dago sky

"DAGO IN THE SKY" - COME MAI I BICENTENARI VERDI, MOZART, ROSSINI SONO RITORNATI AD ESSERE UN PIACERE CAPACE DI PRODURRE CULTURA CONTEMPORANEA E MASSIMA CREATIVITÀ ARTISTICA? COSA È SUCCESSO ALL’OPERA PER TRASFORMARSI NELLA PIÙ TRASVERSALE E POP DELLE ARTI? – STASERA ALLE 21.15, SU SKY ARTE, OSPITI MICHIELETTO, FUORTES E ALBERTO MATTIOLI

Leonardo Filomeno per Libero Quotidiano

 

opera 9

Roberto D' Agostino è un cavallo pazzo dell' informazione. L' outsider solitario più temuto, adocchiato, adorato. E pure tanto odiato. Dal suo Dagospia transitano notizie in grado di ribaltare umori e gossip frutto di soffiate infallibili. Non c' è giornalista che non speri di vedere il proprio nome su questo sito, e non c' è potente per cui finirci non equivalga ad un grattacapo. Nato in tempi in cui il giornalismo online sembrava una chimera, è l' espressione quotidiana di un uomo abituato a guardare negli occhi il proprio tempo. Dal 7 novembre alle 21, D' Agostino è tornato a farlo anche su Sky Arte, con 10 nuove puntate di Dago in the Sky. «l mio tentativo è fare una tv contemporanea allo smartphone», spiega l' ex lookologo di Quelli della notte, 69 primavere portate alla grande, allergico ad ogni convenzione.

DAMIANO MICHIELETTO - “VIAGGIO A REIMS” 3

 

Tra le novità, c' è un totale cambio di immagine.

opera 7

«Nella scorsa stagione, io e la coautrice Anna Cerofolini abbiamo sezionato lo schermo in rettangoli e riquadri alla Mondrian, che producevano un caleidoscopio di informazioni visive. Stavolta ci sarà spazio per una nuova estetica, che chiamo "pensiero visivo". Vedrà le immagini doppiarsi/accoppiarsi tra di loro, nell' inseguimento di un Rinascimento hi-tech che sia una risposta estetica a quella televisione che corrisponde al Medioevo analogico dello scorso secolo. Se il telefonino è una protesi della nostra vita, il televisore lo è del nostro sguardo. Dago in the Sky è la dimostrazione che il problema non sta nel mezzo ma in come lo si usa».

MICHELE MARIOTTI E DAMIANO MICHIELETTO

 

Trentadue anni fa suggerivi a Renzo Arbore: «La persona non è più quel che è, ma quel che vorrebbe essere agli occhi del mondo». È come se la tua iperattività su Instagram appagasse questa visione.

«Tutti amano la Rete perché attraverso i social diamo vita ad un' altra identità, un avatar, magari photoshoppato, quindi falso, ma appagante, da postare al resto del mondo, che risponde con like e follower. Mi serve una memoria istantanea, una protesi dello sguardo, una pubblicità immediata di me stesso, che spieghi agli altri non ciò che sono ma ciò che vorrei essere. Il titolo perfetto del secolo digitale è: "Io sono la mia fiction"».

RAGGI FUORTES

 

E col rischio di vivere una felicità effimera come la mettiamo?

«In un mondo globalizzato, che non dà lavoro né assicura benessere, ai Millennials non resta che fare affidamento sull' effimero del proprio marchio. La loro identità raramente arriva in superficie, vive nei capillari di social media, reality e talent. Da Andy Warhol e Saremo in futuro tutti famosi per 15 minuti siamo passati al ragazzino che vuole essere famoso per 15 amici».

 

Imploderà?

opera 6

«Impossibile, la tendenza dei Millennials è una spinta forte al conformismo. C' è una frase di uno youtuber che incapsula questa modalità in maniera insuperabile, dice: "Non essere te stesso, sii la pizza. Perché tutti amano la pizza". In questa frase, geniale e cinica, c' è un invito vero e sprezzante ad essere quello che gli altri si aspetterebbero da te».

 

Miti di noi stessi perché quelli veri sono scomparsi?

