vittorio grilli soldi euro

GRILLI PER LA TESTA – SCOPPIA IL CASO DELLO STIPENDIO DI VITTORIO GRILLI, EX MINISTRO E ORA PRESIDENTE DELLA NUOVA MEDIOBANCA GESTITA DALL’ARMATA CALTA-MELONI – MARTEDÌ IL COMITATO REMUNERAZIONE DI MPS HA RICEVUTO LA RICHIESTA DI AUMENTARE LO STIPENDIO A GRILLI DA 900MILA EURO A CIRCA 2 MILIONI. CON QUESTO INCREMENTO, GRILLI DIVENTEREBBE IL PIÙ PAGATO PRESIDENTE DI UNA BANCA ITALIANA – DEL RESTO, GRILLI ERA ABITUATO AGLI STIPENDI AMERICANI, DA QUANDO ERA CONSULENTE DI JP MORGAN – I RAPPORTI CON IL CAPO DI GABINETTO DI GIORGIA MELONI, GAETANO CAPUTI, E L’IPOTESI DI DIVENTARE PRESIDENTE DI TUTTO IL NUOVO GRUPPO MPS-MEDIOBANCA…

MPS, BATTAGLIA IN CONSIGLIO ANCORA UNA SETTIMANA PER DECIDERE SU LOVAGLIO

Estratto dell’articolo di Giuliano Balestreri per “La Stampa”

 

Vittorio Grilli

Ancora una settimana di tempo. Il consiglio fiume di Mps […] non è riuscito a prendere una decisione sul regolamento per la lista del cda «con la quale dovrà rinnovare la governance la prossima primavera».

 

Il nodo riguarda in particolare il ruolo dell'attuale amministratore delegato Luigi Lovaglio. La scorsa settimana, il comitato nomine aveva raccomandato che il banchiere venisse escluso dalle procedure del board per la presentazione della lista del cda per il rinnovo delle cariche sociali. Di conseguenza, l'ad potrebbe essere escluso anche dagli incontri con gli azionisti finalizzati alla stesura della lista.

 

GIANCARLO GIORGETTI FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE

Un passaggio che non precluderebbe all'attuale amministratore delegato la possibilità di essere candidato per il triennio 2026-2029, ma che tutelerebbe della banca stessa.

 

Lovaglio infatti è indagato con Delfin […] e il gruppo Caltagirone per il presunto concerto che avrebbe portato il Monte alla conquista di Mediobanca. Se l'ad facesse parte del processo di formazione della lista dovrebbe avere rapporti frequenti con gli azionisti - Delfin al 17,5% e Caltagirone al 10,2% - con cui è indagato. Il comitato, invece, vorrebbe presevare la banca da eventuali problemi futuri.

 

francesco gaetano caltagirone - giorgia meloni

Nel consiglio di ieri, quindi, si è discusso a lungo della situazione. Lovaglio ha esposto le sue ragioni, il board ha dibattuto su posizioni diverse e - pur senza votare - sarebbe emerse una maggioranza favorevole all'esclusione dell'ad dal processo, fino a quando il presidente Nicola Maione ha proposto - con il consenso di tutti - di «effettuare ulteriori approfondimenti […]».

 

Tradotto: ci sarà una settimana di tempo, fino al 28 gennaio, per lasciar decantare gli animi, approfondire le questioni sul tavolo. E cercare di rinsaldare le alleanze. Nell'interesse della banca.

 

Nei giorni scorsi, Lovaglio è stato ricevuto a Palazzo Chigi da Gaetano Caputi, al capo di gabinetto della presidente del Consiglio Giorgia Meloni, Lovaglio avrebbe esposto il suo piano per realizzare nei prossimi mesi l'integrazione di Mediobanca in Mps.

 

Vittorio Grilli

Un'operazione che passerebbe attraverso il delisting e la fusione parziale delle due realtà - come suggerito anche da uno studio di Deutsche Bank. In uno scenario del genere, la futura presidenza del gruppo potrebbe essere assunta da Vittorio Grilli, l'attuale numero uno di Piazzetta Cuccia. Che peraltro, con Caputi ha gestito delicati dossier, non ultimo la cessione della rete Tim a Kkr.

 

Il Mef non ha nascosto di sostenere l'attuale ad, ma i grandi soci restano alla finestra.

Delfin ha sottolineato l'appoggio ai vertici del gruppo, mentre Caltagirone ha fatto sapere che si esprimerà in assemblea. In attesa, quindi, che si faccia chiarezza all'interno del cda. […]

 

«DUE MILIONI PER GRILLI» MPS, IL MEGA STIPENDIO BLOCCATO DAL COMITATO

Estratto dell’articolo di Stefano Vergine per “Domani”

 

GAETANO CAPUTI

«Martedì 20 gennaio il comitato remunerazione del Monte dei Paschi di Siena ha ricevuto una richiesta particolare. Il comitato è l’organo interno al cda richiesto per le società quotate in borsa. Decide sugli stipendi dei vertici aziendali.

