BOHEMIAN PARODY - TUTTA L'ENFASI DEL NUOVO “PROGGETTO” ROMANISTA INTORNO A ZEMAN SI ESAURISCE IN UN GIOCO ANCORA A SINGHIOZZO CON RISULTATI ALTALENANTI - IN VISTA DEL BIG MATCH DI DOMANI CONTRO LA JUVE, ZDENEK MANDA UNA STILETTATA AI SUOI VECCHI ‘NEMICI’: “L'ULTIMA VOLTA A TORINO L'ACCOGLIENZA NON ERA STATA MOLTO CARINA. MA I DANNI ALLA JUVE NON LI HO FATTI IO, I TIFOSI SE LA DOVREBBERO PRENDERE CON QUALCUN ALTRO”…

Matteo Pinci per "la Repubblica"

Continuasse come ha iniziato, verrebbe il dubbio che le proprie rivincite voglia prendersele più fuori che dentro il campo. Il ritorno di Zdenek Zeman a Roma, accolto come il profeta del calcio estetico dopo l'oscurantismo asturiano, inizia ad aprirsi ai primi venti di scetticismo. Sarà che il rendimento della squadra, dopo quattro partite giocate - e lo 0-3 a tavolino di Cagliari non può far media - è lo stesso che accompagnava l'esordio zoppicante di Luis Enrique: una vittoria, una sconfitta e due pareggi.

O magari che il gruppo spegne la luce dopo un tempo appena concedendosi nella ripresa ad avversari inermi, come il Bologna di dodici giorni fa o la Samp di mercoledì, sotto di un gol e di un uomo. La Bohemian Rhapsody all'amatriciana, in ogni caso, stona.

Un'attesa spasmodica di tornare ad applaudire Zemanlandia aveva contagiato l'estate romana: il boom di abbonamenti, 35 mila biglietti venduti per un'amichevole con l'Aris e un debutto con il Catania davanti a 50 mila persone. Dopo tre mesi di lavori, però, il lunapark espone ancora un preoccupante cartello di lavori in corso. E in tanti mercoledì notte mostravano evidenti segni di insofferenza verso la fragile e accomodante Roma di questo inizio stagione.

Anche le radio romane mandano in onda delusione feroce, nell'attesa inutile di un lampo, una sovrapposizione o un taglio in area a tutta velocità: giocate viste lo scorso anno a Pescara con elementi meno pubblicizzati di Destro e Balzaretti, De Rossi e Burdisso. «Ma con la Samp doveva finire 4-1 - sostiene Zeman - poi però dopo aver subito il pareggio non ho visto più il mio gioco».

La sua Roma corre, ma con il passare dei minuti perde lucidità e dimentica la lezione: delle teorie zemaniane, sin qui, si è vista la faccia peggiore, non la migliore. Segna tanto, è vero (8 reti in 4 gare, soltanto Juve e Napoli hanno fatto meglio, ma con una partita in più), in fondo però non crea più delle altre: la squadra è settima per numero di conclusioni verso la porta a partita dietro Juventus, Inter, Fiorentina, Cagliari, Milan e Lazio. Il terzo posto per tiri nello specchio consola solo fino a un certo punto. Perché, rispetto a un anno fa, la vetta della classifica cui Zeman non fa mistero di guardare, è già un paio di punti più lontana.

Ieri a Trigoria l'allenatore ha catechizzato la squadra: 20 minuti di appunti tecnici e rilievi sul match contro Ferrara. Domani, quasi per pesarne ambizioni e limiti, la accompagnerà al test più duro: a Torino contro la Juventus imbattuta in campionato da 44 partite, e mai vinta nel tempio dello Juventus Stadium. Un appuntamento chiave che metterà il boemo di fronte al proprio nemico storico. E con cui, dal momento del ritorno a Roma, ha riallacciato il filo rosso della polemica tagliato nel '99 con l'addio alla capitale.

Una sfida su tutto il fronte, con Conte, Elkann, Vialli, persino i tifosi bianconeri: «Se ce l'hanno con me dovrebbero avercela anche con pubblici ministeri e tribunali ». Sembra quasi la piazza romana gli abbia fornito la ribalta attesa anni per togliersi quei sassolini rimasti troppo tempo nelle scarpe. Ma alla Juve pensa anche Totti, che dopo il record di 216 reti ha rinunciato a pizza e porchetta nello spogliatoio, ma non a salutare la prima sfida senza Del Piero: «Avrei voluto affrontarlo fino a fine carriera, mancherà al calcio italiano ma l'importante è che ci sia io». Per Zeman, altrimenti, sarebbero guai grossi.

