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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 – IL FILM DELLA GIORNATA È “BLOW UP” DI MICHELANGELO ANTONIONI CON DAVID HEMMINGS, VANESSA REDGRAVE, SARAH MILES, JANE BIRKIN, PETER BOWLES, GILLIAN HILLS, RAI MOVIE ALLE 21,10. VORREI SAPERE SE È LA STESSA COPIA, ITALIANA, CHE GIRAVA QUALCHE TEMPO FA SU SKY. PERCHÉ SE È QUELLA, BELLISSIMA, È AHIMÉ TAGLIATA. VIA LA SCENA DEL SENO DI VANESSA REDGRAVE CHE MI TURBÒ NON POCO DA RAGAZZINO (CHI AVEVA MAI VISTO LE DONNE NUDE AL CINEMA?). MA SOPRATTUTTO VIA LA LUNGA SCENA DELL’ORGETTA CHE COLPÌ GLI SPETTATORI DI TUTTO IL MONDO. ANCHE PERCHÉ NON SI ERA MAI VISTO NEL CINEMA INGLESE UN NUDO FRONTALE.... - VIDEO

 

Marco Giusti per Dagospia

 

biagio izzo massimo boldi matrimonio al sud

E in chiaro che vediamo? Eviterei i film troppo visti come “Matrimonio al Sud” di Paolo Costella con Massimo Boldi, Biagio Izzo, Paolo Conticini, Debora Villa, Barbara Tabita, Fatima Trotta o la cafonata australiana “Shark 3D” di Kimble Rendall con Phoebe Tonkin, Sharni Vinson, Julian McMahon, Xavier Samuel, Cariba Heine.

 

Mentre “Dragonheart” di Rob Cohen con Dennis Quaid, Dina Meyer, David Thewlis, Julie Christie, Pete Postlethwaite e la voce di Sean Connery che doppia il drago protagonista, Draco, è un filmone. Lo trovate su Canale 27 alle 21, 10.

 

dragonheart.

Fanno coppia un cavaliere ammazzadraghi e l’ultimo drago rimasto in circolazione. Kiyoshi Yamazaki ha in segnato a Dennis Quaid a maneggiare la spada. E’ il primo film che utilizzava il software Caricature di ILM per muiovere la bocca al drago mentre parla. Per renderlo più simile a Sean Connery, vennero usate 200 fotografie delle espressioni facciali dell’attore.

 

Ma forse il film della giornata, soprattutto se non ne potete più di draghi come me dopo “House of the Dragons”, è “Blow Up” di Michelangelo Antonioni con David Hemmings, Vanessa Redgrave, Sarah Miles, Jane Birkin, Peter Bowles, Gillian Hills, Rai Movie alle 21, 10.

 

jane birkin blow up

Vorrei sapere se è la stessa copia, italiana, che girava qualche tempo fa su Sky. Perché se è quella, bellissima, è ahimé tagliata. Via la scena del seno di Vanessa Redgrave che mi turbò non poco da ragazzino (chi aveva mai visto le donne nude al cinema?). Ma soprattutto via la lunga scena dell’orgetta tra David Hemmings e le ragazzine Jane Birkin e Gillian Hills che colpì gli spettatori di tutto il mondo. Anche perché non si era mai visto nel cinema inglese un nudo frontale.

 

Rispetto a questa scena Jane Birkin ragionò a lungo se farla o non farla col marito di allora, il musicista John Barry. Poi la fece. E fu il film che la lanciò nel cinema. Durante le prove si era messa a piangere da subito quando le dissero di scrivere il suo nome più grande.

 

blow up

Raccontava che Antonioni venne verso di lei e le disse «Ecco quello che volevo sapere: se eri vulnerabile.  Adesso ti do tre pagine da leggere, ma pensaci bene perché nel film dovrai essere completamente nuda.' Sono andata a casa e ho raccontato tutto a John [Barry]. "Se proprio devi spogliarti, vale la pena farlo per un film di Antonioni", mi disse.

