1. BENVENUTI IN KAZAKILANDIA! CON I RUTTI DELL’ORANGO PADANO CALDEROLI CI SI PUÒ DISTRARRE UN GIORNO, GIUSTO PER DISTOGLIERE L’ATTENZIONE DA UNA DEMOCRAZIA DA OPERETTA, DOVE IL MINISTERO DI ALFANO ARRESTA COME PERICOLOSI LATITANTI LA MOGLIE E LA FIGLIA DI 6 ANNI, DI QUELLO CHE PER LA GRAN BRETAGNA È UN RIFUGIATO 2. “CORRIERE” E “STAMPA” TENGONO BASSO IL PASTICCIO KAZAKO. INSOMMA, VOLERANNO GLI STRACCI, MA ALL’ITALIANA, CON I PREFETTI ‘TROMBATI’ POI RIPESCATI APPENA SI SARANNO CALMATE LE ACQUE. E BORAT ALFANO HA PER CASO QUALCHE PROBLEMA? 3. VELENI DELL’ILVA: “I TUMORI? COLPA DELLE SIGARETTE’. E’ BUFERA SU ENRICO BONDI. NON SERVE COMMENTARE. UNA SOLA CURIOSITÀ: ENRICO BONDI FUMA? E SE SÌ, CHE COSA?

a cura di Colin Ward e Critical Mess (Special Guest: Pippo il Patriota)

Porcellum Calderoli, una fortunata carriera ventennale da menestrello di regime, dà dell'orango alla ministra Kyenge e ovviamente scatta l'indignazione generale. Esce dal letargo kazako perfino Morfeo Napolitano ("Caso Calderoli, l'ira di Napolitano", titola il Corriere) ed è tutto un chiedere le sue dimissioni da vicepresidente del Senato. Eppure il Calderoli razzista non è certo una novità e all'alto scranno di Palazzo Madama qualcuno l'avrà votato.

Ma sorvoliamo. La parola chiave di questo colpo di sole padano è "dimissioni", quelle che invece ci si aspetterebbero da Jolly Alfano - e forse anche dalla Bonina - per uno scandalo ben più grave come la consegna di Alma Shalabayeva e della figlia alle autorità kazake. Con i rutti del Calderoli ci si può distrarre un giorno, giusto per distogliere l'attenzione da una democrazia da operetta, dove si arrestano come pericolosi latitanti i parenti di quello che per la Gran Bretagna è un rifugiato politico.

1 - BENVENUTI IN KAZAKILANDIA
Il Corriere delle larghe intese preferisce aprire sul razzismo di Calderoli e anche se il titolo fa ben sperare ("C'era una volta un bel Paese"), l'editoriale in prima di Galli delle Logge non si dedica al caso Shalabayeva ma alla chiusura di una pasticceria a Perugia. Quando si arriva alla sporca faccenda kazaka, il giornale diretto da don Flebuccio de Bortoli ci tiene a farci sapere, nell'ordine, che "La Farnesina si difende. ‘Non decidiamo noi le esplusioni" e che "Letta si dice sicuro che ‘sarà fatta piena luce'" (p. 4).

Completa l'opera un pezzo viminalesco che promette "Quattro alti funzionari rischiano il posto. L'ira del ministro dell'Interno contro chi ‘ha esposto me e il governo mettendoci in difficoltà" (p. 5). Anche la Stampa di Torino si distingue nel tenere basso lo scandalo, con un titolino in prima pagina che è già tutto un programma: "Giallo kazako, a rischio cinque super funzionari". Dentro, ecco i nomi: Maurizio Improta, Giuseppe Pecoraro, Giuseppe Procaccini, Fulvio della Rocca, Renato Cortese (p. 7).

Insomma, voleranno gli stracci, ma all'italiana, con i prefetti ‘trombati' poi ripescati appena si saranno calmate le acque. E il signor ministro di Polizia ha per caso qualche problema? Sì, ma roba da traditori: "E ora Alfano si deve difendere dal ‘fuoco amico'. Tra i principali nemici molti falchi del suo partito. Verdini, Santanchè e Bondi vorrebbero che lasciasse l'incarico di segretario" (Stampa, p. 9). Catenaccio totale sul Giornale di Feltrusconi: "Il pasticcio dell'espulsione pretesto per colpire Alfano. L'impegno del ministro: ‘Entro tre giorni parlerò con i fatti. Non perdonerò chi mi ha messo in difficoltà" (p. 8).

