carlo de benedetti john elkann

CASTELLI DI CARTA - IL GRUPPO GEDI METTE IN VENDITA "L'ESPRESSO": IL SETTIMANALE, CHE ORA ESCE LA DOMENICA COME SUPPLEMENTO DI "REPUBBLICA", NON RIENTRA PIÙ NEI PIANI - GEDI VUOLE CREARE UNA SOCIETA' AD HOC IN CUI FAR CONFLUIRE L’ESPRESSO, CON I SUOI 26 GIORNALISTI, INSIEME AGLI ALTRI PERIODICI DEL GRUPPO, TRA CUI LIMES E NATIONAL GEOGRAPHIC - CARLO DE BENEDETTI RINUNCIA AL PROGETTO DI FONDAZIONE PER "DOMANI". FORSE NON HA TROVATO PARTNER DISPOSTI A SEGUIRLO NEL PROGETTO? – LA SMENTITA DELL'INGEGNERE: "LA NASCITA DELLA FONDAZIONE È AVVENUTA ENTRO IL 2020"

carlo de benedetti

De Benedetti festeggia il primo anno di ‘Domani’ e conferma la nascita della Fondazione

Da www.primaonline.it

 

“La nascita della Fondazione Domani è avvenuta entro il 2020 com’era nei programmi e dopo l’autorizzazione della Prefettura.”

 

Carlo De Benedetti ha smentito così la notizia pubblicata da Tag43 e ripresa oggi da Dagospia che diceva “il quotidiano Domani il futuro non sarà in una fondazione”.

 

De Benedetti tra l’altro ha deciso di festeggiare il primo anno di vita del quotidiano con un incontro dedicato all’Interno del Festival di Dogliani domenica 5 settembre.

 

 

Giovanna Predoni per https://www.tag43.it

stefano feltri carlo de benedetti

 

Giornali in manovra, in vista di un autunno che promette drastici interventi e ristrutturazioni. Due gli episodi più significativi, che riguardano aziende un tempo accomunate dallo stesso editore, ovvero Carlo De Benedetti. L’ingegnere, dopo averci a lungo pensato, ha rinunciato al progetto di fondazione cui doveva confluire il Domani, ovvero il quotidiano da lui fondato nell’aprile del 2020 ora alle prese con un ricambio della prima linea manageriale.

 

DE BENEDETTI RINUNCIA AL PROGETTO DI FONDAZIONE

Come anticipato da Tag43, il direttore generale Stefano Orsi, un ex manager di Armani, ha lasciato la casa editrice. Per sostituirlo De Benedetti aveva pensato a una sua vecchia conoscenza, Marco Moroni, a lungo dirigente di Gedi prima che l’arrivo di John Elkann lo costringesse a migrare al gruppo Class. Moroni però, dopo aver accarezzato l’idea, ha declinato l’offerta.

 

marco damilano foto di bacco

Ora, alla viglia del festival di Dogliani, dove De Benedetti vive parte dell’anno e che a settembre ospita editori e direttori per fare il punto sulle prospettive (ahinoi fosche) dell’editoria, si capirà qualcosa di più sul perché l’Ingegnere ha rinunciato a quello che era un suo chiodo fosso fin dai tempi di Repubblica, quando anche per il quotidiano fondato da Eugenio Scalfari pensava a un futuro che ne assicurasse l’indipendenza con la veste giuridica della fondazione. Che ora però passa in cavalleria. Forse l’Ing non ha trovato partner disposti a seguirlo nel progetto e ha pensato bene di continuare con lo status quo?

 

MAURIZIO SCANAVINO E JOHN ELKANN

GEDI HA DECISO DI VENDERE L’ESPRESSO

Movimenti anche in casa Gedi, dove la proprietà ha deciso, dopo molti tentennamenti, di mettere sul mercato L’Espresso, ovvero la storica testata che per lungo tempo ha dato il nome a tutto il gruppo. Il settimanale, che ora esce la domenica come supplemento di Repubblica, non rientra più nei piani di un gruppo che procede speditamente alla digitalizzazione dei contenuti e al contemporaneo progressivo ridimensionamento della carta, che per altro ancora genera la maggior parte dei ricavi della casa editrice.

 

L’Espresso, con i suoi 26 giornalisti, fa attualmente parte della divisione periodici di Gedi. Ma non è un mistero che l’azienda stia pensando alla creazione di una società ad hoc dove farlo confluire insieme alle altre testate periodiche del gruppo, tra cui Limes e National Geographic.

