nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

DAGOREPORT

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni roberto fico manifestazione campo largo a napoli foto lapresse

Non passa giorno che l'ammucchiata del centro-sinistra, anziché diventare alternativa all'Armata Branca-Meloni, non mostri un Campolargo pieno di buche.

 

Non appena i quattro leaderini sinistrati, Schlein, Conte e Bonelli-Fratoianni, mettono la capoccia fuori subito emergono tutte le fragilità della coalizione. È quello che è successo ieri, a Napoli, alla manifestazione “Al lavoro per cambiare l’Italia”.

 

giuseppe conte alla manifestazione del campo largo a napoli foto lapresse

 

 

 

 

 

 

 

Il primo a far saltare gli occhi fuori dalle orbite a ogni persona di buon senso è stato Nicola Fratoianni, che forse disorientato dalle bandiere dei contestatori di Potere al Popolo, pensava di essere a un’occupazione universitaria e ha rifilato il solito pippozzo contro il riarmo europeo, promettendo di stracciare gli accordi internazionali già firmati in sede Nato: “Noi diremo invece no al 5 per cento sul Pil della spesa militare, siamo tutti e tutte d'accordo”.

 

Elly Schlein, dietro le quinte, avrebbe tirato le ‘recchie all’alleato. Certo, è complicato stupirsi solo ora delle posizioni, stranote, di Avs. Così come lo è cascare dal pero adesso quando Giuseppe Conte, come fa da anni, si fa portavoce della peggior propaganda putiniana e anti-europea.

 

nicola fratoianni con kefiah come sciarpina foto lapresse

A Napoli, Peppiniello Appulo, che da premier, durante la pandemia Covid, autorizzò le scorribande dei militari russi per le strade italiane, ha avuto il coraggio di dire che l’Unione europea “sta creando la minaccia russa” al solo scopo di aumentare le spese della Difesa.

 

Insomma, dopo quattro anni di invasione e guerra all'Ucraina, non esiste per il leader dei Cinquestelle la ''minaccia Putin". Una posizione imbarazzante, ancor più in giorni in cui i giornali riportano le notizie sull’arresto di due ex 007 che vendevano segreti militari alla Russia.

 

Se a Fratoianni, in camera caritatis, Elly Schlein ha fatto una lavata di capo, con Conte si è incazzata di brutto. Ma la segretaria multigender del Pd, pubblicamente ''si finge morta'', come le ha fatto notare Pina Picierno, fuoriuscita dal Partito democratico proprio per le posizioni filo-russe della coalizione.

 

giuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni manifestazione del campo largo foto lapresse

Scrive su “X” Picierno: “Non è una sorpresa il putinismo di Conte, ma è una assoluta novità il fatto che queste affermazioni vengano fatte da un palco ufficiale del Campo Largo senza che questo generi una presa di distanza degli altri leader presenti.

 

In tutta Europa affermazioni del genere causerebbero la reazione immediata dei leader democratici che ricorderebbero, immediatamente che per l’intelligence di mezzo mondo la Russia rappresenta una minaccia strategica concreta e di lungo periodo.

 

A Napoli invece, ancora una volta, Schlein ha fatto finta di niente, e come sempre si finge morta. Riproporre fedelmente la narrazione del Cremlino è dunque una posizione tollerata dal Campo largo?”

 

salvini putin conte

La posizione di Conte è ancora più grave se letta alla luce di quello che è successo al Parlamento europeo: il Movimento 5 Stelle ha votato, insieme a Vannacci e Lega, contro la relazione dell’Ue sull’Ucraina, testo in cui vengono accolti positivamente gli sforzi del Paese verso l'adesione ai Ventisette. Un voto che arriva dopo il voto contrario alla condanna degli attacchi russi, di qualche mese fa.

 

Ad aggiungere tensione alla tensione, il lancio del sindaco di Napoli, Gaetano Manfredi, come possibile federatore della gamba centrista, ha infiammato i neuroni di Elly Schlein.

 

militanti di potere al popolo contestano il campo largo a napoli foto lapresse

La segretaria dem, stizzita, ha ricordato a Manfredi che deve la sua carriera politica al Pd. Ha fatto il ministro nel governo Conte perché era sostenuto dai dem, ed è sindaco sempre grazie alla spinta dei democratici.

 

Il timore della gruppettara con naso ad apriscatole è che il nuovo aggregato centrista, anziché guidato da personalità nuove capaci di attrare gli elettori moderati che non intendono votare i sinistrati di Pd-M5s-Avs, sia formato da politici Pd e di area dem, col risultato di farla precipitare nei sondaggi.

 

gaetano manfredi manifestazione campo largo foto lapresse

La risposta di Manfredi, che non ha mai avuto la tessera del Pd, in soldoni sarebbe stata velenosetta: “Cara Elly, guarda che come il centrodestra è diventato una maggioranza destra-centro, anche l'opposizione è una sinistra-centro. Qui c’è bisogno di riequilibrare la coalizione o si va a sbattere…”

 

Ps. È vero che sulla politica estera anche il centrodestra ha le sue divergenze: la Meloni è fieramente pro-Zelensky, la Lega ostinatamente filo-Putin, e Forza Italia non si capisce. Però è anche vero che quando si è trattato di votare, il Carroccio ha sempre detto sì agli aiuti (pur se scarsi) all’Ucraina.

 

Elly Schlein al Gay pride di Milano4

Salvini, nonostante gli strepiti, non ha mai creato un precedente parlamentare che potrebbe mettere in discussione la posizione internazionale dell’Italia. Siamo sicuri che Conte e i suoi compagni di merende facciano lo stesso?

 

Come scrive oggi Marcello Sorgi sulla “Stampa”: “Con questa tecnica finora è stato evitato qualsiasi approfondimento su materie importanti, vedi la politica estera e in particolare l'Ucraina.

 

O appunto, la scelta del leader della coalizione, affidata a un fantomatico tavolo degli alleati, o a un giro di primarie, da svolgersi non si sa quando. È una strategia che corrisponde, più o meno, al vecchio proverbio "gente allegra, Dio l'aiuta". Ma Schlein e Conte non erano così allegri.”

 

elly schlein contestata alla manifestazione del campo largo a napoli foto lapressegiuseppe conte angelo bonelli elly schlein nicola fratoianni roberto fico manifestazione campo largo a napoli foto lapresse conte bonelli schlein fratoianni fico manfredi manifestazione napoliconte fratoianni schlein manifestazione napoli

giuseppe conte e vladimir putinputin conteONORATO MANFREDI

 

elly schlein pride budapestgaetano manfredi alessandro onorato progetto civico italia

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…