IL DIVANO DEI GIUSTI - E A FERRAGOSTO CHE VEDIAMO? FACILE. OGNI VOLTA CHE PASSA ME LO RIVEDO. PARLO DI “IL BUONO IL BRUTTO IL CATTIVO”. PER TARANTINO IL PIÙ GRANDE WESTERN DI TUTTI I TEMPI. E’ COSÌ? PROBABILMENTE SÌ - FOSSI UN RAGAZZO SERIO MI RIVEDREI STASERA UN CAPOLAVORO DEL NEOREALISMO COME “SENZA PIETÀ” CON JOHNNY KITZMILLER, CHE VENNE NEL NOSTRO PAESE COME MILITARE AMERICANO DURANTE LA SECONDA GUERRA MONDIALE E DIVENNE IL PRIMO ATTORE NERO DEI FILM ITALIANI – AVETE ANCHE IL BELLISSIMO “BATMAN” DI TIM BURTON E “007. MISSIONE GOLDFINGER” – NELLA NOTTE TORNA UNA COMMEDIA SEXY DI GRANDE SUCCESSO COME “L’ANATRA ALL’ARANCIA”… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
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E a Ferragosto che vediamo? Facile. Ogni volta che passa me lo rivedo. Figuriamoci a Ferragosto. Parlo ovviamente de “Il buono il brutto il cattivo” di Sergio Leone con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Eli Wallach, Rada Rassimov, Aldo Giuffré, Enzo Petito, Rai Tre alle 21, 20. Il terzo western di Sergio Leone e l’ultimo che gira con Clint Eastwood. Per Tarantino il più grande western di tutti i tempi. E’ così? Probabilmente sì.
Anche perché ci sono Clint, al terzo film, Lee Van Cleef, al secondo, in un ruolo cattivo e, soprattutto, c’è un Eli Wallach meraviglioso come il bandito Tuco. Per il primissimo cast Leone parla a Dario Argento, giornalista del “Paese Sera”, di Clint Eastwood, Gian Maria Volontè e di Enrico Maria Salerno, escludendo quindi Lee Van Cleef e Eli Wallach.
Nella stessa intervista ricorda che farà ancora altri due western, una storia di Calamity Jane e Wild Bill Hickock interpretata da Sofia Loren e Steve McQueen e una nuova versione di Viva Villa, il vecchio film americano di Jack Conway che tanto era piaciuto al pubblico italiano. Non li farà mai, ma qualcosa delle sbruffonate di Tuco, ricordano un po’ quelle del Villa di Wallace Beery.
Proprio sulla scelta del grande Eli Wallach nel ruolo di Tuco, il brutto, una delle carte vincenti del film, dirà a Oreste De Fornari nella sua biografia: “Eli Wallach l’ho preso per un gesto che fa nella Conquista del West, quando scende dal treno e parla con Peppard. Vede il bambino, figlio di Peppard, si volta di scatto e gli spara con le dita facendogli una pernacchia.
Da quello ho capito che era un attore comico di estrazione chapliniana, un ebreo napoletano: si poteva fare tutto con lui. Infatti ci siamo molto divertiti a stare insieme.” Eli Wallach, in realtà, aveva fatto già il bandito messicano con John Sturges in I magnifici sette. Era Calvera. Cattivo, ma anche comico.
Leone non poteva non saperlo. Come non poteva non conoscere la sua filmografia noir, almeno il magnifico The Line Up di Don Siegel. O il suo saper fare perfettamente, prima di Robert De Niro e di Joe Pesci, l’italo-americano di Brooklyn. Nel film di Leone, curiosamente, Eli Wallach, ebreo, si fa un sacco di volte il segno della croce come fanno gli italo-americani. La prima volta che lo chiamano per un provino con Leone risponde.
eli wallach in il buono, il brutto, il cattivo
“Un western italiano, non ne avevo mai sentito parlare, suona come una pizza hawaiana. Beh, allora incontro Sergio, che non parlava inglese. Disse in francese: Ti vorrei nel mio film. Pesava 290 libbre e disse: Ti farò vedere qualcosa. Vuoi vedere un piccolo pezzo del mio film?”. Leone gli manda così due pagine di sceneggiatura. Wallach accetta e va a scegliere gli abiti al negozio Western Costume di Los Angeles insieme a Henry Hathaway.
