john elkann repubblica bin salman kyriakou

JOHN ELKANN IN 15 ANNI HA SMANTELLATO PEZZO PER PEZZO L’IMPERO DELLA FAMIGLIA AGNELLI. E DOPO AVER VENDUTO TUTTA GEDI (COMPRESA “LA STAMPA”, GIORNALE DI FAMIGLIA DA CENTO ANNI) AL GRECO KYRIAKOU, POTREBBE CEDERE ANCHE UN ALTRO PEZZETTO DELLA JUVENTUS. L’INVESTITORE PRESCELTO, SECONDO “DOMANI”, SAREBBE MOHAMMED BIN SALMAN (IN OTTIMI RAPPORTI CON YAKI E SOCIO DI KYRIAKOU) – FIAT, MAGNETI MARELLI, IVECO, COMAU: TUTTE LE DISMISSIONI DI ELKANN. RESTA SOLO LA FERRARI, CHE PURE NON SE LA PASSA PIÙ TANTO BENE (IN FORMULA UNO È FLOP TOTALE, LE AZIONI CROLLANO) - GIORNALISTI DI "REPUBBLICA" IN SCIOPERO: DOMANI IL QUOTIDIANO NON USCIRÀ IN EDICOLA

IL COMUNICATO DEL CDR: OGGI LO SCIOPERO

Da “Repubblica”

 

SCIOPERO GIORNALISTI REPUBBLICA

L'assemblea delle giornaliste e giornalisti di Repubblica, insieme alle lavoratrici e ai lavoratori degli altri settori, ha preso atto con profondo sconcerto dell'annuncio della proprietà della svendita di quel che resta del nostro gruppo editoriale, che in questi anni è stato smantellato pezzo dopo pezzo dall'attuale editore, John Elkann.

 

L'assemblea ha decretato lo stato di agitazione permanente con la sospensione immediata della partecipazione a tutte le iniziative editoriali speciali e ha consegnato al comitato di redazione e alla RSU un primo pacchetto di cinque giorni di sciopero: per oggi abbiamo indetto il primo.

 

THEODORE KYRIAKOU

Il giornale non sarà in edicola domani e il sito non sarà aggiornato dalle 7 fino alle 7 di sabato. Siamo pronti a una stagione di lotta dura a tutela del perimetro delle lavoratrici e dei lavoratori e dell'identità del nostro giornale a fronte della cessione ad un gruppo straniero, senza alcuna esperienza nel già difficile panorama editoriale italiano e il cui progetto industriale è al momento sconosciuto.

 

Per questo riteniamo intanto indispensabile che i vertici di Gedi mettano immediatamente sul tavolo delle trattative con l'acquirente garanzie sul mantenimento dei livelli occupazionali e sulla salvaguardia dell'identità politico-culturale di un giornale come Repubblica, che costituisce dalla sua fondazione, 50 anni fa, un pezzo della storia e della politica nazionale.

 

john elkann

Ci impegniamo fin da oggi a combattere con ogni strumento a nostra disposizione per la difesa di queste garanzie democratiche fondamentali per l'intero Paese. In ballo non c'è un semplice marchio, ma la sopravvivenza stessa di un pensiero critico. Per questo faremo appello a tutte le forze sociali, politiche, sindacali e istituzionali oltre che alla comunità dei lettori per avere il loro sostegno nella battaglia che ci attende.

 

L'assemblea di Repubblica

 

THEODORE KYRIAKOY IN QATAR ALLA CENA CON DONALD TRUMP E AL THANI

Le lavoratrici e i lavoratori del Gruppo aderiscono allo sciopero promosso dalle giornaliste e dai giornalisti affiancandosi a loro nelle azioni che verranno messe in campo al fine di garantire la tutela del perimetro occupazionale e preservare l'identità del nostro giornale. Le Rsu GnnRep.

