nicola calipari giuliana sgrena nicolo pollari

DAGOREPORT – PIENONE DI AUTO BLU STASERA ALL’AUDITORIUM DI ROMA: DA MELONI E MANTOVANO A GIULI E BERNINI, TUTTI IN FILA PER ASSISTERE ALLA PRIMA DE “IL NIBBIO”, IL FILM ISPIRATO ALLA MORTE IN IRAQ DELL’AGENTE DEL SISMI, NICOLA CALIPARI, UCCISO NEL 2005 MENTRE STAVA RIPORTANDO IN ITALIA LA GIORNALISTA DEL “MANIFESTO”, GIULIANA SGRENA - A VENT’ANNI DALLA TRAGEDIA, RENDE OMAGGIO A CALIPARI ANCHE SERGIO MATTARELLA: “LE SPIEGAZIONI DELLA SUA MORTE PERMANGONO TUTTORA NON ESAURIENTI” - ESSÌ, LA VERITÀ NON È MAI VENUTA FUORI. SE IL SOLDATO AMERICANO HA SPARATO PER ERRORE, È ALTRETTANTO VERO CHE NESSUNO L’AVEVA AVVERTITO DEL PASSAGGIO DELLA TOYOTA - QUINDI, LA DOMANDA: COME MAI LA NOTTE DEL 4 MARZO 2005 LA TOYOTA SU CUI VIAGGIAVANO CALIPARI E SGRENA NON ERA STATA SEGNALATA DALL’INTELLIGENCE ITALIANA AGLI ALLEATI AMERICANI? LA RAGIONE PIÙ PROBABILE È QUESTA….

 

 

DAGOREPORT

claudio santamaria il nibbio

Stasera alle 19.30, l’Auditorium di Roma sarà zeppo di auto blu. Saranno in molti ad assistere alla prima de “Il Nibbio”, il film ispirato alla tragica vicenda di Nicola Calipari, l’agente del Sismi ucciso in Iraq la notte del 4 marzo 2005 da un soldato americano, Mario Lazano, mentre era in missione per riportare in Italia la giornalista del “manifesto”, Giuliana Sgrena.

 

Ci sarà la premier Giorgia Meloni, scortata dal sottosegretario Mantovano e dai ministri Piantedosi, ci saranno Giuli e Bernini, la vicepresidente del Senato, Licia Ronzulli, per continuare col sottosegretario al Ministero della Cultura, Lucia Borgonzoni, e il sindaco di Roma, Roberto Gualtieri. In prima fila anche la vedova dell’agente, Rosa Calipari e Giuliana Sgrena.

 

NICOLA Calipari

Nella lista degli invitati alla prima, pare che non ci sia l’ex agente del Sismi, Marco Mancini, che fu immortalato dai flash mentre aiutava la giornalista ferita a scendere dalla scaletta dell’aereo di Stato che la riportava a casa.

 

A vent’anni dalla tragedia, rende omaggio a Nicola Calipari anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, con una dichiarazione che non può esimersi dal sottolineare i numerosi e mai chiariti interrogativi intorno all’uccisione dell’agente: “Se le spiegazioni delle circostanze che hanno causato la sua morte permangono tuttora non esaurienti - rileva Mattarella - risalta, invece, la generosità estrema di Calipari che alla scarica di proiettili ha fatto scudo con il proprio corpo per sottrarre al rischio la persona che era riuscito a liberare. Un gesto di eroismo, iscritto nella storia della Repubblica”.

 

giuliana sgrena

Essì, la verità non è mai venuta fuori. Il soldato americano di guardia al check-point mobile 541 ha sparato per errore? Ma è altrettanto vero che nessuno l’aveva avvertito del passaggio della Toyota. Quindi, la domanda: come mai la notte del 4 marzo 2005 la Toyota Corolla diretta all´aeroporto di Baghdad su cui viaggiavano Nicola Calipari e Giuliana Sgrena non era stata segnalata dall’intelligence italiana agli alleati americani? Perché?