Invece la Repubblica dei renziani spara a palle incatenate, come si diceva una volta. Ezio Mauro chiede in prima pagina le dimissioni del ministro Alfano perché o "era il regista del contatto con l'ambasciata kazaka, o se ne è stato informato, deve dimettersi perché tutto riporta a lui. Se davvero non sapeva, deve dimettersi perché evidentemente la sede è vacante". Quanto alla ministra degli Esteri, l'ex attivista dei diritti umani Emma Bonino, "oggi difende il ‘non sapevo' di un governo pilatesco.

Parta almeno per il Kazakhstan, chiedendo che Alma e Alua siano restituite al Paese dove avevano scelto di tutelare la loro libertà, confidando nelle democrazie occidentali. E per superare la vergogna di quanto accaduto, porti la notizia - tardiva ma inevitabile - delle dimissioni di Alfano".

Dentro, si scopre dove è andato a sciacquare il costume il dittatore kazako: "Vacanze sarde per il dittatore kazako nella villa di un amico di Berlusconi. Cinque giorni a San Teodoro mentre esplodeva lo scandalo". Si tratta del commercialista milanese Ezio Maria Simonelli, molte cariche alla Bocconi e nelle società del gruppo Fininvest (p. 4).

Ma per il Messaggero, il villone sarebbe invece di Lorenzo Simonelli, numero uno di General Electric Transportation (p. 3), e il blitz della polizia italiana avrebbe costretto il dittatore a sospendere precipitosamente le vacanze.

Sul fronte poliziottesco, Carlo Bonini rende omaggio all'evidenza: "Nell'operazione a Casal Palocco coinvolto l'intero vertice della polizia. Fu il capo ‘pro-tempore' Marangoni a dare il via al blitz" ( Repubblica, p. 3). E fa notare la bizzarra assenza dei nostri servizi segreti dalla scena del delitto.

2 - UNO ZOO PER CALDEROLI
Velina del Colle tutta da godere sui giornaloni di Lor signori: "Il presidente è colpito e indignato per i gravi episodi di questi giorni che dimostrano - è la ricostruzione di fonti del Quirinale - tendenze all'imbarbarimento della vita civile". Non solo. Napolitano "affronterà il tema nell'incontro con la stampa del prossimo 18 luglio" (Corriere, p. 2). Acciderbolina, roba grossa! Il Messaggero cloroformizza i suoi lettori con questa avvincente apertura di prima pagina: "Razzismo, Colle indignato"

Per parte sua, il padre della legge elettorale tenta di buttarla in caciara e in varie interviste (Corriere, Repubblica, Stampa ) sostiene che è sua abitudine fare paragoni estetici tra persone e animali, così "il presidente Letta è un po' come un airone: le gambe lunghe, zampetta nella palude. Il vicepresidente Alfano? Forse un po' rana. Il ministro Cancellieri? Mi dà l'idea del San Bernardo, che è pacioso ma sa anche mordere. Saccomanni è come Paperon de' Paperoni, che sotto le ali ha i miliardi. Enzo Moavero Milanesi lo vedo pavone, con il riporto fa la coda (...). E io mi sento orso, ma mi definiscono un maiale per via del porcellum" (Corriere, p. 2). Cioè, il livello è questo e ce lo meritiamo da anni e anni.

3 - NON FA SOSTA LA SUPPOSTA
Tornando alle cose serie, ecco che ci prepara per l'autunno il governino di Lettaenrico. "Il governo cerca subito 5 miliardi. I conti finali con la legge di stabilità. Giovedì la cabina di regia deciderà sullo slittamento dell'Imu. Servono subito 1,4 miliardi per rifinanziare la cassa integrazione in deroga" (Repubblica, p. 10).

