alessandro cecchi paone

QUEL PAVONE DI CECCHI PAONE: “SONO L'UNICO COMMENTATORE MODERNO E PROIETTATO AL FUTURO. MI HANNO SEMPRE CONSIDERATO UN DIVULGATORE UN PO' ARISTOCRATICO ORA CONDURRÒ IL TG4. QUANDO PARLAVO DEI GAY IN NAZIONALE? ERA UNA PRECISA STRATEGIA DI COMUNICAZIONE PER ROMPERE I TABÙ”

Alessandro Menzani per “Libero Quotidiano”

 

Probabilmente in pochi se lo ricordano, ma il suo esordio televisivo, nel 1977, è stato alla conduzione in Rai del telegiornale per ragazzi. Al Tg2, poi, è stato l' anchorman dell' edizione delle 13.

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

 

Quando è approdato a Mediaset, negli anni '90, gli promisero che sarebbe stato il nuovo Emilio Fede. La cosa sfumò, e Alessandro Cecchi Paone, 55 anni, romano, segno della Vergine, fece moltissime altre cose: La macchina del tempo, Appuntamento con la storia, il candidato parlamentare ed europarlamentare con Berlusconi, un famosissimo coming out in cui si definì «omoaffettivo», il conduttore di GayTv, il naufrago dell' Isola dei famosi, il professore universitario, l' opinionista per ogni stagione. Ma quella antica promessa non è stata dimenticata: dopo 20 anni, il divulgatore scientifico e showman sarà davvero il nuovo Emilio Fede. Da stasera (ore 18.55) condurrà l' edizione serale, rinnovata ed extra-large, del Tg4. «Sono carichissimo», dice.

 

Come è nata questa idea?

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

«Ero felice e tranquillo, ero su tutte le tv, anche due volte al giorno, tutti mi chiamavano per fare l' opinionista: sono l'unico commentatore moderno e proiettato verso il futuro.

Pensavo di andare avanti così. Poi mi è arrivata la proposta. Pier Silvio Berlusconi vuole rilanciare il Tg4 come testata di spicco e ha pensato a me come anchorman. Io nasco come telegiornalista, con questa svolta si compattano 40 anni di esperienze professionali».

 

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

Appena arrivò a Mediaset negli anni '90 le prospettarono proprio la sfida di prendere il posto di Emilio Fede.

«Curioso. La famiglia Berlusconi è un editore che non dimentica le promesse. E all'epoca i tempi non erano maturi per quel salto ma non me l' ero presa, feci la Macchina del tempo e fui felice».

 

Emilio Fede lo ha sentito?

«Non ho mai avuto rapporti con lui né lui con me».

 

Non avete rapporti ma Fede parla di lei eccome. In questi termini: «Da quando sono andato via gli ascolti sono calati e così hanno chiamato Cecchi Paone, siamo passati dal davanti al didietro, ammesso che ci sia un pisello...». E, riferendosi alla sua omosessualità, si dice preoccupato «per il pubblico delle famiglie, le mie vecchiette, le persone anziane. Quelli che credono alla famiglia tradizionale e non sanno cos' è l' utero in affitto e cose del genere».

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

«Emilio Fede non sa che le famiglie italiane sono migliori di lui e che nonostante lui sono rimaste per bene. Il resto delle sue parole si commentano da sole. Lo scriva pure».

 

Farà editoriali appassionati?

«No. Farò un tg rispettoso di tutte le opinioni, della durata record di un'ora, raddoppiato rispetto a prima: non era mai successo. Per ogni notizia, fornirò le mie spiegazioni, sarà un continuo colloquio con il pubblico».

 

Una conduzione alla Mentana, quindi.

«L'idea è di abbinare il tg al suo anchorman. Il Tg4 sarà Cecchi Paone. Ma non sarò così "mitraglia". Informerò e presenterò una lettura dei fatti. Sarà una Macchina del tempo dell' informazione: tutti ricordano quel programma. Sarò vicedirettore dell' edizione alle dipendenze di Mario Giordano, con cui ho grande affinità nella passione e creatività. Vogliamo coccolare il pubblico classico che segue il Tg4 ma anche allargare il target».

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

 

Non è un po' strano che dopo aver fatto due volte il naufrago de «L'isola dei famosi» adesso conduca un telegiornale?

«No. Sono anni che esiste una convergenza tra informazione e spettacolo, il cosiddetto infotainment. Mi hanno sempre considerato un divulgatore un po' aristocratico, alla Augias o alla Piero Angela, faccio anche il professore universitario, però la tv popolare e generalista mi ha sempre stuzzicato. All'Isola è emersa la mia parte più umana e spontanea. E le mie due anime si sono fuse. Secondo analisi di marketing, le posso garantire che sono ritenuto affidabile e credibile. Eccomi qui, dunque».

 

cecchi paone e cuccarini d archiviocecchi paone e cuccarini d archivio

Quando fece «L'isola», la conduttrice era Simona Ventura. Che effetto le fa vederla come concorrente?

«Nutro per lei grande rispetto. Era la conduttrice autoritaria e un po' sadica, oggi ha dimostrato grande coraggio a buttarsi nella mischia».

 

A «L' isola» Simona le disse: «La tua spocchia puoi mettertela da qualche parte».