 

Eppure, Calipari ha esperienza e abilità di negoziatore. Prima di gestire le trattative per la liberazione di Giuliana Sgrena, gioca un ruolo fondamentale nella liberazione di Simona Pari e Simona Torretta, due operatrici umanitarie italiane rapite in Iraq, e dei tre addetti alla sicurezza Umberto Cupertino, Maurizio Agliana e Salvatore Stefio.

giuliana sgrena e marco mancini

 

“Uno dei presupposti del dramma’’, scrive nel 2010 Carlo Bonini su “Repubblica”, ‘’fu la scelta presa a Roma dal Sismi (capitanato da Niccolò Pollari, ndr) e da Palazzo Chigi (governo Berlusconi, ndr) di tacere all´esercito americano le modalità di arrivo in aeroporto della Sgrena, con la conseguenza di essere tagliati fuori dal flusso di informazioni di intelligence sul terreno (particolarmente intense, quella notte del 4 marzo, per lo spostamento via terra dell´allora ambasciatore americano a Baghdad Negroponte)’’.

 

Occorre aggiungere un altro e più importante motivo alla base della scelta del governo italiano e del Sismi di non comunicare agli americani la liberazione della Sgrena: è un fatto assodato che fu pagato un riscatto “tra 1 e 2 milioni di dollari”, per quanto ha potuto accertare la Procura di Roma con una delle ultime rogatorie a Baghdad.

 

NICOLA Calipari

Ed è altrettanto assodato che l’intelligence Usa era contrarissima alla liberazione di ostaggi dietro riscatto in denaro. Quel paio di milioni di dollari pagati dal Sismi sono finiti agli iracheni per comprarsi cheeseburger e chewing gum o mitragliatori e bombe?

 

Il rapporto stilato da Washington, scrive Bonini cinque anni dopo la tragedia, addebitava la responsabilità di quanto accaduto a “due circostanze”. La prima: “Il signor Andrea Carpani (l´agente del Sismi alla guida della Toyota, ndr) guidava troppo veloce, era impegnato in troppe cose che lo distraevano, compreso guidare e contemporaneamente parlare al telefono, viaggiare su una strada bagnata, prestare l´orecchio a possibili minacce, provare a raggiungere l´aeroporto più velocemente possibile, in un´atmosfera di intensa eccitazione all´interno della macchina’’.

 

La seconda: “Il mancato coordinamento con le forze americane (e dunque la mancata comunicazione della presenza della Sgrena sulla Toyota e del tragitto che l´auto avrebbe seguito per raggiungere l´aeroporto, ndr) fu una scelta consapevole degli italiani che ritenevano il recupero dell´ostaggio questione attinente l´interesse nazionale”.

 

AUTO DOVE E MORTO NICOLA Calipari

Al rapporto della Cia, replica il rapporto del Sismi con una vertiginosa arrampicata sugli specchi: “Calipari muore perché la macchina su cui viaggia, “per altro a velocità moderata”, non ha neppure il tempo di realizzare di essere finita nel cono di controllo di un check-point, privo come è “di segnaletica idonea ad avvertire il traffico in arrivo”.

 

E ancora: Calipari muore perché quel check-point “è stato disposto con carente attenzione (non è stata tracciata, tra la linea di allarme e quella di allerta, la linea di arresto)”, perché i soldati che lo presidiano hanno ricevuto un “addestramento scarso” e, soprattutto, “sono carichi di “stress” dovuto all’equivoco sulla durata della loro missione”.

 

NICOLA Calipari

“Stress” o “mancanza di segnaletica”, il processo per la morte di Nicola Calipari si concluse all’italiana, con la Cassazione che fece scendere il sipario per "difetto di giurisdizione" del nostro Paese, con l’improcedibilità dell´accusa di omicidio nei confronti del militare che lo uccise.

claudio santamaria il nibbioclaudio santamaria il nibbio. NICOLO POLLARI NICOLO POLLARI FRANCESCO Cossiga comandante alfa e NICOLO POLLARIclaudio santamaria sonia bergamasco il nibbiosonia bergamasco il nibbiosonia bergamasco il nibbio sonia bergamasco il nibbioNICOLO POLLARI Marco Mancini

MARCO MANCINI marco manciniGiuliana Sgrenagiuliana sgrena e marco mancini AUTO DOVE E MORTO NICOLA Calipari

