matteo zuppi giuseppe conte

DAGOREPORT – IL CARDINALE ZUPPI SI ACCORGE SOLO ORA CHE LA CHIESA ITALIANA HA UN PROBLEMA CON L’8 PER MILLE E ACCUSA IL GOVERNO DI AVERE “MODIFICATO IN MODO UNILATERALE LE FINALITÀ DI ATTRIBUZIONE DEI FONDI” – IN REALTA’ I GUAI ECONOMICI PER LA MASTODONTICA STRUTTURA DELL’EPISCOPATO ITALIANO SONO NATI CON IL PRIMO GOVERNO CONTE, CHE HA MODIFICATO PER PRIMO IL MODELLO PER L’ASSEGNAZIONE DELL’8 PER MILLE – EPPURE, QUANDO PEPPINIELLO, PRESSOCHÉ SCONOSCIUTO, DIVENNE PREMIER, LA CONFERENZA EPISCOPALE ITALIA ESULTÒ. NIPOTE DI UN FRATE CAPPUCCINO, DEVOTO DI PADRE PIO, SEMBRAVA QUASI UN DONO DELLA DIVINA PROVVIDENZA. INVECE CONTE E LE TRUPPE LAICISTE DEL’M5S HANNO PRODOTTO LE LEGGI PIÙ DANNOSE DEGLI ULTIMI 50 ANNI PER LE CONFESSIONI RELIGIOSE…

DAGOREPORT

 

antonio tajani e matteo maria zuppi al raduno degli scout a verona

Quando nel 2018 Giuseppe Conte, pressoché sconosciuto, entrò nella vita pubblica come presidente del Consiglio dei ministri, la Conferenza Episcopale Italia esultò.

 

Nipote di un frate cappuccino, devoto di Padre Pio, frequentatore di quella “Villa Nazaret” da sempre fucina di mirabolanti, e inspiegabili, carriere all’ombra delle sacrestie sembrava quasi un dono della solita divina provvidenza.

 

La già mastodontica, e quasi inutile, struttura di coordinamento dell’episcopato italiano aveva molti motivi per essere soddisfatta: oltre ai soldi dell’otto per mille aveva bisogno di altri “favori” per proseguire i propri sogni di grandezza. Prima del concordato Casaroli-Craxi, la Cei impiegava, a stento, 16 persone.

 

GIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME

Con l’arrivo della massa monetaria dopo il Concordato, la struttura dell’episcopato italiano è quasi grande come quella della Santa Sede, con centinaia d’impiegati e, fino a tempi recenti, con una megalomania nel campo delle comunicazione grazie alla quale, nei pochi anni della gestione Bagnasco-Galantino prima e Bassetti-Galantino poi, spendendo e spandendo, è riuscita pure ad accumulare un notevole deficit economico.

 

Quando arriva Conte al vertice dell’apparato statale, sembrava un segno della provvidenza perché dal 2014, sotto la gestione del segretario generale Nunzio Galantino, la Cei di Ruini era stata destrutturata a vantaggio dei sogni di grandezza dell’oscuro prelato che da Cassano all’Ionio Papa Francesco aveva chiamato a Roma con la promessa di una mirabolante carriera.

 

8 X MILLE ALLA CHIESA CATTOLICA

Oltre a  vantarsi di aver cacciato  Dino Boffo da TV2000, soppresso il veramente meritorio “Progetto culturale” pensato da Ruini con le migliori menti cattoliche del Paese e al quale dobbiamo tre ricerche di indubbio valore culturale e scientifico sui problemi italiani (il budget del progetto è servito per dare agli allora ai direttori di TV2000 soldi per mega stipendi ad amiche, amici e parenti) riuscì a vantarsi di aver soppresso anche “L’Osservatorio Giuridico”, guidato dall’illustre giurista Venerando Marano (attuale presidente del Tribunale della Città del Vaticano) che permetteva di seguire, e di interloquire, con l’evolversi della legislazione italiana.

 

Nunzio Galantino

Evidentemente, visto il curriculum presunto cattolico dell’avvocato del popolo, pensava di poter diventare fonte di ispirazione per le tante iniziative che venivano annunziate dai balconi di Palazzo Chigi.

 

E così Conte e la carrettata di laicisti anticlericali che l’M5S aveva portato in Parlamento sono stati liberi di produrre le peggiori leggi antireligiose degli ultimi 50 anni, con grave danno per tutte le confessioni religiose italiane.

 

GIUSEPPE CONTE PADRE PIO MEME

È sufficiente ricordare le intrusioni di forze dell’ordine nei luoghi di culto durante la pandemia, con parrocchie, templi, moschee e sale di preghiera, con interruzione dei riti e denunce fatte ai ministri di culto; gli ostacoli posti alle opere caritative come a Caritas e alle ONG umanitarie.

 

Nunzio Galantino perse il posto a fine giugno del 2018, parcheggiato all’APSA con una lettera di due pagine di papa Francesco dove gli veniva spiegato di non produrre idee e non fare più danni. Gli successe un ex architetto, Stefano Russo di cui nessuno ricorda qualche idea o dichiarazione: sembrava muto.

 

Matteo Maria Zuppi Foto Mezzelani GMT - 1

Ora sembra che il cardinale Zuppi si sia accorto che non è solo il mondo ad avere problemi, visto che li ha anche la Chiesa Italiana.

 

O forse perché, con una diminuzione pari al 20 per cento della raccolta dell’otto per mille, e una proiezione verso una diminuzione ancora più grave con l’entrata a regime della concorrenza statale per le opere sociali, forse è arrivata l’ora di mettere i piedi a terra e ricominciare a dire cose reali e non fantasie clericali...

 

MATTEO ZUPPINunzio Galantino Papa Francesco

 

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