1. IL CIRCO-FREAK DELLA REGINA DEL POP-PORNO È ARRIVATO A MILANO, CON TRANS GIGANTESCHE, NANE CON LE TETTE A CONO, E UN RISULTATO ARTISTICO MOLTO DEBOLE 2. LA GAZZELLONA MILEY CYRUS, GAMBE LUNGHE E PORTAMENTO SGRAZIATO, È SOSPESA TRA LA RAGAZZINA E LA LAPDANCER, E HA OFFERTO MASTURBAZIONE E PAROLACCE ALLE MIGLIAIA DI RAGAZZINE ACCORSE A VENERARLA. L’ASPETTO PIÙ DIVERTENTE ERA L’ESPRESSIONE SCONVOLTA DEI PADRI CHE HANNO ACCOMPAGNATO LA PROLE 3. IL “BANGERZ TOUR” È UN SUCCESSO, MA LA DIVETTA NON HA CREATO UN VERO RAPPORTO CON IL PUBBLICO. È SOLO UN PEZZO DEL MOSAICO FEMMINILE CHE HA SOSTITUITO MADONNA 4. COME IN UNA QUALUNQUE CLASSE DI LICEO, C’È QUELLA SEMPRE AL CENTRO DELL’ATTENZIONE (RIHANNA), LA PROVOCATRICE TUTT’ALTRO CHE SCIOCCA (KATY PERRY), LA SECCHIONA (TAYLOR SWIFT), LA DARK MELODRAMMATICA (LANA DEL REY) 5. L’ULTIMA NOVITÀ, AI PRIMI DUE POSTI DELLA CLASSIFICA (NON ACCADEVA DAI TEMPI DEI BEATLES) SI CHIAMA IGGY AZALEA (24 ANNI), UNA BIANCA CAZZUTA CHE RAPPA COME UN NERO

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1.LA POPSTAR VIETATA AI MINORI TROPPO SEXY MA SENZA EROS

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Paolo Giordano per "il Giornale"

Ma forse ci sta solo prendendo in giro. Troppo esagerata, dai, questa Miley Cyrus. Quasi venti canzoni, decine di autopalpeggiamenti, centinaia di linguacce. Bei tempi quando c'era sostanza (o abuso di sostanze) sotto la provocazione di un concerto e alla fine si usciva dal concerto almeno con qualche ritornello in testa. Ora no. Ieri sera Miley Cyrus ha fatto al Forum il suo mestiere: cantare canzoni evanescenti e condirle di provocazioni che durano lo spazio di uno show. Ossia poco. Quasi nulla.

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C'era il tutto esaurito in platea, migliaia di ragazzi in attesa di uno spettacolo del quale sta parlando il mondo intero, con adeguato spiegamento di titoli, indiscrezioni, pettegolezzi. E anche l'altra sera all'Hallenstadion di Zurigo la reazione era stata la stessa: ohhhh. Ma poi basta. Chiunque si avvicini al megaconcerto di questa megapopstar (inutile negarlo: lo è) se ne torna a casa con la stessa sensazione: troppo rumore per nulla (inutile negarlo: è così). E non si tratta di essere bacchettoni o retrogradi.

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Semplicemente il concerto di Miley Cyrus è una bolla di sapone. Ben suonato da una band che sa il fatto proprio. Ben progettato da uno scenografo di livello mondiale. Ma portato sul palco da una ragazzina neanche ventiduenne che rimane a metà tra la figlia del grande Billy Ray Cyrus (20 milioni di copie vendute al disco di debutto, Some gave all del 1992) e la ragazzina cristiana battista che nel 2003 ha recitato in Big fish di Tim Burton e poi è diventata super con la serie tv Hannah Montana, che ha raggiunto l'audience più alta di Disney Channel.

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Quella che ieri sera è salita sul palco di un Forum di Assago bollente non solo per il caldo è rimasta sospesa tra la ragazzina e la lapdancer. Una pornopopstar, se rende l'idea. Ma questo Bangerz Tour, che è partito a febbraio dal Canada e ovunque registra il tutto esaurito in platea e sui giornali, è forse il canto del cigno della deriva sessuale del pop da classifica.

Più di una ventunenne seminuda, vestita da Marc Jacobs, The Blonds e Roberto Cavalli, che a un certo punto sale a cavallo di un gonfiabile a forma di pene è obiettivamente ormai difficile aspettarsi senza l'arrivo della Buoncostume, come accadeva mezzo secolo fa nei luoghi pubblici. Al confronto Madonna, che quasi un quarto di secolo fa urlava «siete caldi?» con due coni metallici al posto del reggiseno, sembra una sciacquetta. Ma la vera differenza, se possibile, è nello scollamento tra popstar e platea.

