giampaolo rossi barbara floridia sigfrido ranucci

“DALLA MAGGIORANZA UN RICATTO CHE RISCHIA DI FARE SALTARE IL SISTEMA DEMOCRATICO” – LA PRESIDENTE DELLA COMMISSIONE VIGILANZA RAI, LA GRILLINA BARBARA FLORIDIA, SI SCATENA PER LA NORMA ANTI-REPORT VARATA DALL’AD DELLA RAI, GIAMPAOLO ROSSI: “LA LIBERTÀ DI STAMPA E L'INDIPENDENZA DELL'INFORMAZIONE SONO DIRITTI FONDAMENTALI E NON NEGOZIABILI”. POI VA ALL’ATTACCO SULLA MANCATA NOMINA DEL PRESIDENTE: “DA MESI LA COMMISSIONE È PARALIZZATA DALLA MAGGIORANZA, CHE NE STA IMPEDENDO I LAVORI COME STRUMENTO DI RICATTO..”

Estratto da www.repubblica.it

 

BARBARA FLORIDIA - FOTO LAPRESSE

La Rai ha varato una 'norma anti-Report'? C'è un commissariamento dell'informazione? Come possono i cittadini sapere la verità se la maggioranza ha bloccato la commissione di Vigilanza Rai e quindi non è possibile che l'ad Rai venga a riferire in commissione?", chiede su Facebook Barbara Floridia, senatrice M5S e presidente della commissione di Vigilanza Rai.

 

Si riferisce alla circolare che di fatto mette sotto tutela la squadra di Sigfrido Ranucci, sottraendole quell’autonomia e indipendenza su temi, scaletta e budget, di cui finora ha sempre goduto. Tutto voluto dal nuovo ad, il meloniano Giampaolo Rossi. “La maggioranza di Giorgia Meloni quindi non sta imbavagliando solo le opposizioni ma sta impedendo ai vertici Rai di chiarire. Non mi arrendo e con forza farò in modo, non lasciando intentata nessuna strada, che la commissione di Vigilanza torni a svolgere il suo compito”.

 

ROBERTO SERGIO - SIMONA AGNES - GIAMPAOLO ROSSI AL GIUBILEO DELLA COMUNICAZIONE IN VATICANO

 

[…] “Non posso restare in silenzio di fronte a ciò che i giornali stanno denunciando su una misura che secondo alcuni rischia di tradursi in un vero e proprio commissariamento dell'informazione in Rai. Da ieri sono infatti in molti a denunciare che questa circolare miri a colpire direttamente una delle trasmissioni di inchiesta più coraggiose e incisive del nostro panorama giornalistico.

 

Secondo altri invece si tratta di una scelta normale dettata da logiche amministrative – continua Floridia – La situazione non è chiara e quindi serve fare piena luce su tutta questa vicenda (e su molte altre). È un tema che dovremmo affrontare immediatamente in Commissione di Vigilanza Rai.

 

sigfrido ranucci - report

Sarebbe infatti necessario convocare l'amministratore delegato della Rai per fare chiarezza e capire quali siano le vere intenzioni di questa direttiva. Ma non si può. E no. Come sapete da mesi la Commissione è paralizzata dal boicottaggio della maggioranza, che ne sta impedendo i lavori come strumento di ricatto per la nomina del presidente della Rai. Impediscono persino ai vertici della Rai di venire in Commissione e spiegare nella sede più adatta, in trasparenza, le loro scelte".

 

BARBARA FLORIDIA - FOTO LAPRESSE

Conclude Floridia: "Non capisco proprio come la maggioranza possa ridursi, per una nomina, a un tale ricatto che rischia di fare saltare il sistema democratico. La libertà di stampa e l'indipendenza dell'informazione sono diritti fondamentali e non negoziabili. È nostro dovere difenderli. Ed è nostro dovere difendere la Rai. Questo silenzio e questa strategia di ostruzionismo sono inaccettabili. La Rai non è proprietà di chi governa, ma un patrimonio di tutti i cittadini italiani".

