IL CINEMA DEI GIUSTI - METTETE A LETTO I PUPI: IN PRIMA SERATA PASSA LA7, "50 SFUMATURE DI NERO", IL SADICO MILIONARIO CHRISTIAN GREY DICE AD ANA: "ADESSO QUESTE TE LE METTO DENTRO" "DIETRO?", CINGUETTA LEI. "NO, DAVANTI”, FA LUI. CI SIAMO - RAI 5 RIPROPONE "THE WOLF OF WALL STREET", CON LA BELLISSIMA MARGOT ROBBIE - IN SECONDA SERATA C'E' “8MM. DELITTO A LUCI ROSSE”: LA VITTIMA DEL FILMINO A LUCI ROSSE È JENNY POWELL, AL TEMPO UNA VERA SPOGLIARELLISTA...
Marco Giusti per Dagospia
uno sceriffo extraterrestre... poco extra e molto terrestre
E in chiaro che vediamo? Andiamo per ordine. Cine 34 alle 21 passa “Uno sceriffo extraterrestre… poco extra e molto terrestre” diretto da Michele Lupo con Bud Spencer, Cary Guffey, Raimund Harmstorf, Joe Bugner, Renato Scarpa, Carlo Reali, Gigi Bonos, Luigi Bonos, Dino Emanuelli, Giancarlo Bastianoni, Giovanni Cianfriglia, Ottaviano Dell'Acqua, Roberto Dell'Acqua, Riccardo Pizzuti. Primo incontro tra Bud e il bambino di “Incontri ravvicinati del terzo tipo”, Cary Guffey. Girato in Nevada, con Gigi Bonos che va il vicesceriffo. Grande successo del tempo, Al punto che ne fecero anche un secondo. I cattivi sono sempre Raimund Harmstorf e il pugile Joe Bugner.
Sempre botte trovate nell’action “Transporter 3” dello specialista Olivier Megaton con il maestro del menamose Jason Statham, François Berléand, Natalya Rudakova, Robert Knepper, Jeroen Krabbé, Canale 20 alle 21. 10.
Rai Movie alle 21, 10 sforna un discreto legal thriller, tratto d aun romanzo di John Grisham, “La giuria” di Gary Fleder con John Cusack, Gene Hackman, Dustin Hoffman, Rachel Weisz, Bruce Davison, Jennifer Beals. C’è di mezzo il processo a un grosso produttore di armi. Ma soprattutto c’è di mezzo l’unica scena che abbiano girato assieme Gene Hackman e Dustin Hoffman, malgrado fossero compagni di classe al Pasadena Playhouse, dove vennero bollati come inadatti al successo ("Least Likely to Succeed").
Il film partì nel 1997 con Edward Norton, Sean Connery e Gwyneth Paltrow e la regia di Joel Schumacher, che era diventato il regista preferito di John Groisham (dopo “Il momento di cuccidere” e “Il cliente”). Venne ripreso nel 2001 con Will Smith, Jennifer Connelly e la regia di Mike Newell.
Su La5 alle 21, 10 trovate “50 sfumature di nero” diretto da James Foley con Dakota Johnson, Jamie Dornan, Kim Basinger, Bella Heathcote, Eric Johnson. L’ho pure visto. “Adesso queste te le metto dentro”, dice il sadico milionario Christian Grey alla zazzeruta Anastasia detta Ana che si china a 90 gradi. “Dietro?”, cinguetta lei. “No, davanti”, fa lui. Ci siamo.
Tornano gli Arcibaldo e Petronilla di Seattle inventati da E L James nella loro seconda avventura, più scura della prima solo sulla carta. “50 sfumature di nero”, diretto stavolta da un James Foley che ha visto tempi migliori (Glengarry Glen Ross, After Dark, My Sweet) e non più dalla videoartista inglese Sam Taylor-Wood, troppo libera troppo femmina, sceneggiato da tal Niall Leonard, è decisamente più scemo, dumber, che più scuro, darker, del primo episodio, come ha scritto qualche critico. I due protagonisti, Christian e Ana, interpretati da un Jamie Dornan proprio di coccio e da una sempre favolosa Dakota Johnson che non ci concede nemmeno un full frontal, seguono infatti a ripetere la loro relazione malsana senza variazioni usando ogni scopata come un duello da western.
quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don 8
Ma il film, sviluppandosi non più verso un tentativo di favola sadomaso sofisticata, ma nel puro genere pinkporno per ricchi, aggravato dall’arrivo di Trump e del suo gineceo, è assolutamente delizioso e devastante come guilty pleasure di una platea critica totalmente malsana che lo irride apertamente a ogni apertura di coscia di Dakota e a ogni sculacciata di Christian. Lui, lo dice subito, ci prova, “ci sto a lavorà”, dice sentitamente contrito a Ana rispetto al lasciar perdere le pratiche di torture sulle donne che lo attizzano e al suo atteggiamento da padrone fascistello con la ragazza nella vita di tutti i giorni.
Sì, vabbè, ci prova, ma poi se a lei mancano due spicci, lui tira fuori l’assegnuccio da 24 mila euro (“cosa vuoi che siano, li guadagno ogni 15 minuti”, fa poi da sborone), se la ragazza fa l’assistente schiavetta di un editor alla moda che ci prova pesantemente, Jack Hyde, interpretato da Eric Johnson, lui si compra tutta la casa editrice e poi caccia il poro Jack a calci in culo facendolo diventare un cattivo alla Joker. Insomma, ci prova, ma non è che ce la faccia proprio. E lei, anche se dice che vuole la sua libertà, poi non fa che togliersi le mutande, anche al ristorante, si fa toccare da lui con una mano su per cosa vi immaginate in ascensore, si china con le chiappe in su ogni volta che può, entra nella sala rossa delle torture con la scusa di dare un’occhiata e poi si adatta anche al divarica-cosce di lui che la rigira come una sogliola.
Visto che non c’è molto da fare fra i due senza scivolare nell’hard, ma non è il caso, spuntano dei cattivi dal passato e dal futuro. Certa Leila, ex schiava del sesso di lui, vuole eliminare la rivale e le si presenta con la faccia a pezzi e una voglia di uccidere palese in ogni luogo. La parruchiera Elena, ciò che fu un tempo Kim Basinger, è umiliata nel ruolo di vecchia carampana bionda che un tempo fu la Mrs Robinson di Christian,
“tu mi hai insegnato a scopare, ma Ana mi insegnato a amare!”) e ora non ci vuole stare in questo ruolo. Verrà cacciata da casa Grey a male parole e coverà vendette terribili. Jack Hyde, invece, umiliato con un calcio nelle palle da Ana e un calcio in culo metaforico dalla sua casa editrice per aver osato farsi la ragazza, si prepara a qualcosa che vedremo nell’ultimo episodio. “per tutte le sue deficienze strutturali e psicologiche è difficile non divertirsi col film”, scrive Guy Lodge di “Variety”.
piu sesso ad ogni capitolo di 50 shades
Non mi ricordo affatto, invece, “Il genio della truffa” diretto nel 2003 da Ridley Scott con Sam Rockwell, Nicolas Cage, Bruce Altman, Alison Lohman, Bruce McGill. La Lohman fa la ragazzina ma ha già 22 anni. Iris alle 21, 15 passa il disastroso “L’uomo del giorno dopo” (che titolo italiano… ma anche quello originale “The Postman” totalmente sti cazzi) diretto e interpretato da Kevin Costner con Will Patton, Olivia Williams, James Russo. Fu un disastro totale, con 80 milioni di dollari di budget ne incassò 17.
quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don 9
Che pezza! Vi ricordo solo le otto regole della legge della comunità vannacciana del film: 1) Obbedirai agli ordini senza fare domande 2) La punizione sarà rapida 3) La misericordia è per i deboli 4) Il terrore sconfiggerà la ragione 5) La tua fedeltà è al clan 6) La giustizia può essere dettata 7) Qualsiasi membro del clan può sfidare per la leadership il capo del clan 8) C'è una sola pena: la morte.
Cielo alle 21, 20 passa il cupo darkissimo “Brimstone” euro-western scritto e diretto dall’olandese Martin Koolhoven con un bel cast internazionale, Dakota Fanning, Guy Pearce, Kit Harrington, cioè il Jon Snow di Game of Thrones, può ben vantarsi di usare tutti set naturali europei come negli western che si facevano un tempo qui, Germania, Austria, Ungheria e la vecchia Spagna. Malgrado le buone recitazioni di tutti gli attori, si esagera parecchio nelle scene di sesso e violenza.