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte giorgia meloni rocco casalino

DAGOREPORT - QUESTA VOLTA, ROCCO CASALINO HA RAGIONE: ELLY SCHLEIN SULLA QUESTIONE ATREJU “HA SBAGLIATO TUTTO” - LA GRUPPETTARA DEL NAZARENO, CHIEDENDO UN FACCIA A FACCIA CON GIORGIA MELONI, HA DIMOSTRATO DI ESSERE ANCORA UNA VOLTA UN’ABUSIVA DELLA POLITICA. HA SERVITO SUL PIATTO D’ARGENTO ALLA DUCETTA L’OCCASIONE DI FREGARLA, INVITANDO ANCHE GIUSEPPE CONTE PER UN “THREESOME” IN CUI LA PREMIER AVREBBE SPADRONEGGIATO – IN UN CONFRONTO A TRE, CON ELLY E PEPPINIELLO CHE SI SFANCULANO SULLA POLITICA INTERNAZIONALE, DAL RIARMO ALL’UCRAINA, E FANNO A GARA A CHI SPARA LA “PUTINATA” O LA “GAZATA” PIÙ GROSSA, LA DUCETTA AVREBBE VINTO A MANI BASSE – QUEL FURBACCHIONE DI CONTE NON SI TIRA INDIETRO: NONOSTANTE LA DEM SI SIA SFILATA, LUI CONFERMA LA SUA PRESENZA AL DIBATTITO: "MI DISPIACE DEL FORFAIT DI ELLY, PER ME È IMPORTANTE CHE CI SIA UN CONFRONTO E POTEVAMO FARLO ANCHE INSIEME. POTEVAMO INCALZARE LA PREMIER..."

alessandro giuli beatrice venezi gianmarco mazzi

DAGOREPORT - A CHE PUNTO SIAMO CON IL CASO VENEZI? IL GOVERNO, CIOÈ IL SOTTOSEGRETARIO ALLA CULTURA GIANMARCO MAZZI, HA SCELTO LA STRATEGIA DEL LOGORAMENTO: NESSUN PASSO INDIETRO, “BEATROCE” IN ARRIVO ALLA FENICE DI VENEZIA NEI TEMPI PREVISTI, MENTRE I LAVORATORI VENGONO MASSACRATI CON DISPETTI E TAGLI ALLO STIPENDIO. MA IL FRONTE DEI RESISTENTI DISPONE DI UN’ARMA MOLTO FORTE: IL CONCERTO DI CAPODANNO, CHE SENZA L’ORCHESTRA DELLA FENICE NON SI PUÒ FARE. E QUI STA IL PUNTO. PERCHÉ IL PROBLEMA NON È SOLO CHE VENEZI ARRIVI SUL PODIO DELLA FENICE SENZA AVERE UN CURRICULUM ADEGUATO, MA COSA SUCCEDERÀ SE E QUANDO CI SALIRÀ, NELL’OTTOBRE 2026 - CI SONO DUE VARIABILI: UNA È ALESSANDRO GIULI, CHE POTREBBE RICORDARSI DI ESSERE IL MINISTRO DELLA CULTURA. L’ALTRA È LA LEGA. ZAIA SI È SEMPRE DISINTERESSATO DELLA FENICE, MA ADESSO TUTTO È CAMBIATO E IL NUOVO GOVERNATORE, ALBERTO STEFANI, SEMBRA PIÙ ATTENTO ALLA CULTURA. IL PROSSIMO ANNO, INOLTRE, SI VOTA IN LAGUNA E IL COMUNE È CONTENDIBILISSIMO (LÌ LO SFIDANTE DI SINISTRA GIOVANNI MANILDO HA PRESO UNO 0,46% PIÙ DI STEFANI)

emmanuel macron friedrich merz giorgia meloni donald trump volodymyr zelensky vladimir putin

DAGOREPORT – ET VOILA', ANCHE SULLA SCENA INTERNAZIONALE, IL GRANDE BLUFF DI GIORGIA MELONI È STATO SCOPERTO: IL SUO CAMALEONTISMO NON RIESCE PIÙ A BARCAMENARSI TRA IL TRUMPISMO E IL RUOLO DI PREMIER EUROPEO. E L'ASSE STARMER-MACRON-MERZ L'HA TAGLIATA FUORI – IL DOPPIO GIOCO DELLA "GIORGIA DEI DUE MONDI" HA SUPERATO IL PUNTO DI NON RITORNO CON LE SUE DICHIARAZIONI A MARGINE DEL G20 IN SUDAFRICA, AUTO-RELEGANDOSI COSÌ AL RUOLO DI “ORBAN IN GONNELLA”,  CAVALLO DI TROIA DEL DISGREGATORE TRUMP IN EUROPA - DITE ALLA MELONA CHE NON È STATO SAGGIO INVIARE A GINEVRA IL SUO CONSIGLIERE DIPLOMATICO, FABRIZIO SAGGIO… - VIDEO

