de benedetti feltri

ZOOM ZOOM! DEL “DOMANI” NON C'E' MONNEZZA - "UNGHIA" SONCINI  SVELENA SULLA RIUNIONE DEGLI ABBONATI VIA ZOOM DEL NUOVO QUOTIDIANO DI DE BENEDETTI E INFELTRISCE STEFANO FELTRI: ''IO USO COME TEST LA MIA FIDANZATA CHE S’INTERESSA MOLTISSIMO DI POLITICA" - "CI SARÀ UNA GIOVANE GIORNALISTA CHE PARLA TEDESCO E UN’EDITORIALISTA DI 21 ANNI E POI UN INTELLETTUALE MOLTO SERIO CHE HA LAVORATO CON UMBERTO ECO SPIEGHERA’ MARIA DE FILIPPI" (BEPPE COTTAFAVI, EDITOR MONDADORI CHE HA INVENTATO LE BARZELLETTE DI TOTTI E SCOPERTO SOFIA VISCARDI) – FIATO ALLE TROMBETTE: “SE VOLEVAMO ANDARE SUL SICURO PRENDEVAMO GLI EDITORIALISTI DI ''REPUBBLICA” ("FORSE, INVECE CHE DOMANI, POTREBBERO CHIAMARLO MAGARI...")

GUIA SONCINI

Guia Soncini per linkiesta.it

 

«Stiamo ancora mettendo in piedi la privacy, quindi tecnicamente non possiamo neanche chiedervi come vi chiamate senza violare qualche regola» (sono passate da qualche minuto le tre di sabato pomeriggio quando Stefano Feltri rassicura la qui presente imbucata e circa centocinquanta altri partecipanti alla riunione via Zoom in cui gli abbonati di Domani possono dirgli come fare il giornale; chissà su centocinquanta quanti sono qui a fare spionaggio industriale, mi chiedo; abbastanza presto, cambierò domanda). 

feltri

 

Prima delle domande del pubblico, come alle presentazioni dei libri, SF spiega nascita, evoluzione e profilo del progetto.

 

Ci sono anche i sondaggi (che modernità, puntesclamativo), lanciati da due collaboratori, presentati una come «La più stretta collaboratrice del nostro capoazienda» e l’altro come colui che deve «inventarsi come fare i longform sul web, come fare il giornalismo con le stories di Instagram» (suggerirei di copiare quelli che lo fanno già, non avessi disattivato microfono e telecamera nel terrore di venire scoperta mentre origlio senza aver pagato l’abbonamento). 

de benedetti

 

«Un giorno mi chiama Carlo De Benedetti, mi pare fosse proprio il 25 aprile» (Stefano Feltri e le origini del mondo). 

«E la chiamano Liberazione, questa giornata senza morti» (Antonello Venditti, 1988). 

«Ha un patrimonio personale rilevante» (Stefano Feltri descrive il suo editore). 

 

«Money for nothing and your chicks for free» (Dire Straits, 1985). 

«Abbiamo deciso di costruire una redazione, un progetto che non sia la nuova copia di qualcosa che già c’era» (SF). 

stefano feltri

 

«Sei solo la copia di mille riassunti» (Samuele Bersani, 1997). 

68 per cento (nel sondaggio istantaneo «Quale testata leggi abitualmente», trionfa Repubblica apparentemente acquistata da due terzi dei partecipanti, ma il totale è del 231 per cento – più un otto per cento che risponde «nessun giornale» – e quindi i centocinquanta convenuti qui sono centocinquanta unicorni che leggono più di due giornali a testa). 

 

SCARONI PADELLARO E STEFANO FELTRI ALLA FESTA DEL FATTO QUOTIDIANO

«Produciamo anche un giornale di carta, che non è, come in altri giornali in cui ho lavorato, il sole attorno a cui ruotano i pianeti» (Stefano Feltri dice che lui è diverso da tutti: lui è «digital first», come a parole sono tutti). 

 

«Nessuno vuole leggere ventimila battute sul cellulare, preferisce sedersi in poltrona» (SF spiega la necessità del cartaceo con questa bizzarra immagine d’un cellulare col quale non puoi sederti in poltrona: sarà forse un cellulare attaccato al muro, in omaggio ai telefoni della nostra infanzia?). 

 

 

«Questo sforzo così strano di uscire di casa, andare in edicola» (SF). 

«Noi siamo scienza, non fantascienza» (spot Telefunken, 1981). 

EMILIANO FITTIPALDI

«Non sarà un giornale provinciale» (SF). 

 

 

«Io uso come test la mia fidanzata che s’interessa moltissimo di politica ma se le provo a far leggere un giornale è pieno di cose completamente astruse» (un altro le avrebbe comprato una KitchenAid, lui s’è fatto dare un giornale da dirigere solo per lei: ragazza, sposalo). 

 

«Io ero abituato che al Fatto Quotidiano dicevamo che quando un politico parlava di ponte sullo Stretto stava dando un messaggio alla mafia, poi vedo che non viene più letto così» (è sempre un peccato quando le tradizioni scemano). 

