UN'ITALIA IMBELLE E SENZA PALLE PERDE LA FINALE PLAYOFF AI RIGORI CONTRO LA BOSNIA: MANCHIAMO IL MONDIALE PER LA TERZA VOLTA CONSECUTIVA - SIAMO STATI SURCLASSATI DAI BOSNIACI IN TUTTO: QUALITA', CORSA, VOGLIA DI VINCERE, DETERMINAZIONE - QUELLA JATTURA DI BASTONI CI HA CONDANNATI FACENDONSI ESPELLERE ALLA FINE DEL PRIMO TEMPO - ORA RIFONDARE: GRAVINA, BUFFON, GATTUSO, BONUCCI FUORI DAI COJONI - SERVONO IDEE NUOVE E PERSONE CAPACI: I TIFOSI ITALIANI NON MERITANO QUESTA VIA CRUCIS INFINITA E UNA MISERIA CALCISTICA SENZA FINE A CUI CI STIAMO PERICOLOSAMENTE ABITUANDO - LA POLITICA SI ATTIVI: UN SETTORE INDUSTRIALE PREZIOSO COME IL CALCIO E' STATO GRADUALMENTE DISTRUTTO DA DIRIGENTI E TECNICI NON ALL'ALTEZZA - RISPARMIATECI ALMENO LA CONDANNA DI VEDERE ANCORA CERTE FACCE DI CULO: DIMISSIONI DI CHI HA CONDANNATO L'ITALIA AL NULLA
Per la terza edizione di fila, l'Italia non prenderà parte ai Mondiali. Nel 2026, gli Azzurri guarderanno da casa la manifestazione in Canada, Stati Uniti e Messico dopo il ko ai rigori contro la Bosnia: dopo 120 minuti intensissimi in cui finisce 1-1, alla fine sorride la formazione di Barbarez (5-2).
La partita di Zenica per gli Azzurri parte bene, visto che al 15' Kean porta in vantaggio la squadra di Gattuso sfruttando un errore del portiere Vasilj.
Al 41', però, Bastoni commette fallo da ultimo uomo e si fa espellere. Nonostante l'inferiorità numerica, Kean, Pio Esposito e Dimarco hanno le occasioni per raddoppiare, ma al 79' arriva il pareggio di Tabakovic. Nei supplementari poco o nulla, così si va ai rigori: Pio Esposito calcia fuori, Cristante prende la traversa mentre la Bosnia non sbaglia mai e va ai Mondiali. E saranno altri quattro anni di attesa per la nostra Nazionale, che non partecipa alla fase finale dal 2014. L'ennesimo passo falso del nostro calcio.
BASTONI
Al 41esimo del primo tempo cambia Bosnia-Italia. I padroni di casa recuperano palla sulla trequarti azzurra da un rinvio errato, e corto, di Donnarumma. Il pallone viene intercettato da Demirovic che di prima, di testa, manda in profondità Memic che aggira Mancini alle spalle.
L'esterno bosniaco così si invola verso la porta degli azzurri. Bastoni, ultimo uomo, è costretto a stenderlo sul limite sinistro dell'area di rigore per non lasciarlo a tu per tu con Gigio. Turpin non ha dubbi: cartellino rosso diretto.
Non è del tutto chiaro se il tocco dell'esterno bosniaco fosse diretto verso la porta (uno dei requisiti per l'espulsione diretta) ma la sensazione è che la scelta del fischietto francese sia corretta, tanto che in campo i giocatori dell'Italia non hanno protestato molto, Bastoni in primis. Un aspetto, quello del metro di giudizio dell'arbitro, che forse era stato preparato anche prima di questa partita: Turpin è famoso per essere un direttore di gara dal cartellino facile. I dati in carriera non lasciano spazio all'interpretazione: 175 i giocatori cacciati (48 con un rosso diretto, 127 per doppia ammonizione) in 663 partite dirette. Sono invece 2121 i gialli sventolati.
dzeko possibile tocco di mano sul gol del pari della bosnia





