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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO CHE VEDIAMO? MAGARI È IL MOMENTO GIUSTO PER RIVEDERE IN PRIMA SERATA “VACANZE ROMANE” – TROVATE ANCHE “L’INSEGNATE BALLA CON TUTTA LA CLASSE”, MA IL MIGLIOR FILM DELLA SERATA È “ELLE” CON UNA STREPITOSA ISABELLE HUPPERT, SUPERIORE SOTTO QUALSIASI ASPETTO A QUEL CHE SI VEDE DI SOLITO – PASSA ANCE “JOY” SULLA VERA INVENTRICE DEL MOCIO – NELLA NOTTE OCCHIO AL IL GIUSTAMENTE CELEBRE “LUNCHBOX”, STORIA D’AMORE NATA TRA LA MOGLIE DI UN IMPIEGATO E L’UOMO AL QUALE PER SBAGLIO LEI HA MANDATO IL CESTINO DEL PRANZO DESTINATO AL MARITO…

Marco Giusti per Dagospia

 

audrey hepburn gregory peck vacanze romane

E in chiaro che vediamo? Magari è il momento giusto per ripresentare in prima serata “Vacanze romane” di  William Wyler con Audrey Hepburn, Gregory Peck, Eddie Albert, Tullio Carminati, Rai Movie alle 21, 10. Oscar per Audrey Hepburn, la costumista Edith Head e per la sceneggiatura di Dalton Trumbo, che non firmava per problemi di maccartismo.

 

Se fate attenzione noterete Mimmo Poli come cocomero, se non erro. Molte delle scene degli esterni romani vennero in realtà girate da Luciano Emmer senza avere alcun credito. Mi disse Emmer che Wyler non sapeva come muoversi per Roma. Cine 34 alle 21 non si sforza molto e ripropone “L’insegnante balla… con tutta la classe” di Giuliano Carnimeo con Nadia Cassini, Lino Banfi, Alvaro Vitali, Mario Carotenuto, Renzo Montagnani.

 

Canale 20 alle 21, 10 non va molto più in là con “Transformers: La vendetta del caduto” di Michael Bay con Shia LaBeouf, Megan Fox, Josh Duhamel, John Turturro, Isabel Lucas, Frank Welker. Almeno si parte per Cuba con “Yuli – Danza e libertà” di Iciar Bollain con Carlos Acosta, Santiago Alfonso, Keyvin Martínez, Edison Manuel Olbera, Laura De la Uz, Tv2000 alle 21, 10, biopic dedicato a un celebre ballerino del Royal Ballet. Ha pure ottime critiche.

 

i signori della truffa

Canale 27 alle 21, 10 propone il thriller “I signori della truffa” di Phil Alden Robinson con Robert Redford, Sidney Poitier, David Strathairn, River Phoenix. Rai Tre alle 21, 15 ci porta indietro nel tempo con “I migliori anni della nostra vita” di Claude Lelouch che ripesca la sua coppia storica, Jean-Louis Trintignant e Anouk Aimée a 53 anni dal loro “Un uomo una donna”, uno dei film più amati dal pubblico alla fine degli anni 60.

 

anouk aimee e jean louis trintignant in i migliori anni della nostra vita

Ricordate la musica di Francis Lai? "Gli anni più belli della vita sono quelli che devono ancora venire" recita ironicamente all'inizio del film, “Les plus belles années d'une vie”, appunto, la frase di Victor Hugo che Claude Lelouch ha scelto per questo viaggio nella memoria sua e dei suoi protagonisti a tanti anni di distanza dai loro tempi migliori.

 

 Rivederli nel vecchio film, usato qui più che a flashback come continuo impietoso confronto col presente, ci riporta sullo schermo due attori meravigliosi nel loro fulgore. Invece ora lei, Annie, ha un negozietto di cianfrusaglie a Deauville.

i migliori anni della nostra vita

Lui, Jean-Louis, un bel po' rincoglionito, è stato chiuso in un Centro Anziani chiamato "L'orgoglio" (de che?), dove si passa il tempo giocando a quiz per anziani ("in che anno diventa presidente De Gaulle?") o ascoltando campioni del The Voice francese. Su richiesta del figlio scemotto di Jean-Louis, che vorrebbe fare il critico e scrivere un libro su Ladri di biciclette (roba fresca), Annie va a trovare il suo vecchio amore, che parla solo di lei, anche se i due si erano mollati per le sue troppe infedeltà.