 

Ma ha aggiunto: "So ancora che non lo farai mai". Anche quando ti spogli a casa, spegni sempre la luce.' 'Merde!', mi sono detta. 'La farò.'" E quella scena la lanciò nel cinema. Leggo sui vecchi giornali americani del tempo, in data 8 febbraio 1967, che Geoffrey Shurlock, responsabile del Codice di Censura americano, che vennero chiesti per il film due tagli, quello del seno di Vanessa Redgrave e quello dell’orgia con le due teenangers coi nudi frontali.

 

blow up

Il Codice non permetteva la “completa nudità” al cinema. Ma i tempi stavano cambiando. E il film era comunque prodotto dalla MGM. Antonioni si oppose a tutti e due i tagli. Pochi mesi prima era passato il nudo di una ragazza nera in “L’uomo del banco dei pegni” di Sidney Lumet che aveva fatto molto scalpore. Ponti e il suo amico Jack Valenti, ovviamente, trovano un accordo con la censura americana.

 

Rimane la scena dell’orgia con le teenager. Ma partono 6/7 secondi del seno di Vanessa Redgrave. I critici non se ne sarebbero accorti. Carlo Ponti giustificò il taglio sui giornali americani dicendo “Non c’è niente di inusuale in questo. Il taglio sarebbe stato fatto in tutti i modi. Il film è troppo lungo” (parliamo di sei sette secondi…). Ma in Italia, almeno il primo giorno che uscì il film in sala, quella scena c’era. Almeno nel mio ricordo. Come c’era la scena più lunga con Gillian Hills e Jane Birkin. Tornai il giorno dopo. Impazzito per tutte queste belle ragazze…

 

jane birkin in blow up

La5 alle 21, 10 passa la commedia sentimentale “Nessuno come noi” di Volfango De Biasi con Alessandro Preziosi, Sarah Felberbaum, Christiane Filangieri, Vincenzo Crea. Su Tv2000 alle 21, 10 trovate “Il sogno di Valentina” diretto da Menhaj Huda con Kelen Coleman, Liam McIntyre, Paolo Bernardini, Fabio Testi, Jacqueline Bisset, piccola storia di una fabbrica di scarpe italiana a Mew York che cerca di non chiudere.

 

Canale 20 alle 21, 10 passa il fantascientifico “Simulant” di April Mulle con Robbie Amell, Alicia Sanz, Jordana Brewster, Sam Worthington, Simu Liu, Mayko Nguyen, dove nasce un problema con il marito robot che rimpiazza il marito morto della protagonista.

 

Così così. La7 Alle 21, 15 propone “Il giurato” di Brian Gibson con Demi Moore, Alec Baldwin, Lindsay Crouse, Tony Lo Bianco, James Gandolfini, Michael Rispoli, Anne Heche, Michael Constantine, dove un giurato di un processo mafioso, è stalkerato da un killer che vuole che voti solo in un certo modo. Il grande Gordon Willis, direttore della fotografia de “Il Padrino”, ha mollato il set perché stanco delle indecisioni del regista.

 

 

deep water 15

Su La7 Cinema alle 21, 15 passa “Acque profonde” diretto dopo 20 anni di assenza dalla regia da Adrian Lyne, non scordato regista di “Flashdance”, “Attrazione fatale”, “Proposta indecente”, accolto malamente dalla critica americana e un po’ meglio da quella francese.

 

Ennesimo rifacimento di “The Talented Mr. Ripley” di Patricia Highsmith, anche se profondamento modificato dalla sceneggiatura moderna di Zach Helm e Sam Levinson, il regista e autore di “Euphoria”, è costruito sul rapporto malato dei due protagonisti.

 

deep water 16

Malgrado sembrino una famiglia felice con bambina saccente, lei ha una collezione di giovani maschi aitanti che si scopa davanti agli occhi di lui, lui ha il ruolo di cornuto più cornuto che si sia mai visto al cinema e non è un attore molto espressivo; quindi, seguita a fare la faccia da cornuto per tutto il film. Anche se lei, in fondo lo fa per eccitare lui.

 

Scopa col pischello e poi si butta su una pompa a lui direttamente in auto. La cosa potrebbe anche funzionare se questi giovanotti che lei ha adescato non iniziassero a scomparire misteriosamente. E’ stato lui, che si vanta di averli uccisi, o no? L’aspetto più interessante del film, che è un filo lunghetto e un po’ ripetitivo, è proprio nel complesso intreccio amoroso sadomaso dei due con tanto di delitti veri o falsi.

