luigi lovaglio mps mediobanca

“CALTA” E CARTA (BOLLATA) – SOLO LA MAGISTRATURA PUÒ FERMARE L’ASSALTO DI CALTAGIRONE, MILLERI E CASTAGNA (CON IL GOVERNO COME SPONSOR) A MEDIOBANCA: SE IL FASCICOLO APERTO DALLA PROCURA DI MILANO DOVESSE SOSTANZIARSI IN ACCUSE CONCRETE, ALLORA IL BLITZ DIVENTEREBBE ALL'IMPROVVISO PIÙ DIFFICILE. LE INDAGINI POTREBBERO INFLUENZARE IL DESTINO DELL'OPS SOTTO ALTRI DUE ASPETTI: IL PRIMO RIGUARDA LA SEGNALAZIONE FATTA DA PIAZZETTA CUCCIA ALLA COMMISSIONE EUROPEA PROPRIO SULL'INDAGINE IN CORSO IN ITALIA. IL SECONDO…

Estratto dell’articolo di Francesco Manacorda per “la Repubblica – Affari & Finanza”

 

L'anno prossimo ne compirà ottanta, ma i festeggiamenti sono ad alto rischio. Fondata nel 1946, la Mediobanca che fu di Enrico Cuccia rischia di vedere conclusa la sua parabola già in questo 2025 e le sue ultime speranze sono concentrate […] sulla magistratura.

 

Quasi ottant'anni di storia, appunto, e poi una frenetica manciata di mesi che va dal 24 gennaio scorso, quando Mps annuncia la sua scalata, a oggi, il 14 luglio, quando l'offerta pubblica di scambio (Ops) parte davvero.

 

E adesso solo poche settimane - a meno di proroghe l'offerta termina l'8 settembre - per chiudere la conquista della banca-simbolo del capitalismo del Nord Ovest, da parte di una compagine che da anni tentava di prenderne il controllo, acquisendo a cascata anche quello delle Generali.

 

Gli antichi denari di Francesco Gaetano Caltagirone e di Leonardo Del Vecchio - ora in mano ai suoi eredi - trasformati in azioni di tutte le banche e le assicurazioni in gioco (Mps, Mediobanca e Generali, appunto) e saldati con il nuovo potere di Palazzo Chigi, azionista di Mps e arbitro tutt'altro che disinteressato al risultato, sono a un passo dal loro obiettivo.

 

Chi osserva le vicende finanziarie vede facilmente raggiungibile quella soglia minima del 35% che Mps ha fissato per ritenere valida la sua offerta: del resto basta aggiungere al quasi 20% di Delfin e alla partecipazione di quasi il 10% di Caltagirone, un altro 5% del capitale di piazzetta Cuccia per arrivare al risultato.

 

A meno che... A meno che, come sperano intensamente in Mediobanca, sulla strada che da Roma arriva a Milano possa ergersi un improvviso ostacolo, soprattutto sotto forma giudiziaria.

 

Nel frattempo, venerdì il cda dell'istituto ha approvato un corposo e dettagliato documento per ribadire la natura «distruttiva di valore» dell'offerta senese. Siena sostiene al contrario che i business di Mediobanca […] potrebbero fiorire in piazza del Campo.

 

Gli occhi sono, però, puntati in un'altra direzione. Precisamente sulla procura milanese, che indaga sull'operazione di collocamento del 15% del capitale Mps dallo Stato a selezionati acquirenti - appunto Caltagirone, Del Vecchio, ma anche Banco Bpm e Anima - del 15 novembre scorso, con modalità molto diverse da precedenti e analoghe operazioni su Siena.

 

Se il fascicolo aperto dai magistrati dovesse sostanziarsi in accuse concrete, allora il blitz dei grandi azionisti di Mediobanca sul loro stesso istituto, attuato via Mps, diventerebbe all'improvviso più difficile.

 

Ma le indagini in corso potrebbero influenzare il destino dell'Ops sotto altri due aspetti. Il primo riguarda la segnalazione fatta da Piazzetta Cuccia alla Commissione europea proprio sull'indagine in corso in Italia sul collocamento.

 

Mps, salvata con soldi pubblici, era condizionata dagli accordi con Bruxelles a non fare operazioni straordinarie fino alla fine del 2024 e a vedere ridursi la quota dello Stato con procedure competitive e trasparenti. Se questa strada non dovesse essere stata seguita, le due direzioni generali investite della vicenda, Concorrenza e Servizi finanziari, potrebbero avere da ridire.

 

E proprio la Dg dei Servizi finanziari dovrebbe inviare nel giro di qualche settimana la sua risposta alle osservazioni di Piazzetta Cuccia.

 

Il secondo e non indifferente aspetto legato - anche se solo indirettamente - alle indagini riguarda il prezzo offerto da Siena per le azioni Mediobanca. Alle quotazioni di giovedì scorso l'offerta "carta contro carta" valorizzava Mediobanca in azioni Mps il 4,2% in meno del valore di Borsa dell'istituto.

 

Un gap che in queste settimane si è ristretto, ma che resta comunque vicino ai 650 milioni di euro e che Siena potrebbe essere costretta a colmare, innalzando la sua offerta; magari, come avviene di norma, verso la fine del periodo di Ops.

 

In mancanza di un rilancio, alcuni soci di Mediobanca, anche recenti - ad esempio le due casse previdenziali dei medici e degli agenti di commercio, che hanno comprato in complesso oltre il 4% del capitale a prezzi vicini ai massimi storici - potrebbero trovare più difficile aderire all'Ops senza una adeguata valorizzazione dei titoli […].

 

Alcuni importanti soci di piazzetta Cuccia hanno del resto già scelto di uscire dalla vicenda: dalla Mediolanum dei Doris e Berlusconi alla famiglia Gavio hanno colto l'occasione di un titolo che veleggia sopra i 18 euro per fare ottime plusvalenze, evitare di seguire il progetto senese e - last but non least - sfilarsi dall'imbarazzante scelta di schierarsi con il management contro il governo o viceversa.

[…]

 

Da oggi, con la partenza dell'offerta, parla il mercato. E forse anche la magistratura.

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