“NON STAVO BENE. NON MI IMPORTAVA PIÙ DI NULLA. E LE MENZOGNE SU MIA MOGLIE MI ADDOLORAVANO: DICEVANO CHE MI AVESSE TRADITO” – L’EX ATTACCANTE DELL’ATALANTA JOSIP ILICIC PARLA DELLA DEPRESSIONE DI CUI HA SOFFERTO DURANTE LA PANDEMIA: “SONO STATO 42 GIORNI A BERGAMO SENZA LA MIA FAMIGLIA, IN SLOVENIA ERA COME SE IL COVID NON CI FOSSE, MENTRE A BERGAMO SFILAVANO LE BARE NEI CAMION” – IL RAPPORTO CON GASPERINI, I QUATTRO GOL IN CHAMPIONS CONTRO IL VALENCIA, L’ADDIO ALLA FIORENTINA E ZAMPARINI: “MI DICEVA CHE AVEVA TROVATO L’ALLENATORE GIUSTO PER ME. TEMPO UN MESE E L’AVEVA GIÀ MANDATO VIA…” - VIDEO

 

Estratto dell’articolo di Francesco Pietrella per www.gazzetta.it

 

josip ilicic 3

Josip Ilicic si racconta attraverso pause, silenzi e non detti. Svela ciò che ha vissuto attraverso le espressioni del volto. […] Ha aperto per la prima volta la porticina con vista sull’oscurità che l’ha quasi inghiottito da una saletta del “Bonifika”, lo stadio del Koper di Capodistria, la città dove ha scelto di ripartire a 37 anni in prima divisione slovena.

 

[…] Chiuderà in Slovenia, quindi?

“Sì, mi ha dato il pane. Sono nato in Bosnia, ma non ricordo nulla. Mio padre è morto quando avevo un anno e mezzo. Sono cresciuto con mio fratello e mia madre, che mi ha insegnato a lottare. I miei colpi, il mio sinistro, sono nati per strada”.

 

josip ilicic 4

[…] Sabatini disse che lo colpì la sua “tristezza biologica”.

“Da fuori sembro addormentato, a Bergamo mi chiamavano 'la nonna', ma non voglio mai perdere. Lo dico anche alle mie figlie. Ma più mi martelli, più mi insulti, più sono forte. Esco e ti faccio vedere chi sono. Non mi sono mai nascosto”.

 

A Palermo iniziò alla grande.

“Avevo un grande difensore: il presidente Zamparini. Era innamorato del mio calcio, come di quello di Pastore, di Miccoli, di giocatori che hanno sempre mostrato qualcosa di diverso. Mi proteggeva. Quando le cose non andavano bene mi invitava a casa, mi mandava a prendere con un aereo privato e mi diceva che aveva trovato l’allenatore giusto per me. Tempo un mese e l’aveva già mandato via. Con quella squadra avremmo potuto fare molto di più”.

josip ilicic 6

 

Gli anni di Firenze come sono stati?

“Complessi. Mi dispiace dirlo, ma coi fiorentini ho chiuso. Mi hanno sempre criticato facendo leva su quanto fossi stato pagato, ma in quattro anni sono stato due volte il miglior marcatore e il miglior assistman. Ero scarso? Sul serio? Siamo arrivati quarti e non bastava. Abbiamo fatto una semifinale di Europa League… e non bastava. Anche lì resta il rimpianto di aver perso una finale di coppa. Detto questo, ho ancora casa a Firenze, città top. Ogni tanto la mia famiglia ci va”.

josip ilicic 5

 

Come arriva l’Atalanta?

“Avevo chiuso con la Sampdoria, ma il giorno prima delle visite mi telefonò Gasperini. ‘Vieni a giocare per me?’, chiese. ‘Mister, vado a Genova, non posso’. ‘Ti chiamerà Sartori, tranquillo’. Quando gli dissi quanto avrei guadagnato lui mi rispose ‘e quindi? Che problema c’è?’. Lì ho scoperto cosa significa fare un ritiro con Gasperini”.