«Sono stati sostituiti dagli influencer, dalle Kim Kardashian, delle Ferragni, dai Fedez. Non puoi andare contro la luce elettrica perché ti è venuta la fissa delle candele. Si cede qualcosa in cambio di vantaggi. Roland Barthes, nel 1980, scriveva: "Nell' era della fotografia assistiamo all' esplosione del privato nel pubblico, alla creazione di quel nuovo status sociale che è la pubblicizzazione del privato". La costruzione del sé ha da una parte, lo strip dell' intimo. Dall' altra, il voyerismo pubblico».

 

Tutti celebri nessuno celebre, in qualche modo?

«Eh sì. Il mondo digitale include, è condivisibile in tempo reale col mondo. E ci fornisce una filosofia di salvezza. Siamo 7,7 miliardi di esseri umani, di cui tre online, diventare celebri è molto più difficile di quanto non lo fosse attorno al 2000 (anno in cui nacque Dagospia, ndr)».

 

opera 4

In una puntata, riferendoti a queste nuove forme di celebrità, utilizzi il termine "micro" non a caso.

«Con la realtà digitale è tutto parcellizzato. Come la tv, inzeppata da centinaia canali dove ognuno può trovare quello che gli pare. Non esiste più il pensiero unico, il divo solitario, il programma per tutti».

 

A proposito di tv, la Rai di Orfeo boccheggia.

«Capace, come giornalista, nel soddisfare qualsiasi tipo di palato, Orfeo non è riuscito a fare il salto come direttore generale, che è un mestiere del tutto diverso».

 

Le mosse di Cairo per La7?

«Trasformare LA7 in Raitre è stato il primo errore. Anziché creare un palinsesto capace di coprire le 12 ore diurne, l' emittente funziona solo con i programmi di Floris e della Gruber».

 

Voterai ancora a sinistra?

opera 2

«Sempre, poi ad un cento punto non l' ho più trovata. Chissà dove sarà finita... Senz' altro, se voto a sinistra, un governo con Berlusconi non lo voglio. Ma siccome a marzo nessuno avrà la forza di governare in solitaria, Renzi e Berlusconi daranno vita all' ennesimo governo "incucione"».

 

Renzi prende uno schiaffone dopo l' altro.

«Troppe parole, troppe promesse. A Roma si dice: "Questo ha scoperto la forchetta da una settimana". A forza di bluffare, come un sagace giocatore di poker, Pittibimbo finirà, prima o poi, dove ha incominciato: a Rignano sull' Arno a giocare a flipper con l' amico Lotti, ricordando i bei tempi del potere, svanito per arroganza e presunzione».

ALBERTO MATTIOLI 400

 

Berlusconi è a un passo da ogni sorta di riabilitazione.

«Il Banana ha interpretato meglio di tutti la fine delle ideologie, dando vita al capo politico come capocomico, alle prese con i mezzi televisivi. Ha venduto agli italiani il suo stile di vita stracafonal, scimmiottando Agnelli, pur non possedendo l' allure dell' Avvocato. Un "vorrei ma non posso" che non metteva in difficoltà gli italiani nel processo di identificazione. Ha creato un partito-azienda, che si è distinto soprattutto nella salvaguardia degli interessi del Biscione».

 

opera 15

Roma è davvero la città "depressa e sciatta" di cui parla Paolo Guzzanti?

«È dura per persino per Papa Francesco. Lo diceva Flaiano: "Roma non confonde mai la cronaca con la Storia". Purtroppo la Raggi, e l' Appendino a Torino, una volta giunte nella stanza dei bottoni hanno subito messo in luce l' inadeguatezza e l' ingenuità di un Movimento esploso in maniera bombastica. Solo Gianroberto Casaleggio e Beppe Grillo hanno percepito la rivoluzione digitale.

M5S è il primo movimento politico di un Paese occidentale nato dal mouse, senza giornali o televisioni o sedi di partito alle spalle».

FRANCIS FORD COPPOLA E FIGLIA CARLO FUORTES

 

Gli ultimi governi sono realmente più sobri?

