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INFLAZIONE, CHE CETRIOLONE! SECONDO L’ISTAT, LE CATEGORIE PIÙ ESPOSTE AL RISCHIO INFLAZIONE INNESCATO DALLA GUERRA NEL GOLFO SONO LE FAMIGLIE NUMEROSE, I GIOVANI SINGLE E GLI OPERAI: SONO QUELLE CHE SPENDONO DI PIÙ PER ALIMENTARI, TRASPORTI E UTENZE DOMESTICHE, LE VOCI PIÙ SENSIBILI AL RINCARO DELLE MATERIE PRIME ENERGETICHE. QUESTI TRE CAPITOLI DI SPESA HANNO ASSORBITO IN MEDIA IL 45% DELLE USCITE PER CONSUMI – I NUCLEI PIU’ VULNERABILI SONO SOPRATTUTTO NELLE REGIONI DEL SUD E…

Estratto dell’articolo di Cristiano Dell Oste e Dario Aquaro per “il Sole 24 Ore”

 

prezzo del petrolio e inflazione

Famiglie numerose, giovani single, operai e disoccupati. Sono le categorie più esposte al rischio inflazione acceso dalla guerra nel Golfo. Perché sono quelle che – secondo le rilevazioni dell’Istat – spendono di più per alimentari, trasporti e utenze domestiche. Vale a dire le voci più sensibili al rincaro delle materie prime energetiche.

 

Questi tre capitoli di spesa nel 2024 hanno assorbito il 42,3% delle uscite medie per consumi delle famiglie italiane (1.164 euro mensili su 2.755). Nel caso dei nuclei più esposti, però, questa percentuale sale oltre il 45%, fino ad arrivare al picco del 52% per chi è in cerca di occupazione. A livello territoriale si collocano oltre il 45% le regioni del Sud e il Piemonte.

 

spese e inflazione nelle famiglie italiane nelle varie regioni

Il conto dell’inflazione nei prossimi mesi dipenderà dal conflitto in Medio Oriente e dagli strascichi che lascerà. Le prime indicazioni, però, impongono cautela. A marzo l’Istat ha stimato in via preliminare un aumento dello 0,5% mensile e dell’1,7% annuo dell’indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività (Nic).

 

[…]

 

La guerra avviata da Usa e Israele contro l’Iran, con i riflessi sul choke point di Hormuz (e di Bab el-Mandeb), ha riportato in primo piano il tema degli shock energetici. E negli scorsi giorni diversi allarmi su prezzi e crescita sono arrivati da Bankitalia, Bce, Fmi, Ocse. La contesa coinvolge uno snodo chiave per le forniture di gas e petrolio, e non solo (pensiamo ai fertilizzanti). E per il regime degli ayatollah si lega anche agli attacchi israeliani in Libano contro Hezbollah.

 

famiglie e inflazione

Il quadro dell’eventuale spinta inflazionistica resta dunque incerto, anche a causa dell’imprevedibilità del presidente Usa, Donald Trump. Ma l’analisi Istat delle spese per i consumi delle famiglie, pur aggiornata al 2024, offre indicazioni ancora attuali, visto che il 2025 è stato un anno di inflazione contenuta (+1,5%).

 

Il dato del 2024 è indicativo perché include anche gli effetti della fiammata dei prezzi post-Covid, aggravata dall’invasione russa dell’Ucraina. Dal 2019 al 2024, infatti, in Italia il peso dell’esborso medio mensile per alimentari, trasporti e utenze è passato dal 40,8 al 42,3% della spesa complessiva. La differenza – in media l’1,5% in più – tende ad allargarsi tra le famiglie più esposte ai rincari, arrivando ad esempio al 2,6% per i giovani che vivono da soli.

 

[…]

 

AUMENTO DEI BENI ALIMENTARI

In Calabria il 50,5% della spesa media familiare è assorbito da alimentari, trasporti e utenze per la casa: 1.047 euro mensili su 2.075. Record regionale e in aumento di 5,4 punti dal 2019. Le altre regioni oltre il 45% sono tutte al Sud (Campania, Basilicata, Sicilia e Puglia) con la vistosa eccezione del Piemonte al 46,7% (3,1% in più dal 2019).

 

 Il dato si presta a un’annotazione politica, a poco più di un anno dalle elezioni: è al Sud che il conto dell’inflazione potrebbe essere percepito come più costoso.

 

CARRELLO DELLA SPESA - AUMENTO PREZZI

La spesa non riflette necessariamente il reddito disponibile; a livello di singoli nuclei si può spendere poco pur avendo del margine. Ma ci sono spunti interessanti. Il fatto che le famiglie che vivono nel centro delle aree metropolitane siano meno vulnerabili fa pensare che qui i redditi siano più elevati e abbiano consentito finora di finanziare consumi “non essenziali” in misura maggiore.

 

Tra i diversi tipi di famiglia il divario è meno marcato che a livello territoriale. Le coppie con tre o più figli, i giovani single (18-35 anni) e i nuclei con un solo genitore sono i “tipi” la cui spesa è più sbilanciata.

 

carrello tricolore vignetta by rolli per il giornalone la stampa

Al contrario, sono meno esposte le coppie senza figli – a prescindere dall’età – e le persone sole da 65 anni in su: queste ultime hanno spese mediamente basse (1.794 euro al mese compresi gli affitti figurativi), ma anche minori esigenze di trasporto e alimentari. […]

INFLAZIONE

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