"MI DISSE: 'ORA SCEGLI, VUOI ESSERE VIOLENTATA DAI MIEI AMICI O TI FACCIO UNO SFREGIO SUL VISO?" – A “BELVE CRIME” PARLA TERESA POTENZA, EX COMPAGNA DEL BOSS DI CERIGNOLA GIUSEPPE MASTRANGELO, OGGI COLLABORATRICE DI GIUSTIZIA: “UNA SERA MI PORTÒ IN APERTA CAMPAGNA, MI MISE LA PISTOLA IN BOCCA POI IN TESTA, MI PRESE PER I CAPELLI, MI URINÒ IN FACCIA E MI DISSE: TU CHE VUOI SCAPPARE DA ME MERITI QUESTO” – “LUI DICEVA: IO SONO DIO, IO DECIDO CHI VIVE E CHI MUORE QUI. TU NON SAI COSA HO INSEGNATO IO AI RAGAZZI SOTTO DI ME. IO HO INSEGNATO COME SI AMMAZZANO LE PERSONE..."
Anticipazione da “Belve Crime” – Rai2
Teresa Potenza si racconta a Francesca Fagnani nella nuova puntata di Belve Crime. La prima donna ad avere il coraggio di rompere il muro di omertà della mafia foggiana, diventando testimone di giustizia, ripercorre gli anni accanto al boss di Cerignola Giuseppe Mastrangelo, condannato a tre ergastoli per quattro omicidi anche grazie alle sue dichiarazioni.
Potenza in un racconto drammatico descrive a Fagnani le violenze, le torture e le umiliazioni subite negli anni della relazione con il boss mafioso: “Una sera mi portò in aperta campagna, mi mise la pistola in bocca poi in testa, mi prese per i capelli, mi urinò in faccia e mi disse: tu che vuoi scappare da me meriti questo. Ora scegli: vuoi essere violentata dai miei amici o ti faccio uno sfregio sul viso?”.
francesca fagnani intervista teresa potenza belve crime foto stefania casellato
La testimone affida a Fagnani il resoconto criminale di quel tempo, accanto ad uno spietato killer. Come quando Mastrangelo le confessò uno dei delitti simbolo della guerra di mafia di Cerignola: il triplice omicidio di ragazzi innocenti poco più che ventenni, uccisi e fatti sparire soltanto perché visti in un bar con alcuni esponenti di un clan rivale.
«Sono stato io ad ammazzare quei tre ragazzi» è la rivelazione di Mastrangelo riportata da Potenza. Un racconto che la testimone ricorda ancora oggi con terrore: «Diceva: loro piangevano, gridavano come conigli. Uno ha visto morire l’altro».
Le testimonianze di Teresa Potenza sono state decisive per l’operazione Cartagine, la maxinchiesta che è riuscita a infliggere il primo durissimo colpo alla mafia di Cerignola. «Sono una vittima mancata di lupara bianca» dice oggi, raccontando di aver temuto più volte di morire.
teresa potenza francesca fagnani belve crime foto stefania casellato
In particolare, la testimone riferisce un episodio “una sera Mastrangelo mi mise la pistola in bocca, poi alla testa. Lui era molto esaltato, fatto di cocaina, era fuori di sé. Lui diceva: io sono Dio, io decido chi vive e chi muore qui. Tu non sai cosa ho insegnato io ai ragazzi sotto di me. Io ho insegnato come si ammazzano le persone, io ho insegnato come si seppelliscono le persone”.
Potenza confessa a Fagnani anche il momento della svolta. Quando cioè decide di fuggire, dopo essere stata sequestrata per settimane dal boss, portando nel grembo il figlio di Mastrangelo.
Ed è per lui, per quel bambino, racconta alla giornalista, che ha voluto rompere per la prima volta il muro di omertà della mafia foggiana, collaborando con i magistrati e raccontando, da testimone innocente, tutto quello che aveva visto in quegli anni di orrore: “l’ho fatto per dare la possibilità a mio figlio di crescere libero”.
Torna Belve Crime, ideato e condotto Francesca Fagnani, prodotto da Fremantle. Appuntamento per martedì 19 maggio, alle 21.20, su Rai 2 con l’intervista a Teresa Potenza. Fagnani intervista colpevoli, testimoni o protagonisti di crimini per esplorare il lato oscuro dell'animo umano. Sullo sgabello di Belve Crime siederà chi ha incontrato il male. Perché è autore del reato, perché ne è testimone o perché ne è stato accusato, a volte ingiustamente.
teresa potenza belve crime foto stefania casellato
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