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IL DIVANO DEI GIUSTI/2 - E IN CHIARO STASERA, SE NON CI VA DI VEDERE IL FESTIVAL DI SANREMO, COSA VEDIAMO? IN PRIMA SERATA PASSA UNA BOMBA COME “THE WOLF OF WALL STREET”, IL SOLO FILM CHE SPIEGA BENE COSA SIA ACCADUTO IN QUESTI ANNI AL CAPITALISMO AMERICANO, TRA EPSTEIN E TRUMP – TROVATE ANCHE IL DIVERTENTE ROCK-HORROR DI STRACULTO “MORTE A 33 GIRI” E “MASTER & COMMANDER – SFIDA AI CONFINI DEL MARE”FORSE L’ULTIMO GRANDE FILM STORICO DI MARINAI CHE SI SIA VISTO AL CINEMA – NELLA NOTTE DITE A DAGO CHE RIPASSA IL MÉLO DI DOUGLAS SIRK “INTERLUDIO”. TUTTI A PIANGERE… - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

leonardo dicaprio the wolf of wall street

E in chiaro stasera, se non ci va di vedere il festival di Sanremo, cosa vediamo? Rai Tre alle 20, 35 programma una bomba come “The Wolf of Wall Street”, ultimo vero capolavoro di Martin Scorsese con Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, il solo film che spiega bene cosa sia accaduto in questi anni al capitalismo americano, tra Epstein e Trump. Spiega perfettamente anche l’abuso di droghe.

 

C’è tutto. La candela nel culo di  Leonardo Di Caprio (è una pratica erotica), il lancio del nano con annessa discussione teorica su cosa si può fare coi nani, la sniffata profonda nel didietro di una signorina (tal Natalie Bensel), due seghe al giorno (“non è un consiglio, è una prescrizione”), Bo Diddley, Elmore James, Howling Wolf e John Lee Hooker, la parola Fuck pronunciata 569 volte,

 

WOLF OF WALL STREET leonardo DI CAPRIO SOFFIA COCAINA NEL CULO DELLA PROSTITUTA

 la riabilitazione di Gordon Gekko, mille lezioni su come fare soldi imbrogliando il prossimo, una lunga chiacchiera fra padre e figlio sulla vagina depilata delle donne (“Sono nato troppo presto”, si lamenta il padre), “Gloria” di Umberto Tozzi, recuperata poco tempo fa proprio dai trumpiani, Jonah Hill che si masturba di fronte a tutti alla vista della bellissima Margot Robbie, i Devo, Cypress Hill, Ahmad Jamal e perfino “Mrs Robinson” eseguita dai Lemonheads,

 

Jean Dujardin, il protagonista di “The Artist”, nei panni di un losco banchiere svizzero che non resiste alla bella spogliarellista slava Chantal, Katarina Cas, un cameo di Spike Jonze, la coca che fa su Di Caprio lo stesso effetto degli spinaci su Braccio di Ferro, la glorificazione del Quaaludes come droga della classe dirigente americana, il pranzo con Matthew McConaughey che in cinque minuti ci spiega cos’è Wall Street e cos’è l’America bevendo un Martini.

 

E perfino la benedizione di Bret Easton Ellis su twitter (“è così ovvio che sia il miglior film del 2013 che non si capisce perché non vinca tutti i premi”). Alla fine ne avremmo potute vedere altre dieci ore di un film così anche se per esaltarci già bastano i primi dieci minuti.

margot robbie the wolf of wall street

 

Perché “The Wolf of Wall Street” di Martin Scorsese, scritto dal Terence Winter di “The Sopranos” e “Boardwalk Empire” e tratto dall’autobiografia di Jordan Belfort, non è solo un viaggio istruttivo nei nostri ultimi trent’anni e su come si sia arrivati a questa lunga impossibile crisi economica, ma è uno dei più grandi film di Scorsese, da paragonare solo a capolavori come “Casino” e “Good Fellas”.

