elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

DAGOREPORT

rocco casalino

Questa volta, Rocco Casalino ha ragione: Elly Schlein dimostra ancora una volta di essere un’abusiva della politica.

 

L’ex “portacroce” di Giuseppe Conte ha colto il punto nella polemica sul confronto politico ad Atreju: “Schlein ha sbagliato tutto. Il punto non è solo l'offesa agli alleati. È l'occasione persa per il Paese.

 

Pensava di usare il giochino del format a due per imporsi come leader dell'opposizione. Ma la leadership non si autoproclama […]. La leadership ti viene riconosciuta da una comunità politica”.

 

Per capire bene il contesto a cui fa riferimento “Ta-Rocco”, occorre fare un passo indietro.

 

conte atreju

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 26 novembre, la segretaria del Pd detta alle agenzie questa dichiarazione: “Alla segretaria del Pd, a quanto si apprende, è arrivato l'invito a partecipare ad Atreju, la storica manifestazione di FdI. Elly Schlein, si spiega in ambienti del Nazareno, avrebbe acconsentito a parteciparvi ma ad una condizione: la possibilità di un confronto diretto con la premier e leader di partito Giorgia Meloni”.

 

Una dichiarazione che lascia basito chiunque mastichi un po’ di politica: Come si fa, una volta ricevuto l’invito ad intervenire ad Atreju, a rilanciare chiedendo un faccia a faccia con la premier Ducetta?

 

elly schlein - sit-in per giulio regeni davanti al tribunale di roma di piazzale clodio

Ovviamente la Meloni, che a differenza di Elly è una politica navigata e mangia pane e comizi da quando era una “balilla”, ha subito colto l’occasione.

 

Ha lasciato passare qualche ora per far alzare la temperatura tra gli “alleati” del campo largo, e ha fatto la sua mossa: “Leggo che Elly Schlein avrebbe finalmente accettato l'invito di Fratelli d'Italia a partecipare ad Atreju, ma solo in caso di un confronto diretto con me.

 

Atreju è sempre stata una casa aperta al dialogo, anche con chi la pensa diversamente. Sono quindi pronta a confrontarmi con l'opposizione. Ma ritengo che al confronto debba partecipare anche Giuseppe Conte".

 

MEME DELLA PAGINA FACEBOOK DI ATREJU SULLA FUGA DI ELLY SCHLEIN DAL CONFRONTO

Zac! Una zampata da vero felino, che alliscia la chioma catramata dell’ex Avvocato del popolo e sputtana l’ipocrisia del centrosinistra: “Ci sono due ragioni. La prima è che Giuseppe Conte, a differenza di Elly Schlein, anche negli anni passati è venuto ad Atreju senza imporre alcun vincolo.

 

Lo ha fatto anche da Presidente del Consiglio. La seconda è che non spetta a me stabilire chi debba essere il leader dell'opposizione, quando il campo avverso non ne ha ancora scelto uno. Da parte mia, quindi, sono disponibile a un confronto unico con entrambi".

 

Sapendo bene quanto la gruppettara del Nazareno smani per essere la leader del centrosinistra unito, la sora Giorgia ha invitato al dibattito anche il  competitor del “campo largo”, Giuseppe Conte. Che non vedeva l’ora.

 

ROCCO CASALINO CON GIUSEPPE CONTE ALLA MANIFESTAZIONE DEL M5S CONTRO IL RIARMO

Ovviamente, Peppiniello Appulo ha subito accettato. E così ha fregato la sua “alleata” Schlein, costretta a rinculare e chiamarsi fuori per salvare la faccia: in un confronto a tre, con Elly e Conte che si sfanculano sulla politica internazionale, dal riarmo all’Ucraina, e fanno a gara a chi spara la “putinata” o la “gazata” più grossa, Giorgia Meloni ne sarebbe uscita come una statista e avrebbe vinto a mani basse…

 

 

CASALINO, SCHLEIN OFFENDE ALLEATI,LEADERSHIP NON SI AUTOPROCLAMA

(ANSA) - "Schlein ha sbagliato tutto. Il punto non è solo l'offesa agli alleati. È l'occasione persa per il Paese. Pensava di usare il giochino del format a due per imporsi come leader dell'opposizione. Ma la leadership non si autoproclama, non si impone con un artificio tecnico.

