MA COS’È LA DESTRA? – MICHELE SERRA: “C’È QUALCOSA DI INGENUO NELL'AFFERMAZIONE DI GIORGIA MELONI SUL QUIRINALE CHE SAREBBE UN ‘TABÙ’ PER LA DESTRA. IL QUIRINALE È STATO UN TABÙ NON CERTO PER ‘LA DESTRA’, MA PER I POST-FASCISTI, PERCHÉ LA COSTITUZIONE ITALIANA È ANTIFASCISTA. LA DESTRA ANTIFASCISTA (UN NOME PER TUTTI: SCALFARO) NON HA AVUTO ALCUNA DIFFICOLTÀ PER SALIRE AL COLLE. MELONI INDICHI UNA PERSONALITÀ DI INDISCUTIBILE FEDE REPUBBLICANA E NESSUNO AVRÀ NIENTE DA RIDIRE. IL PROBLEMA È TROVARLA” – FRANCESCO MERLO: “IMMAGINO CHE MELONI PUNTEREBBE ALLA FINE SU UNA FIGURA DI CENTRODESTRA INDIPENDENTE, QUALCUNO CHE PER ORA NESSUNO VEDE, NON UNDERDOG MA OUTSIDER. MENO MALE CHE SINO AL FEBBRAIO DEL 2029 C'È MATTARELLA…”
1 - IL QUIRINALE E LA DESTRA
Estratto dell'articolo di Michele Serra per “la Repubblica”
Prima ancora che qualcosa di sbagliato, c'è qualcosa di ingenuo nell'affermazione di Giorgia Meloni sul Quirinale che sarebbe un "tabù" per la destra.
De Nicola, Einaudi, Gronchi, Segni, Leone, Cossiga, Scalfaro (sette presidenti della Repubblica su dodici) certo non erano di sinistra. Quasi tutti venivano dalla Democrazia Cristiana, che della sinistra è stata […] l'avversario costante. De Nicola ed Einaudi erano liberali.
sandro pertini foto di massimo capodanno
Solo Pertini, Napolitano, Saragat e Ciampi possono essere qualificati di sinistra, i secondi due della sinistra moderata e governativa […].
La sinistra in quanto tale, Psi e Pci, ha dunque espresso, in ottant'anni di storia repubblicana, solo due presidenti della Repubblica. Sergio Mattarella — che la buona stella dell'Italia ce lo preservi per qualche secolo ancora — è anch'egli di formazione democristiana.
Ciò che Meloni non può o non riesce a dire […] è che il Quirinale, fin qui, è stato un tabù non certo per "la destra", ma per i post-fascisti. E per ragioni strutturali: perché la Costituzione italiana […] è antifascista. La destra antifascista (un nome per tutti: Scalfaro, conservatore di ferro) non ha avuto alcuna difficoltà per salire al Colle. Nulla ostava.
Si capisce che questa discriminazione possa dispiacere a Meloni e ai suoi […]. Ma è davvero ingenuo credere che dire genericamente "destra" basti a sciogliere il duro nodo della pregiudiziale antifascista, che […] sta scritta nella carta affidata alle cure del Colle.
Meloni e i suoi indichino una personalità di destra di indiscutibile fede repubblicana e vedranno che nessuno avrà niente da ridire sulla sua candidatura al Quirinale. Il problema […] è trovarla.
2 - LA PREMIER E I PRESIDENTI
Dalla rubrica delle lettere di “Repubblica”
Caro Merlo, leggo che la premier Meloni ha affermato che i tempi sono maturi perché in Italia venga eletto un presidente della Repubblica non di centrosinistra.
Ma, come spesso le capita, "gioca" con le parole. In che senso centrosinistra? L'unico vero presidente di sinistra fu il socialista Pertini, gli altri, con l'eccezione del socialdemocratico Saragat, furono tutti uomini di centro, per lo più di tradizione democristiana, alcuni più conservatori di altri. Perché definirli di centrosinistra?
Sergio Mattarella a colloquio con il presidente emerito Giorgio Napolitano
Per confondere le acque. Furono, questo sì, tutti antifascisti. La premier, dunque, sarebbe stata più schietta a dire che l'Italia dovrebbe "finalmente" avere un presidente che non nega o non respinge un passato fascista.
Quanta ipocrisia!
Marco Andrea Zambelli
Risposta di Francesco Merlo:
Solo due presidenti furono eletti con i voti determinanti del Msi, Giovanni Leone e Antonio Segni. Conservatore e anticomunista, forse il doroteo Segni potrebbe essere assimilato al centro-destra dell'epoca.
Gli altri presidenti — lei ha dimenticato Napolitano — erano tutti all'ingrosso di centrosinistra. Mi pare dunque che Meloni dica una quasi verità, o se preferisce, una sostanziale verità, ben sapendo che, anche con la maggioranza attuale, non riuscirebbe a eleggere un candidato di destra-destra, come La Russa per esempio, che non sarebbe gradito a Forza Italia.
Meloni stessa, se si candidasse (compie 50 anni nel gennaio prossimo), dovrebbe sfidare i franchi tiratori. E così Crosetto e Mantovano. Immagino dunque che Meloni punterebbe alla fine su una figura di centrodestra indipendente, qualcuno che per ora nessuno vede, non underdog ma outsider. Meno male che sino al febbraio del 2029 c'è Mattarella.
sandro pertini la tragedia di vermicino
giovanni leone corna
sandro pertini
fiorella pierobon sandro pertini
sandro pertini al confino a ventotene
sandro pertini piersanti mattarella