Clint Eastwood, Eli Wallach e Lee Van Cleef sul set - il buono il brutto e il cattivo
Li porta sul set e Sergio Leone rimane incantato. Più tardi, Leone dirà: “Tuco rappresenta, come più tardi Cheyenne, tutte le contraddizioni dell’America, e in parte anche le mie. Avrebbe voluto interpretarlo Volonté, ma non mi sembrava una scelta giusta. Sarebbe diventato un personaggio nevrotico, e io invece avevo bisogno di un attore dal naturale talento comico.
Così scelsi Eli Wallach, di solito impiegato in parti drammatiche. Wallach aveva in sé qualcosa di chapliniano, qualcosa che evidentemente molti non hanno mai capito. E per Tuco fu perfetto”. Per la seconda volta torna nel cinema leoniano Lee Van Cleef. Anche se in un primo tempo Leone cerca Charles Bronson, che però deve girare con Robert Aldrich Quella sporca dozzina.
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Lee Van Cleef ottiene quindi il ruolo di Sentenza, il cattivo, anche se nella sceneggiatura si chiamava Banjo e nella versione inglese diventerà Angel Eyes. Lee Van Cleef ricordava: “Sul primo film non potevo trattare, visto che non riuscivo nemmeno a pagare il conto del telefono.
Feci il film, pagai il conto del telefono e esattamente un anno dopo, il 12 aprile del 1966, fui chiamato di nuovo per fare Il buono, il brutto, il cattivo. E insieme a questo, feci anche La resa dei conti. Ma ora, invece di fare seventeen thousand dollars, ne stavo facendo a hundred e qualcosa- merito di Leone, non mio. Da allora in poi feci il protagonista e il cattivo in Italia”.
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Per lui non era un problema girare due film contemporaneamente (“non lo è per qualcuno che si ritiene un attore...”), anche se i personaggi sono un po’ diversi. Sentenza è un vero son-of-a-bitch, “cattivo perché sorride mentre compie azioni orrende”. Per la terza e ultima volta torna Clint Eastwood. “Sergio odiava Clint Eastwood, credo perché aveva chiesto troppo per l’ultimo film; ognuno dei due si attribuiva il merito del successo dell’altro.”, ha detto lo sceneggiatore Sergio Donati.
Clint si metterà il poncho dei primi due film solo per il duello finale. Sembra che Eastwood avesse in realtà chiesto 250.000 dollari e il dieci per cento degli incassi. Ma soprattutto Eastwood non era affatto contento del suo ruolo, che era visibilmente meno forte di quello di Tuco. Inizia anche a serpeggiare una evidente competizione con lo stesso Leone su chi avesse inventato il genere e su chi fosse indispensabile all’altro.
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Conflitto che porterà alla rottura definitiva dopo la fine del film. Sul set Leone parla qualcosa di più di inglese e le cose funzionano meglio con gli attori americani. Grimaldi, il produttore, finì per comprare a scatola chiusa un copione che non era ancora stato scritto. Ma era comunque il terzo western di Leone.
Il titolo e la storia erano di Luciano Vincenzoni, che riprendeva parte dell’idea chiave che aveva già ispirato La grande guerra e parte di un raccontino di Guy de Maupassant, “Deux Amis”, che era ambientato tra Francia e Germania nel 1871. In pratica era La grande guerra ambientato durante la Guerra Civile americana. Per questo Leone chiama anche Age e Scarpelli, che erano gli sceneggiatori del film di Mario Monicelli assieme a Vincenzoni.
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Anche il titolo è di Vincenzoni. Leone lavora al copione con Age e Scarpelli, ma con lui i due esperti sceneggiatori non funzionano molto. Così ci lavora da solo per due revisioni, poi durante la lavorazione e poi finisce a rivedere tutto con Sergio Donati.
“Per Il buono, il brutto, il cattivo Leone voleva i migliori sceneggiatori disponibili sul mercato”, ha dichiarato Donati, “così chiamò Age e Scarpelli, e fu un errore. Scrissero una specie di commedia ambientata nel West, non un western; nel film credo sia rimasta appena una battuta scritta da loro”. Ovviamente questo è da verificare, anche se Furio Scarpelli ha descritto come “fatale” il loro incontro con Leone.