 

deep water 13

Lei è una grande dark lady che, come Rosamund Pike in “Gone Girl” di David Fincher, fa flippare Ben Affleck cornutone e stupidotto, malgrado ci dicano che è un genio che vive da miliardario avendo inventato un chip per la costruzione dei droni da guerra. Un altro aspetto curioso è infatti nel rapporto fra il male e il bene che ci porta un po’ di più dalle parti della Highsmith.

 

 A cominciare dall’invenzione di Affleck, che viene utilizzata solo per la guerra ma che in sé è solo un cheap. Molto ci piace Ana De Armas, di culto quando nel bagno si depila le gambe, che si esibisce pure in un versione di “Vieni via con me” di Paolo Conte, e molto deve essere piaciuta a Ben Affleck, che ha avuto una travolgente storia ai tempi del film (prima, dopo, durante?) alla faccia di Jlo.

 

Per i fan di Riccardo Cocciante passa il documentario di Stefano Salvati “Il mio nome è Riccardo Cocciante”, Rai5 alle 21, 20. Canale 5 alle 21, 20 ha programmato “Ghost. Fantasma”, classicone sentimentale di Jerry Zucker con Patrick Swayze, Demi Moore, Whoopi Goldberg, Tony Goldwyn, Rick Aviles. Vincerà la serata? Probabile.

 

 

blow up 2

Cielo alle 21, 20 propone il noir norvegese “Ordine di sparizione” diretta da Hans Petter Moland con Stellan Skarsgård, Bruno Ganz, Pål Sverre Hagen, Birgitte Hjort Sørensen. E’ un revenge movie ironico e violentissimo con Stellan Skarsgård e Bruno Ganz ambientato nel gelo di una Norvegia abitata da svedesi, danesi, falsi cinesi, vietnamiti, e gangster serbi scambiati per albanesi, non si può perdere.

 

Anche perché questo “In ordine di sparizione” (“Kraftidioten”) diretto da Hans Petter Moland e scritto da Kim Fupz Aakeson, che ci avevano già dato il molto simile “En ganske snill mann”, sempre interpretato in un ruolo da superduro da Stellan Skarsgård, è unoi dei migliori revenge movie degli ultimi anni. E al vecchio Stellan gli rode proprio che qualcuno gli abbia stecchito ignobilmente il figlio Ingmar, e farà una vendetta alla Liam Neeson con un vecchio fucile a canne mozze, ma con inquadrature di gran classe ambientate in un Norvegia dalle luci incredibili e piena di neve.

 

in ordine di sparizione 15

Dobbiamo andare al grande western “La notte senza legge” di André De Toth per ritrovare sparatorie nella neve così ardite. Diciamo che lo svedese Nils Dickman, cioè Stellan Skarsgård, è un brav’uomo, con il suo. uovo spazzaneve libera ogni strada della Norvegia ben meritandosi la medaglia di cittadino dell’anno, malgrado sia uno straniero, nella sua cittadina di questo assurdo e freddissimo nord. Vive con la moglie in un posto sperduto e quando scopre che il suo unico figlio è morto di overdose in città, non si dà pace che quella sia la vera causa della morte.

 

in ordine di sparizione 08

Infatti il povero Ingmar, solo per fare un piacere a un amico balordo, è incappato nella vendetta di una feroce gang di trafficanti norvegesi di cocaina, comandata da un certo “Conte”, Pal Sverre Hagen, che si spartiscono il mercato con una gang di serbi, comandata dal vecchio Papa, un grandissimo Bruno Ganz. Il Conte ha così decretato la morte del ragazzo e del suo amico, che aveva fatto sparire un bustone di coca, rei dello sgarro. Come Nils scopre chi sono i responsabili della morte del figlio, inizia la vendetta e comincia a sterminare i gangster.

 

widows

Molto carino, pur se massacrato dalla produzione, “Resa dei conti a Little Tokyo” di Mark L. Lester con Dolph Lundgren, Brandon Lee, Tia Carrere, Iris alle 21, 20. Passiamo alla seconda serata, che offre un mare di repliche.