 

Intervengono anche gli esponenti M5S in commissione di Vigilanza Rai. "[…] È impossibile non leggere questa decisione come un chiaro lodo anti-Report, un tentativo di indebolire una delle poche voci critiche e indipendenti rimaste nel panorama televisivo italiano – dichiarano – Questo provvedimento puzza lontano un miglio di punizione nei confronti di Sigfrido Ranucci e della redazione di Report, colpevoli di incalzare il governo con le inchieste su Santanchè, La Russa, Sangiuliano, Ponte sullo Stretto, Forza Italia, ecc. Quale sarà il prossimo passo? Quale è l'obiettivo? Cercare in tutti i modi di mobbizzare Report e Ranucci per spingerlo a mollare fregandosene dei risultati di ascolto clamorosi mentre i programmi di informazione messi da loro hanno tutti fatto flop e affossato la Rai a prezzi stratosferici?

 

SIGFRIDO RANUCCI - REPORT

Non è un caso che tutto ciò avvenga propriamente la stessa maggioranza sta bloccando i lavori della commissione di vigilanza, consentendo che norme bavaglio è commissariamenti dell'informazione possano essere decise al chiuso di una stanza di un palazzo vuoto per l'amianto. Diciamo no a qualsiasi forma di commissariamento che soffochi il pluralismo e l'autonomia del giornalismo. Difendiamo la libertà d'inchiesta, la trasparenza e il diritto dei cittadini a un'informazione vera e indipendente".

simona agnes

Ultimi Dagoreport

marcello sala luigi lovaglio gaetano caputi giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone

DAGOREPORT: C’È MOLTA TENSIONE IN “SALA” DI ATTESA - DAVANTI A UN’IPOTESI DI REATO SARÀ DIFFICILE PER LA CAMERA E IL SENATO NEGARE L’AUTORIZZAZIONE ALLA PROCURA DI MILANO, CHE INDAGA SULLA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA, AD ACQUISIRE LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA (NON INDAGATO), CON MINISTRI E PARLAMENTARI – SE, PUTACASO, SBUCASSE UNA CONVERSAZIONE DEL TITUBANTE SALA CON L’INFLUENTE CAPO DI GABINETTO DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO, GAETANO CAPUTI, OPPURE UNO SCAMBIO DI MESSAGGI CON IL CAPO DI GABINETTO DEL MINISTRO GIORGETTI, STEFANO VARONE, VERREBBE MENO IL RISCHIO DI VIOLARE LE PREROGATIVE PARLAMENTARI...

claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – MENTRE IL MINISTRO PIANTEDOSI È INDAFFARATO A QUERELARE DAGOSPIA, LA SUA (EX?) AMANTE, CLAUDIA CONTE, CONTINUA A TORTURARE GLI ASCOLTATORI DI RADIO1 CON LA SUA TRASMISSIONE, “LA MEZZ’ORA LEGALE”. IERI, OSPITE AI MICROFONI DELLA PREZZEMOLONA CIOCIARA, IL SOTTOSEGRETARIO AI TRASPORTI, IN QUOTA FDI, ANTONIO IANNONE, SUL TEMA DELLA SICUREZZA STRADALE - IL PROGRAMMA, DEDICATO ALLA GRANDE PASSIONE DI CLAUDIA (LA “LEGALITÀ”), INCLUDE UNA RUBRICA FISSA DEDICATA ALLA POLIZIA DI STATO, FORZA DELL’ORDINE DI CUI PIANTEDOSI È IL CAPO...

DAGOREPORT! UNA BIENNALE FUORI DI TETTA! – FLASH, IMPRESSIONI E IMMAGINI DALLA BIENNALE CHE NON RUSSA DEL SICULO-MUSULMANO BUTTAFUOCO. NEL PADIGLIONE AUSTRIACO C’È UNA POVERA PERFORMER NUDA A TESTA IN GIÙ DENTRO UNA CAMPANA: MANCO A TERRAZZA SENTIMENTO O ALLA GINTONERIA DI LACERENZA SI È VISTA UNA COSA SIMILE - IL PADIGLIONE RUSSO È STATO TRASFORMATO IN UN FRACASSONE DJ SET PIENO DI FIORI. QUELLO AMERICANO SEMBRA UN INTERNO PER RICCHI ARABI CON DELLE SCULTURE DORATE DA SCEICCO (IN PIENO STILE TRUMP) - LA MOSTRA "IN MINOR KEYS" DEGLI ASSISTENTI DELLA FU KOYO KOUOH È UN SUK ’NDO COJO COJO. E’ UNA VIVACE LAMENTELA ANTICOLONIALISTA CHE INVITA GLI EUROPEI A CONFESSARE I LORO CRIMINI (MA QUALI?)

