DISOCCUPATI CATODICI - IL TELEPURGANTE DELLA GIALAPPA’S IN PANCHINA, MEDIASET HA LE PANICUCCI E NEMMENO UN EURO IN CASSA - POTREBBERO APPRODARE (PURE LORO) A LA7 - FOGLIA DI FICO DEL BANANA? “ABBIAMO COMINCIATO A MEDIASET E IL LAVORO È LAVORO. SEMPRE STATI LIBERI” - I BEI TEMPI DI MAI DIRE GOL, GLI SCAZZI CON MARCO MILANO E DANIELE LUTTAZZI - IL MANCATO PASSAGGIO A SKY…

Andrea Scanzi per Il Fatto

Ci cercate perché avete letto Aldo Grasso". A parlare è Marco Santin, uno dei membri della Gialappa's Band. Accanto a lui Giorgio Gherarducci, co-conduttore di Stile Libero su R101 (con Flavia Cercato). Il terzo membro, Carlo Taranto, è assente. All'inizio parla Santin, poi Gherarducci. "Sul Corriere, Grasso si è chiesto perché non siamo più in onda.
Aveva rivisto alcuni sketch in replica. Gli erano piaciuti. E si è posto la domanda. Che rimane pertinente. "Abbiamo ancora un anno di contratto con Mediaset. Dovevamo replicare Mai dire Grande fratello, ma senza GF non ci resta nulla da fare. E niente soldi per nuovi progetti".

Quindi, nel 2013, andrete anche voi a La7 o Sky.
Non lo sappiamo. Mai avuto l'assillo della tivù. Adesso di proposte ce ne sono. Due anni fa, quando abbiamo firmato il rinnovo con Mediaset, no. Rimanere qui nel 2013 è improbabile. Al tempo stesso, andarsene quando ripartirà il GF sarebbe un po' un controsenso.

È mediamente avvilente vedervi - anzi sentirvi - soltanto a Mai dire Grande Fratello. Oltretutto rischiate di nobilitare un reality non proprio esaltante.
Il rischio c'è. La nostra formula è sempre quella: dissacrare e smitizzare. Non possiamo rivoluzionarci. Sui concorrenti del GF abbiamo spesso detto cose terrificanti. Poi, se ogni tanto contribuiamo a rendere qualcuno simpatico, fa parte del gioco. Capitava anche nel calcio, nella politica. E non solo a noi: ogni volta che Fiorello imita La Russa, lo rende più gradevole".

O meno sgradevole. Non vi mancano i format passati?
"Nell'ultimo contratto era chiaro che avremmo condotto solo il Grande Fratello. In mancanza di meglio, abbiamo accettato. Mai dire gol è il programma che ci ha dato di più. Mai dire Banzai era divertente anche senza Gialappa's. Avevamo sempre il timore che il programma andasse in onda senza il nostro commento. E il pubblico ridesse lo stesso.

L'accusa: "Siete la foglia di fico di Berlusconi".
Non è bello sentirlo dire. Abbiamo cominciato a Mediaset e il lavoro è lavoro. Sempre stati liberi. Nel 2006, dopo i Mondiali, stavamo per andare a Sky. Era tutto pronto. Però era anche l'anno della Juve in B. Sky si svenò per ottenere i diritti di A e B. E di colpo, per noi, i soldi non si trovarono più. Così restammo a Mediaset.

Costate tanto e anche per questo non siete più a Radio2.
Abbiamo lo stesso compenso da 20 anni. Da Radio2 (a parlare è Santin, nda) sono stato mandato via dall'oggi al domani. Neanche ho potuto salutare gli ascoltatori. Il nuovo direttore, Mucciante, non mi aveva perdonato alcune opinioni espresse. I soldi non c'entrano nulla.

Avete un caratteraccio. Lo sostengono molti comici che hanno lavorato con voi.
Quando ti lasci escono parole pesanti. Poi ti chiarisci. Con Gene Gnocchi ci vediamo una volta a settimana. Teocoli ha ammesso di avere sbagliato ad andarsene. Ho fatto il testimone al matrimonio del Mago Forest e Giacomo (sì, quello del trio) era padrino al battesimo del primo figlio di Gherarducci. Rapporti ottimi.

Non con Marco Milano, il "Mandi Mandi" di Mai dire gol.
Non esageriamo. Se lo incontriamo adesso, ci salutiamo. Lo portò Teo e se andò poco dopo. Rilasciò un'intervista in cui sosteneva falsità totali. Lo chiamai (Santin, nda) e gli dissi che, se ripeteva quelle cose, lo cacciavamo.
Nel suo ultimo sketch vi mostraste freddissimi.
Non ricordo, ma è possibile.

Con Daniele Luttazzi vi siete lasciati male. Una cena-scontro.
(Giorgio). Era un pranzo e non fu uno scontro. La sera prima avevamo registrato l'ultima puntata. Tutti i protagonisti dovevano entrare in scena e scazzottarsi. Luttazzi, all'ultimo momento, lasciò in camerino la parrucca di Panfilo Maria Lippi - il suo personaggio - e scappò. In maniera abbastanza vile. Il giorno dopo, a pranzo, c'eravamo tutti. Anche i tecnici. Quando si trattò di pagare, ci mettemmo d'accordo e gli dicemmo: ‘Ora paghi tu'.

Una vendetta.
Macché. Non aveva mai pagato una lira in vita sua, credo sia la persona più tirchia del mondo. Era il minimo. Ci rimase male e disse: ‘State scherzando, vero?'. A quel punto io (Giorgio) sbottai: ‘Scherziamo un cazzo, tu adesso paghi!'. E ce ne andammo. Lo rifarei anche adesso.
Ce l'avete proprio con lui.
Al contrario: quando voleva, era molto bravo. Con noi non faceva mai battute. Poi si chiudeva nel camerino, accendeva il computer e dopo pochi minuti usciva con monologhi pazzeschi. Aveva intuizioni bellissime. Ne ricordo una, per il Tg di Panfilo Maria: ‘Prodi non riesce a immaginarsi Andreotti mafioso'. Pausa. ‘Fai un piccolo sforzo'. Geniale.

I vostri compagni di viaggio come li scegliete?
In base alla simpatia: al feeling. È molto più importante della bravura. A volte abbiamo fatto il provino a gente famosa. Dotata. Perfetta. Solo che poi ci rimanevano così sui coglioni che ne sceglievamo altri.
Ovviamente chiedere di chi state parlando è inutile.
Ovviamente.
In video non apparirete mai?
Non siamo né belli né a nostro agio. Non avrebbe senso.
Avete cresciuto una generazione intera.
E questo ci spiace, molto. Chiediamo scusa a tutti. Non volevamo.

 

 

 

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