Ultimi Dagoreport

edmondo cirielli guido crosetto giorgia meloni antonio tajani maurizio gasparri

DAGOREPORT - NELL’ARMATA BRANCA-MELONI, GIUNTA AL QUARTO ANNO DI POTERE, I REGOLAMENTI DI CONTI NON AVVENGONO SOLO TRA "VIA DELLA SCROFA E "FIAMMA MAGICA", TRA SALVINI E LA DUCETTA - CHI AVEVA INTERESSE A COLPIRE IL VICEMINISTRO DEGLI ESTERI IN QUOTA FDI, EDMONDO CIRIELLI, RENDENDO PUBBLICA SULLE COLONNE DEL “CORRIERE DELLA SERA”, LA NOTIZIA DEL SUO INCONTRO CON L’AMBASCIATORE RUSSO IN ITALIA ALEKSEJ PARAMONOV? - CHE LA DUCETTA SIA ANDATA SU TUTTE LE FURIE E' UNA CAZZATA PERCHE' IL MINISTRO TAJANI ERA A CONOSCENZA DELL'INCONTRO ESSENDO AVVENUTO ALLA FARNESINA ALLA PRESENZA DI DI DUE FUNZIONARI DEL MINISTERO - A VOLERE LO SCALPO DELL’EX GENERALE DI BRIGATA DEI CARABINIERI SONO IN TANTI, DATO CHE IL SUO CARATTERE FUMANTINO STA SUL GOZZO SIA AI CAMERATI D'ITALIA SIA A FORZISTI ITALIOTI - IL SILURO DIRETTO ALLE PARTI BASSE DI CIRIELLI È “MADE IN CIOCIARIA”…

donald trump benjamin netanyahu ali khamenei iran usa

DAGOREPORT – NON SIAMO ASSISTENDO AL DISORDINE POLITICO MONDIALE, MA PIUTTOSTO AL DISORDINE MENTALE DI GRAN PARTE DEI LEADER - LA STRATEGIA DELLA “DECAPITAZIONE” DI NETANYAHU  (BANG! BANG! UCCIDIAMO TUTTI I LEADER IRANIANI) È UNA MINCHIATA CHE RADICALIZZERA' ANCORA DI PIU' IL REGIME TEOCRATICO DI TEHERAN - PER OGNI AYATOLLAH SPEDITO A MAOMETTO, CE NE SONO ALMENO DUE ANCORA PIÙ ESTREMISTI PRONTI A SUBENTRARE - COME DIMOSTRANO GAZA E LIBANO: HAMAS E HEZBOLLAH, PUR DECIMATI, CONTINUANO A COMANDARE, GOVERNARE E COMBATTERE – L’UCCISIONE DI LARIJANI, CAPO DELLA SICUREZZA NAZIONALE CHE AVEVA PRESO LE REDINI DEL COMANDO DOPO KHAMENEI, AVEVA COME SCOPO DI NON FAR ''SCAPPARE'' TRUMP DALLA GUERRA (LA CASA BIANCA ERA STATA TENUTO ALL'OSCURO DAGLI ISRAELIANI) - CON LO STRETTO DI HORMUZ BLOCCATO E MINATO, LA BENZINA ALLE STELLE, TRAFFICI E COMMERCI IN TILT, UNA CRISI ECONOMICA GLOBALE MINACCIA GLI STESSI STATI UNITI, CHE PERDONO ALLEATI: DOPO GLI STATI EUROPEI, ANCHE IL GIAPPONE RINCULA - UNICA VIA USCITA PER TRUMP? DICHIARARE "HO VINTO" E ANDARE A CASA...

andrea iervolino antoniozzi giuli santanche floriana gentile cinecitta

DAGOREPORT – “CIAK”, SI SCAZZA! NON BASTAVA LA LITE CON BUTTAFUOCO E UN VESPAIO DI NOMINE DEMENTI, ORA IL MINISTRO GIULI-VO DELLA CULTURA SI RITROVA CONTRO IL CINE-PRODUTTORE ANDREA IERVOLINO, A CUI IL MIC HA BLOCCATO 66 MILIONI DI TAX CREDIT – OLTRE A UNA INTERROGAZIONE PARLAMENTARE DI FDI A SUO FAVORE (SIC!), LA SETE DI VENDETTA DI IERVOLINO SI ARMA DI UN "MANGANELLO DI CARTA": HA ACQUISITO DALLA SANTANCHE' LA RIVISTA “CIAK” PER SVELARE "DA VICINO E DA DENTRO TUTTI I MECCANISMI CHE MUOVONO I FILM: FINANZIAMENTI PUBBLICI, DINAMICHE DEL TAX CREDIT, PREMI E LORO MODALITÀ DI ASSEGNAZIONE" - IERVOLINO HA GIA' DENUNCIATO CHE LE SOCIETÀ DA PUNTARE, QUANDO SI PARLA DI TAX CREDIT, NON SONO LE SUE, MA PIUTTOSTO...

