bruno bozzetto

“PENSO CHE FANTOZZI SIA NATO DAL MIO SIGNOR ROSSI, ANCHE SE NON LO DISSI MAI A PAOLO VILLAGGIO. DEL RESTO, L’UOMO COMUNE ESISTE IN OGNI EPOCA” – IL DISEGNATORE-REGISTA BRUNO BOZZETTO, UN DESTINO SCRITTO NEL COGNOME: “MI HANNO SEMPRE PRESOIN GIRO PER QUESTA PREDESTINAZIONE ANAGRAFICA. SONO UN AUTODIDATTA, DICO SEMPRE CHE DISEGNO MALE, I QUADRI NON MI VENGONO BENE” – I FILM ANIMATI, LA CONCORRENZA A WALT DISNEY (“LA FIGLIA MI HA ORGANIZZATO UNA MOSTRA A SAN FRANCISCO”), IL RUOLO DELL’ARTE: “AUSPICO CHE CONTRIBUISCA ALLA SERENITÀ DEL MONDO. DI CERTO, È IL SEGRETO PER UNA VITA LUNGA” - VIDEO

 

Luca Bergamin per il “Corriere della Sera” - Estratti

 

«Ultimamente disegno quasi esclusivamente animali. Ho cominciato inventando Doggy, un cagnolino assai simpatico, con il quale voglio contribuire a far riflettere sulla condizione in cui versano queste creature buone dell’universo».

bruno bozzetto 6

 

Bruno Bozzetto, appena premiato col David Speciale, è un «giovane» 88enne che non può proprio smettere di dare vita, prima con la matita e adesso sull’iPad, a esseri viventi, a cominciare dal suo Signor Rossi, mai andato in pensione come lui, capaci di fare breccia nella sensibilità degli italiani. 

 

È vero che ha vissuto anche con un agnellino? 

«Sì, lo battezzai Beeelen perché belava sempre ed era bellissimo come la soubrette argentina. Vivo in campagna, fuori Bergamo, quell’animale sottovalutato fu abbandonato da alcuni pastori. 

 

(...)

Però a renderla famosa nel mondo dell’animazione è stato un uomo medio come il Signor Rossi. 

«Nacque da un fatto personale. Ero alle prime armi e seppi di un festival artistico organizzato proprio nella mia Bergamo, mandai un cortometraggio di disegni animali, ero forse l’unico italiano, per di più locale. Venni scartato e allora immaginai questo omino, il Signor Rossi, che per la rabbia e frustrazione dovuta a questa delusione, distrugge ogni cosa, fa impazzire la moglie. La cosa buffa è che inconsciamente gli diedi le fattezze del direttore di quel festival, pelato, coi baffi». 

 

Quell’omino è diventato a sua volta lo sbeffeggiatore dei vizi e malcostumi nazionali. 

bruno bozzetto il signor rossi 1

«Mi ha permesso di prendere in giro gli sciatori in montagna, i villeggianti al mare e tante categorie di lavoratori. Penso che Fantozzi sia nato dal mio Signor Rossi, anche se non lo dissi mai a Paolo Villaggio. Del resto, l’uomo comune esiste in ogni epoca: ora, ad esempio, il Signor Rossi si trova alle prese con la tecnologia e le nuove invenzioni che in teoria dovrebbero migliorare l’esistenza come la domotica, le automobili senza conducente, ma che non ci riescono». 

 

Vuol dire che la tecnologia non ha migliorato almeno il cinema di animazione? 

«Il digitale ci ha facilitato e velocizzato, snellendo le coloriture, però non è cambiato molto di più. Disegniamo ancora tutti i movimenti. La grafica in 3d, comunque, permette di creare anche a chi non sa disegnare». 

 

Suo padre fu il primo a intuire le sue doti. 

«Si rese conto del mio dono istintivo per le proporzioni, i punti di fuga, e mi incoraggiò. 

bruno bozzetto

Per me lui era il mio Leonardo da Vinci: dopo gli studi in elettrotecnica si unì ai fratelli che avevano una industria chimica nel campo tessile, seguendone la parte commerciale, però in casa inventava ogni cosa, dagli allarmi ai campanelli nascosti sotto il pavimento. Mi allestì una sala di proiezione.

 

Forse qualcosa ho preso anche dal nonno, il famoso pittore Girolamo Poloni. Di lui ricordo che da piccolo visitavo il suo studio dove preparava affreschi alti anche 4 metri. Ma io ero attratto dal modo di comunicare proprio del cinema, e dal mondo magico del montaggio». 

 

Il primo film lo ha girato coi compagni di liceo. 

«Le caricature mi venivano bene e mi aiutavano a comunicare, a creare situazioni divertenti. Ai suoi albori, quella di realizzare un film animato era un’attività fuori di testa, a un certo punto mi veniva così bene che facevo concorrenza a Walt Disney». 

 

E poi col suo cognome, Bozzetto, il destino era praticamente già scritto. 

bruno bozzetto il signor rossi 17

«Vero. Mi hanno sempre preso un po’ bonariamente in giro per questa predestinazione anagrafica. È un mestiere che mi piace ancora tantissimo. Sono un autodidatta, all’università tentai giurisprudenza, ma poi lasciai. Si forma un’idea nella mia testa e la trasmetto sul foglio. Ho calcolato di avere usato 125 mila pagine bianche, e averne buttato 500 mila. Comunque, io dico sempre che faccio pupazzetti, disegno male, i quadri non mi vengono bene». 

 

Cosa non le riesce di disegnare bene? 

«Mi danno fastidio gli oggetti, in particolare le automobili perché tendo a stilizzarle e quindi risultano sempre povere rispetto a quello che ci aspettiamo, mentre un personaggio posso crearlo soltanto sulla base della mia fantasia, non devo per forza renderlo somigliante. Meno linee uso e più sono contento». 

 

Diane Disney, la figlia di Walt, la stimava molto. 

bruno bozzetto 21

«Mi ha organizzato una mostra a San Francisco nel piccolo museo di famiglia che allestì per ricordare il padre e dove sono raccolti soltanto i film voluti personalmente da quel genio. Mi raccontò che lei aveva dovuto acquistare dagli Studios opere realizzate dal padre. Proiettò il mio film Allegro ma non troppo ». 

 

Ha vinto un Orso d’Oro a Berlino per il suo Mister Tao. È stato candidato all’Oscar con Cavallette. Ora questo David Speciale. 

«Tutti i premi fanno piacere, ma quest’ultimo David mi inorgoglisce particolarmente perché viene direttamente dal mondo del cinema, che ha sempre un po’ considerato i film di animazione come figli di un genere minore. Il pregiudizio che fossero adatti ai bambini perché ha condizionato molto la mia carriera». 

 

Lei ha però provato anche la strada del cinema tradizionale. 

«Sì, feci alcuni esperimenti ma, pur divertendomi, non mi trovai bene. Il disegnatore siede al tavolo, ha tempo per riflettere. Invece, girando con attori veri si è sottoposti a troppe variabili, dai loro umori alle condizioni atmosferiche fino ai denari della produzione». 

 

(…)

 

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Dunque, cos’è il disegno cinematografico per Bruno Bozzetto? 

«Da quando è nato, l’uomo è mosso dal desiderio di raccontare storie, e io non faccio eccezione. Diciamo che cerco di aggiungere ironia e umorismo, perché con un sorriso si riescono a trasmettere meglio messaggi anche antipatici. Persino i re avevano sempre con sé un giullare. Quindi auspico che l’arte contribuisca alla serenità del mondo. Di certo, è il segreto per una vita lunga» . 

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