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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - SU CANALE 5 PASSA “IL DIAVOLO VESTE PRADA”, IL PRIMO, QUELLO BUONO. LE SIGNORE SON GIÀ LÌ CON LE PANTOFOLE E LA TISANA CALDA. POI, METTIAMO LE COSE IN CHIARO. ANCHE SE NON È POLITICAMENTE CORRETTO PERCHÉ IL PROTAGONISTA, PETER SELLERS, FA L’INDIANO CON LA FACCIA TINTA DI NERO, QUESTO NON TOGLIE CHE “HOLLYWOOD PARTY” SIA UN CAPOLAVORO ASSOLUTO.  LO TROVATE SU RAI MOVIE ALLE 21, 10 – IN QUOTA COMMEDIA SEXY TROVATE “L’AMICA DI MIA MADRE” CON BARBARA BOUCHET, CARMEN VILLANI, ROBERTO CENCI, RAUL MARTINEZ...

 

Marco Giusti per Dagospia

 

il diavolo veste prada

E in chiaro che vediamo? Intanto, su Canale 5 alle 21, 50 passa “Il diavolo veste Prada”, il primo, quello buono, diretto da David Frankel con Meryl Streep, Anne Hathaway, Emily Blunt, Stanley Tucci, Adrian Grenier, Tracie Thoms. Le signore son già lì con le pantofole e la tisana calda.

 

Poi, mettiamo le cose in chiaro. Anche se non è politicamente corretto perché il protagonista, Peter Sellers, fa l’indiano con la faccia tinta di nero, questo non toglie che “Hollywood Party” di Blake Edwards sia un capolavoro assoluto. Visto e rivisto cento volte non perde nulla della sua grandezza e della sua comicità.  Lo trovate stasera su Rai Movie alle 21, 10.

 

hollywood party 3

Peter Sellers è in stato di grazia nel ruolo dell’attore indiano a Hollywood Hrundi V. Bakshi, pronto a distruggere una di quelle feste dei cinematografi yankee in ogni modo senza rendersene minimamente conto.

 

Con lui ci sono Claudine Longet, Steve Franken nel ruolo di una vita, quello del cameriere ubriaco, Jean Carson, Natalia Borisova. Il film venne improvvisato scena per scena, con un canovaccio di 56 pagine. Dopo ogni scena l’intero cast rivedeva quello che si era girato in video e metteva in scena la situazione successiva in perfetto ordine. Unico modo per avere una continuità. Alla faccia della cultura woke, in India il film era popolarissimo.

hollywood party 1

 

Adorato dal Primo Ministro del tempo e dal regista Satyajit Ray che propose un film a Peter Sellers. Occhio alla leggendaria ballerina nera Frances Taylor, moglie di Miles Davis, che balla verso la fine del film. Non venne per nulla amato in Inghilterra, ma in Italia ebbe da subito il suo culto.

 

 

la llorona

Cambiamo genere. Ci sarebbe un bellissimo horror “La Llorona – Le lacrime del male”, diretto da Michael Chaves con Linda Cardellini, Raymond Cruz, Patricia Velasquez, Marisol Ramirez, Sean Patrick Thomas, Mediaset Italia 2 alle 21, ambientato nella Los Angeles del 1973. Fece un incasso clamoroso quando uscì. Su Canale 27 alle 21, 10 passa l’avventuroso “Alaska” diretto da Fraser C. Heston con Thora Birch, Vincent Kartheiser, Dirk Benedict e Charlton Heston, padre del regista.

 

kill bill vol. 1

Su Canale 20 alle 21, 10 il thriller “A luci spente” di Christian Sesma con Frank Grillo, Mekhi Phifer, Jaime King, Dermot Mulroney, Scott Adkins, JuJu Chan Szeto. Anche a luci accese non credo che il livello del film sarebbe migliorato. Tv2000 alle 21, 10 passa un buon film un po’ deprimente di Silvio Soldini, “Giorni e nuvole” con Silvio Soldini con Antonio Albanese operaio genovese che perde il lavoro, Margherita Buy, Giuseppe Battiston, Alba Rohrwacher, Fabio Troiano, Carla Signoris, Teco Celio. Molto serio. Se non sbaglio tra i primi film di Alba Rohrwacher, da subito bravissima.