 

 E Leonardo Di Caprio è incredibile nei panni di questo mostro del tardo ’900 che in mezzo a una tempesta urla “Non morirò sobrio!” e manda il suo socio Jonah Hill a recuperare le pasticche di Quaaludes per morire fatto.

dicaprio in wolf of wall street

 

Come in “Casino” Scorsese e la sua montatrice di sempre, Thelma Schoonmaker, hanno dovuto comprimere un film ben più lungo a una durata “ragionevole”, 180 minuti, ma gli hanno dato solo più ritmo senza perdere un attimo di logica di racconto, né dell’impressionante libertà anni ’70 che deborda da ogni sequenza. Perché Scorsese e Di Caprio hanno preferito aspettare cinque anni per poterlo girare in totale libertà, piuttosto che rispettare le regole e le censure delle major.

dove vai tutta nuda

 Mediaset Italia 2 alle 21 propone il divertente rock-horror “Morte a 33 giri” horror rock e opera prima nel 1987 di Charles Martin Smith con Marc Price, Tony Fields, Lisa Orgolin, Doug Savant, Ozzy Osbourne, Gene Simmons dei Kiss. Di straculto. Mai mettere sul piatto un disco a 33 giri inedito del tuo idolo heavy metal! Occhio che era un film rarissimo. Doveva essere diretto da Penelope Spheeris ma non si prese con la produzione poco prima di girare e venne sostituita dall’esordiente Charles Martin Smith, più noto come attore.

 

Cine 34 alle 21 passa “Dove vai tutta nuda?” di Pasquale Festa Campanile con Maria Grazia Buccella, Tomas Milian, Gastone Moschin, Vittorio Gassman. Uno di quei film che uscivano in pieno agosto prodotti da Mario Cecchi Gori per la fidanzata del figlio Vittorio, Maria Grazia Buccella, che non era Greta Garbo. Ma aveva un suo perché.

dove vai tutta nuda

 

L’idea è di metterla in giro nuda e qualcosa verrà fuori. Per l’occasione vengono assoldati da Cecchi Gori un Tomas Milian piuttosto frastornato e fuori parte, un Vittorio Gassman truccatissimo e di grande imbarazzo come il ladro Rufus, un Moschin fuori dalle righe e perfino lo stesso produttore in un piccolo ruolo. Dalle cronache del tempo, leggiamo che la Buccella nuda blocca il traffico a Roma nel gennaio del 1969 e che un’iguana ferisce lei e Tomas Milian in una scena.

 

DOVE VAI TUTTA NUDA?

Poi, su La Stampa, 8 marzo 1969, si leggono le dichiarazioni dell’attrice a riprese finite: «Mi svesto ma sono pudica». E il fidanzato Vittorio Cecchi Gori: «Di parrucche ne cambia parecchie ma di vestiti pochi». Ricorda Ottavio Jemma, cosceneggiatore del film, in La fabbrica del riso, che «mancavano pochi giorni all’inizio delle riprese; Festa Campanile e Mario Cecchi Gori erano insoddisfatti della sceneggiatura (non mi ricordo assolutamente chi l’avesse scritta); l’idea della svampita-disinibita che gira per casa era di Pasquale (pensata su misura per Maria Grazia Buccella), ma nel copione non c’era molto di più; mi chiesero di irrobustirlo ed io non trovai di meglio che ispirarmi ad un film che amo moltissimo...

 

Parlo de L’appartamento di Billy Wilder. Scrivevo mentre già si girava, ma per dare più forza al film venne a Cecchi Gori l’idea di chiedere una partecipazione a Gassman. Io ero impegnato a ricostruire la struttura della commedia, per cui il cameo di Gassman venne inventato e scritto da Sandro Continenza, che con Gassman aveva già lavorato e ne godeva la fiducia». Quando vidi il film allora rimasi sbalordito da come era stato girato in fretta e dal grado di trashismo che già allora traspariva. Ogni rete tira fuori il polpettone più lungo che ha in magazzino.

