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CANNES AL VENTO - COSA RESTERÀ DI QUESTA EDIZIONE DEL FESTIVAL? FILM MODESTI E LE SOLITE FACCE – ANTONIO MEDICI, DISTRIBUTORE CON BIM: “IL CINEMA NON È PIÙ IN BUONA SALUTE E OGNI ANNO PEGGIORA…” - RICCARDO TOZZI (CATTLEYA): "LA QUALITÀ MEDIA SI È ABBASSATA"

Arianna Finos per la Repubblica

 

IRINA SHAYK 2IRINA SHAYK 2

Il mercato del cinema più grande del mondo ufficialmente chiude oggi, ma la smobilitazione è iniziata già due giorni fa. L' atmosfera è mogia - lamenta Variety - i movimenti pochi, i colossi delle nuova piattaforme, Netflix e Amazon, alzano i prezzi del mercato e tagliano fuori i piccoli distributori.

 

Questo Cannes 70 lascia sul suo mercato una scia negativa, conseguenza della cattiva critica per molti tra i titoli in concorso. Ma c' è chi qualche affare lo ha portato a casa e chi trova nella rivoluzione del momento nuove opportunità. Per quanto riguarda l' Italia i nostri distributori, venditori, produttori, hanno impressioni e posizioni diverse.

 

CANNESCANNES

Per Antonio Medici, distributore con Bim «è chiaro che il cinema non è più in buona salute e ogni anno peggiora, ma ci sono stati buoni progetti anche nel 2017. Abbiamo fatto acquisti e ne stiamo valutando altri. È vero che ci sono meno prodotti, perché gli studios ora comprano anche i piccoli, togliendo spazio ai distributori indipendenti. Io e i miei partner europei abbiamo fatto un' offerta per un film, poi l' abbiamo aumentata, ma sappiamo che c' è uno studio che sta negoziando e quindi per noi sarà difficile. È successo lo scorso anno con Room di Lenny Abrahamson e capita sempre più spesso».

bella hadid cannes 2017bella hadid cannes 2017

 

Nell' ottanta per cento dei casi al mercato non si comprano film ma progetti. «Soprattutto », dice Medici, «qui vediamo i film che abbiamo comprato l' anno prima. Ma si trova ancora qualche sorpresa già pronta».

 

Per il distributore di Cinema, Valerio De Paolis, nel mercato cinematografico c' è «una dicotomia tutta italiana: ci sono società italiane che hanno pre-accordi con le società televisive, pay o free. Le seconde ovviamente possono pagare di più, hanno più agilità economica perché hanno la certezza che venderanno e, in un certo senso, inflazionano il mercato». Per Paolo Del Brocco di Rai Cinema «l' impressione generale è che al mercato i film delle major restino delle major. Ci sono meno progetti commercialmente importanti per i distributori italiani.

 

TOZZITOZZI

Amazon e Neftlix hanno risorse quasi illimitate. Ma non sono uguali. Amazon si comporta da produttore, fa e vende grandi film e considera quello in sala ancora un momento importante, che determina il valore degli altri sfruttamenti. Netflix invece produce ma non vende, i distributori restano fuori».

 

«Vedo meno gente al mercato ma anche meno fuffa», ragiona Andrea Occhipinti, produttore e distributore con Lucky Red. «Negli scorsi anni c' erano venditori che occupavano molto spazio e facevano pochi affari.

 

Ora c' è più concretezza. Il momento è complicato, cambiano le regole del gioco, c' è più competizione ma ci sono anche più opportunità ».

 

Sul fronte vendite True Colours - società creata con Indigo per promuovere all' estero i film italiani - vende bene Fortunata di Castellitto, Marito e moglie con Pierfrancesco Favino e Kasia Smutniak. È stato prevenduto il prossimo film di Ferzan Ozpetek, Napoli velata. «Come Lucky Red abbiamo il film di Yorgo Lanthimos in gara che ha diviso i critici tra chi gli ha messo cinque stelle chi una croce sopra. Siamo co-produttori nel nuovo film in Spagna di Asghar Farhadi, con Penelope Cruz e Javier Bardem e abbiamo preso un titolo forte: A prayer before dawn di Jean-Stephane Sauvaire, storia vera di un inglese che diventa pugile in un carcere thailandese».

bella hadid cannes 2016bella hadid cannes 2016

 

Per Francesca Cima, presidente dei produttori dell' Anica (e produttrice di Indigo film): «Nel mercato c' è un momento di trasformazione e confusione, ma voglio ricordare che i sei film italiani nelle varie sezioni sono arrivati già prevenduti a Cannes, che è un buon segno per il nostro cinema, semmai è stato più difficile trovare distributori in Italia».

 

E alcuni film, dice, «possono non andare in sala: il nostro Slam- Tutto per una ragazza è su Netflix in 180 paesi. Andrà ai festival del mondo, ma nelle sale no. In streaming avrà una platea inimmaginabile. È logico che i grandi autori del concorso vadano in sala, ma per film piccoli le piattaforme possono essere una grande occasione. Bisogna essere flessibili».

ANTONIO MEDICIANTONIO MEDICI

 

Riccardo Tozzi di Cattleya, di cui Netflix co-produce la serie Suburra: «Mi sembra che l' analisi di Variety sia corretta: a livello globale, e non solo al mercato di Cannes, è in corso una fase di rivolgimento totale.

 

È la seconda rivoluzione dopo l' invenzione della tv. Il mercato televisivo è fortissimo, non fai in tempo a inventarti una serie che la comprano. Il cinema invece è in fase di riadattamento. Piccoli segmenti di mercato si muovono, ma la situazione a Cannes riflette la crisi generale del cinema: la qualità media si è abbassata, anche se ci sono ancora film belli. Non ho letto una critica convinta su nessuna delle opere in gara».

 

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