giuseppe conte giorgia meloni atreju 1

 

La leadership ti viene riconosciuta da una comunità politica. Ha confermato l'immagine di un PD supponente, radical chic, che guarda gli altri dall'alto in basso, finendo per offendere gli alleati. Ma soprattutto ha buttato via l'occasione di mettere davvero in difficoltà la Meloni sul suo fallimento: economia ferma, PIL allo zero virgola, industria in negativo e pressione fiscale in aumento. Schlein ha messo sullo stesso piano Conte - due volte premier - come fosse un Salvini qualsiasi.

 

E se n'è uscita dicendo che "possiamo anche portare Fratoianni e Bonelli", come se fossero figure accessorie, quasi dei sottoposti. È un atteggiamento che irrita le basi di quelle forze e che non costruisce leadership. E se una comunità ti percepisce come arrogante, puoi scordarti che un giorno ti riconosca una premiership". Così Rocco Casalino, storico portavoce del M5s e di Giuseppe Conte, sui social.

 

"Che il confronto con Meloni fosse in due o in tre non cambiava nulla: l'obiettivo era costringerla a rispondere sui numeri reali. Invece Schlein le ha offerto un alibi. Ma adesso Meloni non ha più scuse.

elly schlein in versione barbie

 

Il ritiro della Schlein non cambia la sostanza: Meloni ha detto di essere pronta a confrontarsi con l'opposizione, e FdI ha ripetuto che "chi governa bene non ha paura del confronto". Perché allora scappare? "Se ora Meloni evita il confronto con Conte, sarà evidente che non cercava un dialogo nel rispetto degli italiani - che dopo tre anni hanno diritto di vedere finalmente un confronto vero - ma che voleva solo mettere in difficoltà le opposizioni", conclude.

 

CONTE "SFIDA" SCHLEIN E CONFERMA LA PRESENZA AD ATREJU. E CASALINO ATTACCA LA LEADER PD: «HA SBAGLIATO TUTTO»

Emanuele Buzzi per www.corriere.it

 

MEME DELLA PAGINA FACEBOOK DI ATREJU CONTRO ELLY SCHLEIN

Giuseppe Conte non si tira indietro: nonostante la segretaria dem Elly Schlein si sia sfilata da un confronto a tre con Giorgia Meloni ad Atreju, il leader dei Cinque Stelle ci sarà (e Matteo Salvini indica come data di un eventuale dibattito anche con lui il 14 dicembre). Conte lo ha ribadito agli «Stati generali della ripartenza», intervistato da Luca Telese. «Confermo la mia disponibilità», ha detto.

 

E ha spiegato anche un retroscena sulla sua partecipazione:  «Faccio una premessa: si rischia di sviluppare un teatrino anche stucchevole. Quando ero presidente del Consiglio sono andato ad Atreju. L'anno scorso sono stato invitato e sono andato.  Ho chiesto la possibilità di avere un confronto con Meloni, ma è stato declinato. Quest'anno mi è stata richiesta una disponibilità a partecipare e l'ho data.

 

L'ho data già da qualche giorno. Ho chiesto anche quest'anno la disponibilità a un confronto con la presidente del Consiglio e anche quest'anno  mi è stato detto che non era possibile», ha detto il presidente M5S.

 

giuseppe conte con giorgia meloni atreju 2019 2

«Poi c'è stato un elemento nuovo: che Elly Schlein ha chiesto un confronto pubblico con Meloni». Lo staff di Conte a questo punto viene contattato da Fratelli d'Italia e Conte apre a un dibattito a  tre: «Scegliete voi, facciamo questo confronto ma io sono sempre disponibile. Ieri sera (giovedì, ndr) vengo a sapere che Elly Schlein saputo della mia presenza ha preferito ritirarsi. A me questo dispiace, perché dico la verità per me è importante che ci sia un confronto e potevamo farlo anche insieme a Schlein. Potevamo incalzare insieme la presidente del Consiglio».

 

[…]

 

ELLY SCHLEIN E ANTONIO DECAROprofilo facebook di atreju contro elly schlein elly schlein 7

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...