 

il giorno piu lungo

 Rai Movie alle 21, 10 ripesca “Il giorno più lungo” kolossal da 180 minuti voluto dal produttore Darryl F. Zanuck della Fox, diretto da Ken Annakin, Andrew Marton, Bernhard Wicki, Gerd Oswald, e lo stesso Zanuck, scritto anche da Romain Gary e James Jones, tratto dal librone di Cornelius Ryanm con John Wayne, Henry Fonda, Robert Mitchum, Robert Ryan, Eddie Albert, Paul Anka, Arletty, Jean-Louis Barrault, Bourvil, Sean Connery, Red Buttons, che tratta appunto, da punti di vista diversi, quel che accadde durante il D-Day.

 

Vinse due Oscar, fotografia e effetti speciali, e fu uno dei primi film di guerra dove ognuno parlava la sua lingua, soprattutto i tedeschi. Leggo che mentre giravano a Pointe du Hoc in Normandia, ma lo girarono un po’ ovunque, soprattutto in Corsica, ritrovarono sotto la sabbia un vero tank inglese rimasto lì dallo sbarco. Sean Connery girò il suo ruolo in gran fretta prima di partire per la Giamaica e girare “Agente 007 – Licenza di uccidere”.

il giorno piu lungo

 

Richard Burton lo girò durante una delle pause di “Cleopatra”. John Wayne, a 54 anni, interpreta il ten col, Lt. Col. Benjamin Vandevoort che aveva allora solo 27 anni. Molti i veri reduci di guerra, Richard Todd, Hans Christian Blech. Mi fece molto effetto allora il paracadutista che rimane appeso al campanile della chiesa per ore. Christopher Lee, che aveva davvero combattuto, non venne preso perché aveva un viso poco militare (certo… sembrava Dracula).

VICTOR MATURE E HEDY LAMARR - SANSONE E DALILA

Tv 2000 alle 21, 10 propone invece il fenomenale “Sansone e Dalila” di Cecil B. DeMille con Victor Mature che fa Sansone e Hedy Lamarr che fa Dalila in continua lotta per il primo piano. Ma ci sono anche Angela Lansbury e Russ Tamblyn, gli unici ancora vivi del cast, George Sanders, Henry Wilcoxon.

 

Il film vinse due Oscar, per le scenografie e i costumi di Edith Head. Celebre la battuta di Groucho Marx all’uscita dal cinema che sfotteva Victor Mature. "Beh, c'è solo un grosso difetto. Nessun film può attrarre il mio interesse quando il seno del protagonista è più grande di quello della protagonista!". Il primo Sansone scelto dalla Paramount doveva essere Burt Lancaster, ma nel 1949 era ancora troppo giovane per il ruolo e, sembra, troppo a sinistra per un conservatore come De Mille.

 

 Victor Mature rende tutto così meravigliosamente camp. Ma aveva una paura terribile dei leoni, anche sdentati, e nelle scene di lotta non è mai lui. Hedy Lamarr, invece, qui nel suo esordio nel Technicolor (wow!) è perfetta e meravigliosa. Quando vedemmo da ragazzi il film eravamo tutti pazzamente innamorati di lei. Le prime scelte erano però Jean Simmons, Lana Turner e Rita Hayworth, ma erano legate rispettivamente alla Rank, alla MGM e alla Columbia.

 

indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto

Canale 27 alle 21, 15 propone “Babe va in città” diretto da George Miller, s’, proprio il regista di Mad Max, produttore sul primo film, con Magda Szubanski, James Cromwell, Mary Stein, Mickey Rooney. Raro. Passa pochissimo. Rai Storia alle 21, 15 ha un sussulto di antimelonismo e sfodera “Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto” di Elio Petri con Gian Maria Volonté, Florinda Bolkan, Gianni Santuccio, Orazio Orlando, ritratto dell’Italia fascista e poliziesca come la voleva qualcuno nel 1970.

 

 Petri vinse un Oscar come miglior film straniero e non andò a prenderlo. Ricordo che lo vidi assieme a mio padre, che era vice questore a Genova quell’anno, e lo trovò realistico e la recitazione di Volonté perfetta descrizione del poliziotto medio. La7 Cinema alle 21, 15 passa “Il presidio – Scena di un crimine”, buon thriller diretto da Peter Hyams con Sean Connery, Meg Ryan, Mark Harmon, Jack Warden, Dana Gladstone, anche se in realtà nasceva come western.