 

la morte di bill in kill bil 2

Su Cielo alle 21, 15, in attesa della megaversione con episodi in più, un nuovo montaggio e i due episodi uniti per un totale di 4 ore e mezzo che si vedrà a fine maggio in America (non so da noi…) passa “Kill Bill: vol. 1” di Quentin Tarantino con Uma Thurman, David Carradine, Daryl Hannah, Michael Madsen, Lucy Liu, Vivica A. Fox.

 

 

Iris alle 21, 15 propone l’ottimo “Sully” di Clint Eastwood con un grande Tom Hanks, Laura Linney, Autumn Reeser, Aaron Eckhart, Jerry Ferrara, Sam Huntington.

sully di clint eastwood

 

Quel che lo spettatore italiano perde nella storia incredibile dell’ammaraggio del comandante Sully sul fiume Hudson, un ammaraggio che costò alla sua compagnia la perdita di un Airbus A320, ma la salvezza di tutte le sue 155 anime a bordo, tra passeggeri e personale, è che il valore dell’impresa, in quel 15 gennaio 2009, assumeva un’altra dimensione se inserita nel suo preciso contesto storico.

 

Un contesto tutto negativo, tra la grande recessione americana, il caso Madoff, esploso solo pochi giorni prima, e, soprattutto, l’ombra di un’altra tragedia con aerei in volo su New York come l’11 settembre. L’impresa di Sully e con lui di tutta la comunità newyorkese impegnata nel recupero dei 155 passeggeri, assumeva così un significato ancora più importante e metaforico del semplice atto di eroismo o di bravura del comandante.

 

sully di clint eastwood

Quel che importa davvero a Clint Eastwood nel metter in scena questo suo magistrale Sully, interpretato da un Tom Hanks assolutamente meraviglioso nel ruolo del comandante che, in fondo, pensa solo di aver fatto il suo dovere, sono in fondo poche cose. Ma fondamentali.

 

La costruzione dell’atto di eroismo visto appunto come epicità dell’eroismo quotidiano dell’uomo che non pretende altro che far bene il suo lavoro. l sentimento, assolutamente fordiano (nel senso di John Ford), che nel fare questo atto nessuno è davvero solo, ma è espressione di un mondo che è lì vicino a lui.

 

sully di clint eastwood

Nei 200 e passa secondi di tempo che ha nello scegliere cosa fare del suo aereo in volo su New York con i motori fuori uso per colpa degli uccelli (Canada Geese, leggo), Sullt fa un rapido calcolo di possibilità, tornare indietro all’aeroporto La Guardia, atterrare da un’altra parte, o scendere verso l’Hudson, ma senza scordare il fattore umano. L’immagine dell’aereo che si abbatte sulla città è proprio il suo incubo con cui si apre il film. E è proprio appellandosi al fattore umano che nel processo che affronta dopo l’ammaraggio, riesce a ribaltare i risultati dei test compiuti con delle simulazioni. Tutto il film sta qui.

 

 

tom holland spider man no way home

Molto carino ancora “Full Monty – Squattrinati organizzati” di Peter Cattaneo con Robert Carlyle, Tom Wilkinson, Mark Addy, Paul Barber, La7 Cinema alle 21, 15, storia di un gruppo di operai senza lavoro inglesi massacrati dalla Thatcher che mettono in piedi uno spettacolino di spogliarello di maschi per signore.

 

 Rai4 alle 21, 20 propone “Scream Team 355”, action al femminile diretto da Simon Kinberg con Jessica Chastain, Lupita Nyong'o, Diane Kruger, Sebastian Stan, Penélope Cruz. Italia 1 alle 21, 25 passa quello che è forse il film più atteso della serata, “Spider-Man: No Way Home” di Jon Watts con Tom Holland, Zendaya, Benedict Cumberbatch, Marisa Tomei, Jamie Foxx, Alfred Molina. Ma i ragazzi lo hanno già visto…

 

e’ nata una star?

Rai 1 alle 21, 30 passa un polpettone sentimentale poco noto, “Someone Like You – L’eco del cuore” di Tyler Russell con Sarah Fisher, Jake Allyn, Lynn Collins, Robyn Lively, Bart Johnson, Scott Reeves. Bruttino. Passiamo alla seconda serata con “E’ nata una star” di Lucio Pellegrini con Luciana Littizzetto, Rocco Papaleo, Pietro Castellitto, Michela Cescon, Gisella Burinato, dove la coppia Littizzetto – Papaleo scopre che il figlio, Pietro Castellitto, ha un avvenire nel cinema porno. So’ valori.

