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LA STRAGE DELLE EDICOLE: OGGI IN ITALIA I PUNTI VENDITA DI GIORNALI E RIVISTE SONO APPENA DIECIMILA (IN CALO DEL 23% IN SOLI SEI ANNI E DEL 70% NEGLI ULTIMI TRENT’ANNI) – LA CRISI DEI QUOTIDIANI, LEGATA AL PREDOMINIO DELL'INFORMAZIONE VIA WEB E SOCIAL, HA RIDOTTO ALL’OSSO I GUADAGNI DEGLI EDICOLANTI: IN MEDIA 900 EURO AL MESE – OGGI 2.100 COMUNI DI TUTTA ITALIA NON DISPONGONO PIÙ DI UN PUNTO DI VENDITA ESCLUSIVO PER LA STAMPA CARTACEA – LA TESTIMONIANZA DI UN GIORNALAIO DI ROMA: “FINO A 15 ANNI FA DAVAMO DA MANGIARE A DUE FAMIGLIE, ADESSO SONO SOLO. MI SALVO CON BUSTINE, COLLEZIONI E SORPRESINE PER I BAMBINI” – IL GOVERNO COSA INTENDE FARE PER SALVARE UN SETTORE AGONIZZANTE?

Estratto dell’articolo di Corrado Giustiniani per www.professionereporter.eu

 

crisi e chiusura delle edicole

Lo striscione bianco, inchiodato più di un anno fa sul tetto del suo chiosco, in via della Pineta Sacchetti a Roma, ondeggia assecondando le carezze del vento. E dentro, dipinta a mano, la domanda che sa di provocazione e di richiesta di attenzione: “Chi vuole la fine delle edicole?”.

 

Lui, Andrea Di Silvio, questa fine non la vuole di certo: apre ogni giorno alle sei del mattino e cala la saracinesca alle venti: “Fino a quindici anni fa davamo da mangiare a due famiglie, anzi due e mezzo. Adesso sono solo. Vendevo anche 900 quotidiani al giorno, ora fatico ad arrivare a cento, e mi salvo con bustine, collezioni e sorpresine per i bambini”.

 

riviste e giornali in edicola

A poche centinaia di metri in linea d’aria, oltre il Policlinico Gemelli e sulla via Trionfale, proprio all’altezza della chiesa che Aldo Moro quotidianamente frequentava, Giorgio Canali, invece, sta svuotando la sua edicola: “Sì, dopo 32 anni, chiudo. E’ cambiato il modo di leggere, bisogna prenderne atto. Vado a fare il magazziniere in una farmacia. Anzi è tardi, debbo attaccare a mezzogiorno”. […]

 

A Roma Nord, come del resto nelle altre zone della città, diventa sempre più difficile comprare un giornale. Molte chiusure, a partire dalla più grande edicola dell’area, in via Cortina d’Ampezzo, e pochi eroi che fanno resistenza. Come Adolfo, che da vent’anni gestisce il chiosco di Piazza dei Giuochi Delfici. Un monumento, per chi ancora si ostina a leggere la carta stampata, anziani soprattutto.

 

[…]

 

edicola - foto d'epoca

E Roma non è, naturalmente, un’eccezione: crollo delle edicole anche a Milano, a Torino, a Napoli, nei paesi più piccoli. Con alcune eccezioni: le province di Bolzano e di Sondrio, che vedono crescere leggermente questa tipologia di imprese e, curiosamente, Oristano in Sardegna che mantiene tutte le sue 51 rivendite.

 

Secondo il sindacato UILtucs, che ha lavorato su proiezioni Infocamere 2025-26, all’inizio di quest’anno i punti di vendita attivi sarebbero in tutta Italia soltanto 10.220, con una flessione del 4,7 per cento rispetto allo scorso anno, e una del 23 per cento in soli sei anni, nei quali si sono perse 3.200 edicole.

 

crisi e chiusura delle edicole

Ma quindici anni fa i chioschi erano ben 38 mila in tutto il Paese e dunque in appena tre lustri, dal 2010 ad oggi, si sono ridotti di oltre il 70 per cento. La crisi colpisce duramente le imprese individuali, che sono l’82 per cento delle edicole italiane e i cui titolari sono sempre più anziani.

 

Gli “under 35” alla guida di un’edicola sono ridotti al lumicino: meno del 6 per cento del totale nazionale. In un anno soltanto, secondo le stime UILtucs Unioncamere, se ne andranno altri 580 ragazzi rispetto al 2025.

 

DONNA IN EDICOLA

Un addio a un lavoro che impone orari e condizioni sacrificate, e che, secondo il dato diffuso l’estate scorsa stavolta dal sindacato Sinagi Cgil, garantisce un reddito medio di appena 900 euro al mese.  E se ne vanno le donne imprenditrici, che due anni fa, riferisce Unioncamere, avevano ancora in mano il 37 per cento delle imprese registrate, mostrando una particolare affezione a questo settore (in tutti gli altri ambiti di impresa, la titolarità femminile è invece solo del 22 per cento).

 

Più in generale, ben 2100 comuni di tutta Italia non dispongono più di un punto di vendita esclusivo per la stampa cartacea. La crisi dell’editoria, con il crollo delle vendite di quotidiani e periodici e la contemporanea diffusione di Internet, smartphone e social media, ha spostato il consumo di notizie.

 

crisi e chiusura delle edicole

Le edicole tentano di resistere anche con vendite di biglietti, figurine, magliette, libri, giocattoli e altri prodotti e servizi, ma non sempre ce la fanno. Il vero rischio è la desertificazione culturale.

 

Vedremo quale risposta vogliono dare governo, regioni, editori, distributori, sindacati di categoria, per evitare che questi importanti presidi culturali vengano cancellati del tutto, colpendo a morte i giornali di carta.  

EDICOLEEDICOLA CHIUSA ROMAEDICOLA CHIUSA ROMA 2

 

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