1- ART. 18, LA GRANDE BEFFA: QUELLO CHE NON FECE IL BANANA, POTÈ FARLO RIGOR MONTI 2- DOPO LA LICENZA DI LICENZIARE SENZA “GIUSTA CAUSA”, CHE COSA RESTA DI CULATELLO? 3- IL BLOCCO COMPATTO BANCHE-INDUSTRIA ASSISTITA-GIORNALONI SI VEDE MEGLIO NELLE GRANDI OCCASIONI DOVE SONO IN BALLO, TRAVESTITI DA RIFORME, I MILIONI VERI. ONORE QUINDI ALLO SVIZZERO MARPIONNE E AL SUO PARLAR CHIARO: “SENZA MONTI NIENTE PIANO MIRAFIORI. SERVONO GARANZIE DEL WELFARE PER GESTIRE LE RISTRUTTURAZIONI” 4- “NON CI SONO GIALLI O SEGRETI PER SPIEGARE LE PERDITE CAUSATE DALLA CHIUSURA ANTICIPATA DI UNA SERIE DI CONTRATTI SWAP CON MORGAN STANLEY”. L’UFFICIO STAMPA DI DRAGO DRAGHI FUNZIONA SEMPRE. ANCHE IN AUTOMATICO E IN REMOTO

A cura di MINIMO RISERBO e FALBALA' (Special Guest: Dj Reg)

1 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA...
Per capire chi ha vinto e chi ha perso al tavolo della sedicente riforma del lavoro, basta la prima pagina del Giornale di oggi: "Abolito l'articolo 18, quasi. Stop ai reintegri obbligatori. Riassunti solo i lavoratori discriminati, per gli altri c'è il maxi indennizzo. La Cgil sconfitta su tutta la linea. Il giallo della tassa sui licenziamenti".

Illustrato Fiat registra brutalmente: "Articolo 18, questione chiusa". Monti: riforma condivisa, no solo dalla Cgil. Nessuno avrà più potere di veto. La Cisl: ok le linee guida. La Uil: servono modifiche. Camusso: vogliono licenziamenti facili. Domani vertice decisivo" (p. 1). Sul Messaggero, Oscar Giannino applaude "una scelta di metodo saggia" ("Fine di un tabù italiano", p.1), ma riconosce che "purtroppo l'approccio riformatore del governo ha un difetto": non tocca neppure lontanamente il cuneo fiscale "che ci dà più bassi salari al più alto costo complessivo". Ah, però.

Il Corriere festeggia a tutta prima: "Il nuovo articolo 18 varrà per tutti". Poi, infierisce sugli sconfitti con l'editoriale del suo vicedirettore Dario Di Vico ("I veti fuori dal tempo"), nel quale però è contenuta anche un'onesta sfida ai Rigor Montis: "Lo scambio vincente in assoluto sarebbe stato ‘più lavoro per nuove regole', ma come è purtroppo ormai assodato, la crescita non si fa per decreto e quindi, volenti o nolenti, siamo costretti a lavorare oggi per crearne le condizioni domani. Il governo, però, giunto a questo punto ha un obbligo quasi morale: la stessa determinazione che ha messo in campo nella fase uno deve replicarla nell'auspicata fase due". Scommettiamo che non ne troverà/avrà il tempo?

2 - QUEL CHE RESTA DEL PIDDI'-MENOELLE...
"Gelo di Bersani sull'esecutivo: ‘I patti non erano questi'. Pd costretto a dire sì. Il leader teme le tensioni sociali e lo strappo con la Cgil" (Corriere, p. 6). Stessa solfa sul Messaggero: "Gelo di Bersani: dal governo metodo sbagliato. Il segretario: nessuna blindatura in Parlamento. Oggi riunione con Fassina" (p. 7).