«Tutti la temevano, io no. La nostra lite nacque dal mio rifiuto di bruciare la fotografia del naufrago che volevo mettere in nomination. Bruciare la foto mi sembrava un gesto tra il Ku Klux Klan e il nazismo, di cui mi sarei vergognato davanti ai miei nipoti. Facemmo il 45% di share con quello scontro. Per quel gesto, Simona mi ha rispettato».

ALESSANDRO CECCHI PAONEALESSANDRO CECCHI PAONE

 

Fu epica anche la sua lite con Vittorio Sgarbi sul tema della Chiesa e dell' omosessualità.

«Mi disse trenta volte "capra". Fui il primo a essere chiamato così. Vittorio urla quando si sente superiore agli altri, e il più delle volte lo è. Ma io rimasi calmo e silenzioso: questo lo spiazzò. Poi ci chiarimmo, adesso siamo amici».

 

Dopo il coming out ha avuto anche un periodo in cui si cimentò in una serie di indovinelli gay: «In Forza Italia ci sono almeno 10 gay»; «Nella nazionale ce ne sono tre»; «Sono stato con un azzurro ma non vi dico chi». Confessi: ha esagerato.

alessandro cecchi paonealessandro cecchi paone

«Era una precisa strategia di comunicazione per rompere i tabù all' interno della mia battaglia per la conquista dei diritti civili. Qual è l'ambiente più maschile e più popolare d'Italia? Il calcio. Ecco quindi che andavo a toccare la nazionale. La politica blocca la legge? Allora parlo dei politici che la bloccano ipocritamente visto che sono omosessuali. Oggi non è più necessario. Con la Cirinnà abbiamo una legge non perfetta ma almeno c'è».

 

E cosa ne pensa dell'utero in affitto e del figlio di Nichi Vendola?

«Io l' utero non lo affitterei, come non sono favorevole all'eterologa. Ma sono anche libertario e non impongo le mie idee a nessuno».

 

Oggi mi sembra meno infervorato nelle battaglie gay, o no?

«Se scopro episodi d'omofobia sono disponibile. Ma sono meno impegnato, come dicevo, perché oggi finalmente una legge c'è».

 

È fidanzato?

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«Sono single ma sono finalmente pronto per l'amore. Adesso che ho stabilità lavorativa e un unico progetto posso pensare a una vita privata più stabile. Sposo il Tg4 e vorrei sposare anche un uomo: ora si può. Nel passato ho reso pubbliche le mie storie per rafforzare la battaglia per i diritti ma la cosa non ha fatto bene alla sfera sentimentale».

 

È difficile stare con lei?

«No, sono un uomo di progetto. Credo nella convivenza, nella coppia e nella fedeltà. Le confido cosa è successo con la mia ultima storia importante, due anni fa. Lui era un giovane avvocato americano-israeliano. Andavo avanti e indietro. Lui mi dice: "Sono americano, possiamo sposarci in Usa così tu avrai la doppia cittadinanza. Oppure possiamo fare un' unione di fatto in Israele: tu avresti il doppio passaporto". Ma io non gli potevo dare nulla. Non lo potevo "regolarizzare", non gli potevo offrire una prospettiva, visto che in Italia non c'era una legge. Così ci siamo separati. Peccato, era un grande amore».

 

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Buttiglione le disse «peccatore», Sgarbi «ateo fasullo», Vattimo «cloaca umana». Quale frase che in assoluto l' ha più ferita?

«Le persone che usano offese e turpiloquio sbagliano, ma posso tacitarli. Con Vattimo mi sono chiarito: lui è comunista, io liberale, due mondi opposti. La cosa che mi ferì di più successe durante un dibattito in televisione in cui difendevo i diritti delle minoranze e mi dissero: "Taci. Tu, essendo omosessuale, sei sterile". Successe in Rai, uscii da quello studio piangendo. Come tutti sanno, sono stato sposato con una donna per dieci anni. Non ho mai voluto figli, ma quella definizione e quella ferocia mi fecero molto male».

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È stato repubblicano, forzista, socialista, ancora repubblicano e anche radicale. In politica è stato «indeciso» come nell' amore?

«Il recinto è sempre stato lo stesso. Nasco come allievo di Giovanni Spadolini, di cui sono stato assistente. Radicale lo sono stato nella battaglia per i diritti civili. A Forza Italia ho aderito nell' entusiasmo della rivoluzione liberale sognata da Berlusconi. Non mi sembrano cose contraddittorie».

 

E oggi?

«Il mio cuore è per la famiglia Berlusconi. Silvio, Pier Silvio e anche Marina: con lei ho fatto i libri della Macchina del tempo. Oggi non potendo votare per il Cavaliere non saprei. Meno male che le politiche non sono imminenti. Il centrodestra non lo vedo, la speranza è che nasca un nuovo grande partito. Candidarmi? L'ho già fatto due volte per dimostrare l' anima laica di Forza Italia, ho già dato».

cecchi paonececchi paone

 

In tre parole come descrive politicamente il suo Tg4?

«Lo definirei trasparente, liberal-democratico e internazionale. L' Italia soffre di provincialismo, i giovani soprattutto rischiano di essere tagliati fuori».

 

 

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