 

Vi segnalo però “Femme fatale” di Brian De Palma con la fantastica Rebecca Romijn, Antonio Banderas, Peter Coyote, Rai Movie alle 23, 05.

 

 

Ma potrebbe farvi soltare la serata, La7 Cinema alle 23, 20, il sofisticato noir “Widows – Eredità criminale” di Steve McQueen con Viola Davis, Michelle Rodriguez, Elizabeth Debicki, Cynthia Erivo, Liam Neeson.

 

widows

In pratica: cosa fare quando tuo marito ci lascia la pelle insieme ai suoi soci durante una rapina e la tua eredità è un conticino da pagare di due milioni di dollari con i peggiori gangster in circolazione che proprio il tuo defunto consorte ha rapinato? Metti su una banda di vedove criminali pronte a ripetere le azioni dei mariti per salvarti la pelle e regolare i conti. Questa l’idea di partenze di questo notevole, meno banale di quanto possa sembrare Widows-Eredità criminale, quarto film del celebrato artista-regista nero-inglese Steve McQueen, che lo ha scritto assieme alla Gillian Flynn di Gone Girl.

 

widows

Il tutto, a detto lo stesso regista, viene da una celebre serie inglese dei primi anni ’80, tratta da un romanzo di Lynda La Plante, dove quattro donne di provenienza e di classe diversa si trovano costrette a mettersi insieme per salvarsi la vita. Il meccanismo da thriller, per Steve McQueen e per la sua co-sceneggiatrice, serve soprattutto per mostrarci, in un film dal grande budget e dal grande cast popolare, una serie di personaggi del tutto diversi che, reagendo in maniera inaspettata agli eventi che devono affrontare, rappresenteranno aspetti profondi dell’umanità che ci circonda.

 

deep water 12

Così, la sindacalista-bibliotecaria nera Veronica Rawlins, Viola Davis, che perde il suo uomo Henry, Liam Neeson, bianco e irlandese, diventerà il capo della banda di ragazze, che comprende una latina, Michelle Rodriguez, una nera di estrazione popolare, Cynthia Erivo, e una bianca di origine polacca, Elizabeth Debicki.

 

Le quattro ragazze dovranno affrontare la banda dei fratelli Jamal e Jatenne Manning, cioè Brian Tyree Henry e Daniel Kaluuya, gangsters che stanno puntando alle elezioni nel 18° distretto di Chicago candidando uno dei due fratelli, Jamal, ma anche la gang, più in guanti bianchi, della famiglia irlandese Mulligan, composta dal vecchio padre Robert Duvall e dal figlio Colin Farrell, che da anni e anni conserva il potere sul distretto.

 

jennifer lopez marry me sposami 3

Non solo. Sappiamo da subito che il marito di Veronica, cioè il defunto Henry, ha lavorato per anni per i Mulligan, facendo per loro lavori sporchi. Ma non capiamo perché sia andato a rubare due milioni di dollari ai Manning, con i quali c’erano buoni rapporti di non belligeranza. Tutti i maschi coinvolti nella storia sono cattivi, sia quelli defunti che quelli ancora vivi. Le donne lo sanno bene. Steve McQueen non lavora però sui meccanismi del thriller, che poi diventerà un vero e proprio giallo, forse anche non completamente riuscito, quanto sui personaggi che mette in scena.

 

Canale 5 alle 23, 35 passa “Marry Me – Sposami” di Kat Coiro con Jennifer Lopez, Owen Wilson, Sarah Silverman, Chloe Coleman, Maluma, Utkarsh Ambudkar. Nella notte brilla una sorpresa, “Gli occhi di Laura Mars” diretto da Irvin Kershner, ma scritto da John Carpenter e David Zelag Goodman, con interventi di Joan Tewkesbury, da un’idea di Carpenter, con Faye Dunaway, Tommy Lee Jones, Brad Dourif, Raul Julia.

