antonio filosa stellantis auto elettrica elettriche

CHE FREGATURA 'STA TRANSIZIONE GREEN – STELLANTIS ANNUNCIA ONERI EXTRA PER 22 MILIARDI DERIVANTI DAL CAMBIO DI STRATEGIA SULL’ELETTRICO: È L’ULTIMO “REGALINO” DELLA GESTIONE DEL PORTOGHESE CARLOS TAVARES, CHE AVEVA IMPRESSO ALL’EX FIAT UNA SVOLTA SUICIDA SULLE AUTO A BATTERIA – GIÀ FORD E GM AVEVANO FATTO LO STESSO, ANNUNCIANDO MAXI-CORREZIONI DI BILANCIO: È IL FALLIMENTO DELLA FANTOMATICA “SVOLTA ELETTRICA” CHE HA AFFOSSATO LE IMPRESE EUROPEE REGALANDO AI CINESI UN VANTAGGIO STRATEGICO - IL TITOLO BRUCIA 6 MILIARDI IN BORSA E CROLLA DEL 30% - “ITALIA VIVA”: “LA TRANSIZIONE È STATA GESTITA MALE. ANCHE IL GOVERNO FACCIA LA SUA PARTE. NON BASTA COMMENTARE O INVOCARE…”

antonio filosa - stellantis

STELLANTIS, 22,2 MILIARDI ONERI 2025 PER CAMBIO STRATEGIA SU ELETTRICO

(ANSA) - Stellantis ha annunciato - in vista dei risultati dell'intero esercizio - oneri pari a circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. E' il costo del riposizionamento dell'azienda sull'elettrico: la nuova strategia ha portato, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività.

 

L'obiettivo - spiega Stellantis - è soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole.     I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta 2025 non saranno distribuiti dividendi.

 

Stellantis - produzione negli Stati Uniti

Sono attese uscite di cassa per circa 6,5 miliardi nei prossimi quattro anni a valere sugli oneri per circa 22,2 miliardi esclusi dall'Aoi (reddito operativo rettificato). La nuova strategia di Stellantis, al centro del nuovo piano strategico che sarà presentato a maggio di quest'anno, prevede una gamma crescente di veicoli elettrici, ibridi e con motori termici avanzati.    

 

Sono stati cancellati modelli che non potranno conseguire volumi sufficienti a garantire la redditività, incluso il Ram 1500 Bev precedentemente pianificato, riconoscendo sia la necessità di allinearsi con la domanda dei clienti che le modifiche al quadro normativo statunitense. Stellantis ha avviato una profonda riorganizzazione dei processi globali di produzione e gestione della qualità dell'azienda.

 

auto elettrica in europa

In questo contesto, ha assunto oltre 2.000 ingegneri nel 2025, principalmente in Nord America. Tra i cambiamenti organizzativi più decisivi figurano la responsabilizzazione dei team nelle Region, che possono così prendere decisioni basate sulla loro conoscenza diretta delle preferenze dei clienti cui si rivolgono.

 

L'azienda ha inoltre intrapreso passi significativi per creare una supply chain più efficiente dal punto di vista dei costi, a supporto dello sviluppo a lungo termine dei programmi di elettrificazione di Stellantis. Le importanti iniziative di prodotto avviate nel 2025, e che continueranno nel 2026, insieme a una rigorosa allocazione del capitale per sostenerle, riflettono la determinazione del nuovo team a guidare una crescita profittevole.     L'efficacia di queste misure iniziali è testimoniata dal ritorno di Stellantis a una crescita di volumi positiva. Nel secondo semestre del 2025 il volume delle consegne consolidate di 2,8 milioni di unità è aumentato di 277 mila unità, ovvero del +11% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Il Nord America ha dato il maggior contributo alla crescita (+39%)

 

stabilimento stellantis in Michigan

STELLANTIS NON FA PREZZO IN BORSA CON LA MAXIPERDITA E LO STOP AL DIVIDENDO

(ANSA) - Stellantis non fa prezzo a Piazza Affari dopo che il gruppo automobilistico ha annunciato un cambio di strategia sull'elettrico che costerà 22 miliardi di oneri, provocando una perdita nel secondo semestre tra i 19 e i 21 miliardi di euro, accompagnata dalla sospensione del dividendo nel 2026 e dall'emissione di 5 miliardi di bond ibridi perpetui non convertibili. Il titolo, che non riesce a scambiare in avvio di contrattazioni, segna un ribasso teorico dell'11,8%%

 

STELLANTIS: FREGOLENT (IV), DAL GOVERNO NESSUNA POLITICA INDUSTRIALE SU AUTOMOTIVE

auto a benzina ed elettriche

(ANSA) - "L'annuncio di Stellantis di oneri per oltre 22 miliardi di euro fotografa, senza ipocrisie, una verità che il settore conosce da tempo: la transizione è stata gestita male". Lo dichiara la senatrice di Italia Viva Silvia Fregolent, vicepresidente della Commissione Industria e Attività produttive "Il nuovo corso avviato dal CEO Antonio Filosa sembra andare nella direzione giusta a partire dalla restituzione di responsabilità alle regioni fino agli interventi strutturali su produzione e qualità.