Su Cielo alle 21, 20 passa pure il “Godzilla” di Roland Emmerich con Matthew Broderick, Jean Reno, Maria Pitillo, Hank Azaria, Kevin Dunn. Alternative? Ci sarebbe un film di Lucio Fulci del 1991 che non ho mai visto su Mediaset Italia 2 alle 21, 05, “Voci dal profondo” interpretato da Duilio Del Prete, che era un bravissimo attore di teatro dai tempi di Ronconi, un attimo cantante alla Jacques Brel e venne scelto da Peter Bogdanovich per un musical che si rivelò un incredibile flop, Karina Huff, Pascal Persiano e lo stesso Lucio Fulci.
Su Rai Movie alle 21, 10 passa un classico come “Laguna blu” di Randal Kleiser con gli amanti ragazzini Brooke Shields e Christopher Atkins, ma anche Leo McKern, William Daniels, Elva Josephson. Leggo che le prime scelte erano Jennifer Jason Leigh e Diane Lane. Per la prima decise il padre, Vic Morrow, che non voleva che girasse nuda.
Per la seconda, che doveva fare coppia con Willie Aames, si arrivò a pochi giorni dall’inizio delle riprese quando il problema della nudità dei protagonisti provocò un ripensamento. E entrambi uscirono dal progetto. Brooke Shields, allora quattordicenne, e Christopher Atkins, che ebbero dei body double per le scene di nudo, vennero quindi presi all’ultimo istante.
Fossi un ragazzo serio mi rivedrei stasera un capolavoro del Neorealismo come “senza pietà” diretto da Alberto Lattuada, scritto da Federico Fellini e Tullio Pinelli, con Carla Del Poggio, John Kitzmiller, Giulietta Masina. Johnny Kitzmiller, che divenne il primo attore nero dei film italiani, venne nel nostro paese come militare americano durante la Seconda Guerra Mondiale,.
Non era un attore, era un ingegnere, ma venne scelto casualmente da Luigi Zampa e da Carlo Ponti come protagonista di “Vivere in pace”, 1947, presto seguito da “Tombolo, paradiso nero” di Giorgio Ferroni, e da questo “Senza pietà” di Alberto Lattuada, dove ripete il suo ruolo di soldato americano in Italia al centro di storie che vedono la foresta vicino Livorno, detto il Tombolo, diventare una sorta di zona libera delle attività de militari neri in Italia.
Kitzmiller non solo fece oltre 50 film, e non solo in Italia, ma fu anche il primo attore nero a vincere il premio come protagonista al Festival di Cannes del 1957 con “La valle della pace” dello jugoslavo France Stiglic. Nel film una ragazza, Carla Del Poggio, parte per Livorno alla ricerca del fratello, non sapendo che è morto.
La aiuta un sergente americano anche perché il Tombolo, la pineta della zona di Livorno, è diventato una sorta di territorio fuori controllo pieno di prostitute, papponi, banditi, in mano in gran parte ai soldati neri.
Ma il tono del film è fortemente antitrazzista. Come ricordò lo stesso Lattuada, “«È l'anno 1948, il momento di mandare al mondo una lettera di sfida antirazzista, in modo particolare una provocazione per l'opinione maccartista americana: la storia di un soldato nero che ama una ragazza bianca. Ponti non esita. [il film fu] una bomba. Parigi batte le mani, la stampa americana si divide per ovvie ragioni politiche, ma non arresta il cammino internazionale del film».
Presentato a Venezia non vinse nulla, come il “Macbeth” di Welles, mentre la giuria fece vincere l’”Amleto” noiosissimo di Laurence Olivier. Per Lattuada la colpa del direttore della Mostra, Luigi Chiarini, «gerarca fascista e collaboratore del periodico La difesa della razza, poi diventato nel dopoguerra un esponente di sinistra con una illuminazione improvvisa».
Su Canale 27 alle 21, 15 troviamo il primo “Batman” di Tim Burton, quello con Jack Nicholson come Joker, Michael Keaton come Batman, Kim Basinger, Jack Palance, Robert Wuhl, Pat Hingle. Bellissimo. Ci fece capire che Tim Burton giocava in grande. Iris alle 21, 15 torna sui Sopranos con “Tutti i santi del New Jersey” di Alan Taylor con Michael Gandolfini nei panni di un giovane Tony Soprano, Michela De Rossi, Alessandro Nivola, Vera Farmiga, Leslie Odom Jr., Jon Bernthal.
La7 alle 21, 15 propone “Agente 007. Missioni Goldfinger” di Guy Hamilton con Sean Connery, Honor Blackman, Gert Fröbe, Shirley Eaton, il primo 007 non diretto da Terence Young, dominato dal cattivo, il Goldfinger di Gert Fröbe, identico a Donald Trump, ma in salsa tedesca, e dal suo vice, Harold Sakata, che uccide con la bombetta dalle tese ben affilata.