 

Su La7 alle 21, 15 trovate il bellissimo “Master & Commander – Sfida ai confini del mare” di Peter Weir con Russell Crowe, Paul Bettany, James D'Arcy, Edward Woodall, Chris Larkin, Max Pirkis, forse l’ultimo grande film storico di marinai che si sia visto al cinema. Su 10 nomination vinse solo due Oscar, suono e fotografia. Russell Crowe è favoloso, per l’occasione imparò anche a suonare il violino, Paul Bettany era stato cadetto di marina e era il solo attore a non soffrire il mal di mare. Weir pensava di fare una serie di “Master & Commander”.

 

sonic

 Su Iris alle 21, 15 troviamo “Duplicity”, commedia di Tony Gilroy con Julia Roberts e Clive Owen come due ex agenti Cia diventate spie per le industrie americane, Carrie Preston, Paul Giamatti, Tom Wilkinson, Thomas McCarthy. Italia 1 alle 21, 20 propone “Sonic – Il film” diretto da Jeff Fowler con Jim Carrey, James Marsden, Tika Sumpter, Lee Majdoub, Neal McDonough, Adam Pally, seguito alle 23, 10, stesso canale, da “Sonic 2” di Jeff Fowler con Jim Carrey, James Marsden, Tika Sumpter, Natasha Rothwell, Shemar Moore, Adam Pally.

 

benvenuti al sud

Canale 5 alle 21, 20 passa uno dei più grandi successi italiani degli ultimi anni, “Benvenuti al sud”, remake del film franco-belga di Danny Boom, dove il nord della Francia diventa il nostro sud, diretto da Luca Miniero, scritto da Massimo Gaudioso con Claudio Bisio, Alessandro Siani, Valentina Lodovini, Angela Finocchiaro, Giacomo Rizzo, Nando Paone. Funzionava tutto. I caratteristi, Rizzo e Paone, la mamma di Nunzia Schiano, ma soprattutto funzionava il rapporto tra il nordico Bisio e il terrone Siani. Proveranno per anni a cercare di replicare il successo del film. Senza fortuna.

Interludio

Rete 4 alle 21, 30 propone anche “I dieci comandamenti” di Cecil B. DeMille con Charlton Heston, Yul Brynner, Anne Baxter, Edward G. Robinson, Yvonne De Carlo, 220’, un kolossal che tutti abbiamo visto da bambini.

 

Passiamo alla seconda serata coi nudi di Edwige Fenech in “La moglie vergine” diretto da Franco Martinelli, cioè Marino Girolami, con Renzo Montagnani, Carroll Baker, Ray Lovelock. Su Tv2000 alle 23, 30, ditelo a Dago, ripassa il mélo di Douglas Sirk “Interludio” con June Allyson innamorata del maestro d’orchestra Rossano Brazzi, sposato a una donna malata, Françoise Rosay, Marianne Koch, Keith Andes. Tutti a piangere.

 

prima vittoria

Rai Movie alle 0, 15 propone “Prima vittoria”, kolossal bellico di tre ore diretto da Otto Preminger dedicato a quel che accadde nel Pacifico dopo il disastro di Pearl Harbour con un megacast, John Wayne, Kirk Douglas, Patricia Neal, Tom Tryon, Paula Prentiss, Henry Fonda, Franchot Tone, Patrick O’Neal e Barbara Bouchet nel suo primo film. Mi ha raccontato che ogni mattina andava sul set assieme a John Wayne.

 

 Kirk Douglas, che non aveva mai lavorato da Wayne, venne scelto proprio da lui e i due si intesero benissimo. Anche Patricia Neal si trovò benissimo con lui, che aveva incontrato nel 1951 su “Squalo tonante”. Malgrado gli avessero diagnosticato un tumore ai polmoni, Wayne seguitava a fumare sei pacchetti di sigarette al giorno. Finita la lavorazione si operò e campò fino al 1979.