 

Quello di Mps è composto attualmente da cinque persone: Gianluca Brancadoro (presidente), Renato Sala, Alessandro Caltagirone, Elena De Simone e Marcella Panucci. La richiesta è stata avanzata dall’amministratore delegato di Mps, Luigi Lovaglio.

 

Alla luce dell’acquisizione di Mediobanca da parte di Mps, al Comitato è stato richiesto di deliberare un aumento di stipendio per il neo presidente della stessa Mediobanca. Dagli attuali 900 mila a circa 2 milioni di euro all’anno. Beneficiario: Vittorio Grilli, l’ex ministro del Tesoro italiano poi passato a lavorare per Jp Morgan, oggi tornato sotto l’ala protettrice dello Stato come presidente della storica banca d’investimento milanese.

 

VITTORIO GRILLI NEL 1994

Davanti a quella cifra, qualcuno all’interno del comitato ha alzato il sopracciglio. Con un aumento del genere, Grilli diventerebbe di gran lunga il più pagato presidente di una banca italiana.

 

Più di Gian Maria Gros Pietro, presidente di Intesa Sanpaolo (942mila euro). Più di Pier Carlo Padoan, numero uno di Unicredit (1 milione di euro).

 

Sessantotto anni, milanese di nascita, Grilli è stato nominato presidente di Mediobanca a ottobre del 2025, in seguito al completamento dell’acquisizione di Piazzetta Cuccia da parte di Siena.

 

Dopo un ventennio al ministero del Tesoro, fino a diventare ministro dell’Economia nel governo Monti, ha trascorso gli ultimi dieci anni lavorando per la banca d’affari americana JP Morgan. È stato presidente del “Corporate & Investment Bank per l’area Europa, Medio Oriente e Africa”, ma la sua attenzione è stata rivolta soprattutto all’Italia, dove Jp Morgan negli ultimi anni ha fatto ottimi affari, fornendo consulenza e prestiti in alcune delle più grandi operazioni finanziarie.

Vittorio Grilli

 

Il passaggio della rete telefonica da Tim a Kkr, l’operazione Italgas-2i Rete Gas, la vendita del 30 per cento di Enilive da Eni alla stessa Kkr. In ultimo, l’acquisizione di Mediobanca da parte di Mps, poco prima di diventare presidente proprio della banca d’affari milanese.

 

Sono tutti affari miliardari in cui Jp Morgan ha avuto un ruolo di consulente o di finanziatore grazie a Grilli. Il quale, oltre che sulla grande esperienza accumulata negli anni al ministero del Tesoro, ha potuto contare anche su Gaetano Caputi, attuale capo di gabinetto di Giorgia Meloni.

 

MPS MEDIOBANCA

Come ha raccontato Domani, i due si conoscono da una vita: quando il braccio destro della premier italiana entrò al Mef come vice capo di gabinetto, Grilli era già da molto tempo alla Ragioneria dello Stato.

 

[…] Come alto dirigente di JP Morgan, l’ex ministro non ha dovuto pubblicare i suoi redditi durante il periodo passato a lavorare per la banca americana, ma è probabile che fosse abituato a livelli molto più alti di quelli dei presidenti degli istituti italiani. Quando Lovaglio ha fatto arrivare al comitato remunerazioni di Mps la richiesta di aumentare lo stipendio al neo presidente di Mediobanca, qualcuno – dicevamo – ha alzato il sopracciglio. Anche lasciando perdere il confronto con gli altri gruppi bancari, avere il presidente di Mediobanca che guadagna 2 milioni di euro all’anno creerebbe sicuramente dei malumori interni.

 

IL NUOVO CDA DI MEDIOBANCA BY CALTAGIRONE E MILLERI

L’amministratore delegato di Mediobanca, Alessandro Melzi d’Eril, il più pagato, prende 1,8 milioni di euro all’anno. E il risultato sarebbe quasi imbarazzante con Mps, che oggi controlla Mediobanca. L’ad Lovaglio ha uno stipendio fisso di 1 milione di euro. Il presidente di Mps, Nicola Maione, è pagato 110 mila euro all’anno: Grilli guadagnerebbe 20 volte più di lui.

 

Martedì, ai lavori del comitato assisteva come da prassi anche il presidente del collegio sindacale di Mps, il commercialista Enrico Ciai. È stato lui a bloccare la proposta sospendendo la decisione. Resta però da capire che ne sarà della richiesta, ed è probabile che della questione debba occuparsene il governo di Giorgia Meloni. […]

GAETANO CAPUTIgaetano caputiGIANCARLO GIORGETTI E FRANCESCO GAETANO CALTAGIRONE (FOTOMONTAGGIO)

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