amici come prima boldi de sica

“IL NOSTRO RITORNO IN COPPIA? COME AL BANO E ROMINA CHE SI RISPOSANO” – BOLDI E DE SICA CAMPIONI DI INCASSI: "ABBIAMO RIPORTATO IL PUBBLICO AD AMARE I FILM ITALIANI" – LE GAG, LE RISATE, GLI ACCIACCHI - "IO PENSO SPESSO A QUANDO MI SERVIRÀ LA BADANTE, MA NON MI CI VEDO – DICE BOLDI - PERCIÒ DICO ALLE MIE FIGLIE CHE PIUTTOSTO FINIRÒ, COME WOODY ALLEN, CON UNA RAGAZZA GIOVANE” – VIDEO

Candida Morvillo per il “Corriere della Sera”

 

boldi de sica

I fan che da tredici anni aspettavano la reunion hanno premiato Massimo Boldi e Christian De Sica. Al botteghino, i due attori, di nuovo insieme in Amici come prima , sono stati i più visti il giorno di Natale e, a fine vacanze, sono risultati campioni tra i film italiani, con oltre otto milioni di euro di incassi. Hanno festeggiato a Roma, questo weekend, a cena da Christian e poi domenica a pranzo con dei ventenni che, per conoscerli, hanno partecipato a un concorso bandito da Indiana Production, la loro casa di produzione.

 

boldi de sica

«La gente aspettava il ritorno della coppia come fossimo Al Bano e Romina che si risposano», scherza Boldi. E De Sica: «Abbiamo riportato il pubblico ad amare i film italiani. S' erano disamorati perché ne escono troppi e tutti uguali. Ed era una guerra perché nelle stesse settimane c' erano 48 titoli. In più, noi giriamo con due lire, uno stuzzicadenti, del fil di ferro, gli americani con centinaia di milioni di dollari, ma il biglietto ha lo stesso prezzo».

 

Gli incassi sono lontani dai 20 o 30 milioni dei tempi d' oro, ma è il cinema in generale che va così, penalizzato dai film disponibili a casa on demand. De Sica esulta anche perché il film di Natale, dato per morto da tempo, non gli sembra affatto morto: «La novità che ha funzionato è che c' era una storia. In passato, abbiamo fatto il ritratto della borghesia meglio di molti film d' autore.

DE SICA BOLDI 1

 

Oggi, non potevamo più raccontare quell' Italia vincente che non esiste più, fatta di voglia di fare, macchinoni, villoni, yuppies... Dovevamo attingere a una borghesia sotto tono, sempre più povera». È per non diventare povero che, in Amici come prima , Christian De Sica si traveste da donna e s' inventa badante del proprietario di un albergo, interpretato da Boldi. Dice De Sica: «Una battuta descrive bene il momento che viviamo. È quella che faccio quando divento disoccupato e dico "un sessantenne licenziato non trova lavoro al pari di un neolaureato".

 

boldi de sica

Questo non è più un film di scenette comiche una dopo l' altra, ma c' è tenerezza, malinconia, l' amore fra due vecchi. La comicità si respira nell' aria, come la moda. E in questi tempi si respira anche malinconia». Aggiunge Massimo: «Ci sono sequenze commoventi: quando scopro che Christian è un uomo, ti prende un nodo alla gola».

 

L' ultimo film insieme era stato Natale a Miami , anno 2005, regia di Neri Parenti.

Poi, Boldi aveva sbattuto la porta. «Mi rendo conto», dice ora al Corriere «che non avrei dovuto farlo. Però era un momento particolare della mia vita, era appena morta mia moglie, era una fase di fragilità. Si è tanto parlato di liti fra noi, ma la questione era inesistente. Io avrei riformato la coppia già tre anni dopo. Io e Christian eravamo tornati a parlarci, ma lui era legato ad Aurelio De Laurentiis per contratto e non si poteva».

 

de sica boldi

I due si sono rivisti un anno fa al compleanno di Paolo Conticini, contrattualmente liberi e, appunto, «amici come prima». Da lì la decisione di riunirsi, con la regia dello stesso De Sica, che non trattiene la battuta: «Avevo questo film dove, travestito da donna, dovevo far girare la testa a un uomo. Io, alla mia età! Mi sono chiesto: a chi propongo la parte dell' uomo? Solo un vecchio rimbambito si può innamorare di me Lino Banfi no... Ah sì, Boldi! Nessuno come lui può interpretare il vecchio matto che, in sedia a rotelle per pigrizia, insegue le ballerine di lap dance».

 

Al primo ciak hanno iniziato a girare senza neanche provare: «Siamo partiti in quarta, è stato magico come se ci fossimo lasciati il giorno prima», racconta Boldi, ricordando che la sintonia è stata istantanea anche nell' improvvisazione: «Il gesto dell' ombrello che facciamo insieme quando Christian viene a salvarmi perché mia figlia mi vuole interdire è nato al momento. Ci vuole un tempismo, una sensibilità, per fare all' unisono una gag non prevista dal copione, in mezzo a un cortile, mentre sali in macchina, con la troupe, le camere, e noi che ci guardiamo un istante, capiamo, e facciamo: tiè».