Giù con tagliamenti di lingua, sventramenti, zaccagnate in faccia. Un poraccio viene impiccato mentre stava cacando, un altro muore soffocato dai suoi intestini attorcigliati attorno al collo. Koolhoven dice di essersi ispirato a classici come “The Night of the Hunter” di Charles Laughton, per il personaggio del reverendo malvagio di Guy Pearce, sia a “C’era una volta il West” per il tono da opera-western e per la figura alla Claudia Cardinale di Dakota Fanning. Diciamo che il film si vede perché è bello sanguigno, ma siamo parecchio lontani dai suoi modelli di riferimento.
Rai5 alle 21, 20 propone il miglior film della serata anche se stra-stra-stravisto, cioè “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler. Rai4 alle 21, 20 passa il fantascientifico “Samaritan” di Julius Avery con Sylvester Stallone, Martin Starr, Pilou Asbæk, Moises Arias, Dascha Polanco. Cose che capitano quando scopre che il vicino, all’apparenza un tipo di poche parole, serie, è in realtà una sorta di supereroe che si credeva morto. Così così.
margot robbie the wolf of wall street
Tv 2000 alle 21, 40 ci tira su con un capolavoro, stravisto, di Alfred Hitchcock, “Caccia al ladro” con Cary Grant, Grace Kelly, Jessie Royce Landis, Charles Vanel, John Williams. Passiamo alla seconda serata con un film poco noto diretto nel 1997 da Barry Levinson dedicato alla manipolazione della gente con i media, e non ancora coi social, “Sesso & potere” con Dustin Hoffman, Robert De Niro, Anne Heche, Denis Leary, Woody Harrelson, La7 alle 23.
È tratto dal romanzo American Hero di Larry Beinhart. “Clean” di Paul Solet con Adrien Brody, Glenn Fleshler, Richie Merritt, John Bianco, Dinora Walcott, Rai4 alle 23, è un Crime sotto-Taxi Driver del 2020 che non è stato molto visto. Così così. Cine 34 alle 23, 10 passa un secondo film con Bud Spencer, “Charleston” diretto da Marcello Fondato con un cast anglo-americanoi, Herbert Lom, Michele Starck, James Coco, Ronald Lacey, Geoffrey Bayldon. Lo ricordo carino.
La7 Cinema alle 23, 25 propone un bel thriller legato agli snuff movies orrendi e al lroo traffico, “8mm. Delitto a luci rosse” diretto da Joel Schumacher, scritto da Andrew Kevin Walker con Nicolas Cage, Joaquin Phoenix, James Gandolfini, Peter Stormare, Catherine Keener, Norman Reedus. La vittima del filmino a luci rosse è Jenny Powell, al tempo una vera spogliarellista.
Il film lo ricordo notevole, anche se in epoca di only fans e social sarà ovviamente invecchiatissimo. In un primo tempo Schumacher voleva farlo con Russell Crowe, e quindi più piccolo, un "dirty, handheld gritty thriller." Poi arrivò l’interesse di Nicolas Cage e divenne molto più ricco. Cage lo vedeva come un ruolo in cui potesse immedesimarsi, invece del suo solito “schtick”. Cole lo traduco schtick? Merdaccia?
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Italia 1 alle 0, 190 passa la commedia dark “Come ammazzare il capo… e vivere felici” diretto da Seth Gordon con Jennifer Aniston, Jason Bateman, Charlie Day, Jason Sudeikis, Colin Farrell, Jamie Foxx. Rai4 alle 0, 35 passa il thriller “The Survivalist” di Jon Keeyes con Jonathan Rhys Meyers, John Malkovich, Jenna Leigh Green, Ruby Modine, Jon Orsini. Nella notte calano capolavori come “Una 44 magnum per l’ispettore Callaghan”,
il secondo Callghana, bellissimo e vanta una grande sceneggiatura del mitico John Milius a partire da un soggetto di Terrence Malick (wow!), diretto da Tom Gries con Clint Eastwood, ovviamente, Hal Holbrook e Savid Soul. Callaghan scopre che c’è una banda di poliziotti killer di superdestra tipo Brigate della morte brasiliane… Il Callaghan preferito di Clint, che voleva che fosse chiaro che non stava dalla parte dei fascisti. O come “Ultimo tango a Zagarol” di Nando Cicero con Franco Franchi, Martine Beswick, Gina Rovere, Franca Valeri, Nicola Arigliano, Cine 34 all’1, 05.