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Quindi nel depotenziamento concreto di ogni carica sessuale o quantomeno provocatoria. La gazzellona Miley Cyrus, gambe lunghe e portamento acerbo e sgraziato, nelle quasi venti canzoni dello show che si conclude con l'unico brano per ora universalmente noto ossia Wrecking ball, è rimasta su di un altro pianeta rispetto al pubblico dei suoi coetanei.

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Manca, in questo concerto, la sinergia tra palco e realtà, tra l'artista e il pubblico che lo segue. Molti erano addirittura accompagnati dai genitori, ovviamente spesso smarriti di fronte allo spettacolo ma molto più consapevoli di ciò che stava accadendo in scena. Negli ultimi decenni, quasi tutti i veri fenomeni pop sono scaturiti da una clamorosa, talvolta devastante, alchimia tra canzone e ascoltatore.

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Dai Duran Duran fino a Justin Timberlake, dai Backstreet Boys fino a quelli che oggi sono i motori del pop minorenne, ossia gli One Direction. Il caso di Miley Cyrus è a sé stante, ingiudicabile perché troppo imprevedibile.

Mentre lei cantava Get it right o Someone else, al Forum c'era l'atmosfera dell'easy listening di nuova generazione, quindi totalmente fugace ma comunque godibile perché Miley Cyrus ha comunque una voce in grado di tenere banco altrimenti non sarebbe rimasta al centro dell'attenzione per così tanto tempo. Ma quando si è lasciata andare a sessualità varie, Miley è stucchevole o forse autocatartica: «La gente dimentica che cosa voglia dire aver ventun anni, lasciatemi divertire». Tutto lecito, per carità.

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Ma concerti come questi non dovrebbero trasformarsi in sedute di autoanalisi per una adolescente diventata donna senza mai esser stata ragazzina. L'effetto è straniante. E il risultato artistico molto debole, più o meno come quello di un atleta che ha fatto il record in una specialità e all'improvviso gareggia in un'altra. Non vincerà mai, proprio come Miley Cyrus.

 

 

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2.MILEY CYRUS RAGAZZINA TERRIBILE A LUCI ROSSE

Luca Dondoni per "La Stampa"

Il «Bangerz Tour» di Miley Cyrus è partito da Vancouver nel giorno di San Valentino e ieri è approdato in un Forum di Assago esaurito. La serata si è aperta con un primo piano gigante della Cyrus sparato su un megaschermo alle spalle dei musicisti. Dapprima la foto mostra Miley con la bocca chiusa e gli occhioni blu che roteano a destra e a manca e poi con la bocca spalancata per far uscire un grande scivolo a forma di lingua.

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È da quella bocca che la 21enne pop-star da 1 miliardo di clic arriva sul palco seguita dal corpo di ballo. SMS è la canzone che dà il via allo show e alle performances che fanno assomigliare il tutto a un freak-circus da quartiere a luci rosse. Tra i coprotagonisti della recita c’è una nana con il reggiseno a cono (citazione di Madonna), un trans gigantesco con i seni trabordanti (e Miley gioca spesso con la sua scollatura), ballerini e ballerine con i costumi dei personaggi dei cartoni animati o di enormi animali di peluche.

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La scaletta è costruita soprattutto sulle tracce dell’ultimo disco e sono rimasti delusi coloro che si aspettavano qualcosa dal repertorio della Cyrus prima maniera e cioè quando vestiva i panni di Hannah Montana su Disney Channel. Giusto per farvi capire quanto l’attesa per il concerto abbia contagiato più le redazioni dei giornaletti per teenagers che le ragazzine stesse, su internet si potevano trovare i consigli per la perfetta «smiler» (il nome che si sono dati i fan di Miley): «Per essere una smiler perfetta dovete indossare un cappellino in pelle ricoperto di brillanti, body, shorts di jeans e stivali bianchi modello cowboy». Non se ne sono viste molte.

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Entrando nel vivo dello spettacolo, colorato, allegro, ma decisamente amorale, Miley dapprima mima una masturbazione sul cofano di una macchina e poi urla alla folla qualsiasi genere di parolaccia. A un certo punto viene portato in scena un cane gonfiabile alto dieci metri e dagli occhi dei fari blu illuminano la folla.