 

DOPO GEDI, LA JUVENTUS? ELKANN E BIN SALMAN ALLE GRANDI MANOVRE

Estratto dell’articolo di Stefano Vergine per “Domani”

 

Comau, Magneti Marelli, la diluizione di Fca in Stellantis, Iveco e ora anche Gedi. Dal 2018 la Exor guidata da John Elkann ha venduto partecipazioni storiche di famiglia, anno dopo anno, e ha investito altrove. Soprattutto in società digitali, settore sanitario, lusso. Quasi sempre fuori dall’Italia.

 

john elkann a riad con donald trump e mohammed bin salman

Dopo le anticipazioni di Domani e mesi di no comment, nei giorni scorsi la famiglia Elkann-Agnelli ha confermato la trattativa per la cessione al gruppo Antenna dell’imprenditore greco Theo Kyriakou, scatenando la reazione dei giornalisti del gruppo.

 

Secondo quanto ha appreso Domani da fonti a conoscenza del dossier, ci sarebbe però anche un’altra partecipazione di cui Elkann sta cercando di alleggerirsi. E tra i possibili compratori ci sarebbe pure il principe ereditario Mohammed bin Salman.

 

Un mese fa, prima dell’ultima assemblea dei soci chiusa con l’ennesimo anno in rosso – 58 milioni, dopo i 198 milioni persi l’anno prima – Elkann ha fatto sapere che la Juventus non è in vendita, che la sua famiglia resterà impegnata, ma ha anche detto che «il club è aperto a collaborazioni con altri investitori».

 

giancarlo devasini 2

Una frase che lascia la porta aperta a possibili ingressi di nuovi soci. Tra le partecipate di Exor quotate in Borsa, la Juve non è solo quella che va peggio dal punto di vista finanziario. È anche quella di cui Exor detiene la quota di controllo maggiore: il 65 per cento delle azioni. Molto più di quanto necessario per comandare.

 

Secondo azionista è infatti Giancarlo Devasini e la sua Tether, società che emette stablecoin, con il 5 per cento delle azioni. Insomma lo spazio per un nuovo investitore nella Juve c’è, e – a unire i puntini – tutte le strade portano a Riad.

 

THEODORE KYRIAKOU - FOTO LAPRESSE

[…] Il calcio sarà molto importante per l’Arabia Saudita nei prossimi dieci anni. La Fifa ha deciso di assegnare al regno dei Sauditi l’organizzazione dei mondiali del 2034, campioni a fine carriera come Cristiano Ronaldo e Neymar hanno già dato visibilità al campionato locale, bin Salman continua a spingere il progetto Vision 2030 […]. Una quota di un club europeo importante come la Juventus non farebbe quindi scomodo […].

 

Dal canto suo, Elkann ha costruito un buon rapporto con il principe. È stato ospite da lui nel maggio scorso al seguito di Donald Trump e del ristretto gruppo d’imprenditori scelto dal presidente americano. Non è mai stato chiarito di che cosa abbiano parlato il principe e il numero uno di Exor, ma nei mesi seguenti qualche piccolo accordo è stato pubblicizzato.

john elkann

Uno ha riguardato proprio la Juventus ed è stato annunciato a inizio novembre.

 

 Una partnership tra il club e il ministero della Sanità saudita: Jmedical, polo di medicina sportiva di proprietà della Juventus, aiuterà il regno di bin Salman a istruire professionisti locali e costruire un’infrastruttura simile a quella torinese.

 

Poi c’è Gedi. Come scoperto da Domani a settembre, il possibile acquirente del gruppo editoriale italiano, la Antenna Kyriakou, ha tra i suoi soci di minoranza il fondo sovrano saudita Pif, che nel 2022 vi ha investito 225 milioni di euro attraverso la società Mbc. Lo dimostrano documenti societari pubblici del gruppo Antenna.

 

richard palmer - sergio marchionne - john elkann

Dopo la conferma della trattativa in corso da parte di Gedi, fonti vicine al dossier hanno fatto sapere che l’acquisto del gruppo italiano non verrà effettuato dal veicolo in cui Kyriakou e Bin Salman sono partner, ma la rassicurazione non ha placato le proteste in Italia.