 

Riguardo al film c’è una stupenda storia che vede Bob Dylan che andava sul set per seguire un’attrice con cui aveva una storia (chi sarà? Jill Haworth o Barbara Bouchet?). Incontrò John Wayne e Burgess Meredith e cantò per loro delle canzoni folk a bordo della nave dove giravano.

 

prima vittoria

Wayne gli disse che avrebbe potuto dargli un ruolo. Kirk Douglas accettò il secondo posto sui titoli di testa perché la sua carriera era in declino con l’insuccesso di “Solo sotto le stelle” e le pessime recensioni che aveva avuto a teatro per “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Henry Fonda appare per amicizia nei riguardi di Otto Preminger. Fu l’ultimo grande film di guerra americano in bianco e nero. E non andò bene. Kirk Douglas trovava terribili i modellini delle navi della battaglia finale.

i dannati di roberto minervini 3

 

Canale 5 alle 0, 35 passa “Vicini di casa” di Paolo Costella con Claudio Bisio, Vittoria Puccini, Valentina Lodovini, Vinicio Marchioni. Rai Tre alle 0, 45 ci porta al centro di una scena di guerra fra nordisti e sudisti con “I dannati”, film storico artistico diretto da Roberto Minervini con Jeremiah Knupp, René W. Solomon, Cuyler Ballenger, Timothy Carlson, Noah Carlson. Un po’ lento, ma Sanremo non meno lenta.

oedipus orca

Cine 34 alle 0, 50 passa oggi il sequel di “La Orca”, cioè “Oedipus Orca” diretto da Eriprando Visconti con Rena Niehaus, Gabriele Ferzetti, Michele Placido, Carmen Scarpitta, Miguel Bosé. Non è neanche un vero sequel, ma un film di recupero. La7 Cinema all’1, 05 passa un capolavoro di Totò e Fabrizi, “I tartassati” diretto da Steno con Totò, Aldo Fabrizi, Louis De Funès, Cathia Caro, Cesare Fantoni e la Sora Lella come suora infermiera che si ritrova tra i due protagonisti.

 

laura antonelli lando buzzanca il merlo maschio

 Iris alle 2, 10 presenta una bella commedia francese, “Un piano perfetto” di Pascal Chaumeil con Diane Kruger, Dany Boon, Etienne Chicot, Alice Pol, Yoli Fuller, Bernadette Le Saché. Fuori Orario/Rai Tre alle 2, 15 chiude i giochi con “City Hall”, documentario di 252’ dedicato da Frederick Wiseman all’apparato amministrativo di Boston. Sicuramente istruttivo e girato benissimo. L’ora però non è tra le migliori.

 

I grandi nudi di Laura Antonelli ci sveglieranno forse alle 3, 30 di notte nell’ottimo “Il merlo maschio”, qualcosa in più di una commedia sexy con Lando Buzzanca pazzo di gelosia per la bella moglie Antonelli che sogna di suonare come un violino, nuda, di fronte a tutti. Tratto da un romanzo di Luciano Bianciardi, lo scrittore già malatissimo, ha pure un ruolo nel film.

calore in provincia 2

 

Iris alle 4 propone un western di Anthony Mann che non andò benissimo, “Cimarron” con Glenn Ford, Maria Schell, Anne Baxter, Arthur O'Connell. La carriera di Glenn Ford finì con Cimarron e venne retrocesso a girare western di serie B. Cine 34 alle 4 ha la buona idea di trasmettere una commedia sexy di serie Z, “Calore in provincia” di Roberto Bianchi Montero con Enzo Monteduro, Francesco Mulè, Valeria Fabrizi, Patrizia Gori, Venantino Venantini.

 

Chiudo con Rai Movie alle 5 alle prese con il buffo “Lontano da dove”, commedia americana di Stefania Casini e Francesca Marciano con Claudio Amendola, Monica Scattini, Victor Cavallo. Ricordo la festa, ricchissima, a Venezia, dove si mangiava fino all’alba…

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