motociclisti nostalgici

CAFONALINO MOD - A 50 ANNI DAI MITICI “SCONTRI DI BRIGHTON”, I ‘MODERNIST’ INGLESI TIRANO FUORI VESPE E LAMBRETTE E TORNANO SUL LUOGO DELLA GUERRA CONTRO I ‘ROCKERS’

1. I MOD TORNANO NELLA LORO “CASA SPIRITUALE”, BRIGHTON

Da www.bbc.co.uk

 

motociclisti nostalgici degli anni 60 a brighton 9motociclisti nostalgici degli anni 60 a brighton 9

Il “Brighton Mod Weekender”, nato 10 anni fa, ha visto centinaia di “mod” riunirsi alla Volks Tavern, vicino al molo di Brighton. Musica, mercatini, memorabilia, opere d’arte, e soprattutto centinaia di Vespe, Lambrette, scooter modificati e agghindati come era di moda 50 anni fa, quando i “modernists” si scontrarono con i “rockers” proprio sulle spiagge del sud inglese.

 

Due giorni di rivalità e cazzotti, nel 1964 tra migliaia di ragazzi che si erano dati appuntamento per risolvere una serie di dilemmi che all’epoca parevano fondamentali: meglio la Vespa o l’Harley Davidson, gli Who o Elvis, i blazer su misura o le giacche di pelle?

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Oggi quegli ex pischelli si riuniscono ancora sui pontili di Brighton, ma invece di menarsi si sollazzano nel ricordo di quelle estati cazzone, passate da molti di loro nelle piccole e stracolme prigioni della tranquilla località turistica. Una battaglia che ha ispirato il film “Quadrophenia”, dal titolo dell’album degli Who che fu il manifesto dei mod.

 

 

2. QUADROPHENIA CINQUANT’ANNI DOPO

Carlo Nannini per http://www.moto-ontheroad.it/on-the-road/reportage-in-moto/quadrophenia/

 

motociclisti nostalgici degli anni 60 a brighton 7motociclisti nostalgici degli anni 60 a brighton 7

Un elegante abito gessato con la giacca a due bottoni, la cravatta e le scarpe Clark’s non sembrano l’abbigliamento più indicato per fare a cazzotti. Soprattutto se il campo di battaglia è una spiaggia di sassi in discesa verso la battigia, specialmente se si è dormito accampati sotto un portico, allucinati da innumerevoli anfetamine ingoiate per stare svegli a ballare tutta la notte.

 

Ma fondamentalmente essere un Modernist, un Mod, e’ proprio questo. Rimanere puliti ed eleganti, avere stile, in condizioni difficili.

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Sono arrivati a Brighton per trascorrere il week end con l’immancabile scooter accessoriato con innumerevoli fanali e specchietti, indispensabile per spostarsi da un locale all’altro nella notte londinese, Vespa Piaggio o meglio Lambretta Innocenti. Stile italiano, vera eleganza! Ma se “saturday night it’s allright for fighting” come canterà qualche anno dopo Elton John in memoria degli scontri fra bande giovanili, molto meglio per questo la tenuta tipica dei Rockers, i ragazzi che seguono uno stile americaneggiante fatto di giubbotti di pelle, capelli impomatati e jeans. Guidano le moto inglesi, soprattutto Triumph, BSA, Norton ridotte spesso all’essenziale per le sparate sulle belle strade a sud di Londra e le lunghe soste in prossimità dei locali di ritrovo.

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Essere un Mod oppure un Rocker, motociclisticamente parlando, è una forma di approccio mentale. I primi ricercano la comodità data dalla tecnologia a discapito dell’emozione alla guida, lo stile di una carenatura integrale e l’ignoranza verso quello che sta sotto. Il Rocker ricerca prima di tutto l’emozione di guida, la meccanica a vista, il suono dello scarico e il profumo dell’olio bruciato. Alla fine, la domanda che viene naturale è: “ma te, saresti Mod o Rocker?”

 

Due modi di vivere la propria adolescenza all’opposto, quelli di Mods e Rockers, che include gusti musicali diversissimi. Se i motociclisti ascoltano i classici rock ‘n roll americani, i Mods sono i cultori del nuovo rock inglese, degli Who che ne diverranno una sorta di emblema, della psichedelia ai suoi albori, della nuova musica importata dagli immigrati giamaicani che fonde soul e reggae e che deve il nome al fatto di “infrangere le luci” da quanto è potente: lo ska ( da skattered lights; Skatalight, il gruppo della celeberrima “Guns of Navarone”).

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Due facce opposte della stessa medaglia che hanno in comune la ribellione verso la generazione adulta che ha ricostruito con fatica, lavoro e rigore un Paese devastato dai bombardamenti della guerra. Un rigore in cui i giovani non vogliono più riconoscersi, mettendo in discussione un intero sistema sociale, ponendo il divertimento e lo sballo come unica ragione di vita. La ricerca di un’identità, un senso di appartenenza, schierarsi da un lato o dall’altro che porterà agli scontri drammatici fra Mods e Rockers è fondamentale in età adolescenziale, ed è in sostanza il tema principale del film “Quadrophenia”.

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Uscito nel ’79, già in tema Mod revival, il film prodotto dal gruppo che ne ha composto quasi interamente anche la colonna sonora, gli “Who”, racconta tramite le vicende di un giovane Mod il movimento giovanile dei Modernists e gli scontri che avvennero nel maggio del ‘64 principalmente sulla costa meridionale inglese e che sconvolsero l’opinione pubblica di tutto il Regno Unito.

 

 

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Una storia che parla di moto, di scooters, di bande giovanili e che definisce un’epoca, una cultura che verrà eletta successivamente a “nuova religione” che ha lasciato un segno importantissimo e al cui retaggio culturale tutt’oggi attingiamo a piene mani.

 

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