 

GIOVANNI TIZIAN E STEFANO VERGINE

A un certo punto SF inizia a spiegare la differenza tra le inchieste pagate da noi (noi abbonati, che dovremmo pagare specificando a cosa vogliamo destinare i nostri soldi tra le quattro macroaree Ambiente, Salute, Lavoro, Diseguaglianze – quest’ultimo tema prende il 42 per cento dei voti nel sondaggio istantaneo tra i centocinquanta privilegiati su Zoom: vogliamo più diseguaglianze, cioè no, più inchieste che le svelino) e quelle pensate dai giornalisti di Domani. E a quel punto si inizia a notare una certa ricorsività. 

 

«I nostri giornalisti d’inchiesta, abbiamo assunto i migliori su piazza» (Stefano Feltri per ora non fa nomi). 

beppe cottafavi

 

«L’Espresso, che è il giornale che ha fatto finora le inchieste migliori, non le farà più perché gli abbiamo portato via i migliori» (compro una vocale). 

 

«Hanno fatto tutti i principali scoop, dal Vaticano a quanti soldi ha fatto il virologo Burioni, tutti gli scoop importanti li hanno fatti loro e verranno da noi» (ancora Feltri, lieto d’infine dirci che i suoi migliori su piazza sono Emiliano Fittipaldi e Giovanni Tizian: non c’era tanta suspense da quando Baudo svelava la bionda e la bruna).

 

scaroni padellaro feltri

«A volte un documento che sembra originale è fasullo, costruito apposta per creare disinformazione» (Stefano Feltri maniavanteggia: se i migliori su piazza dovessero inciampare, sarà stato un complotto).

 

 

«Ho scelto delle persone. Abbiamo scelto, con De Benedetti, delle persone» (è stato lui, signora maestra). 

viscardi

«Ci sarà una giovane giornalista che parla tedesco» (sono partite le domande del pubblico da casa, e SF così risponde a chi chiede come affronteranno gli esteri). 

«Le sezioni ingabbiano» (o del perché Domani non avrà le pagine di cultura, quelle di scienza, quelle di esteri). 

 

«Può essere un intellettuale molto serio che vi spiega Maria De Filippi» (perdindirindina). «Come si dice in inglese, food for thought» (fiddle-dee-dee). 

«Ha lavorato con Umberto Eco» (SF la prende alta nel dire che l’intellettuale che spiega MDF sarà gestito da Beppe Cottafavi, editor Mondadori che ha inventato le barzellette di Totti e scoperto Sofia Viscardi). 

Giovanni Tizian Tommaso Cerno e Fabrizio Gatti

 

«Una delle editorialiste che sto cercando di prendere ha 21 anni» (punto il mio soldino sulla Viscardi, che ne ha appena compiuti 22 ma SF in queste settimane aveva molto da fare e sarà rimasto indietro). 

 

«I video con i gattini hanno molto più engagement che qualunque inchiesta su Finmeccanica» (per l’engagement Viscardi è perfetta). 

«Non vi vendiamo delle pentole» (Mastrota avrà rifiutato l’assunzione).

 

«Non siamo riusciti a fare 50 e 50, sarà un 60/40» (Stefano Feltri promette donne in redazione, giustamente terrorizzato dei #TuttiMaschi che i social sono pronti a sferrare). 

 

ASSAD E STEFANO FELTRI

«Le cose dove si fa carriera, cioè la politica e l’economia» (settori dei giornali in cui gli altri non fanno lavorare le donne, dice SF, e lui promette di sì; settori dei giornali che i lettori saltano, direi io). 

 

«Cosa farete per i giovani adolescenti?» (domanda di Edoardo, 15 anni, cui nessuno risponde «Pretenderemo dalla scuola che v’insegni che “adolescenti” vuole già dire “giovani”, non c’è bisogno di distinguerli dagli adolescenti vecchi»). 

 

«Contenuti on line d’un certo spessore che certo non posso trovare in quelle vetrine» (Letizia, da undici anni in Olanda, è convinta che fin qui i giornali italiani o li compravi in edicola o ne guardavi i siti coi gattini, pensa che Domani sia il primo giornale che puoi leggere on line nella sua interezza. Qualche laboratorio studi Letizia, in lei troveremo tutte le risposte alla crisi della stampa). 

 

sofia viscardi

«Come proporre un’inchiesta al nuovo Domani?» (Lavinia è una fotogiornalista che vuole andare in Tanzania a fare un reportage sull’omeopatia. Nanni Moretti, dove sei). 

 

«Non c’è un photoeditor. Ho deciso di investire il mio budget sui contenuti» (le foto sono notoriamente contenitore; quando risponde ad Alice, d’un’agenzia fotografica, SF sta iniziando a capire che quelli che non sono imbucati sono lì per cercare lavoro. Una volta ti aspettavano sotto casa, adesso pagano 250 euro per connettersi su Zoom e proporti un reportage in Tanzania. Spero che la prima inchiesta sul dramma del mondo del lavoro parta da qui). 

 

«Si parla tanto di quella di Michael Jordan» (eccone un altro, è l’ufficio stampa d’una qualche federazione ginnica e vuole che il sito di Domani pubblichi le sue webserie). 

«Se volevamo andare sul sicuro prendevamo gli editorialisti di Repubblica» (forse, invece che Domani, potrebbero chiamarlo Magari). 

 

SOFIA VISCARDIsofia viscardi (2)stefano feltri dario nardella salvatore settis

 

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