Bond 007 se la vede col biondo Goldfinger che ha la passione per i lingotti d’oro e ha uno strumento per segare in due Bond sul modello dei poveri animali sezionati di Damian Hirst. Strepitosa la bond girl Honor Blackman come “Pussy Galore” e Shirley Eaton che viene uccisa con la vernice d’oro.
Si sprecarono rifacimenti e parodie. Lando Buzzanca, come James Tont, si salva dalla morte perché il suo pittore-killer non lo ha dipinto proprio tutto d’oro (“Pudico era!”), la macchina infernale del Goldfinger di Raimondo Vianello arriva troppo tardi per salvare gli attributi di 007 Walter Chiari. E così via. Magari eravamo un pubblico sempliciotto che si beveva tutto, ma Goldfinger ci colpì molto.
La7 Cinema alle 21, 15 offre “Downsizing – Vivere alla grande”, curiosa fiaba fantascientifica con morale diretta da Alexander Payne con Matt Damon, Kristen Wiig, Christoph Waltz, Hong Chau, Udo Kier, Rolf Lassgård. Payne e il suo sceneggiatore, Jim Taylor, si avventurano in un soggetto fantascientifico, sulla quale hanno molto lavorato, che parrebbe più adatto a un Michel Gondry o a un film animato della Pixar (“a Pixar movie on acid” lo definisce Variety).
Payne ha dichiarato di voler fare qualcosa magari più simile, come trovata, a un episodio di Black Mirror puntando però, come sempre, a avvicinarsi al cinema di Hal Ashby o Robert Altman. In un futuro identico al nostro oggi un gruppo di scienziati norvegese sotto il controllo del dottor Asbjornse, il notevole Rolf Lassgard, scopre il modo di rimpicciolire gli esseri umani.
In questo modo, sostiene lo scienziato, si potrà salvare l’umanità soffocata dai rifiuti e dai cambiamenti climatici. Chi si rimpicciolirà contribuirà alla salvezza della specie sulla terra, anche se non potrà mai più ritornare come era prima. In America questo, però, significherà soprattutto cambiare vita radicalmente e diventare ricchi.
Perché quello che una famiglia non si può permettere con lo stipendio, casa, assicurazione, divertimenti, diventa totalmente accessibile in un universo minuscolo. Così un everyman americano di Omaha Steaks, Paul Safranek, Matt Damon, e sua moglie Audrey, la comica Kristen Wiig, decidono di farsi miniaturizzare e andare a vivere a Leisure Land. Ma le cose non andranno, ovviamente, come sperava Paul.
E il suo viaggio nell’altro mondo gli aprirà gli occhi su ciò che sta veramente accadendo. Mettiamoci anche due buffi europei scatenati sui festini, Christoph Waltz e il grande Udo Kier, una profuga vietnamita ferita, Hong Chau, che diventerà il motore della vicenda, avendo parecchio da raccontare su quel che sta accadendo nel terzo mondo col progetto di rimpicciolimento globale, e la stessa squadra di ricercatori norvegesi.
Downsizing di Alexander Payne 11
Dalla satira sul mondo americano, sul suo sogno infranto e sulla noia della provincia, si passa a temi più globali che riguardano tutta l’umanità. Non è La La Land, si è detto, ma non è neanche il capolavoro anni ’50 di Jack Arnold e Richard Matheson, “The Incredible Shrinking Man”, dove un uomo diminuiva di 10 centimetri al giorno, o una versione adulta di “Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi”.
Payne si costruisce, con la scenografa Stefania Cella, il direttore degli effetti speciali James Price, e la fotografia del fedele Phedon Papamichael, un suo modo di raccontare una storia, sulla carta così lontana dal suo tipo di realismo ironico e pieno di umanità, proprio senza perdere nulla del suo tipo di cinema.
Cine 34 alle 21, 15 ripropone una commedia sexy molto vista come “Spaghetti a mezzanotte” di Sergio Martino con Lino Banfi, Barbara Bouchet, Teo Teocoli, Alida Chelli, Pippo Santonastaso. Rai 4 alle 21, 20 passa la gangster-comedy “Wild Target” diretta da Jonathan Lynn con Bill Nighy, killer infallibile che si rifiuta di uccidere una bella ladra di opere d’arte, Emily Blunt. Ci sono anche Rupert Grint, Rupert Everett, Eileen Atkins, Martin Freeman. Ha pessime critiche.