 

massimo boldi christian de sica

Per De Sica, l' improvvisatore è Boldi: «Massimo è un comico geniale, puro, non puoi tenerlo imbrigliato in una struttura che non gli permette di esprimere la follia che ha. A volte, lo devi anche domare. Quando nel film c' incontriamo la prima volta, lui doveva dire: "Ci siamo già visti? Dove? India, Miami, Nilo?". Ma voleva mettere: "Dove? India, Miami, Nilo, paparazzi?". Però paparazzi non è un luogo, è il titolo di un nostro film... L' ho dovuto bloccare e lui insisteva: se dico paparazzi , la gente ride. E io: vero, ma non si può fare».

folla in delirio per christian de sica

 

Era la prima volta che Boldi veniva diretto da De Sica, «ma lo conosco così bene», dice quest' ultimo, «che è come se l' avessi diretto per vent' anni insieme a Neri Parenti e Carlo Vanzina». E Boldi: «Mi ha fatto più impressione essere diretto da suo figlio Brando, che era aiuto regista: l' ho visto nascere e crescere».

 

de sica

Ritrovarsi entrambi nei dintorni dei 70 anni, è stato fonte di prese in giro, «non sull' età: sull' età non si scherza», sentenzia De Sica, «ma sugli acciacchi sì». Chiosa Boldi: «Sembrava un ospedale». Poi, riflette un attimo e fa: «Io penso spesso a quando mi servirà la badante, ma non mi ci vedo. Chi fa la mia professione resta un bimbo. Io faccio boccacce, scherzi. Perciò dico alle mie figlie che piuttosto finirò, come Woody Allen, con una ragazza giovane».

 

massimo boldi

Per De Sica, l' età che avanza è un tema del film, ma il consiglio che dà ai colleghi coetanei è di lavorare coi ragazzi: «Noi avevamo una troupe di ventenni ed è stata una botta di vitalità straordinaria». La prossima volta insieme è una promessa tutta da definire. «Sempre», dicono, all' unisono, «che la salute ci assista».

greggio boldi de sicaEZIO GREGGIO - JERRY CALA - MASSIMO BOLDI - CHRISTIAN DE SICAde sica massimo boldi christian de sica e il figlio brandomassimo boldi (3)de sica cristian de sica e enrico vanzinade sica carlo vanzinade sica asuncion vacanze di natalede sica de sicamassimo boldi con le figlie marta manuela e micaelaCARLO VANZINA E MASSIMO BOLDIchristian de sica (2)christian de sicagreggio boldi de sica calà

Ultimi Dagoreport

riccardo muti domenico beatrice venezi

DAGOREPORT – NESSUNO SI SOGNEREBBE MAI DI PENSARE CHE IL GIUDIZIO POSSIBILISTA DI RICCARDO MUTI SU BEATRICE VENEZI ALLA FENICE (“LASCIATELA DIRIGERE E POI LE ORCHESTRE VARIE E I CORI VARI DECIDERANNO”) DIPENDA DAL FATTO CHE LA FENICE HA ASSUNTO SUO FIGLIO, L’AVVOCATO DOMENICO MUTI, INCARICATO DI “CONSULENZA STRATEGICA E PROCACCIAMENTO DI AFFARI” PER LA MODICA CIFRA DI 30 MILA EURO ALL’ANNO – EN PASSANT, SI SCOPRE ANCHE CHE LA FENICE PAGA 39 MILA EURO PER SEI MESI, DAL 15 GENNAIO SCORSO AL 14 LUGLIO PROSSIMO, ALLA BARABINO & PARTNERS, CIOÈ L’AGENZIA CHE SI STA OCCUPANDO DELL’IMMAGINE DI BEATRICE VENEZI, SENZA GRANDE SUCCESSO VISTE LE ULTIME INFELICI USCITE PUBBLICHE DELLA SIGNORA - (AH, COME AVEVA RAGIONE LEO LONGANESI QUANDO PROPONEVA DI METTERE SUL TRICOLORE UNA GRANDE SCRITTA: “TENGO FAMIGLIA”) – VIDEO

vannacci meloni la russa crosetto alleanza nazionale movimento sociale fratelli d italia