 

Ci racconti la sua preparazione.

gasperini ilicic

“Tra un allenamento e l’altro non riesci a dormire: le gambe pulsano, sei stanco, ti viene da vomitare. Ma ti entra nella testa come nessuno. Se superi il test di ritiro, ovvero tre settimane da doppie sedute e corse nei boschi, allora capisci. Quante partite abbiamo ribaltato grazie a quella corsa? Noi duravamo 90’, gli altri al 60’ erano cotti. Ogni tanto con Gasp c’erano discussioni, ma quando uno si ama litiga”.

 

Cos’è stata quell’Atalanta?

“Due anni fa ho incontrato Paratici a Londra. Mi disse che avevamo l’attacco da scudetto. Lì ho capito tutto. Io, il Papu, Muriel, Pasalic… avremmo potuto giocare a occhi chiusi e avremmo comunque fatto gol. Cos’abbiamo fatto noi non l’ha fatto nessuno. Eravamo forti, magici. Due gol ad Anfield, cinque al Milan, cinque al Parma. A quel gruppo è mancato un trofeo. Abbiamo disputato due finali di Coppa Italia, ma quella del 2019 è come se non l’avessi giocata”.

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[…] Arriviamo a Valencia-Atalanta. La notte più bella della sua vita con quattro gol in Champions, prima del buio.

“In molti mi dicono: ‘Ma se non fosse successo ciò che è successo, il covid, la depressione e tutto, dove saresti arrivato?’. Non lo so, ma saremmo arrivati in finale di Champions. Ero in uno stato di forma mai visto e non avevamo paura di nessuno. Viene il Real? Ok, ma dimostra che sei più bravo di noi. Questo era il nostro pensiero. E l’Atalanta, a Valencia, ha cambiato la storia del calcio. Siamo diventati un esempio. E nel frattempo il mondo iniziava a fermarsi, spegnendo la luce…”.

 

[…] Come mai si è ammalato?

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“Non sapevo se sarei tornato a giocare, e quando sei chiuso in casa allora inizi a pensare. Sono stato 42 giorni a Bergamo senza la mia famiglia. Ho sofferto. I soldi, i contratti, non mi importava più di nulla. Non stavo bene. E le voci su mia moglie mi addoloravano”.

 

Dicevano che lei lo avesse tradito.

“Niente di più falso. Ma si può pensare che io avrei trovato mia moglie con un altro? Ha ricevuto insulti incredibili”.

 

Perché non ha smentito?

“Mi avrebbero chiesto cosa avessi, come mai non fossi più io. Ma i familiari, gli amici e i compagni conoscevano la verità”.

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Come mai misero in giro quella voce?

“Perché ero al top, e di me non si sapeva nulla. Qualcosa doveva uscire. Alla fine, sono tornato a casa. In Slovenia era come se il covid non ci fosse, mentre a Bergamo sfilavano le bare nei camion. Un’immagine tremenda. Io tra l’altro qualche anno prima avevo vissuto il dramma di Astori, con cui giocai anni alla Fiorentina. Mi ha segnato”.

 

Gasperini, raccontando il suo calvario, si è commosso. Che effetto le ha fatto?

“Ti fa capire com’ero e come stavo. E chi eravamo noi due, insieme. Io non posso dimenticare ciò che ha fatto per me. Nel 2018 fui ricoverato in ospedale per un’infezione. Avevo paura di non svegliarmi. Lui dopo una settimana mi disse ‘Josip, alzati che dobbiamo giocare’. ‘Mister, non sto in piedi’. ‘Non mi interessa, stai in campo’. Lo fece anche a Valencia. Dopo il terzo gol chiesi il cambio, lui mi ignorò e segnai il quarto. Mi ha spinto oltre i limiti che pensavo di avere”.

 

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Sempre Gasp disse che nel 2020 lei era da Pallone d’Oro.

“Cosa posso dire? Non parlo mai di me, però ero in gran forma. Non so se fossi da Real Madrid, ma nel 2010, a Palermo, misi piede in palestra per la prima volta. Magari se l’avessi fatto già a 17 anni…”.

 

[…] Perché ha lasciato l’Atalanta?

“Colpa dei tendini. Il saliscendi col peso fu terribile. Non ero più come prima. Provai punture, cure, ma niente. Nel 2022 Monchi mi chiamò a Siviglia per due anni e mezzo di contratto, ma gli dissi che non ce la facevo più a reggere certi ritmi. Alla fine, sono tornato a Maribor”. […]

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