 

i migliori anni della nostra vita

 "Le lasciavo quando c'era una meglio" dirà Jean-Louis da vecchio machista francese lelouchiano. Quando si incontrano lui la riconosce solo a tratti, ma il suo gioco di memorie con lei vale tutto il film. Che è il solito mischione di cose interessanti e altre insopportabili, fedele alla logica maschile del regista e all'occhio continuo sul prodotto popolare. Anche a costo di fingersi di scordare che un sequel del film lo fece già una ventina d'anni fa. Ma tutto sommato chi se ne frega. Il film è stracult e divertente. C'e pure Monica Bellucci... Inoltre è perfetto per il pubblico di critici vegliardi rincoglioniti anche più di Jean-Louis.

l'isola dell'ingiustizia alcatraz 5

 

 La7 alle 21, 15 passa “Saturno contro”, tra i film più riusciti di Ferzan Özpetek con Pierfrancesco Favino, Margherita Buy, Stefano Accorsi, Ambra Angiolini, Luca Argentero. Iris alle 21, 15 passa un buon carcerario di una trentina d’anni fa, “L’isola dell’ingiustizia. Alcatraz” diretto da Marc Rocco con Christian Slater, Kevin Bacon, Gary Oldman, Brad Dourif, William Macy, R. Lee Ermey e Kyra Sedgwick. La storia è vera. Un avvocato idealista cerca di salvare un galeotto che ha ucciso un compagno di cella dopo tre anni passati in isolamento.

 

La7 Cinema alle 21, 15 passa “Joy” di David O. Russell con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Isabella Rossellini, Edgar Ramirez, Diane Ladd. Il regista ha dedicato interamente il film più che alla vera inventrice del mocio, Joy Mangano, alle doti della sua protagonista, Jennifer Lawrence.

 

jennifer lawrence robert de niro joy

 La sua Joy è l’eroina della casalinghitudine americana anni ’90 molto più combattiva della Katniss Everdeen della Lawrence. Joy, nel 1989, quando comincia la storia, è una figlia, moglie, madre, nipote scoppiata che vive una vita impossibile trascinandosi dentro casa tutti i suoi problemi e tutta una famiglia composta in gran parte da avvoltoi mollaccioni.

 

Una madre, Virginia Madsen, che non si muove dal letto per guardare a letto la sua soap opera preferita, due figli piccoli, un marito sfaticato, Edgar Ramirez, che è diventato il suo miglior amico e vive nello scantinato, la nonna, Diane Ladd, che è l’unica che le voglia davvero bene. A questi aggiungiamo una sorella antipatica, Peggy, un padre divorziato, Robert De Niro, che torna a vivere da lei e occuperà metà dello scantinato del marito.

joy 2

 E mettiamoci anche la nuova fidanzata italiana del padre, una Isabella Rossellinni, meravigliosa, l’unica che ha un capitale e sa qualcosa di affari. Vita sessuale? Zero. Quando scoppia un tubo dell’acqua nella camera della mamma e Joy cerca inutilmente di aggiustarlo, lei capisce di essere sull’orlo della disperazione più totale.

 

 Non solo perché tutta la sua famiglia non muove un dito senza di lei, ma perché la famiglia le sta mangiando tutta la sua forza creativa. Nella cameretta della figlia si inventa quindi il mocio, una scopa componibile che pulisca e asciughi l’acqua per terra. Si fa aiutare economicamente dalla fidanzata del padre, che le mette delle precise regole, e parte per vendere la sua invenzione alla televisione QVC, dove si pratica la vendita diretta dallo schermo.

