CERNO MANI DI FORBICE – IL DIRETTORE DEL “GIORNALE”, SU INPUT DELL’EDITORE, ANTONIO ANGELUCCI, SFORBICIA I COMMENTATORI: VIA IL POLITOLOGO GIOVANNI ORSINA (CHE TORNA ALLA “STAMPA”), L’EX SEGRETARIO DI STATO USA, MIKE POMPEO, E EDWARD LUTTWAK. I COMPENSI DEI COLLABORATORI DI PREGIO, ANCHE 1000 AD ARTICOLO, SONO CONSIDERATI ORMAI FUORI BUDGET. CON DUE PEZZI DI UN LUTTWAK, ANGELUCCI PAGA UN MESE DI UN REDATTORE – RESTANO SGARBI E FACCI, CHE PERÒ TORNA A FARE IL CRONISTA…
Ivan Righi per “Domani”
La cura Cerno-Angelucci prende forma al Giornale. Il neodirettore del quotidiano fondato da Indro Montanelli taglia commenti ed editorialisti.
La prima testa che cade è quella del politologo Giovanni Orsina, che molla il Giornale e riabbraccia La Stampa. Un divorzio che era nell'aria.
Ma la sforbiciata di Cerno colpisce altre due firme pesanti dell'era Sallusti: l'ex segretario di Stato degli Stati Uniti, Mike Pompeo e lo stratega militare (volto noto dei talk italiani) Edward Luttwak. Una scelta che soddisfa il diktat di Angelucci: alleggerire il monte stipendi.
Pompeo e Luttwak avevano compensi considerati fuori budget per ogni pezzo uscito in pagina. Si parla di cifre che sfioravano i 1000 euro per singolo commento.
L'idea di Cerno è quella di avere meno opinioni e più news. Con spazio alle firme giovani. Dalla riorganizzazione di Cerno si salvano Vittorio Sgarbi e Filippo Facci. Quest'ultimo però ritorna a fare il cronista con pezzi di giudiziaria e inchieste sui centri sociali.
giovanni orsina foto di bacco
mike pompeo all ispi
giorgia meloni con antonio e giampaolo angelucci festa 80 anni il tempo
TOMMASO CERNO CONTRO DOLORES BEVILACQUA
TOMMASO CERNO DA GIOVANE


