alan friedman

ALAN FRIEDMAN OVVERO COLUI CHE E' “FAMOSO IN ITALIA PER ESSERE AMERICANO” ("NEW YORK TIMES" DIXIT) - ENRICO CISNETTO LO RACCONTAVA COSÌ: “HA INDUSTRIALIZZATO LA CORTIGIANERIA SFRUTTANDO LA NOSTRA STUPIDA TENDENZA ESTEROFILA. E SI È SEMPRE RIVELATO PRONTO A MUOVERSI A SECONDA DI COME GIRANO LE COSE” - “LIBERO”: “SE C'È UNA MATERIA IN CUI IL TUTTOLOGO FRIEDMAN ECCELLE È IL PARACULISMO”

Giovanni Sallusti per “Libero quotidiano”

 

ALAN FRIEDMAN

Se ragionassimo come lui, diremmo che questo è un pezzo su un signore dal girovita indubbiamente più consistente del cervello. Invece, vi parleremo semplicemente di Alan Friedman, introducendolo col ritratto che ne fece il New York Times: «Famoso in Italia per essere americano».

 

Da lustri infatti il nostro persegue scientemente un obiettivo: confermare i cliché più stilizzati dello yankee "presentabile" in voga nel Belpaese. Liberal, con curriculum a cavallo tra una sponda e l' altra dell' Atlantico, ovviamente della East Coast, ovviamente democratico (vanta uno stage giovanile nell' amministrazione Carter, quella che portò gli Usa ai minimi storici, prima che arrivasse Reagan a risollevare il Paese).

 

alan friedman su twitter da' della escort a melania trump

Giornalista economico (anche se a lui piace presentarsi come «economista», confondendosi forse con ben altro Friedman, Milton), già battistrada mediatico dell'Eurocrazia con Maastricht-Italia e Mister Euro, ultimamente si era riciclato come vestale dell' antitrumpismo, intuendo prima di altri quanto fosse redditizio il filone. Del resto, un peso massimo come Enrico Cisnetto lo raccontava così: «Ha industrializzato la cortigianeria sfruttando la nostra stupida tendenza esterofila. E si è sempre rivelato pronto a muoversi a seconda di come girano le cose».

 

alan friedman su twitter da' della escort a melania trump

Proprio perché conosce come le sue tasche (in senso letterale) la corte culturale, editoriale e televisiva italica, Friedman sapeva di giocare in casa, quando a Unomattina su Raiuno ha dato della «escort» a Melania Trump. Collegato per celebrare l'evento messianico dell' insediamento della coppia Biden-Harris, il buon (?) Alan ha annotato sornione: «E Trump si mette in aereo con la sua escort, la sua moglie... E vanno a Mar-a-Lago».

 

ALAN FRIEDMAN

Sorrisoni e risatine dei presenti, ovviamente tutti fieri avversari del becero sessismo fascistoide trumpiano: i conduttori Monica Giandotti e Marco Frittella, la giornalista Monica Maggioni e il direttore di Repubblica Maurizio Molinari (sì, è la stessa Repubblica che suona un giorno sì è uno pure l' allarme machismo). Tutti o quasi hanno preso le distanze a telecamere spente e frittata servita.

 

Soltanto la Giandotti, consorte del caporedattore del giornale scalfariano Stefano Cappellini (chissà quali insinuanti conclusioni trarrebbe Friedman da un mero dato di cronaca come questo), prova - malamente - a mettere una pezza in diretta: «Sei stato molto duro con Melania. Lo rimarco, hai detto una cosa un po' forte». Ma lui quasi la bacchetta: «Ho detto che lui e la moglie vanno in Florida, Melania ricordiamo non è la vittima, è razzista come Trump».

 

ALAN FRIEDMAN

La prima difesa in diretta è quindi la rivendicazione, in un allucinato sillogismo buonista: Melania è una meretrice perché è razzista, è razzista perché è la moglie di Donald.

Ma visto che se c' è una materia in cui il tuttologo Friedman eccelle è il paraculismo, si rende subito conto che così non tiene. E detta la (nuova) linea all' Adnkronos: «Non è stata assolutamente una cosa voluta. Stavo traducendo dall' inglese, la parola italiana che volevo dire era "accompagnatrice", ed è uscito escort».

 

alan Friedman

Qui piombiamo direttamente in una commedia di Alberto Sordi: confuso dal proprio stesso sdoppiamento tra italiano famoso e americano qualunque, è inciampato nel passaggio di idioma. Peccato che anche in italiano non c' era alcun bisogno di pensare l' equivoco «accompagnatrice», bastava pensare e dire «moglie».

 

Deve rendersi conto anche lui che la giustificazione linguistica vacilla, perché ieri, ospite a L' Aria che Tira, vira ancora, rivelando un'insospettabile agilità mentale. La conduttrice Myrta Merlino è costretta (bontà sua) a «tirargli le orecchie» per aver definito la signora Trump una professionista del sesso a pagamento (il giorno prima usava l' espressione ben più pesante «voltastomaco» per presunte offese sessiste di Dagospia a Renata Polverini, ma transeat).

alan friedman

 

È lo spiraglio benevolo che Alan aspettava e vi si getta a capofitto, con italo-americano maccheronico: «Posso dirti una cosa da vecchio amico? - per un attimo abbiamo tremato, visto il precedente recente col gentil sesso, ndr- Ho fatto una battuta infelice, di pessimo gusto, andato male, per cui chiedo scusa».

 

Quindi, la terza versione in poche errore archivia anche l'errore di traduzione, e punta tutto sull' humor non riuscito: il competente analista reputava davvero di dire una spiritosaggine arguta, mentre dava della baldracca all' ormai ex First Lady, salvo accorgersi in un secondo momento che la facezia non era poi così azzeccata. Dopodiché, «io sono contro i misogini e i maschilisti». Certo Alan, certo, e sei anche l' americano più autorevole e amato dai tempi di Franklin Delano Roosevelt. O forse anche da prima.

ALAN FRIEDMAN DONALD TRUMP

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