[…]

 

Il governo di Giorgia Meloni, a differenza di altre acquisizioni straniere di grandi aziende italiane (caso UniCredit-Bpm su tutti) finora non si è opposto né ha espresso opinioni ufficiali.

 

Segno che l’arrivo del magnate greco, di orientamento conservatore e socio di bin Salman, non è accolto con dispiacere dalle parti di Chigi. Un’offerta alternativa italiana in realtà c’era: Leonardo Maria Del Vecchio, erede Luxottica, che ha messo sul piatto 140 milioni di euro per il gruppo, la stessa cifra offerta da Kyriakou. Non è stata sufficiente a convincere Elkann, e a Meloni tutto sommato va bene così.

Gianni Infantino e John Elkann nello Studio Ovale con Donald Trump

 

REP-STAMPA, ULTIMO CAPITOLO DELLA FUGA DI ELKANN DALL’ITALIA

Sintesi  dell’articolo di Gianni Dragoni per “il Fatto quotidiano”

 

Se fosse un film il titolo potrebbe essere “Prendi i soldi e scappa” oppure “La grande fuga”. […]

 

John Elkann viene designato dall’Avvocato Gianni Agnelli come successore nel 1997, a soli 21 anni, ma prende le redini dell’impero nel maggio 2010, quando viene nominato presidente della Giovanni Agnelli & C., l’accomandita di famiglia da cui discende tutto il gruppo attraverso la holding Exor, controllata al 55% e quotata. L’anno successivo John diventa anche presidente di Fiat […].

 

Theodore Kyriakou

[…] Nel 2013 Fiat Industrial, la società di macchine agricole, si fonde con l’americana Case New Holland e sposta la sede legale nella capitale olandese. […]

 

Nel 2014 l’ex Fiat segue la stessa strada. Fca sposta la sede legale ad Amsterdam e la sede fiscale a Londra[…]. Nel 2015 trasloca ad Amsterdam la Ferrari.

 

Nel 2016 la raggiungono Exor e la controllante, la vecchia accomandita che diventa Giovanni Agnelli Bv. Il 16 gennaio 2021 nasce Stellantis, dalla fusione tra Fca e la francese Psa. E la sede dov’è? Di nuovo ad Amsterdam.

 

gianni agnelli lapo e john elkann

[…] Di fronte alla crisi Elkann vende. Nel 2019 Fca vende Magneti Marelli per 5,8 miliardi di euro al fondo americano Kkr (che nel 2024 compra anche la rete fissa di Tim con l’assenso del governo Meloni). Exor e gli altri soci incassano un dividendo straordinario, ma l’azienda affonda per i debiti, perché Kkr fonde Marelli con la controllata giapponese Calsonic Kansei appesantendola dei debiti contratti per l’acquisto. Ora Kkr tratta la vendita al gruppo indiano Motherson.

 

Un altro gruppo indiano, Tata, compra Iveco da Exor per 3,8 miliardi, operazione firmata a fine luglio. I camion agli indiani, il ramo difesa e armi invece passa al gruppo statale Leonardo, che paga 1,7 miliardi (inclusi i debiti finanziari), più del doppio dell’offerta iniziale (750 milioni). […]

stabilimento magneti marelli a crevalcore

 

A fine 2024 Stellantis vende il 50,1% di Comau al fondo americano One Equity Partners.

 

Elkann spreme anche Ferrari. Nel marzo scorso Exor vende il 4% della società e incassa 3 miliardi. Le azioni Ferrari crollano, il 26 febbraio quotavano 483,1 euro, ai massimi, adesso sono a 314,4 (-35%). In F1 è un flop dopo l’altro […].

 

Disastro Juventus. L’ultimo scudetto risale al 2020, i bilanci sono in rosso da nove anni consecutivi per 1 miliardo di perdite […]. […]

comau Jeff Bezos parla ocn John Elkann alla Italian Tech Week - Foto Lapressesergio marchionne john elkannMARGHERITA AGNELLI - JOHN ELKANN - EDOARDO AGNELLI - MARELLA CARACCIOLO - GIANNI AGNELLI EMMANUEL MACRON JOHN ELKANN

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?