 

joy 4

Non sarà facile arrivare al successo, anche se sappiamo da subito che Joy diventerà non solo una donna di successo, ma addirittura una miliardaria. La aiuterà il direttore della tv, Bradley Cooper, la aiuterà la sua amica del cuore, Jackie, Dascha Polanco, ma soprattutto la aiuterà il suo carattere, visto che non si fermerà di fronte a nulla e affronterà ogni situazione come un corpo a corpo personale. Una frase ricorrente del film è quella che riguarda il produttore David O. Selznick che sposò Jennifer Jones, tipica bellezza dell’Oklahoma, dimostrando così che in America ogni giorno un sogno impossibile è possibile. Joy insegue quel sogno.

 

isabelle huppert in elle 7

Rai4 alle 21, 20 passa l’action al femminile “Army of One” di Stephen Durham con Ellen Hollman, Matt Passmore, Stephen Dunlevy, Gary Kasper, Kendra Carelli, Barry Hanley. Cielo alle 21, 20 passa uno dei migliori film della serata, “Elle” di Paul Verhoeven con una strepitosa Isabelle Huppert, Anne Consigny, Virginie Efira, Laurent Lafitte, Charles Berling.  “Sei un fiore appassito, ma puoi ancora toccarmelo”, dice poco romanticamente a Michelle il suo amante, nonché marito della sua migliore amica, calandosi i pantaloni. Lei prima di toccarglielo gli mette un cestino davanti, per non sporcare a terra.

 

 Quello che c’è di sconvolgente in Elle di Paul Verhoeven, due Golden Globe, due César, una nomination agli Oscar per la sua protagonista, Isabelle Huppert, non è tanto una sceneggiatura perfetta, opera di David Birke, che l’ha tratta dal romanzo di Philipe Djion (lo stesso di Betty Blue), o la complessità dell’interpretazione della Huppert, davvero incredibile, o la freschezza della regia che rende alla Verhoeven un film che Claude Chabrol avrebbe diretta in maniera totalmente diversa, quanto il grado di violenza e di realismo, anche di sgradevolezza, che regista e attrice spingono attorno alla rete di relazioni che Michelle ha con tutti gli altri personaggi che le ruotano attorno.

 

isabelle huppert in elle 4

Sappiamo dall’inizio che Michelle, che vive sola in casa, che di professione fa la direttrice di una società di videogiochi, e che ha un passato tenebroso, visto che il padre, tanti anni prima ha ucciso 27 bambini, per non parlare di 6 cani e qualche gatto (ma ha salvato un criceto), è stata brutalmente violentata da uno sconosciuto col passamontagna. E pensiamo che, in qualche modo, come in un film di Chabrol, vorrà vendicarsi.

isabelle huppert in elle 5

Verhoven e Huppert, prima di arrivare alla scoperta del violentatore e al cosa farà la loro Michelle, ci mostrano con una precisione da grande cinema tutti i suoi lati psicologicamente più oscuri. E la curiosa combinazione di ironia, senso di superiorità, voglia di dominio, sadismo, masochismo, che la donna riesce a far convivere nelle sue relazioni di tutti i giorni. Michelle ha un ex-marito, Richard, Charles Berling, che lei stessa ha lasciato, ma che forse rivorrebbe ancora con sé.

 

E, comunque, non accetta di buon grado che lui abbia una donna più giovane di lei. Ha un amante, Robert, Christian Berkel, il marito di Anna, Anne Consigny, la sua migliore amica. Se lo fa solo perché le va di scopare, sostiene. Ma potrebbe avere anche Anna, facilmente. Ha un figlio, Vincent, fragile, che è nato lo stesso giorno che il figlio di Anna nasceva morto. E che Anna vede quasi come suo figlio.

isabelle huppert in elle 6

 

Ha una madre, Judith Magre, rifatta di botox con amante più giovane e coatto, che detesta. Come detesta il padre, maniaco religioso e assassino di bambini a Nantes, che non ha più visto da quando è stato rinchiuso in prigione. E’ il padre che l’ha segnata per sempre. Perché agli occhi del mondo lei non è una delle sue vittime, ma la figlia del carnefice, quindi un carnefice anche lei. E, infine, ha un vicino, il bel bancario Patrick, Laurent Lafitte, che ha una moglie cattolica militante.