2 - ZEMAN: "MAI DANNEGGIATO LA JUVE. SE LA PRENDANO CON QUALCUN ALTRO"...
Da "Gazzetta.it"

Vigilia della trasferta a Torino contro la Juve, per la Roma. Non è una sfida come tutte le altre, né per i giallorossi, né per il tecnico Zeman, per l'antica rivalità, e soprattutto per i risvolti di natura extra sportiva che si porta dietro. "Qualche Juventus-Roma l'ho già fatto. Sono due squadre che fanno sempre incontri importanti che richiamano sempre tanta attenzione. È una gara stimolante per entrambe: loro stanno rendendo bene, noi vogliamo dimostrare di poterli mettere in difficoltà. È come il derby, ci sono tre punti e voglio giocare per quelli".

RISPETTO PER LA SQUADRA - "La Juve è la squadra migliore del campionato italiano, in questo momento. Loro sono un anno davanti, la stagione scorsa hanno fatto bene, ci hanno creduto, hanno proseguito su questa strada e noi ce la dobbiamo costruire. Andiamo a giocare con i migliori e crediamo di potercela giocare. I miei sanno che anche loro hanno due gambe, due braccia, una testa....Forse è una questione di personalità. Gli stimoli vengono da sé per l'avversario e i giocatori vorranno dimostrare di non essere inferiori".

DIFFICOLTÀ IN DIFESA - "La Sampdoria ha tirato due volte in porta, poi per 95' non lo ha mai fatto: io la difesa la valuto da quanti tiri lasci all'avversario. Non mi pare che abbiamo mai sofferto".

IMPRONTA DI GIOCO - "Questa squadra non mia? Mah forse voi vi aspettate che facciamo 6-0 in ogni partita: noi siamo quelli che abbiamo tirato di più e conquistato più calci d'angolo. Sono convinto che questa rosa è ampia, che possono giocare tutti e crescere. In queste giornate, poi, non abbiamo avuto nessuno che ci abbia fatto soffrire a livello di gioco, né vedo un problema di tenuta atletica. Siamo a Roma per vincere, per impostare un progetto che ci possa portare avanti. Per me la Roma c'è, mi sta soddisfacendo; i risultati ci mancano, ma se vediamo le cause parleremmo diversamente".

RIECCO OSVALDO - "Per voi giornalisti chi manca è sempre l'elemento migliore. Osvaldo ha fatto bene, ci ha dato tanto e continuerà a farlo".

FIDUCIA STEKELENBURG - "Mi dà sempre fiducia, è il portiere meno impegnato, non posso giudicarlo per quello che vedo in partita, ma in allenamento mi dà grandi garanzie".

IL RUOLO DI TOTTI - "Gioca nella posizione di 13-14 anni fa, non ha cambiato. È il ruolo che ha fatto con me tanti anni fa con grandissima soddisfazione e continua a farlo bene. Mi aspettavo di trovarlo così, è un talento naturale, sta bene e non cambia".

CRISI GENERALE - "Calcio e politica attirano disaffezione, ma c'è crisi su tutti i campi e si riflette anche nel calcio".

DEL PIERO - "Non so è la prima sfida Juve-Roma senza di lui, forse qualche volta era infortunato. Se manca, manca alla Juve, non a me".

ACCOGLIENZA A TORINO - "L'ultima volta a casa della Juve l'accoglienza non era stata molto carina, l'ho segnalato anche, perché dopo 90' di offese non è successo niente, ma se uno fa 'buuu' è razzismo. I danni alla Juve non li ho fatti io, i tifosi se la dovrebbero prendere con qualcun altro".

FRECCIATA A CARRERA - "Carrera ha declinato la conferenza pre Juve e ci ha mandato l'allenatore dei portieri, Filippi? Questione di stile: credo che la gente voglia sempre sentire qualcuno direttamente interessato. E sarebbe stato meglio anche per voi giornalisti".

 

 

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