«La Roma godona degli anni del berlusconismo è finita in quelle palle di neve con la neve finta. Dalle disco e dai ristoranti a 5 Stelle, i politici sono finiti nei baretti a consumare apericene da 15 euro. Renzi, poi, ha subito imposto ai suoi un dopolavoro senza tentazioni mondane. Sa bene che Roma non perdona chi va a caccia del piacere di breve durata».

 

Una parola definitiva su Mattarella?

opera 14

«La Mummia sicula che infesta i saloni del Quirinale».

 

Gentiloni?

«Un dietor della politica, un ologramma di Renzi, vibrante come un semolino».

 

La Boschi?

«Maria Etruria è la rivincita della donzelletta che vien dalla campagna in sul calar del sole. Arrogante e pretenziosa, più dell' altro burino di Rignano (Matteo Renzi, ndr)».

 

Donald e Melania Trump?

«Preferisco Al Bano e Romina».

 

Un momento a cui pensi spesso dopo la morte di Boncompagni?

«Pur amandolo, non sono mai riuscito ad essere suo amico, ad entrare nella sua vita e nei suoi pensieri, perché era una persona chiusa, come Fort Knox. Accanto a lui ho vissuto due indimenticabili e bombastiche stagioni di Domenica In (1986-'87), e dal suo genio cinico e secco come un cassetto chiuso con un colpo di ginocchio, ho imparato a imparare i meccanismi dello spettacolo».

 

In un film porno D' Agostino attore o regista?

«Il porno non esiste. Esiste l' erotismo e ce l' abbiamo tutti nel sangue.

Internet se n' è accorto subito. E scopri che quello che per te era una perversione per molti è una passione. E ti legittima».

opera 12

 

Qual è il tuo compromesso col tempo che passa?

«Non ho paura della morte. Fossi solo, non mi importerebbe granché di andare all' altro mondo. Mio figlio Rocco ha 22 anni e la sua vita è per me un miracolo di gioia e una fonte di timore per il suo futuro. Mi tiene vivo la vicinanza alla mia famiglia, il voler capire ogni giorno cosa ne sarà di loro».

 

Come nascono la paura del vuoto e il bisogno di riempire ogni spazio, anche del tuo corpo? Prima dell' intervento ai polmoni (e dei tatuaggi) come colmavi questo bisogno di espressione così profondo e visivo?

«In tutti i tempi e in tutte le culture gli uomini hanno nel corpo il mezzo di comunicazione primaria. La pelle dice chi siamo. La parte più importante di noi diventa così quella visibile, quella che compare in superficie. È proprio l' idea di un corpo dipinto a fare da trait d' union fra il tribale e il globale. Perché nel dilagare contemporaneo del tattoo e del piercing, per etica e per politica, per poetica e per retorica, per estetica e per erotica, riaffiora alla fine un orizzonte arcaico. Indispensabile per differenziarsi dal resto del mondo».

 

Ultimi Dagoreport

la russa majorino schlein sala calabresi milano lupi

DAGOREPORT – SDENG! È PARTITA LA CAMPAGNA ELETTORALE PER IL SINDACO DI MILANO, IN CALENDARIO NELLA PRIMAVERA DEL 2027 - AFFONDATO IL CANDIDATO DELLE MELONI, CARLO FIDANZA, IL DEUS DELLA LOMBARDIA, IGNAZIO LA RUSSA, HA LANCIATO IL CIELLINO MAURIZIO LUPI, CHE PERÒ NON TROVA ANCORA L’APPOGGIO DI FORZA ITALIA BY MARINA - IL CANDIDATO PIÙ INDICATO DEL CENTROSINISTRA È L’EX DIRETTORE DI “REPUBBLICA”, MARIO CALABRESI, CHE DEVE VEDERSELA CON L’IRRIDUCIBILE TAFAZZISMO DI SCHLEIN, SALA, MAJORINO, ETC. - UN SONDAGGIO RISERVATO, FATTO PRIMA DI PASQUA, DÀ IL FIGLIO DEL COMMISSARIO CALABRESI IN LEGGERISSIMO VANTAGGIO SU LUPI: 52/48…