 

E Michelle si masturba vedendolo mettere in piedi il presepe per Natale. La violenza subita e l’ombra pesante della violenza del padre che le cronache riportano a galla negli stessi giorni, violenze maschili che la vedono vittima, la scuotono a punto tale che si sentirà di ribadire con tutti, parenti, amici e colleghi, il proprio predominio sessuale.

isabelle huppert in elle 8

 

 Fino al nuovo incontro con lo stupratore. Il percorso, anche se in qualche modo un giallo c’è, non è nel senso della scoperta dell’identità del violentatore e in uno scivolamento da revenge movie alla Kill Bill, ma nella ricostruzione di una identità non solo sessuale del personaggio di Michelle, soprattutto di una identità lontana da un complesso di colpa di un male che ha subito. Film superiore sotto qualsiasi aspetto a quel che si vede di solito, Elle ci riporta a un cinema dove niente è definitivo e semplificabile. Grande film.

 

Passiamo alla seconda serata, tra avventure tra gli squali, “paradise Beach” di i Jaume Collet-Serra con Blake Lively, Óscar Jaenada, Sedona Legge, Rai4 alle 22, 50, e ripetenti, “La ripetente fa l’occhietto al preside” di Mariano Laurenti con Annamaria Rizzoli, Lino Banfi, Alvaro Vitali, Carlo Sposito, Cine 34 alle 22, 55.

la ripetente fa l’occhietto al preside 1

 

LA7 alle 23, 15 almeno ci offre una buona versione di “I miserabili” di Victor Hugo, diretta nel 1998 da Bille August con Liam Neeson, Geoffrey Rush, Uma Thurman, Claire Danes.La7 Cinema alle 23, 35 propone il giustamente celebre “Lunchbox” di Ritesh Batra con Irrfan Khan, Nimrat Kaur, Nawazuddin Siddiqui, Denzil Smith, Bharati Achrekar, una storia d’amore nata tra la moglie di un. piegato e l’uomo al quale per sbaglio lei ha mandato il lunchbox, il cestino del pranzo destinato al marito.

un eroe borghese 1

Rete 4 alle 0, 55 propone “Un eroe borghese”, diretto da Michele Placido, tratto dal romanzo di Corrado Stajano con Fabrizio Bentivoglio come il banchiere Giorgio Ambrosoli, Michele Placido, Omero Antonutti come Michele Sindona, Laura Betti, Philippine Leroy-Beaulieu. La7Cinema all’1, 35. Rai2 all’1, 40 passa il documentario dedicato alla grande tradizione tennistica italiana, “Una squadra”, diretto e prodotto da Domenico Procacci con Adriano Panatta, Nicola Pietrangeli, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli.

 

Cielo alle 2 propone una commedia italiana, genere ormai snobbato anche dalla tv, “(Im)perfetti criminali” di Alessio Maria Federici con Filippo Scicchitano, Fabio Balsamo, Guglielmo Poggi, Babak Karimi, Matteo Martari. Bello, Iris alle 2, 30, “Havana” diretto da Sydney Pollack, scritto da Judith Rascoe negli anni’70, poi rivisto da David Rayfiel, con Robert Redford, Lena Olin, Raul Julia, Tomas Milian, Alan Arkin, Daniel Davis.

havana

 

Lui è un giocatore di poker americano, lei una ragazza bellissima impegnata nella rivoluzione. Ovviamente c’è un marito. Uffa. Siamo nella Cuba di fine anni ’50. Cast strepitoso. Fu un flop totale, ma Redford e Lena Olin si innamorarono sul set e stettero assieme un paio d’anni. Rete 4 alle 2, 55 passa “Bastardo, vamos a matar” di Gino Mangini con George Eastman, Lincoln Tate, Thomas Rudy, José Manuel Martín.

 

Film Frankenstein, iniziato con un altro cast e un altro regista, cioè Sergio Garrone, e poi ripreso e terminato da Gino Mangini. In origine si chiamava infatti “Sporchi dollari” e vedeva la sceneggiatura di Garrone e Manuel Martínez Remis, la fotografia di Pablo Ripoll. Probabilmente c’era anche una coproduzione spagnola. Gli attori erano Peter Martell, William Berger, Diana Lorys, Cris Huerta, Fabian Conde.