andrea orcel luigi lovaglio castagna giancarlo giorgetti matteo salvini francesco gaetano caltagirone leonardo del vecchio milleri marcello sala

DAGOREPORT - CON IL RIBALTONE SENESE, CON LOVAGLIO DI NUOVO AL COMANDO DI MPS, IL FUTURO DELLA FINANZA ITALICA È TUTTO DA SCRIVERE - NATURALMENTE ALL’ITALIANA, TRA TACITI ACCORDI SOTTOBANCO E OSCURE OPERAZIONI. SE NON CI FOSSE STATO IL VOTO A FAVORE DEL BANCO BPM, GUIDATO DA CASTAGNA, NON SAREBBE RICICCIATO IL "BAFFO LUCANO" IN MPS. E SE NON CI FOSSE STATO L’APPOGGIO DEL CREDIT AGRICOLE, PRIMO AZIONISTA DI BPM, CASTAGNA NON SAREBBE STATO RICONFERMATO ALLA GUIDA DELL’EX POPOLARE DI MILANO, CARA ALLA LEGA DI SALVINI E GIORGETTI - PERCHÉ CASTAGNA  UNA MANO A LOVAGLIO E AGRICOLE DÀ DUE MANI A CASTAGNA? LA RISPOSTA FORSE SI PUÒ RINTRACCIARE SBIRCIANDO LA MESSAGGISTICA TELEFONICA DELL’EX DIRETTORE GENERALE DEL TESORO, MARCELLO SALA, CON MINISTRI E SOTTOSEGRETARI – IL SUCCESSO DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO POTREBBE ANCHE RIVELARSI UNA VITTORIA DI PIRRO: COME FARÀ A RESTITUIRE 11 MILIARDI DI EURO A UNICREDIT, BNP PARIBAS E CRÉDIT AGRICOLE PER  L’ACQUISIZIONE DELLE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA? SE POI AGLI ALTRI EREDI VIEN VOGLIA DI VENDERE IL LORO 12,5% DI DELFIN? A QUEL PUNTO, NON RESTEREBBE CHE LA CESSIONE DELLE PARTECIPAZIONI FINANZIARE NEL MONTE DEI PASCHI (17,5%), IN GENERALI (10,15%) E IN UNICREDIT (2,7%) - VROOM! IL RISIKO BANCARIO SI E' RIMESSO IN MOTO...

xi jinping donald trump iran stretto di hormuz

FLASH – DONALD TRUMP STREPITA E MINACCIA DI “RADERE AL SUOLO” L’IRAN, MA HA IL PISTOLINO SCARICO: TRA DIECI GIORNI VOLERÀ A PECHINO PER UN INCONTRO CON IL PRESIDENTE CINESE, XI JINPING. QUANDO L’AUTOCRATE COMUNISTA, GRANDE SPONSOR DEL REGIME DI TEHERAN, METTERÀ SUL PIATTO DELLA TRATTATIVA LA PACE IN IRAN, CHE FARÀ IL TYCOON? CONTINUERÀ A FARE IL MATTO O FARÀ PIPPA? IL DRAGONE HA IL COLTELLO DALLA PARTE DEL MANICO, MENTRE IL DEMENTE DELLA CASA BIANCA CONTINUA A CIURLARE: SE TORNA A CASA SENZA NIENTE IN MANO, SAREBBE UNA SCONFITTA PESANTISSIMA, SOPRATTUTTO IN VISTA DELLE ELEZIONI DI MIDTERM DI NOVEMBRE (CHE GIÀ SI PREANNUNCIANO UNA DEBACLE)