DAGOREPORT - PER NON DIMENTICARE LA…MEMORIA - VANNACCI FA MALE A SALVINI MA ANCHE A GIORGIA MELONI. E NON SOLO PER RAGIONI ELETTORALI, CIOE’ PER I VOTI CHE PUO’ PORTARLE VIA, MA SOPRATTUTTO PER QUESTIONI IDEOLOGICHE - IL GENERALE, CHE RIVENDICA DI RAPPRESENTARE “LA VERA DESTRA”, HA BUON GIOCO A SPUTTANARE I CAMALEONTISMI E I PARACULISMI DELLA DUCETTA (BASTA ASCOLTARE GLI INTERVENTI DI QUANDO FDI ERA ALL'OPPOSIZIONE) - DAL COLLE OPPIO A PALAZZO CHIGI, LA DESTRA MELONIANA HA INIZIATO UN SUBDOLO SPOSTAMENTO VERSO IL CENTRO. E COSI' IL GIUSTIZIALISMO PRO-MAGISTRATI E' FINITO IN SOFFITTA; DA FILO-PALESTINESE E ANTI-SIONISTA E' DIVENTATA FILO-ISRAELIANA; DA ANTI-AMERICANA E ANTI-NATO, SI E' RITROVATA A FARE DA SCENDILETTO PRIMA A BIDEN ED OGGI A TRUMP - CERTO, LA VERA MISURA DELL’INTELLIGENZA POLITICA È LA CAPACITÀ DI ADATTARSI AL CAMBIAMENTO, QUANDO E' NECESSARIO. E LA “SALAMANDRA DELLA GARBATELLA” LO SA BENISSIMO. MA DEVE ANCHE TENER PRESENTE CHE CI SONO PRINCIPI E VALORI CHE NON VANNO TRADITI PERCHE' RAPPRESENTANO L'IDENTITA' DI UN PARTITO...

giorgia meloni elly schlein giuseppe conte antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT - LA LEGGE ELETTORALE BY MELONI-FAZZO È PRONTA E C’È UNA SORPRESA: SECONDO RUMORS RACCOLTI DA DAGOSPIA, LA RIFORMA NON PREVEDEREBBE IL NOME DEL PREMIER SUL SIMBOLO ELETTORALE, COME INVECE SOGNAVA LA SORA GIORGIA (AVENDO FALLITO IL PREMIERATO, “MADRE DI TUTTE LE RIFORME”, PROVAVA A INTRODURLO DI FATTO) – FORZA ITALIA E LEGA HANNO FATTO LE BARRICATE, E LA DUCETTA HA DOVUTO TROVARE UN COMPROMESSO - MA TUTTO CIO'  NON TOGLIE DALLA TESTA DI GIUSEPPE CONTE, DALL'ALTO DI ESSERE STATO DUE VOLTE PREMIER, LA FISSA DELLE PRIMARIE PER LA SCELTA DEL CANDIDATO PREMIER DEL CENTROSINISTRA UNITO - ALL'INTERNO DI UN PARTITO, LE PRIMARIE CI STANNO; PER LE COALIZIONI VIGE INVECE IL PRINCIPIO DEL PARTITO CHE OTTIENE PIU' VOTI (VALE A DIRE: IL PD GUIDATO DA ELLY SCHLEIN) - NEL "CAMPOLARGO" INVECE DI CIANCIARE DI PRIMARIE, PENSASSERO PIUTTOSTO A TROVARE I VOTI NECESSARI PER RISPEDIRE A CASA I “CAMERATI D'ITALIA” DELL’ARMATA BRANCA-MELONI…

giancarlo giorgetti - foto lapresse

FLASH! – UN “TESORO” DI RUMORS: I RAPPORTI TRA IL MINISTRO DELL’ECONOMIA, GIANCARLO GIORGETTI, E IL SUO PARTITO, LA LEGA, SEMBRANO GIUNTI AL CAPOLINEA – IL “DON ABBONDIO DEL CARROCCIO”, QUALCHE GIORNO FA, PARLANDO DEL CASO VANNACCI, SI SAREBBE SFOGATO IN PARLAMENTO CON UN CAPANNELLO DI COLLEGHI LEGHISTI (TRA CUI ANCHE QUALCHE FRATELLINO D’ITALIA), MOSTRANDO TUTTA LA SUA DISILLUSIONE - LA SINTESI DEL SUO RAGIONAMENTO? “NON MI SENTO PIÙ DELLA LEGA, CONSIDERATEMI UN MINISTRO TECNICO…”

donald trump emmanuel macron charles kushner

DAGOREPORT – NEL SUO DELIRIO PSICHIATRICO, DONALD TRUMP STAREBBE PENSANDO DI NON PARTECIPARE AL G7 DI EVIAN, IN FRANCIA, A GIUGNO - SAREBBE UNA RITORSIONE PER L'''AMMONIMENTO'' DATO DAL DETESTATISSIMO MACRON ALL’AMBASCIATORE USA, CHARLES KUSHNER (CHE DEL TYCOON E' IL CONSUOCERO), CHE SE NE FREGA DI FORNIRE SPIEGAZIONI AL MINISTRO DEGLI ESTERI, BARROT, SUI COMMENTI FATTI DA WASHINGTON SULLA MORTE DEL MILITANTE DI DESTRA, QUENTIN DERANQUE - PER LO STESSO MOTIVO ANCHE GIORGIA MELONI, DIMENTICANDO CHE L'ITALIA E' NELL'UE E HA MOLTO DA PERDERE, HA IMBASTITO UNA GUERRA DIPLOMATICA CON MACRON - È UNA COINCIDENZA O C’È UNA STRATEGIA COMUNE TRA LA DUCETTA E TRUMP?