meloni giuli buttafuoco venezi biennale

DAGOREPORT! LA MELONA È INCAZZATISSIMA CON PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PRESIDENTE DELLA BIENNALE. LA MINCHIATA DI RIAPRIRE IL PADIGLIONE RUSSO HA MESSO IN GROSSA DIFFICOLTÀ LA FU “GIORGIA DEI DUE MONDI” CON LA CORRENTE PRO-UCRAINA DEI CAMERATI D’ITALIA CAPEGGIATA DALL’EMINENZA DI PALAZZO CHIGI, GIOVANBATTISTA FAZZOLARI (CONIUGATO CON UNA SIGNORA UCRAINA) – L’UNIONE EUROPEA HA REVOCATO I DUE MILIONI DI FINANZIAMENTO ALLA RASSEGNA. E LA DUCETTA SI È RITROVATA GETTATA NEL "BUTTAFUOCO INFERNALE" DIVENTATO BANDIERA DELLA SINISTRA (ALTRO CHE ALFIERE DELL’EGEMONIA DELLA DESTRA) - LA BATOSTA PER LA DUCETTA E’ POLITICA: I SONDAGGI DANNO PERSO IL COMUNE DI VENEZIA CHE, DOPO IL CASO BEATRICE VENEZI, SI RITROVA SPUTTANATA LA SUA BIENNALE (LA CITTÀ DEL DOGE HA SEMPRE VOTATO A SINISTRA FINO ALL’ARRIVO DI BRUGNARO) - ORA CHE SI FA? ALLA VERNICE DEL 5 MAGGIO CI SARA’ ANCORA BUTTAFUOCO, CHE NON INTENDE RASSEGNARE LE DIMISSIONI. DOPO IL BUCO NELLA LAGUNA DEGLI ISPETTORI DI GIULI, A RIMUOVERE IL RIBELLE SICULO CI PENSERA', DOPO IL 5 MAGGIO, IL BUON FAZZOLARI - LA LETTERA A BUTTAFUOCO CON L'ELENCO DEGLI ARTISTI RUSSI IN CARCERE...

giorgia meloni matteo salvini antonio tajani nicole minetti carlo nordio

DAGOREPORT – DOPO IL REFERENDUM, IL DILUVIO: IL VOTO DEL 22-23 MARZO HA APERTO UNA VORAGINE CHE STA INGHIOTTENDO GLI INQUILINI DI PALAZZO CHIGI, MENTRE SI RESPIRA GIA' ARIA DI SMOBILITAZIONE NEGLI APPARATI DI STATO - OGNI GIORNO C’È UNA CADUTA D'IMMAGINE PER IL GOVERNO MELONI (DAL CASO PIANTEDOSI-CONTE A QUELLO MINETTI, DAGLI SCAZZI TRA GIULI E BUTTAFUOCO AL RIBALTONE IN MPS FINO ALLO SPIONE DEL DEO), A CUI SI AGGIUNGE L'IMPLOSIONE DI FRATELLI D'ITALIA E LA GUERRA DI LOGORAMENTO DI SALVINI E LE VELLEITÀ MODERATE DELLA NUOVA FORZA ITALIA BY MARINA BERLUSCONI – PER LA DUCETTA LA PAURA DI CROLLARE E DI FINIRE DI COLPO DALL'ALTARE ALLA POVERE, COME E' GIA' SUCCESSO PER RENZI, SALVINI, DI MAIO E CONTE, E' ALTISSIMA - A LIVELLO INTERNAZIONALE, DOPO IL “VAFFA” DI TRUMP, LA DUCETTA È ISOLATA (MERZ NON SI FA TIRARE PER LA GIACCHETTA) E NON HA PIÙ UN EURO DA SPENDERE PER LE MANCETTE PRE-ELETTORALI – SOLO L’INAZIONE DELL’OPPOSIZIONE LE PERMETTE DI STARE ANCORA INCOLLATA A PALAZZO CHIGI E, GRAZIE ALL’APPARATO MEDIATICO “FIANCHEGGIATORE”, DI “INSABBIARE” MOLTE BEGHE POLITICHE. MA GLI ITALIANI NON HANNO L’ANELLO AL NASO: SONO LORO A PAGARE 2 EURO AL LITRO IL GASOLIO…