 

bastardo, vamos a matar 2

Spiega lo stesso Garrone: “Avevamo montato questo film e dovevamo girarlo in Spagna. La distribuzione era della PAC. Poi, dopo la prima settimana di lavorazione in Spagna non arrivano i soldi e siamo rientrati a Roma. È stato completato con altri attori, mi sembra che il protagonista fosse George Eastman, e anche con un altro regista, visto che lo terminò Gino Mangini”. Quindi Bastardo, vamos a morir dovrebbe essere la nuova versione di “Sporchi dollari”.

 

Dovrebbe, perché, anche se Garrone firma soggetto e sceneggiatura, cosa che conferma la sua tesi, è un po’ strano che non troviamo nessuno degli attori del suo film in quello di Mangini. Remo Capitani ricorda bene di aver girato solo con Gino Mangini, che in origine si chiamava “Chaco” e che il film aveva delle scene anche in Spagna.

 

bastardo, vamos a matar 1

“Mangini era il cognato di Colizzi, e avrebbe fatto di più se non avesse avuto il carattere che aveva. Era, diciamo, un po’ nervoso. Il produttore era l’uomo di Antonella Steni, e infatti lei nel film ha una parte, un certo Galassi. Era pure il distributore. Tra i protagonisti c’era Gigi Montefiori. Nel cinema avrebbe meritato molto, ma molto di più, con la sua figura, la sua parlantina. Inoltre era atletico, faceva di tutto senza preoccuparsi troppo. Certi attori si preoccupavano sempre di non prendere botte sulla faccia”.

 

Montefiori del film ricorda poco e niente. “Il mio personaggio”, diceva, “era un messicano alla Tepepa, un cazzarone. E c’era Antonella Steni che voleva farsi sposare da lui. Lo abbiamo girato in Spagna. Mangini era un folle, sempre esagitato, su di giri, sembrava che stessimo a fa’ Dostojeski. Non era tutto a posto”. Il coprotagonista, Lincoln Tate, secondo Capitani era un bravo professionista, “ma non aveva chi gli dirigeva il polso. Il suo handicap era la miopia. Come Bud Spencer, stava sempre con gli occhi un po’ chiusi”.

 

buffalo bill e gli indiani

Chiudo con “Buffalo Bill e gli indiani” di Robert Altman con Paul Newman, Joel Grey, Harvey Keitel, Burt Lancaster, Kevin McCarthy, Geraldine Chaplin, Iris alle 5. Non lo ricordo particolarmente riuscito, allora non si poteva non amare ogni film di Altman che arrivava. Magari il rimontaggio che aveva voluto Dino De Laurentiis lo aveva un po’ scombinato Quando vinse l’Orso d’Oro a Berlino, Altman, per protesta per i tagli del produttore, rifiutò il premio.

bastardo, vamos a matar 4gregory peck audrey hepburn vacanze romane bastardo, vamos a matar 3(im)perfetti criminali 2un eroe borghese 2(im)perfetti criminali (im)perfetti criminali lunchbox robert redford havana havana THE LUNCHBOX alan arkin havana LunchBox the lunchbox The LUNCHBOX blake lively paradise beach 2i miserabili 1998 l'isola dell'ingiustizia alcatraz 3paradise beachil culo di blake lively paradise beach blake lively paradise beach 1 i migliori anni della nostra vital'isola dell'ingiustizia alcatraz 1blake lively paradise beach 1lino banfi la ripetente fa l’occhietto al preside lino banfi la ripetente fa l’occhietto al preside 1l'isola dell'ingiustizia alcatraz 2LA RIPETENTE FA L’OCCHIETTO AL PRESIDEisabelle huppert in elle 1ALVARO VITALI LA RIPETENTE FA L’OCCHIETTO AL PRESIDEYuli – Danza e libertaisabelle huppert in elle 3saturno contro l’insegnante balla con tutta la classe l’insegnante balla con tutta la classe saturno contro. audrey hepburn vacanze romane l’insegnante balla con tutta la classe 1army of onejoy 1joy 5joy 3l’insegnante balla con tutta la classeaudrey hepburn vacanze romane audrey hepburn vacanze romane

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