barigelli cairo

DAGOREPORT - PANDEMONIO ALLA "GAZZETTA DELLO SPORT"! IL DIRETTORE DELLA “ROSEA” STEFANO BARIGELLI VIENE CONTESTATO DAL COMITATO DI REDAZIONE PER LE PRESSIONI ANTI-SCIOPERO ESERCITATE SUI GIORNALISTI – LA SEGRETARIA GENERALE FNSI DENUNCIA: “I COLLEGHI DELLA 'GAZZETTA' CHE VOGLIONO SCIOPERARE VENGONO RINCORSI PER I CORRIDOI DAI LORO CAPIREDATTORI E MINACCIATI: ‘NON TI FACCIO FARE PIÙ LA JUVENTUS…” - BARIGELLI AVREBBE RECLUTATO UNA VENTINA DI GIORNALISTI PER FAR USCIRE IL GIORNALE SABATO E DIMOSTRARE COSI' ALL’EDITORE URBANETTO CAIRO QUANTO CE L’HA DURO – LA VICE-DIRETTRICE ARIANNA RAVELLI AVREBBE PURE DETTO IN MENSA A BARIGELLI: “STIAMO ATTENTI SOLO CHE NON CI SPUTTANI DAGOSPIA...” - VIDEO

luigi lovaglio giuseppe castagna giorgia meloni giancarlo giorgetti francesco gaetano caltagirone milleri monte dei paschi di siena

DAGOREPORT - È VERO, COME SOSTENGONO "CORRIERE" E “LA REPUBBLICA”, CHE L’OPERAZIONE MPS-MEDIOBANCA È “PERFEZIONATA E IRREVERSIBILE”? PIU' SAGGIO ATTENDERE, CON L'EVENTUALE AVANZAMENTO DELL'INCHIESTA GIUDIZIARIA MAGARI (IERI ED OGGI SONO STATI PERQUISITI GLI UFFICI DEGLI INDAGATI), QUALE SARÀ LA RISPOSTA DEGLI INVESTITORI DI PIAZZA AFFARI (GIA' MPS E' STATA MAZZOLATA IN BORSA) - POTREBBERO ANCHE ESSERCI RIPERCUSSIONI SUL COMPAGNO DI AVVENTURE DI CALTARICCONE, FRANCESCO MILLERI, CHE GUIDA L'HOLDING DELFIN LA CUI PROPRIETÀ È IN MANO AI LITIGIOSISSIMI 8 EREDI DEL DEFUNTO DEL VECCHIO - MA IL FATTO PIÙ IMPORTANTE SARA' IL RINNOVO AD APRILE 2026 DELLA GOVERNANCE DI GENERALI (PER CUI È STATA ESPUGNATA MEDIOBANCA) E DI MPS DEL LOQUACE CEO LUIGI LOVAGLIO (VEDI INTERCETTAZIONI) - INFINE, PIÙ DI TUTTO, CONTANO I PASSI SUCCESSIVI DELLA PROCURA DI MILANO, CHE PUÒ SOSPENDERE L’OPERAZIONE DELLA COMBRICCOLA ROMANA FAVORITA DA PALAZZO CHIGI SE INDIVIDUA IL RISCHIO DI REITERAZIONE DEI REATI (DA PIAZZA AFFARI SI MOLTIPLICANO LE VOCI DI NUOVI AVVISI DI GARANZIA IN ARRIVO PER I "FURBETTI DEL CONCERTINO''...)

putin witkoff marco rubio donald trump zelensky

DAGOREPORT – SI ACCENDE LA RIVOLTA DEL PARTITO REPUBBLICANO CONTRO TRUMP - I DANNI FATTI DA STEVE WITKOFF (SOTTO DETTATURA DI PUTIN), HANNO COSTRETTO L’IDIOTA DELLA CASA BIANCA A METTERE IN CAMPO IL SEGRETARIO DI STATO MARCO RUBIO CHE HA RISCRITTO IL PIANO DI PACE RUSSIA-UCRAINA - CON IL PASSARE DELLE ORE, CON UN EUROPA DISUNITA (ITALIA COMPRESA) SUL SOSTEGNO A KIEV, APPARE CHIARO CHE PUTIN E ZELENSKY, TRA TANTE DISTANZE, SONO IN SINTONIA SU UN PUNTO: PRIMA CHIUDIAMO LA GUERRA E MEGLIO È…