Ok, oggi si riunirà anche con Fassina, ma tanto i vari Fioroni, Letta e compagnia centrista sono d'accordo con il governo e il suo metodo Aspen. E come scrive Stefano Feltri sul Cetriolo Quotidiano, "A Monti serviva lo strappo, ma il Pd voterà comunque. Enrico Letta annuncia il sostegno in Aula, il Pdl tace ed esulta pensando alle amministrative" (p. 7)

3 - RE GIORGIO BANALITANO, AMICO DEL POPOLO...
"Il supporto di Napolitano: ‘Misure ineludibili'. Nuovo intervento del capo dello Stato: ‘Da tagli e riforme conseguenze delicate, ma bisogna proseguire sulla via virtuosa" (Corriere, p. 3). E scopriamo che ora ha anche bisogno di difensori (disinteressati): "Alfano chiama il Pdl: ‘Quirinale nel mirino. Ora prepariamoci a difendere Napolitano" (Corriere, p. 6).

4 - IL GOVERNO DELLE DESTRE...
Il blocco compatto banche-industria assistita-giornaloni si vede meglio nelle grandi occasioni dove sono in ballo, travestiti da riforme, i milioni veri. Onore quindi allo svizzero Marpionne e al suo parlar chiaro: "Senza Monti niente piano Mirafiori. Servono garanzie del welfare per gestire le ristrutturazioni" (Corriere, p. 37).

5 - NON AVRAI ALTRA LEGGE CHE IL CODICE IBAN...
"Non ci sono gialli o segreti nell'attività dei derivati del Tesoro nella gestione del debito pubblico. Lo ha precisato lo stesso ministero per spiegare le perdite causate dalla chiusura anticipata di una serie di contratti swap con Morgan Stanley" (Corriere, p. 11). L'ufficio stampa di Drago Draghi funziona sempre. Anche in automatico e in remoto.

6 - MA FACCE RIDE!...
"I primi dubbi di Cl sul governatore amico. L'imbarazzo per gli indagati: ‘Formigoni resta uno di noi ma ha commesso gravi errori'" (Corriere, p. 14). Preoccupa soprattutto il rapporto con il faccendiere Piero Daccò, indagato per il crack del San Raffaele. Ovviamente anche lui di "area" ciellina.

Intanto, sempre in tema di Santa Acquisizione, Marco Lillo svela: "La procura di Roma indaga sul conto dello Ior in Germania. Rogatoria per conoscere i movimenti di denaro del Vaticano. L'Istituto non opera più con le banche italiane perché non accetta le norme anti-riciclaggio" (Cetriolo Quotidiano, p. 9).

7 - LOMBROSIANI PER SEMPRE...
Ritagliare e rimirare la foto pubblicata a pagina 14 dal Corriere: il personaggio che gesticola a fianco dell'induttrice Nicole è Cetto Laqualunque o Romano La Russa?

8 - COMPAGNI CHE SBAGLIANO...
"Degennaro, tre milioni di fondi neri. Scandalo appalti a Bari. La difesa di Emiliano: sono un galantuomo ridicolizzato" (Corriere, p. 15). "Bari, tre inchieste e un condominio. I regali dei Degennaro, gli appartamenti ai politici e le sentenze ‘aggiustate'. Il lato oscuro tra sanatorie, appalti falsati e imprenditori nominati assessori" (Cetriolo Quotidiano, p. 2).
Sul fronte ex Margherita, Stampa e Mesaggero anticipano.

"Adesso Lusi rischia le manette. Il gip: ci sono condotte illecite sempre più pericolose. La parola ai pm. Intanto l'ex tesoriere della Margherita torna all'attacco. Questa volta di Santoro" (Stampa, p. 15). A occhio, Lucky Lusi ha problemi più seri di quello che dicono di lui i giornalisti. "Lusi, per il gip ci sono le condizioni per l'arresto. Necessaria in ogni caso l'autorizzazione del Senato. La difesa chiede la revoca dei sequestri" (Messaggero, p. 11).
Intanto, casualmente, "il disegno di legge sulla corruzione slitta ancora" (Messaggero, p. 15).

