tutto inoppugnabile», così scriveva annunciando di essere stato assolto dall’accusa di evasione fiscale. Era il giugno dello scorso anno.

 

carlo nordio e giusi bartolozzi

A carico di Armao, tuttavia, resta in piedi un altro processo: i fatti contestati riguardano la gestione di un interporto quando era assessore regionale. […]

 

Uno dei contenziosi che ha dato qualche preoccupazione all’avvocato Armao ha avuto una sua fine lo scorso dicembre: il tribunale di Palermo ha definitivamente trasferito un immobile di pregio nel centro di Palermo a una società. Era stato pignorato allo stesso Armao, lì c’era la sede del suo studio legale, e poi messo all’asta.

 

Quel bene è stato trasferito a una società, la Solex srl. Mentre il professore fa i conti con il carico di pignoramenti, c’è anche quello derivante dalla causa di divorzio con l’ex moglie, combatte anche un’altra battaglia.

 

GAETANO ARMAO

Se da una parte è consigliere del presidente Schifani, pagato con soldi pubblici, dall’altra è parte di un contenzioso con Amat, l’azienda dei trasporti di Palermo. In città, come diceva l’indimenticabile Roberto Benigni in Johnny Stecchino, il traffico è un problema grave. E per risolverlo a inizio anni Duemila l’azienda voleva costruire un sistema tramviario.

 

La società aveva scelto come professionista per la parte legale Armao, il quale aveva ricevuto diverse liquidazioni delle sue parcelle, ma per cifre insufficienti secondo il professore. Il marito della zarina ha promosso un’azione per il recupero di un milione e 270 mila euro oltre interessi dall’anno 2005 e, pertanto, per oltre 3 milioni di euro.

 

GIUSI BARTOLOZZI

Un salasso che Amat, assistita dall’avvocato Giovanni Puntarello, alla fine non ha dovuto subire: la sezione civile della corte d’Appello di Palermo, a metà dello scorso anno, ha respinto le pretese di Armao condannandolo al pagamento delle spese legali.

 

Così come era successo già in primo grado, quando il tribunale aveva condannato l’avvocato professore a pagare 45mila euro di spese. Ma, a quanto risulta a Domani, la cifra non è stata saldata. Armao, dal canto suo, ha fatto ricorso in corte di Cassazione, mentre Amat non ha ancora avviato le procedure per il recupero delle spese legali.

 

L’azienda pubblica è controllata dal comune di Palermo, amministrato dal centrodestra con cui il compagno della zarina nonché consulente del governatore Schifani ha storici rapporti.

 

GAETANO ARMAO

Lo scorso ottobre Armao era presente anche a Capri insieme a Bartolozzi, nel convegno sulla giustizia, ricordato soprattutto per la polemica innescata dal viaggio della zarina, che si è mossa con la motovedetta dei carabinieri. Oltre al viaggio, però, resta un grande mistero su chi abbia pagato l’hotel di lusso Quisisana.

 

Qui infatti era ospite Bartolozzi dopo aver raggiunto l’isola assieme al marito. Abbiamo chiesto più volte alla capa di gabinetto di Nordio quanto e chi ha pagato quell’alloggio, ma non ha mai risposto. Mentre i sottosegretari hanno dormito in alberghi a tre stelle pagando la differenza per integrare il budget ministeriale, la capa di gabinetto, senza ministro al seguito, ha alloggiato al Quisisana, dove solitamente una stanza arriva a costare fino a 1.000 euro, mentre una suite anche 3.500 euro nel periodo di ottobre.

 

GIUSI BARTOLOZZI

Di fronte ai continui silenzi, per avere una risposta abbiamo inviato una mail con posta certificata all’ufficio stampa del ministero della Giustizia. Niente da fare. Abbiamo sollecitato anche altri uffici, scrivendo a Giuseppe Fichera, responsabile anticorruzione e trasparenza. In nome della trasparenza ha scelto il silenzio.

 

Da ultimo abbiamo inviato una richiesta utilizzando la procedura di accesso agli atti, ma al momento non è arrivata alcuna risposta. Così come abbiamo scritto alla coppia Bartolozzi&Armao per avere una loro replica su ogni aspetto sollevato in questa nostra inchiesta. Nessuna risposta.

GAETANO ARMAO

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…