sanremo avion travel cotroneo

COME FACEMMO VINCERE GLI AVION TRAVEL A SANREMO 2000 - ROBERTO COTRONEO RICORDA: “ERO NELLA GIURIA DI QUALITÀ. NEL VOTO POPOLARE ERANO IN TESTA I MATIA BAZAR E GIANNI MORANDI. NOI DECIDEMMO DI PREMIARE GLI AVION TRAVEL - OGGI L’IDEOLOGIA DEL NAZIONALPOPOLARE HA TRAVOLTO TUTTO…”

Roberto Cotroneo per http://robertocotroneo.me/2016/02/10/sanremo/

 

ROBERTO COTRONEOROBERTO COTRONEO

Non ho mai raccontato questa storia prima d’ora. Sono i primi giorni di gennaio del 2000. Avevamo scampato il bug del millennio. Ma si annunciava il nuovo Sanremo. Una mattina mi telefona Fabio Fazio, che conosco dai tempi in cui conduceva “Diritto di Replica”, un programma molto divertente e innovativo. Mi dice: «entri a far parte della giuria di qualità di Sanremo?». Rispondo sì, subito. Amo la canzone italiana, Sanremo l’ho sempre visto, e tutto sommato perché no.

 

Arrivo a Sanremo, è la prima volta (ci tornerò come inviato altre due volte). Abbiamo la prima riunione della giuria. In una stanzetta al secondo piano dell’Ariston. Il presidente è Mike Bongiorno, un uomo splendido. Umile, informatissimo, di grande correttezza e competenza, rispettoso. Si direbbe oggi: una persona d’altri tempi. Poi c’è Paola Maugeri, Luca De Gennaro, Max Pezzolla. C’è Dario Argento e Alessio Vlad. C’è la regista Roberta Torre e Goran Bregovic. E c’è un signore straordinario che si chiamava Carlo Alberto Rossi, un uomo che ha scritto Le Mille Bolle Blu e E se domani, tanto per capirci.

Avion Travel Avion Travel

 

Ci si presenta, si discute un po’, ci si divide i compiti, e si prova a fare un buon lavoro. Noi dieci abbiamo il 50 per cento dei voti. Il rimanente 50 per cento è quello del pubblico. Cominciano le serate. Siamo tutti assieme in un palco dell’Ariston. A ogni canzone abbiamo un foglietto su cui votare. E dalla seconda sera abbiamo anche i risultati della giuria popolare. L’idea è questa: quel Sanremo ha dei personaggi di grande bravura che hanno esordito sul palco dell’Ariston proprio in quelle sere.

 

GIANNI MORANDI E LA POMPA ACQUAGIANNI MORANDI E LA POMPA ACQUA

E altri che invece sono dei veterani. Si è sempre detto che le giurie popolari fanno le giurie popolari, e che i giurati di qualità dovrebbero privilegiare la qualità musicale. Penso che non sia il caso di adattarsi ai voti delle giurie popolari, ma che il nostro dovere visto che siamo lì è, come avrebbe detto Fabrizio De André, andare a «correggere il destino».

Per cui dobbiamo puntare su quelli che secondo noi sono molto bravi e sono più giovani.

 

Nella riunione della giuria la mia proposta è presa con entusiasmo da alcuni e con una certa diffidenza da altri. Ma alla fine si concorda che votare secondo coscienza è giusto, ma con un minimo di criterio. Goran vorrebbe vincesse Gigi D’Alessio, anche lui la prima volta al Festival con Non dirgli mai. Dario Argento, precisissimo, ascolta le canzoni come fossero la settima di Mahler, Carlo Alberto Rossi ci regala finezze da grande compositore (mi diceva: «D’Alessio è il compositore più bravo di tutti: Non dirgli mai è una canzone melodicamente perfetta»).

 

tg03 matia bazartg03 matia bazar

Mike ha una buona simpatia, sempre nella sua correttezza, per i Matia Bazar. Mi dice: «tu non sai quanto si sentono pezzi del genere nelle balere dove si va a fare le serate». I Matia Bazar cantavano un tangaccio di quelli ruvidi, Brivido caldo, e Mike ci aveva visto giusto. Ma per noi il punto era un altro. Non era Gianni Morandi, sempre bravo e gran professionista.