9 - OFFERTE IN BELLAVISTA (ultime da Scajolandia)...
"Le pressioni di Bellavista Caltagirone: ‘Voglio vedere i vertici della polizia'. Imperia, così il costruttore reagì all'inchiesta. Il Viminale nega: nessun contatto. La richiesta all'onorevole Giustina Destro di un incontro con Manganelli" (Repubblica, p. 21). Scrive l'ottimo Marco Preve: "Ai primi di febbraio del 2011, dopo un appuntamento fissato diversi giorni prima, arriva a Imperia il prefetto Francesco Cirillo e incontra il procuratore capo di Sanremo Roberto Cavallone e il facente funzioni di Imperia Alessandro Bogliolo (oggi l'ufficio è diretto da Giuseppa Geremia). Il prefetto offre la collaborazione di altri uffici investigativi, squadra mobile in primis. Le procure ringraziano ma declinano l'invito". E continuano a servirsi solo della polizia postale e, in parte, della Finanza. Chissà perché.

10 - NO GOVERNO, NO PARTY...
"Mediaset, gli spot crollano dell'8,1% con l'addio di Berlusconi a palazzo Chigi. Nell'ultimo trimestre 2011 raccolta inferiore a Rai e Sky" (Repubblica, p. 27). Molti imprenditori hanno smesso di baciare la pantofola al Sire di Hardcore?

11 - SALVARE DON SALVATORE (dalle banche e dalla sua famiglia)...
"Sator e Palladio resistono: ‘Nessun piano B su Fonsai'. Arpe: "L'esclusiva cade alla prima modifica dello schema Unipol. Nel loro schema prevista la fusione con Milano Assicurazione e la cessione di alcuni asset. Attesa per oggi la lettera di impegno delle banche sul debito Premafin" (Stampa, p. 35). Intanto nuova puntata del Cetriolo Quotidiano sulle inesauribili astuzie della sacra famiglia di don Salvatore: "Buco Fondiaria: gli affari d'oro di Ligresti tra hotel e consulenze. Decine di milioni elargiti dal board della compagnia alla famiglia in modo ‘discrezionale'" (Vittorio Malagutti, p. 8).

12 - FREE ECONOMY...
"Generali, utile 2012 in crescita". Maxi svalutazioni sul 2011, il risultato cala a 856 milioni. Perissinotto: conti industriali solidi. Pesano i bond greci e la quota in Telco". L'azionista di Trieste chiude il 2011 con utili dimezzati, ma il suo Corriere (p. 39), a marzo 2012, riesce già nell'impresa di titolare sulle previsioni di utile dell'anno in corso. Leone magico!

13 - DISECONOMY...
"Benzina alle stelle, l'auto resta in garage. Così gli italiani riscoprono bus e metrò. Da Roma a Milano, boom di biglietti e abbonamenti: aumentano del 30%" (Repubblica, p. 12). Finalmente una buona notizia. Speriamo che serva almeno di stimolo a migliorare i servizi pubblici ovunque.

14 - NON SIETE STATO, VOI...
"Sanità pubblica per i malati di gioco. In Italia il primato mondiale di spesa pro capite. Gli imprenditori: serve un tavolo di confronto. Il ministro Balduzzi: una vera patologia. Riccardi: vietare gli spot" (Corriere, p. 31). Quando si dice, "l'ipocrisia al potere". Lo Stato macina soldi con le macchinette mangiasoldi, affidate in concessione agli amici degli amici, ma non rinuncerebbe mai a un solo centesimo. Cittadini senza prospettive mettono sul lastrico se stessi e le loro famiglie, s'indebitano (a Equitalia ne sanno qualcosa) e lo Stato che fa? Al massimo, dopo, ti "cura".

 

SUSANNA CAMUSSO PIERLUIGI BERSANI MARIO MONTI Elsa Fornerostefano fassinamarchionne napolitano MARIO DRAGHI jpegROBERTO FORMIGONI ROMANO LA RUSSADegennaroMICHELE EMILIANO

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