 

jennifer lopez marry me sposami

Il produttore Jon Peters voleva alla regia Michael Miller, ma durò poco con Faye Dunawaye. L’idea di ambientare la storia di uns erial killer fra servizi di moda, belle modelle fotogrfai, non era male, ma il film fa troppi compromessi. “Halloween”, il primo film di John Carpenter, uscì prima e se lo mangiò.

 

Rai2 all’1, 20 passa la commedia bislacca “Favola”, diretta da Sebastiano Mauri con Filippo Timi, Lucia Mascino, Luca Santagostino, Sergio Albelli, Piera Degli Esposti.

 

 

favola.

Oh, il mélo americano anni ’50. Jane Wyman, Dorothy Malone, Douglas Sirk. Quanto ci hanno segnato coi loro colori meravigliosi e le loro protagoniste dalla sessualità repressa pronta a esplodere da un momento all’altro… Tutto questo troverete in questo stravagante, colto e assolutamente sorprendente Favola di Sebastiano Mauri, trasposizione cinematografica di una pièce che Filippo Timi ha scritto e portato a teatro assieme a Lucia Mascino per ben cinque anni.

 

L'allievo

Un lavoro, quindi, già ben rodato che trova sullo schermo una nuova vitalità grazie alla fotografia del grande Renato Berta, direttore della fotografia di tanti film di Jean-Luc Godard e Jean-Marie Straub, di scene e costumi da grande mélo americano anni 50 e una regia assolutamente non prevedibile che non solo asseconda la voglia di stravaganza del progetto, ma cerca di muovere il tutto verso una sorta di commedia assurda che mantenga però una sua struttura colta e contenuta.

 

Filippo Timi è Miss Fairytale, sorta di Jane Wyman, armata di fucile, chiusa in casa in attesa del marito, che divide il suo tempo con Lucia Mascino, una Doris Day con occhiali che sembra anche lei provenire da un film Universal anni ’50. Su tutto domina una non precisa sessualità di Miss Fairytale che prenderà vita in un finale che non è quello della commedia, e che non riveleremo.

 

filippo timi favola.

Ma tutta la commedia poggia non tanto sullo sviluppo della storia tra le due protagoniste, quanto sulla loro messa in scena della donna, della sua sessualità repressa mediate dalla visione del cinema americano alla Douglas Sirk. Non per tutti i gusti, evidentemente, ma Timi e Mascino sono superbi e molto divertenti e la regia di Mauri affettuosa e rispettosa della follia del tutto.

 

Iris all’1, 40 passa il biopic su Charles Darwin e signora, “Creation” di Jon Amiel con Jennifer Connelly, Paul Bettany, Jeremy Northam, Toby Jones, Benedict Cumberbatch. Non bellissimo.

 

 

L'allievo

La7 Cinema all’1, 45 passa invece “L’allievo” diretto da Bryan Singer, tratto dal romanzo di Stephen King, con Brad Renfro che vede nel suo vecchio vicino, Ian McKellen, un pericoloso criminale di guerra nazista, David Schwimmer, Joshua Jackson, Mickey Cottrell, Bruce Davison, Elias Koteas. Dalla stessa storia ne venne tratto un film, mai finito, nel 1984, diretto da Alan Bridges con Ricky Schroder, il ragazzino, e Nicol Williamson come Kurt Dussander. Lo ha visto solo Stephen King. Ma gli mancavano dieci giorni di riprese.

 

I guappi

Rete 4 alle 2, 10 passa un altro film con Little Tony, “Peggio per me… meglio per te” diretto da Bruno Corbucci con Little Tony, Katia Kristina, Gianni Agus, Aldo Puglisi, Maria Pia Conte, Antonella Steni. Iris alle 3, 25 passa il polar “Tre per una grande rapina” di Serge Leroy con Michel Constantin, Adolfo Celi, Georges Géret, Annie Cordy. Chiudo con “I guappi” di Pasquale Squitieri, scritto da Ugo Pirro e Michele Prisco on Franco Nero come Nicola Bellizzi, Fabio Testi come Don Gaetano Core e ferro, Claudia Cardinale, Lina Polito, Raymond Pellegrin, Rosalia Maggio, Nino Vingelli, Sonia Viviani. All’epoca piacque a tutti.

i guappi locandina

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