 

Era puntare i riflettori sulla Piccola Orchestra Avion Travel, su Samuele Bersani, su Carmen Consoli, su Max Gazzè, sui Subsonica. E scusate se è poco. Gli Avion portavano un pezzo molto tradizionale, eppure decisamente sofisticato come Sentimento. Carmen In bianco e nero e Bersani Replay. Inoltre tra i giovani c’erano i Tiro Mancino con Strade. Tra le altre cose si era deciso che avrei premiato io il miglior testo del festival e scelsi proprio loro.

Samuele BersaniSamuele Bersani

 

In quei giorni, infiniti, dove si cenava tardi e si facevano interminabili riunioni ci accorgemmo che avevamo il potere di cambiare – per una volta – il festival e ci accorgemmo, con sollievo e persino con una certa sorpresa, che nessuno si era permesso di avvicinarci, di chiederci, di farci pressioni. Nessun discografico, nessun capo struttura Rai, tantomeno Fabio Fazio. Il capostruttura era Mario Maffucci che si divertiva della nostra autonomia, quasi a incoraggiarci a fare delle scelte che fossero diverse da quelle solite.

Max Gazze Max Gazze

 

Sabato 26 febbraio c’è la serata finale. Nella riunione del pomeriggio abbiamo gli ultimi risultati. Notiamo che i Matia Bazar sono primi, secondo è Gianni Morandi, non ricordo il terzo. Tra i più innovativi gli Avion sono al sesto posto. Bersani è ancora più in basso, come Carmen Consoli e Max Gazzè. Non sappiamo il numero di voti, sappiamo soltanto i numeri di posizione. Diciamo: va bene, diamo un voto un po’ più alto a quelli più bravi. E vediamo se qualcuno di loro arriva magari al terzo posto.

 

La partita è tra Morandi e i Matia Bazar, e lì ovviamente secondo noi doveva restare. Solo che nessuno di noi giurati sapeva che si trattava di una classifica corta, e non lunga. Per cui ognuno di noi poteva dare voti da 1 a 10. E aver dato un 10 agli Avion li ha portati alla vittoria. Senza che neppure lo immaginassimo. Max Gazzè arrivò quarto, Samuele Bersani quinto, Carmen Consoli settima, i Matia Bazar ottavi, Gigi D’Alessio decimo, i Subsonica undicesimi, e via dicendo.

carmen consoli 001carmen consoli 001

 

Quando Mike portò i nostri risultati sul palco, ancora da integrare con i risultati della giuria popolare, con ai primi quattro posti Avion Travel, Carmen Consoli, Samuele Bersani e Max Gazzè, venne fischiato dal pubblico dell’Ariston. E non fu un bel gesto, ci rimase molto male, quella sera cenò per conto suo con la moglie e non era affatto di buon umore.

 

Gli Avion Travel vinsero Sanremo, e la giuria di qualità ebbe l’applauso sincero di tutta la sala stampa. Premiammo una canzone bella ma anche tradizionale, e contribuimmo a mettere in luce artisti che sarebbero diventati importanti negli anni a venire. Ci furono le solite mille polemiche, ma per una volta ognuno aveva fatto il proprio mestiere.

 

Le giurie popolari con il loro gusto musicale, e le giurie tecniche con le loro competenze: andando a mediare e cercando il giusto mezzo. Chi darebbe oggi a una giuria di qualità tutto questo potere?

GIGI DALESSIO resize GIGI DALESSIO resize

 

Chi avrebbe il coraggio di fare scelte impopolari forse, eppure necessarie? L’ideologia del nazionalpopolare, espresso in modo approssimativo, ha travolto tutto. Nessuno voleva insegnare niente e non si trattava di mettersi in cattedra, ma certamente gli Avion Travel quell’anno meritavano la vittoria. E correggere il destino, di tanto in tanto è la cosa migliore che si possa fare, oltre che un dovere, dopotutto.

 

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