 

pietro castellitto rocco papaleo e’ nata una star?

In un mare di film già visti vi ricordo “Bounce”, commedia di Don Roos con Ben Affleck, Gwyneth Paltrow, Joe Morton, Natasha Henstridge, Jennifer Grey, Tony Goldwyn, La5 alle 23, 45, storia di amore e alcolismo. Ahi.

 

La7 Cinema a mezzanotte passa “Joy”, di David O. Russell con Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Isabella Rossellini, Edgar Ramirez, Diane Ladd, commedia dedicata all’inventrice del mocio, Joy Mangano, e alle doti della sua protagonista, Jennifer Lawrence.

 

jennifer lawrence in joy

Certo, ritroviamo qui anche Bradley Cooper e Robert De Niro, che erano già presenti nei precedenti due film di Russel con Jennifer Lawrence, “Il lato positivo” e “American Hustle”, ma hanno ruoli marginali e si arrendono entrambi al carattere che la Lawrence imprime a questa Joy, eroina della casalinghitudine americana anni ’90.

 

Joy, nel 1989, quando comincia la storia, è una figlia, moglie, madre, nipote scoppiata che vive una vita impossibile trascinandosi dentro casa tutti i suoi problemi e tutta la sua famiglia composta in gran parte da avvoltoi mollaccioni. Una madre, Virginia Madsen, che non si muove dal letto per guardare a letto la sua soap opera preferita, due figli piccoli, un marito sfaticato, Edgar Ramirez, che è diventato il suo miglior amico e vive nello scantinato, la nonna, Diane Ladd, che è l’unica che le voglia davvero bene.

 

joy il film con jennifer lawrence 8

A questi aggiungiamo una sorella antipatica, Peggy, un padre divorziato, Robert De Niro, che torna a vivere da lei e occuperà metà dello scantinato del marito. E mettiamoci anche la nuova fidanzata italiana del padre, una Isabella Rossellini, meravigliosa, l’unica che ha un capitale e sa qualcosa di affari. Vita sessuale zero. Quando scoppia un tubo dell’acqua nella camera della mamma e Joy cerca inutilmente di aggiustarlo, lei capisce di essere sull’orlo della disperazione più totale.

 

Nella cameretta della figlia si inventa quindi il mocio, una scopa componibile che pulisca e asciughi l’acqua per terra. Si fa aiutare economicamente dalla fidanzata del padre, che le mette delle precise regole, e parte per vendere la sua invenzione alla televisione QVC, dove si pratica la vendita diretta dallo schermo. Non sarà facile arrivare al successo, anche se sappiamo da subito che Joy diventerà non solo una donna di successo, ma addirittura una miliardaria.

 

 

il regno del pianeta delle scimmie 7

Italia 1 alle 0, 10 propone “Il regno del pianeta delle scimmie” sequel diretto e prodotto da Wes Ball della saga scimmiesca iniziata egregiamente da Matt Reeves, già prequel della ancor più celebre saga iniziata negli anni ’60 con “Il pianeta delle scimmie”. Ma in questo film, scritto da Josh Friedman, tratto dai personaggi creati da Rick Jaffa e Amanda Silver, quello che conta per la produzione, è costruire soprattutto una specie di reboot giovanile con personaggi scimmieschi e umani, da portare avanti con un paio di altri titoli.

 

Non era un compito facile, perché si tratta un po’ di film a incastro. Wes Ball, specialista in scenografie, effetti video, nonché autore della saga di “Maze Runner”, alle prese con un film un filo lunghetto, 2 ore e 25 minuti, esagera un bel po’ con 40 minuti iniziali di giovani scimmie capitanate dal protagonista Noa, doppiato in originale da Owen Teague, a caccia di uova di aquile sulle montagne, poi con scene di botte tra i gorilla di Re Proximus, e il clan delle scimmie di Noa, dove scopriamo che si addestrano le piccole aquile a trovare cibo per la comunità.

 

il regno del pianeta delle scimmie 12

Il film parte realmente solo quando, dopo che i gorilla hanno catturato e portato chissà dove il clan delle scimmie laziali (con tutte queste aquile…), entra finalmente in scena un personaggio umano, cioè la Mae di Freya Allan, bella ragazza parlante, non stupida come gli altri umani, che assieme a Noa e a un simpatico orango saggio, Raka, faranno gruppo per arrivare al villaggio dei gorilla per liberare le scimmie prigioniere.