triennale giuli la russa trione beppe sala

DAGOREPORT: HABEMUS "TRIONNALE"! - DOPO AVER BUTTATO-AL-FUOCO LA BIENNALE, IL MINISTRO GIULI-VO ORA SI È FATTO BOCCIARE DAL SINDACO DI MILANO LA SUA CANDIDATA ANDRÉE RUTH SHAMMAH, FACENDOSI IMPORRE VINCENZO TRIONE, STORICO E CRITICO D’ARTE, COAUTORE CON LA PENNA ROSSA DI TOMASO MONTANARI DI UN LIBRO INTITOLATO “CONTRO LE MOSTRE” (QUELLE FATTE DAGLI ALTRI) - SEGNALE POCO GIULI-VO PER I CAMERATI ROMANI DELLA MELONI IL VIA LIBERA SU TRIONE CHE AVREBBE DATO IGNAZIO LA RUSSA, “PADRONE” DI MILANO E DINTORNI (VEDI CIÒ CHE SUCCEDE ALLA PINACOTECA DI BRERA BY CRESPI) - FORZA ITALIA È RIUSCITA A FAR ENTRARE, DIREBBE MARINA B. ‘’UN VOLTO NUOVO’’: DAVIDE RAMPELLO CHE DELLA TRIENNALE È GIÀ STATO PRESIDENTE UN’ERA GEOLOGICA FA…

2026masi

DAGOREPORT: “PROMEMORIA” PER SOPRAVVIVERE AL TERREMOTO DIGITALE - IN OCCASIONE DELLA RISTAMPA DEL LIBRO DI MAURO MASI, UN GRAN PARTERRE SI È DATO APPUNTAMENTO AL MALAGOLIANO CIRCOLO ANIENE - PER ANALIZZARE LE PROBLEMATICHE CONNESSE ALL’IA PER NON RIPETERE GLI ERRORI FATTI CON INTERNET QUANDO NEGLI ANNI ‘80 E ‘90 SI DECISE DI NON REGOLAMENTARE LA RETE, HANNO AFFERRATO IL MICROFONO L’EX CONSOB, PAOLO SAVONA, L’INOSSIDABILE GIANNI LETTA, ROBERTO SOMMELLA DI ‘’MF”, IL LEGHISTA RAI ANTONIO MARANO – IN PLATEA, GIORGIO ASSUMMA, LUCIO PRESTA, MICHELE GUARDÌ, BARBARA PALOMBELLI, BELLAVISTA CALTAGIRONE, ROBERTO VACCARELLA, GIANNI MILITO, TIBERIO TIMPERI…

donald trump xi jinping re carlo iii paolo zampolli mohammed bin zayed al nahyan

DAGOREPORT – OCCHI E ORECCHIE PUNTATE SU WASHINGTON: LA VISITA DI RE CARLO SARÀ UTILE A TRUMP, SEMPRE PIU’ ISOLATO, CHE HA BISOGNO DI RINSALDARE LA STORICA ALLEANZA CON LA GRAN BRETAGNA – IL PETROLIO COSTA, GLI ELETTORI SONO INCAZZATI: WASHINGTON VUOLE ACCELERARE SULLA PACE CON L’IRAN. MA GLI AYATOLLAH MOLLERANNO SOLO QUANDO LO ORDINERÀ LORO IL “PADRONCINO” XI JINPING (L’INCONTRO A PECHINO DEL 14-15 MAGGIO SARÀ UNA NUOVA YALTA?) – EMIRATI INGOLFATI: ABU DHABI CHIEDE UNA “SWAP LINE” D’EMERGENZA A WASHINGTON, E IL TYCOON NON PUÒ DIRE DI NO – LA TESTA PLATINATA DI DONALD ZAMPILLA DI…ZAMPOLLI: IL PASTICCIACCIO DEL SUO INVIATO SPECIALE E LE POSSIBILI RIVELAZIONI DELLA SUA EX, AMANDA UNGARO, NON SONO UNA MINCHIATA…