sylvester stallone samaritan 3
Per Nando Cicero, intervistato in tv da Sergio Grmek Germani: «è un film divertente. L’idea non fu mia, ma di un produttore [Galliano Juso]. Io non ho mai fatto parodie, non volevo farne. Fu lui a portarmi a vedere Ultimo tango a Parigi e io, all’uscita, dissi: ‘Sì, qui bisogna proprio farla, la parodia. Parlai anche con amici, poi con Bernardo Bertolucci…». E Bertolucci: «Mi rifiutai di vederlo e non voglio vederlo. Perché è un mito e non deve essere infranto. E poi perché non voglio scoprire che Ultimo tango a Zagarol è meglio di Ultimo tango a Parigi».
una 44 magnum per l’ispettore callaghan
Franco Franchi diceva che Bertolucci gli voleva fare causa e che il film venne salvato dalla mediazione addirittura di Carmelo Bene, grande fan di Franco e Ciccio. Franco, sulle pagine de Il Messaggero, dichiara di aver ricevuto una telefonata da Bene, in cui il maestro gli faceva i complimenti per il film. «Mi ha detto che l’altro, il tango a Parigi, al confronto, era una parodia del mio», (14 ottobre 1973). I critici allora non lo apprezzarano, Goffredo Fofi a parte. Così Alberto Moravia su L’Espresso: «Franchi sfonda la tela con la corposa evidenza.
Simile, con le sue lamentose e turpi smorfie e la sua rigidezza legnosa, ai totem fallici che stanno piantati agli ingressi dei villaggi polinesiani, Franchi ha una sua realtà di specie fescennina che al tempo stesso urta con la sua sfrenata volgarità e libra quasi al sollievo.» Tom Milne, su Monthly Film Bulletin, lo trovò più un «pastiche che una parodia», con la storia semplicemente ri-raccontata in modo da accontentare i voyeurs. Conclude con un geniale «Il film di Bertolucci, in tutti i casi, è molto più divertente». E le voci? Uno dei film preferiti di Robert De Niro, si dice.
quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don 4
Lo vide mentre girava Il padrino 2 in Sicilia. Sembra che piacesse molto pure a Francis Coppola, al punto che lo comprò per distribuirlo in America. Franco spesso ripensò al film come a una mossa sbgaliata. Mi disse: «Purtroppo Ultimo tango a Zagarol, film che amo molto, fu da tutti frainteso al punto di essere interpretato, poiché oltretutto cadeva in un momento di crisi della coppia, come un segnale d’addio al cinema formato famiglia, per avventurarmi nel genere dell’erotico all’italiana». Anche Ciccio gli dette manforte in questa idea:
«Temo comunque che, con questo nuovo tipo di umorismo, Franco possa rovinare il nostro filone tradizionale, patrimonio di entrambi e accettato dal pubblico in tutti questi anni». Per Franco Franchi, «il film incassò oltre due miliardi e costò 160 milioni di allora».
Iris all’1, 10 propone “Il curioso caso di benjamin Button” diretto da David Fincher con Brad Pitt, Cate Blanchett, Tilda Swinton, Elle Fanning, Julia Ormond, Elias Koteas. La trama non è adatta al cinema. Benjamin Button nasce vecchio e come cresce torna indietro nel suo tempo biologico, sempre più giovane.
brad pitt il curioso caso di benjamin button
Su Rai Movie all’1, 10 il biopic “Dalida” di Lisa Azuelos con Sveva Alviti, Riccardo Scamarcio, Jean-Paul Rouve, Nicolas Duvauchelle. La7 Cinema all’1,45 propone il biopic su un genio della matematica, “L’uomo che vide l’infinito” di Matt Brown con Dev Patel come il matematico indiano Srinivasa Ramanujan, Jeremy Irons come il professor G.H.Hardy, che lo vuole al Trinity College di Cambridge, Toby Jones, Stephen Fry, Jeremy Northam, Kevin McNally.
