“NON SARÀ LA MACHADO A GOVERNARE IL VENEZUELA, TRUMP CERCHERÀ DI GOVERNARE COI MILITARI E CON PEZZI DEL REGIME DI MADURO DISPOSTI A SEGUIRE LE SUE DIRETTIVE” – L’ANALISTA POLITICO IAN BREMMER: “I MILITARI VENEZUELANI NON HANNO FATTO IL GOLPE MA HANNO COLLABORATO: NEGLI ULTIMI DUE MESI WASHINGTON HA SVILUPPATO RAPPORTI MOLTO INTENSI COI CAPI DELL’ESERCITO E ANCHE CON PERSONALITÀ DELLA CERCHIA POLITICA DI MADURO. GRAN LAVORO DELLA CIA MA ANCHE DEI SERVIZI SEGRETI MILITARI. CREDO CHE IL DITTATORE E LA MOGLIE SIANO STATI ARRESTATI PRIMA DELL’ARRIVO DEGLI ELICOTTERI AMERICANI: LA DELTA FORCE SI È LIMITATA A PRENDERE IN CONSEGNA I DUE. ANCHE L’ASSENZA DI REAZIONI DELLA CONTRAEREA, LA FACILITÀ CON LA QUALE LE POSTAZIONI MISSILISTICHE SONO STATE MESSE FUORI USO FA PENSARE A UNA SORTA DI CONTRIBUTO OCCULTO DELLE FORZE ARMATE…”
Estratto dell’articolo di Massimo Gaggi per il “Corriere della Sera”
«Non sarà la Machado a governare il Venezuela, anche se ha avuto il Nobel per la Pace e ringrazia Trump: il presidente americano non è interessato in primo luogo a ripristinare la democrazia. Non gli interessava in Brasile e neanche granché negli Stati Uniti: per ora cercherà di governare coi militari e, magari, con pezzi del regime del deposto Maduro disposti a seguire le sue direttive su quello che conta per lui: petrolio e droga».
Intervistiamo spesso il politologo Ian Bremmer, fondatore e capo di Eurasia, ma oggi sentirlo è quasi d’obbligo, visto che fin dall’autunno è stato tra i pochi a dare per certo un intervento militare americano in Venezuela. […]
In realtà mesi fa lei disse che Trump sperava che fossero gli stessi capi militari del Venezuela a deporre Maduro per evitare un devastante intervento Usa. In assenza di un golpe ha preso lui l’iniziativa.
VENEZUELA - ATTACCO AMERICANO A CARACAS PER ARRESTARE NICOLAS MADURO
«I militari non hanno fatto il golpe ma hanno collaborato: negli ultimi due mesi Washington ha sviluppato rapporti molto intensi coi capi dell’esercito e, pare, anche con personalità della cerchia politica di Maduro. Gran lavoro della Cia ma anche dei servizi segreti militari. Credo che il dittatore e la moglie siano stati arrestati prima dell’arrivo degli elicotteri americani: la Delta Force si è limitata a prendere in consegna i due prigionieri. Anche l’assenza di reazioni della contraerea, la facilità con la quale le postazioni missilistiche sono state messe fuori uso fa pensare a una sorta di contributo occulto delle forze armate».
Chi governerà ora? Trump è stato vago, con quel «noi». Ha minacciato una seconda ondata senza paura di usare l’espressione «boots on the ground».
VENEZUELA - ATTACCO AMERICANO A CARACAS PER ARRESTARE NICOLAS MADURO
«Non credo che sarà necessaria una seconda offensiva. I militari governeranno seguendo le indicazioni di Washington. Hanno parlato anche della vicepresidente Delcy Rodriguez. Certo, era la vice di Maduro, ma, come dicevo, ora Trump non pensa alla democrazia: vuole gente che segua le sue direttive e mantenga l’ordine. Se davvero, come sostiene Marco Rubio, la Rodriguez è pronta a collaborare, potrebbe restare a bordo. Non è detto: l’operazione militare è stata pianificata con cura, ma per il futuro non c’è un piano preciso, niente di strutturato. A poche ore dal blitz il governo di Caracas, quindi anche la Rodriguez, denunciavano l’illegalità dell’attacco Usa. Forse vedere Maduro in catene che verrà processato come un narcotrafficante ha fatto effetto».
Quali saranno le conseguenze internazionali di questo uso spregiudicato della forza in America Latina? Mosca e Pechino perdono un partner importante, mentre torna la logica dell’America Latina come «cortile di casa» degli Usa. Anche altri — Cuba, Colombia — nel mirino?
«Non credo. Non a breve scadenza, comunque. L’obiettivo principale era il Venezuela con le sue enormi riserve di energia, il narcotraffico, la massiccia emigrazione verso gli Stati Uniti. Ci vorrà molto tempo e molto lavoro per stabilizzare il Paese […]».
VENEZUELA - ATTACCO AMERICANO A CARACAS PER ARRESTARE NICOLAS MADURO
E le reazioni di Putin e Xi Jinping? Il nuovo vulnus alla legalità internazionale?
«Mah, Mosca ha denunciato la violazione del diritto internazionale, materia nella quale è molto competente visto che l’ha calpestato sistematicamente. I cinesi non sono di certo contenti, anche perché perdono una fonte di approvvigionamento energetico e una porta di penetrazione in America Latina. […] Difficile prevedere impatti legali nel lungo periodo visto anche che gli Stati Uniti presentano il caso, almeno in termini giuridici, come la cattura di un narcotrafficante sul quale pendevano da anni incriminazioni pesanti. […]».
E le reazioni interne? Trump non spacca i Maga ai quali aveva promesso isolazionismo? Boots on the ground è l’opposto.
«[…] La maggioranza dei repubblicani era favorevole a rovesciare il regime illegale di Maduro. Certo, i Maga sono contrari alle guerre, ma gli stivali americani sul campo sono stati pochi e per pochi minuti: un’operazione chirurgica senza vittime […]».