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Ci vuole ironia, ma il cattivo gusto la fa spesso da padrone: la star si libra sull’arena a cavalcioni di un hot-dog gigante e in un intermezzo video appare imbavagliata con del nastro adesivo a coprire il seno. In molte date di questo tour, non contenta di aver fatto riferimenti a qualsiasi tipo di pratica sessuale, la Cyrus si è intrattenuta con un bambolotto gonfiabile.

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Questa ragazza dal passato immacolato è stata spesso accusata di «bassezze acrobatiche» per attirare l’attenzione e così è successo per il video di Wrecking Ball o più ancora con quello del precedente We can’t stop. Lo scopo, tuttavia, è quello di andare molto più in là. I costumi disegnati da Roberto Cavalli non lasciano nulla all’immaginazione e in questa sorta di peep-show ci si ritrova spiazzati. L’unico aspetto divertente di questa serata è stato osservare l’espressione sconvolta dei padri che hanno dovuto accompagnare la prole.

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Nonostante sia stata più volte descritta come la «persona dell’anno» e abbia goduto di una straordinaria copertura mediatica con alcuni dei clip più visti di sempre, Miley Cyrus ha problemi con le vendite del suo ultimo Bangerz. Vorrebbe essere Madonna ma è più grezza, superficiale e non va oltre la trasgressione fine a se stessa. Così, per riempire la scaletta, ecco un bel mazzo di cover: purtroppo Lucy in the sky with diamonds dei Beatles non le viene molto bene.

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L’unica buona notizia che la riguarda, e non abbia a che fare con l’esibizione di sé, riguarda i Flaming Lips: una delle band più apprezzate del panorama indie statunitense ha voluto lavorare con Miley. Il gruppo e la starlette sono entrati in studio per realizzare, tra le altre cose, la cover di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles. Questione di gusti.

 

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3. PROVOCANTI, SECCHIONE O DARK SONO TUTTE FIGLIE DI MADONNA

Piero Negri per "La Stampa"

Sono gli anni della «coda lunga», dice chi s’intende di cultura pop, quelli in cui la massa non esiste più (o conta meno) e i fenomeni sono tutti di nicchia. Le tendenze, se ci sono, sono trasversali e mutanti: sarà per questo che sono le donne, spesso molto giovani, a rappresentarle al meglio?

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Viste da vicino, sono tutte molto diverse, e sembrano avere ben poco in comune. Ma basta allontanare un po’ lo sguardo per rendersi conto che senza le altre nessuna di loro sarebbe com’è. Se ne è avuta la conferma qualche mese fa, quando in vetta alla classifica americana quella sfacciata di Miley Cyrus (21 anni) fu sostituita dalla riservatissima (e ancor più giovane: 17 anni) Lorde, con una canzone che sembrava essere una risposta diretta alle provocazioni dell’altra, Royals («Guidiamo le Cadillac... nei sogni»).

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Così, se Rihanna (26 anni) si presenta a un party della moda newyorkese vestita solo di 216 mila cristalli Swarovski, nello stesso momento, Taylor Swift (24 anni) gira l’Asia con il suo concerto tutto in rosso, calzoncini corti e camicette che le ragazze di tutto il mondo possono imitare senza esitazioni. È chiaro che sono tutte figlie di Madonna, del suo essere cantante e molte altre cose tutte insieme, sorelline di Lady Gaga (28 anni), Katy Perry (29 anni), Beyoncé (32 anni), che una nicchia bella comoda se la sono già scavata e ci stanno belle comode.

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Come in una qualunque classe di liceo, c’è quella che ha bisogno di essere sempre al centro dell’attenzione (Rihanna) e la simpatica provocatrice tutt’altro che sciocca (Katy Perry), la secchiona che riesce in tutto ciò che fa (Taylor Swift). Da qualche tempo è arrivata anche quella un po’ dark, truccata di scuro e un po’ melodrammatica (Lana Del Rey, 27 anni), mentre l’ultima novità, apprezzatissima negli Stati Uniti, dove attualmente è ai primi due posti della classifica (non accadeva dai tempi dei Beatles) si chiama Iggy Azalea (24 anni).

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È un’australiana pallida, biondissima, che rappa quasi come un nero (e intanto fa la modella) e come un nero non le manda a dire. Che spettacolo, queste ragazze della canzone: se non esistessero, sai che noia, il pop della coda lunga.

 

 

 

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