Cielo alle 2 propone il thriller acquatico “Open Water 2: Adrift” del tedesco Hans Horn con Susan May Pratt, Richard Speight Jr., Niklaus Lange, Ali Hillis, Cameron Richardson. Rai 3 alle 2, 50 propone il film più celebre di Salvatore Piscicelli e della sua musa Marina Suma, “Le occasioni di Rosa” con Marina Suma, Angelo Cannavacciuolo, Sergio Boccalatte, Gianni Prestieri.
il curioso caso di benjamin button
Cine 34 alle 3 presenta il cavernicolo sexy “Quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don” diretto da Bruno Corbucci con Antonio Sabato, Aldo Giuffré, Vittorio Caprioli, Nadia Cassini, Elio Pandolfi. Buffo, ma non riuscitissimo, cavernicolo di Bruno Corbucci sulla falsariga dei due film diretti da Pasquale Festa Campanile, ma combinato con i testi classici di Aristofane. In un primo tempo il titolo era addirittura “Quando le donne facevano din-don”.
dev patel l’uomo che vide l’infinito
La cosa non venne gradita da Silvio Clementelli, produttore dei film di Pasquale Festa Campanile, che minacciò causa alla Fida di Edmondo Amati, che cambiò subito il titolo a film da poco iniziato. Rispetto ai predecessori, qui è maggiore la presenza femminile. Nadia Cassini, 22 anni, bellissima, è Listra, variazione minima di Lisistrata.
Il film non fu però un successo. Rai Movie alle 3, 15 passa un successone come “Laguna blu” di Randal Kleiser con Brooke Shields, Christopher Atkins, Leo McKern, William Daniels, Elva Josephson. Ma alle 3, 50 e alle 3, 55 arrivano due perle del cinema stracult. Su Iris “Tentacoli”, piovra movie diretto da Oliver Hellman, cioè Ovidio G. Assonitis, con John Huston, Shelley Winters, Bo Hopkins, Henry Fonda, Delia Boccardo. E su Rai premium “Delitto in via Teulada” di Aldo Lado con Barbara D'Urso, Antonio Petrocelli, Auretta Gay, Pietro Brambilla e Pietro Valsecchi, il futuro produttore. Sembra che il polpo gigante, che costò un milione di dollari alla produzione, appena messo in acqua sia tragicamente affondato.
Su Cielo alle 4 passa il disastroso “Tonno spiaggiato”, diretto da Matteo Martinez, ma ideato e interpretato da Frank Matano, nel momento della sua massima notorietà. L’idea che aveva Matano, e che molti produttori rifiutarono, ma non Gianani e Mieli, era quella di una commedia grottesca, diciamo nera, dove un fidanzato mollato, scopre di potersi riavvicinare alla sua amata solo grazie al funerale di un parente stretto di lei. Così, dopo la prima morte casuale, Frank inizia a uccidere solo per poterla vedere ai funerali. Il film era effettivamente un disastro. Faceva ridere? Assolutamente no.
Chiudo con un doppio Totò, “Totò, Eva e il pennello proibito” di Steno con Totò, Abbe Lane, Mario Carotenuto, Louis De Funès, Giacomo Furia, Francesco Mulè, Rai Movie alle 5, dove Totò interpreta la parte di un pittore falsario, Antonio Scorcelletti, che ha un suo detto, “tutti siamo capaci di fare, è di copiare (bene) che è difficile", e “Totò d’Arabia”, diretto da Paolo Heusch ma firmato dallo spagnolo Jose Antonio de la Loma per motivi di sovvenzioni statali, con Totò, la bella Nieves Navarro, moglie del coproduttore Luciano Ercoli, un bel po' di facce spagnole, Fernando Sancho, Jorge Rigaud e il fedelissimo Mario Castellani, Cine 34 alle 5, 25. Iniziato come parodia di “Lawrence d’Arabia” e finito come parodia di 007.
Toto Eva e il pennello proibito
Toto Eva e il pennello proibito
quando gli uomini armarono la clava e con le donne fecero din don 5