 

john elkann - stellantis

Ora però - sottolinea - serve che anche il governo faccia la sua parte. Non basta commentare o invocare l'Europa: occorre una vera politica industriale per l'automotive, capace di accompagnare la transizione senza dogmi, tutelare occupazione e competenze e sostenere investimenti e innovazione. Stellantis sta correggendo i propri errori. La domanda che resta senza risposta è se il governo sarà pronto a fare altrettanto", conclude.

 

STELLANTIS PERDE QUASI IL 30%, IN BORSA BRUCIA 6,8 MILIARDI

(ANSA) - Stellantis scivola sui minimi di giornata a Piazza Affari. Il titolo, travolto dalle vendite dopo un cambio di strategia che costerà 22 miliardi di euro in oneri di ristrutturazione, è arrivato a perdere il 28,9%, a 5,8 euro prima di essere fermato in asta di volatilità.

 

A questi valori la casa automobilistica di cui è azionista di riferimento Exor della famiglia Agnelli (-5,3% a 66,7 euro sulla Borsa di Amsterdam), sta bruciando quasi 6,8 miliardi di euro di capitalizzazione, più dei 6,5 miliardi di euro di uscite di cassa stimate per far fronte al turnaround. Attualmente il gruppo vale in Borsa 16,8 miliardi di euro.

 

 

STELLANTIS, 22,2 MILIARDI DI ONERI PER CAMBIO DI STRATEGIA SULL’ELETTRICO

Estratto dell’articolo di Matteo Meneghello per www.ilsole24ore.com

 

stabilimento stellantis in Michigan

Le svalutazioni colpiscono anche Stellantis, che non passa indenne dal cambio in corsa delle strategie di motorizzazione (dal focus sull’elettrico a una strategia ad ampio raggio) e, come Ford e Gm nei mesi scorsi, si prepara a una maxi-correzione in bilancio.

 

Il gruppo italo-francese ha annunciato - in vista dei risultati dell’intero esercizio - oneri per circa 22,2 miliardi di euro nel 2025. È il costo (la possibilità di svalutazioni una tantum era stata segnalata già in occasione del terzo trimestre) del riposizionamento dell’azienda: la nuova strategia porta, infatti, alla cancellazione di modelli e programmi che non hanno prospettive di redditività.

 

auto elettrica in europa

L’obiettivo - spiega Stellantis, che presenterà agli investitori il suo nuovo piano industriale a maggio - è soddisfare le preferenze dei clienti e sostenere una crescita profittevole. I risultati finanziari preliminari per il secondo semestre 2025 evidenziano un miglioramento dei ricavi netti e del free cash flow industriale. A causa della perdita netta del 2025 (attesa tra 19 e 21 miliardi) non saranno distribuiti dividendi.

 

Il gruppo automobilistico europeo - che ha annunciato anche la cessione della quota del 49% in Nextstar Energy, impianto per la produzione di batterie per veicoli elettrici in Canada, a LG Energy - stima consegne consolidate nel quarto trimestre 2025 pari a 1,5 milioni di unità, in crescita del 9% su base annua.

 

FORD - AUTO ELETTRICHE

A trainare la crescita è il Nord America, dove le consegne sono aumentate del 43%, in crescita anche Sud America, Medio Oriente e Africa, Cina e India e Asia-Pacifico. Ciò è stato parzialmente compensato - spiega l’azienda - da un calo nell’Europa allargata, (26mila in meno pari al -4% su base annua) per l’effetto combinato di un mercato dei veicoli commerciali leggeri in contrazione e di pressioni competitive.

 

«La reimpostazione che abbiamo annunciato - ha commentato il ceo Antonio Filosa - si inquadra nel percorso avviato nel 2025 per tornare a porre i clienti come punto di riferimento di ogni nostra decisione. Gli oneri riflettono in larga parte il costo derivante da una sovrastima del ritmo della transizione energetica, oltre che l’impatto delle criticità pregresse».

 

Impianto Stellantis di Belvidere in Illinois

In questi mesi è mutato anche il contesto regolatorio, sia in Europa, con l’apertura alla possibilità di raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni nel territorio dell’Unione europea con elementi di maggiore progressività, ma soprattutto negli Stati Uniti, con la decisione dell’amministrazione Trump di eliminare, lo scorso 30 settembre, il credito d’imposta federale di 7.500 dollari per gli acquirenti, e ridurre gli standard Cafe sull’efficienza di carburante, azzerando alcune sanzioni legate agli sforamenti di questi standard.

 

È in questo contesto che si inseriscono le recenti decisioni di altri due big player (come Stellantis) del mercato Usa, come Gm e Ford. La prima ha annunciato all’inizio di ottobre altri 6 miliardi di oneri straordinari legati alla revisione della propria strategia (portando a 7,6 l’impatto complessivo, considerando altre correzioni precedenti), mentre la seconda, già in precedenza, aveva stimato in 19,5 miliardi la svalutazione, da spalmare però in più trimestri. […]

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