IL DIVANO DEI GIUSTI/1 – ASPETTANDO L’”ODISSEA” DI CHRISTOPHER NOLAN DOMANI AL CINEMA, VI PROPONGO SU RAI PLAY UN BEL RIPASSO CON L’”ULISSE” PRODOTTO NEL 1954 DA CARLO PONTI E DINO DE LAURENTIIS, DIRETTO DA MARIO CAMERINI - IL FILM FU ALL’EPOCA IL MASSIMO SFORZO PRODUTTIVO MAI VISTO IN ITALIA E HA SPIANATO LA STRADA ALLE COPRODUZIONI CON L’AMERICA - SEMPRE SU RAI PLAY TROVATE ANCHE LE OTTO FAVOLOSE PUNTATE DELLA SERIE CHE NEL 1968 DINO DE LAURENTIIS GIRÒ PER LA RAI, "LE AVVENTURE DI ULISSE”. NESSUNO POTEVA SCORDARE LE INTRODUZIONI MERAVIGLIOSE DI GIUSEPPE UNGARETTI CHE LEGGEVA L'ODISSEA E SEMBRAVA IL NOSTRO OMERO, CHE QUALCHE GENIO IN RAI FECE DISTRUGGERE, E NON SI CAPISCE PERCHÉ, QUANDO LE PUNTATE VENNERO REPLICATE… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
Che vediamo stasera? Aspettando l’”Odissea” di Christopher Nolan domani al cinema, vi propongo su Rai Play un bel ripasso con l’”Ulisse” prodotto nel 1954 da Carlo Ponti e Dino De Laurentiis, diretto da Mario Camerini con Kirk Douglas, Silvana Mangano, Anthony Quinn, Rosanna Podestà. Il film fu all’epoca il massimo sforzo produttivo mai visto in Italia e di fatto ha definitivamente spianato la strada alle coproduzioni con l’America, diventate vantaggiose per Hollywood dati i prezzi molto più bassi che si potevano spuntare in Italia.
Georg W. Pabst, il primo regista, venne cassato dalla produzione perché troppo vecchio e si chiamò un professionista come Mario Camerini. Dino De Laurentiis ha così raccontato i rapporti con Riccardo Gualino, il capo della Lux. “Quando abbiamo fatto Ulisse, il vecchio Gualino mi disse: Bravo Dino! Continua così. A Kirk Douglas dovevo dargli 250.000 dollari, nel 1953… capite cosa volesse dire…. Ma lui non mi ha mai detto ‘costa caro’. Al contrario. Se avesse costituito la Lux Film in America, sarebbe diventata una delle compagnie più importanti degli Stati Uniti. Ha sbagliato a farla in Italia”.
Carlo Ponti ricordava, nel libro dedicato alla Lux di Farassino e Sanguineti, che “Kirk Douglas era un amico. Aveva passato la luna di miele a casa mia, a Amalfi, quando si era sposato la direttrice del bureau de presse di Cannes. Su Ulisse avevamo un rapporto molto personale”. Douglas, nella sua autobiografia, ricorda che non era facile girare su questi set internazionali a Roma.
“Era una pazzia. Durante le riprese, ognuno parlava la sua lingua – inglese, francese, italiano, russo, spagnolo. Non avevano bisogno di silenzio quando giravo, tanto si sarebbe doppiato dopo tutto. Imparai a girare anche scene intime con tutto il rumore intorno. E erano durissimi quando dovevano pagare. Meno avevi fatto, più duri erano. Così questi ritornavano. Ogni settimana, il set era era pieno di comparse urlanti che volevano i loro soldi”.
Per Claudio Mancini, poi storico organizzatore dei film di Sergio Leone, “Ulisse fu uno sforzo finanziario incredibile. Dopo tanti film fatti alla garibaldina, mi credevo di sognare perché tutto era perfetto. C’erano i tecnici per il colore che erano venuti dall’Inghilterra e sapevano tutto. C’era la barca che navigava per davvero e mica era costruita a metà e inchiodata sulla spiaggia come quella dei Tre corsari e La nave delle donne maledette.
kirk douglas e rossana podesta' in ulisse
Da questi supercolossi in coproduzione, tutti noi operai, noi tecnici, noi elettricisti abbiamo imparato qualcosa.” (da “L’avventurosa storia del cinema italiana”). Fellini descriveva i kolossal come Ulisse e il successivo Attila come dei “pastrocchioni”, “pasticci confusi”, ma anche dei “film d’autore, nel senso che rappresentano perfettamente i loro autori, Ponti e De Laurentiis”. Fellini racconta anche che Ponti e De Laurentiis furono i primi “a imbarcarsi a Ciampino per andare in America. Si fecero passare per dei produttori. E’ così che hanno iniziato. Come Pinocchio che arriva al teatro delle marionette, li hanno riconosciuti subito”.
bekim fehmiu in le avventure di ulisse 1
Quanto al protagonista americano, Camerini e tutta la troupe così poco sopportavano Douglas che alla fine dell’ultimo giorno di lavorazione, dopo mesi di accettarne ogni bullismo da divo americano, lo radunarono e davanti a tutti glielo dissero. Aveva rotto… Sempre su RAi PLay trovate anche le otto favolose puntate della serie che nel 1968 Dino De Laurentiis girò per la RAi, "Le avventure di Ulisse", diretta da Franco Rossi, anche se gli episodi di Polifemo e della Guerra di Troia sono diretti rispettivamente da Mario Bava e da Piero Schivazappa.
Non c'era ragazzino allora che non li aspettasse con ansia. Bekim Fehmiu era un Ulisse bello e credibile, Irene Papas una grande Penelope. e poi Barbara Bach come Nausicaa, Samson Burke come Polifemo, Renaud Verley come Telemaco, Scilla Gabel come Elena. Ne venne fatta anche una versione per il cinema di un paio d'ore. Da ragazzini la vedemmo ovviamente in biancoe. nero, era il 1968.
Ma nessuno poteva scordare il Polifemo di Mario Bava. E nemmeno le introduzioni meravigliose di Giuseppe Ungaretti che leggeva l'Odissea e sembrava il nostro Omero, che qualche genio in Rai fece distruggere, e non si capisce perché, quando le puntate vennero replicate. Venne riproposto a colori dopo il 1977, ma tutto il fascino se ne era andato.
rossana podesta' in ulisse
bekim fehmiu in le avventure di ulisse 5
silvana mangano e kirk douglas in ulisse
ulisse (1954)
bekim fehmiu in le avventure di ulisse 3
bekim fehmiu e irene papas in le avventure di ulisse
kirk douglas in ulisse.
rossana podesta' e kirk douglas in ulisse
kirk douglas in ulisse
kirk douglas in ulisse
silvana mangano e kirk douglas in ulisse
bekim fehmiu e irene papas in le avventure di ulisse


