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CLIC! - LE MEMORIE DEL “RE DEI PAPARAZZI”, RINO BARILLARI: “UNA VOLTA MARIO D’URSO MI INSEGUI’ URLANDO ‘SI VERGOGNI DI ESISTERE’ E MI RIFILO’ DUE MANROVESCI: L’AVEVO BECCATO CON LA SORELLA DELLA REGINA ELISABETTA - UNA SERA, AL SOLITO JACKIE O', TI PIZZICO MASTROIANNI CHE BALLA STRETTO STRETTO CON LA BELLISSIMA ZEUDI ARAYA. MI PREPARO A FARLO SECCO MA LUI SBOTTA…”

Gloria Satta per “il Messaggero”

 

SONIA ROMANOFF ATTACCA RINO BARILLARI

Siamo nel 1994. La Dolce Vita è finita da un quarto di secolo, seppellita da contestazione e riflusso, ma un paio di ceffoni blasonati la resuscitano di colpo. «Vengo a scoprire che il banchiere Mario D' Urso, uno degli uomini più eleganti di Roma, aveva organizzato una cena segreta al Jackie O' in onore di Margaret d' Inghilterra, sua antica fiamma - racconta Rino Barillari - e decido di farmi sotto». Figuriamoci se il King dei paparazzi, in servizio permanente effettivo, si lascia sfuggire la sorella della Regina Elisabetta in gita a Roma sull' onda della nostalgia.

 

«Cena blindatissima: ci sono solo 44 ospiti di sangue blu obbligati al silenzio e la principessa ha ben cinque guardie del corpo. Così, impacchettato in giacca e cravatta, mi apposto davanti al locale di via Boncompagni e aspetto. Quando, dopo l'ultimo brindisi, D'Urso esce al braccio di Margaret, caccio fuori una piccolissima macchina fotografica e sparo un paio di flash a bruciapelo».

MARIO DURSO E MARGARET SORELLA DELLA REGINA ELISABETTA - FOTO BARILLARI

 

DUELLO SFIORATO

Il banchiere non gradisce. Inizia a inseguire il King e, al grido di «Barillari, si vergogni di esistere», gli rifila due manrovesci. Gli astanti esterrefatti non hanno dubbi: seguirà duello. Intanto lo scoop fa il giro e del mondo e la vicenda si conclude secondo il solito copione: contusioni guaribili in quattro giorni per il fotoreporter del Messaggero e signorile marcia indietro del banchiere (scomparirà nel 2015) che dichiara contrito: «Mi dispiace. Mi considero quasi un amico di Barillari e gli avevo spiegato l'allergia della principessa per i flash, non doveva fotografarla».

 

Ma nella carriera tumultuosa del King dei paparazzi non è questo l' unico episodio legato al Jackie O', il celebre night fondato da Beatrice e Gilberto Jannozzi e intitolato alla ex First Lady d' America rimaritata Onassis. «Una sera entro di soppiatto e m' imbatto in Laura Antonelli che ritira la pelliccia senza lasciare la mancia», racconta Barillari. «L'attrice spiega alla guardarobiera che i soldi spicci li ha suo marito uscito poco prima di lei dal locale. Marito? All'epoca Laura stava con Jean-Paul Belmondo, ma nessuno sapeva che si fossero sposati. Li mitraglio di scatti e vendo a un settimanale la notizia».

LAURA ANTONELLI E JEAN PAUL BELMONDO - FOTO BARILLARI

 

Vera, verosimile o falsa che fosse (magari la parola «marito» rispecchiava il desiderio inconscio dell' attrice di farsi impalmare dal collega francese), suscita scalpore. «Noi agli scoop credevamo davvero. Li inseguivamo con ostinazione ma anche con amore e rispetto per le celebrità. Oggi invece il mercato del gossip è stato inquinato da tipi spregiudicati come Fabrizio Corona e si fabbricano a tavolino troppi scoop senz'anima», sospira Barillari che, non a caso, ha interpretato se stesso in La Grande Bellezza, il film su Roma di Paolo Sorrentino, premiato con l'Oscar, ed è stato definito dal Washington Post «l'unico paparazzo in grado di far rivivere la Dolce Vita».

 

GELATO AL CIOCCOLATO

Se oggi, per vendere una foto, basta riprendere una Belen qualsiasi a passeggio, ieri per meritare le copertine dovevi sudare, cioè portare a casa la ciccia. E davanti al night l' inarrestabile Rino piazza un altro colpo: una notte fotografa Sonia Romanoff, biondissima attrice che ha all' attivo un film come La guerra dei topless, al braccio di un uomo.

RINO BARILLARI E MASTROIANNI

«Ma il bello è che al mattino lei aveva sposato un altro», rievoca Rino. Risposta: Romanoff spiaccica il gelato sulla faccia del fotografo che, in versione cioccolato e crema, viene immortalato dai colleghi e va così a incrementare gli archivi di un' epoca sopra le righe, ancora celebrata eppure irripetibile.

 

«Ma ai tempi della Dolce Vita anche noi paparazzi scatenati sapevamo fermarci», assicura il nostro fotoreporter. E parte con il racconto. «Una sera, al solito Jackie O', ti pizzico Marcello Mastroianni che balla stretto stretto con la bellissima Zeudi Araya.

Mi preparo a farlo secco ma lui sbotta: A Barillà, o tu o io e m'invita a lasciarlo in pace. Ho obbedito senza fiatare: Marcello era talmente gentile e disponibile, un signore sempre pronto a mettersi in posa per facilitarci il lavoro, che non meritava una mascalzonata. Perciò evitai di castigarlo anche quando lo beccai mentre, un po' brillo, il bicchiere di champagne in mano, faceva pipì in un angoletto buio di via Boncompagni».

Rino Barillari_Sofia_Loren Archivio_Canestrelli_195

 

NESSUN PERDONO

Ma lo stesso trattamento di favore non venne riservato a Helmut Berger beccato da Barillari nell' identica, sconvenientissima situazione. «Era supponente, si comportava in modo arrogante con noi fotografi. Mai che ci concedesse un sorriso. Ma chi si credeva di essere? Non meritava il mio perdono». Clic clic clic: e dell' attore tanto amato da Luchino Visconti la pellicola del King fissa una delle peggiori «interpretazioni». La guerra è guerra.

Negli anni indiavolati della Dolce Vita l' obiettivo implacabile di Barillari non risparmia nemmeno la leggenda vivente Marlon Brando.

 

«Fu uno scoop turbolento, quello», rivela Rino. «Intercettai il divo che camminava nella notte romana. Era reduce da una festa, teneva in braccio la figlioletta Cheyenne. Che colpo! Agitation, scatti a raffica, urla, lui prende a inseguirmi impugnando una bottiglia mentre la notizia si sparge e piombano sul posto gli altri paparazzi. Nella foga Brando cade, la bottiglia si rompe e lui, tutto insanguinato, continua a rincorrerci. Se non fossimo saltati al volo sul bus 56 che passava in quel momento, non so proprio cosa ci sarebbe successo».

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