E lì scopriremo che Proximus è una sorta di re pazzo, con corona alla Macbeth, che si fa spiegare da un umano traditore, William Macy, la storia degli antichi romani e cerca di bucare una sorta di portone invalicabile dove gli umani avevano racchiuso un intero armamentario da guerra nucleare. Altro che Trump.

 

il regno del pianeta delle scimmie 4

Ora. Qualche buona battuta c’è, perfino una citazione da Kurt Vonnegut che non guasta, le scene di botte da orbi tra scimmie e gorilla sono ben fatte, l’inserimento della ragazza funziona e dà senso alla storia, ma francamente la storia delle aquile che vengono cresciute dai gorilla e diventano i loro animali di compagnia non aveva bisogno di una spiegone così lungo. Malgrado le migliori intenzioni, non l’ho trovato innovativo come i due film della saga diretti da Matt Reeves, che aveva davvero dato una chiave narrativa interessante al prequel-reboot della saga.

 

 

Canale 5 alle 0, 40 presenta “L’assistente della star” diretto da Nisha Ganatra con Dakota Johnson, Tracee Ellis Ross, Ice Cube, Bill Pullman, June Diane Raphael.

l'amica di mia madre 2

 

Cine 34 alle 0, 45 riapre con la commedia sexy all’italiana grazie a “L’amica di mia madre” di Mauro Ivaldi con Barbara Bouchet, Carmen Villani, Roberto Cenci, Raul Martinez. La7 Cinema all’1, 15 presenta una nuova versione di “Point Break” diretta da Ericson Core con Edgar Ramirez, Luke Bracey, Ray Winstone, Teresa Palmer, Delroy Lindo, Matias Varela. Cielo all’1, 15 passa un mai sentito “Tornado Valley” di tal Andrew C. Erin con Meredith Monroe, Cameron Bancroft, Pascale Hutton, Rachel Pattee, Duncan Fraser.

 

Ricordo terribile “L’uomo dell’anno” di Barry Levinson con Robin Williams, Christopher Walken, Laura Linney, Jeff Goldblum, Lewis Black, Iris all’1, 35. Sono indeciso tra “Dove vai se il vizietto non ce l’hai?” di Marino Girolami con Renzo Montagnani, Alvaro Vitali, Paola Senatore, Mario Carotenuto, Cine 34 alle 2, 35, e “Cosmonauta”, esordio di Susanna Nicchiarelli con Sergio Rubini, Claudia Pandolfi, Susanna Nicchiarelli, Angelo Orlando, Rai Due alle 2, 45.

 

adolfo celi dove vai se il vizietto non ce l'hai ?

Rai Movie alle 2, 55 passa un action chic, “Brooklyn's Finest” di Antoine Fuqua con Richard Gere, Ethan Hawke, Don Cheadle, Wesley Snipes, Jesse Williams, Ellen Barkin. Storia di famiglie intere di poliziotti americani. Ma c’è del marcio. Come sempre.

 

Rete 4 alle 3, 05 passa uno spaghetti western che non credo di aver visto, “I lunghi giorni dell’odio” di Gianfranco Baldanello, che un temnpo si firmava Frank G. Carroll con Guy Madison, Peter Martell alias Pietro Martellanza, Lucienne Fridou, Rik Battaglia. “Lo abbiamo fatto con la Film Finance”, mi disse il regista, “cioè con la società a capitali americani che aveva la garanzia dei controlli.

 

In pratica, siccome c’erano dei capitali americani, volevano che ci fosse la sicurezza della quadratura del film, il suo buon fine. L’uomo che ci seguiva della Film Finance era Minervini. Anche se il budget era più o meno lo stesso di un film medio, avevamo però la tranquillità di essere coperti durante la lavorazione.

dove vai se il vizietto non ce l’hai?

 

Alberto Marucchi, il produttore, era uno che lavorava in America e venne qui portando queste operazioni con il capitale estero. Fu lui a portare anche la protagonista, Lucienne Bridou, un’americana, una brava ragazza. Quanto a Guy Madison andava a periodi. Qui era tranquillo, ma in un film dove lo avevo avuto da aiuto regista mi ricordo che un giorno non si presentò. Lo cercammo per ogni bar”.

l'amica di mia madre 3

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