Per il Messaggero "L'Imu sarà in base a nucleo familiare e metri quadri. Resta l'ipotesi rinvio. Il governo smentisce manovre correttive e prepara il vertice di giovedì" (p. 6). Ma soprattutto, uno sguardo alle ultime fregature: "Ecco l'aumento occulto: in 6 anni 2 punti in più di Irpef. Effetto fiscal drag su stipendi e pensioni, imposta più alta a parità di reddito reale" (p. 7)

4 - CAINANI AMARI
Scavallare qualche mese, nell'interesse dell'augusto cliente ma anche del governino di Lettaenrico. Il professor avvocato Coppo Coppi, nuovo difensore del Cainano di fronte alla Cassazione, prepara la classica mossa "di sistema" e la spiega ai falchi del Pdl facendosi intervistare dal Corrierone: "Coppi: possibile la rinuncia alla prescrizione. Il legale del Cavaliere in Cassazione: ‘La scadenza sarebbe il 26 settembre. Chi parla di grazia danneggia Berlusconi. ‘Mi piace fare processi senza clamori. I giudici possono sbagliare ma non oso credere all'accanimento giudiziario. La prescrizione è una sconfitta per la giustizia e per l'avvocato che crede di poter dimostrare l'innocenza del cliente" (p. 9).

La trovata di Coppi potrebbe far slittare la sentenza del 30 luglio sul caso Mediaset ai primi mesi del 2014. Poco informato sulle larghe intese giudiziarie, Renatino Brunetta barrisce minaccioso sulla Stampa: "Se condannano Berlusconi faremo cadere noi il governo" (p. 10)

Intanto, su Affari&Sfiganza di Repubblica (pp. 4-5), Ettore Livini racconta la nuova strategia di Mediaset e il probabile asse con lo Squalo Murdoch: "Il Cav lascia, il Biscione raddoppia. La pax tv tra Berlusconi e Murdoch fa volare Mediaset in Piazza Affari. A spingere la quotazione al raddoppio in sette mesi le previsioni di una ripresa della pubblicità ma soprattutto l'ipotesi di strategie più attente all'estero, la possibile alleanza con Murdoch in Spagna e forse l'arrivo di nuovi soci".

5 - SPOSTANDO RENZI SEMPRE PIU' IN LA'
Il bacio dell'anello tedesco da parte di Matteuccio Renzi fa ancora discutere. Non ovviamente in termini di sudditanza, ma di presunta "mancanza di rispetto" nei confronti di Lettanipote. In un paese culturalmente mafioso non sono questioni da poco. E allora vai con i messaggi obliqui: "Renzi-Merkel, gelo di Letta: ‘Mi ha avvertito prima Angela'. Fassina: c'è un premier alla volta. Il sindaco ribatte: ‘Mi ha suggerito Enrico l'incontro" (Repubblica, p. 6). Addirittura "Letta irritato per il tour europeo di Renzi" sulla Stampa (p. 10)

Sempre preoccupati di vincere - preferiscono pareggiare e governare con il Cainano - i vertici del Piddìmenoelle trafficano e si arrangiano con le famose "regole". Per il Corriere, "Primarie e scelta del premier. Nel partito tre piani anti Matteo. Diritto di voto solo a chi si iscrive a un albo. La battaglia delle regole per fermare la corsa dell'aspirante segretario" (p. 6).

6 - VIA CRUCIS SOLFERINA
Si apre oggi un'altra settimana decisiva per gli equilibri ai vertici del Corrierone. Se ne ricorda il Giornale. "Rcs, domani la verità sui soci. Caccia al Mister X che ha comprato i diritti: occhi su Cairo. Il ruolo di Della Valle. In Borsa si ragiona su possibili alleanze, anche con altri imprenditori" (p. 18). Non disturbate il manovratore Kaki Elkann, impegnato in una regata con Soldini.

7 - ULTIME DA UN POST-PAESE
Veleni dell'Ilva: "I tumori? Colpa delle sigarette'. ‘C'è troppa enfasi sul possibile ruolo dello stabilimento, per colpa dei media e dei giudici'. E' bufera su Bondi. Taranto, il commissario Ilva convocato dal governo" (Repubblica, p. 16). Non serve commentare. Una sola curiosità: Enrico Bondi fuma? E se sì, che cosa?

 

ROBERTO CALDEROLI jpegkyenge cecile kyenge tra enrico letta e giorgio napolitano bonino - alfanoALMA SHALABAYEVA KAZAKHSTAN ABLYAZOV GIUSEPPE PROCACCINI jpeg Maurizio ImprotaDENIS VERDINI DANIELA SANTANCHE Nursultan Nazarbaev BERLU Vertice Osce in Kazakistan Nursultan Nazarbayev con Silvio Berlusconi x MoaveroFRANCO COPPI MURDOCH CON IL SUO TABLOID THE SUN letta_renzi ENRICO LETTA E ANGELA MERKELJOHN JAKI ELKANN A BAGNAIA ENRICO BONDI bambino ilva fumok

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...