markus soder soeder ursula von der leyen manfred weber friedrich merz

DAGOREPORT – ANCHE MERZ, NEL SUO PICCOLO, S’INCAZZA! IL CANCELLIERE TEDESCO È UNA FURIA CONTRO MANFRED WEBER, IL BOSS DEL PPE CHE A BRUXELLES LAVORA PER L’ALLEANZA CON I POST-NAZISTI DI AFD: “NON COLLABORIAMO CON L’ESTREMA DESTRA E ANCHE LUI LO SA”. TRADOTTO DAL TEDESCO: SE NON TI ADEGUI, SEI FUORI – È LA STESSA LINEA DEL POTENTE MARKUS SOEDER, PRESIDENTE DELLA BAVIERA CHE SCALPITA, E TEME LA CRESCITA DI AFD NEL SUO LAND (INTANTO, DOMENICA SI VOTA IN RENANIA PALATINATO, REGIONE DELL’OVEST IN CUI FROTTE DI VOTI STANNO MIGRANDO VERSO LE SVASTICHELLE…)

peter thiel donald trump papa leone xiv thomas joseph white

DAGOREPORT – PREVOST, CUOR DI LEONE: “NON ME NE FREGA NULLA DEI SOLDI CHE ARRIVANO DAGLI STATI UNITI. CANCELLATE LE CONFERENZE ALL'ANGELICUM DI PETER THIEL” - LA RISPOSTA TOSTA DEL SANTOPADRE AL RETTORE DELL'ANGELICUM, IL TRUMPIANO THOMAS JOHN WHITE, CHE GLI AVREBBE FATTO PRESENTE DI CORRERE COSI' UN SERIO RISCHIO: FAR SVANIRE L'OBOLO DEGLI STATI UNITI, PRIMO FINANZIATORE DEL VATICANO (13,7 MILIONI) – COLPO DI SCENA AL TERZO GIORNO DI PISTOLOTTI ROMANI, THIEL HA SVELATO IL NOME DI CHI AVREBBE AVVERTITO IL MONDO DELL’ARRIVO DELL’ANTICRISTO: RATZINGER, DEFINITO “IL PIÙ  GRANDE PENSATORE CRISTIANO DEGLI ULTIMI 100 ANNI” (NON A CASO FU BENEDETTO XVI CHE TOLSE LA SCOMUNICA AI SEGUACI ANTI-CONCILIARI DI MONS. LEFEVBRE) - IL NOME DI RATZINGER   SERVE SOLO A RINFOCOLARE LA SPACCATURA TRA LA CHIESA CONSERVATRICE USA E QUELLA PROGRESSISTA DI LEONE XIV…

donald trump e mark rutte a palm beach

DAGOREPORT – PEGGIO DI TRUMP CI SONO SOLO I CAMERIERI PAVIDI COME MARK RUTTE CHE, PER ACCONTENTARE IL "PADRONCINO" DI TURNO, SONO DISPOSTI A TUTTO – IL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO HA RICEVUTO UN “VAFFA” DAI PAESI EUROPEI, STUFI DEI SUOI APPECORONAMENTI DI FRONTE AL TYCOON – RUTTE, DOPO LO SCOPPIO DELLA GUERRA IN IRAN, HA GARANTITO A TRUMP IL MASSIMO SUPPORTO DELLA NATO, CIANCIANDO DI UN “AMPIO SOSTEGNO” DA PARTE DEI LEADER DELL’ALLEANZA. SOSTEGNO CHE NON C’È MAI STATO, TANTOMENO ADESSO CHE IL TYCOON MINACCIA GLI ALLEATI DI UN “FUTURO TERRIBILE”, E METTE IN DISCUSSIONE L’ESISTENZA STESSA DELLA NATO…