Passiamo alla seconda serata con “10050 Cielo Drive”, thriller poco noto diretto da John R. Leonetti on Katie Cassidy, Elizabeth Henstridge, Adam Campbell, Miles Fisher, Chris Mulkey, Mediaset Italia 2 alle 22, 45. Ricordate quando gli artisti americani decisero che avrebbero facilmente diretto film di successo. Non fu così, ma ci provarono. Uno dei primi fu questo simpatiico, ma scombinato “Johnny Mnemonic” di Robert Longo con Keanu Reeves, Dina Meyer, Dolph Lundgren. Non era “Matrix” e longo non era uno dei fratelli Wachowski…
Rai4 alle 23, propone il bel polar “36, Quai des Orfèvres” di Olivier Marchal con Daniel Auteuil, Gérard Depardieu, André Dussollier, Valeria Golino. Rai Movie alle 23 passa invece la commedia franco-belga “Mistero a Saint Tropez” di Nicolas Benamou con Christian Clavier e Benoît Poelvoorde, Virginie Hocq, Rossy De Palma, Thierry Lhermitte. Farà sicuramente ridere.
Cine 34 alle 23, 10 passa “L’anatra all’arancia”, grande successo di Luciano Salce con Monica Vitti, Ugo Tognazzi, John Richardson, Barbara Bouchet, Sabina De Guida. In un primo tempo doveva dirigerlo Dino Risi con Monica Vitti, George Segal e Barbara Bouchet, che per l’occasione si fece mora coi capelli a caschetto. Poi se ne andò Segal e entrò Tognazzi.
Ma Risi e la Vitti ebbero dei problemi e Risi vide bene di andare a dirigere “Telefoni bianchi”. Il film. Passò quindi a Luciano Salce, una sicurezza, che riuscì a farne una macchina perfetta. Il passaggio del sedere a forma di mandola di Barbara Bouchet divenne uno dei momenti più caldi del film e della commedia sexy italiana.
La7 alle 23, 25 propone lo stupendo “Vestito per uccidere” di Brian De Palma con Nancy Allen, Michael Caine, Angie Dickinson, Keith Gordon, sorta di film saggio sui capolavori di Alfred Hitchcock. Rete 4 alle 23, 40 passa la fortunata commedia “Mamma Mia!” di Phyllida Lloyd con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Amanda Seyfried, Stellan Skarsgård. Un successo internazionale.
Italia 1 alle 23, 50 passa “Ritorno al futuro. Parte III” di Robert Zemeckis con Michael J. Fox, Christopher Lloyd, Mary Steenburgen, Thomas F. Wilson. Bello. Magari andrebbe rivisto. Rai3 alle 0, 25 propone un film di Carolina Pavone, “Quasi a casa” con Lou Doillon, Stefano Abbati, Michele Eburnea, Maria Chiara Arrighini. Qualcuno lo vedrà. Si spera.
Io dovrei rivedermi “Hatari!”, commedia avventurosa diretta da Howard Hawks con John Wayne, Elsa Martinelli, Gérard Blain, Hardy Krüger, Red Buttons, Bruce Cabot. Cine 34 all’1, 20 propone “Amore vuol dire gelosia”, commedia di Mauro Severino con Enrico Montesano, Barbara Bouchet, Gino Santercole, Pino Ferrara, Milena Vukotic un film che segna il ritorno al cinema di Montesano dopo ben tre anni di assenza.
“Questa di Amore vuol dire gelosia mi pare una ricetta buona, e sennò mica l’avrei fatto il film”, diceva ai giornali, “So’ stato tre anni senza fare un film e sapete perché? Perché De Laurentiis m’aveva messo appresso Noschese e ci faceva fare certe boiate… I primi film erano buoni e io mi ci divertivo pure a farli, ma poi il filone cominciò a fare la muffa e mi dissi: Enrì, se non ti fermi ti freghi..”. Producono il tutto Barbara Bouchet col marito Luigi Borghese.
La7 Cinema all’1, 40 passa un po’ tardi un bel thriller televisivo anticapitalista e anti marpioni di Wall Street, “Money Monster” diretto da Jodie Foster con George Clooney presentatore piacione, Julia Roberts regista dello show, e Jack O'Connell vendicatore che tiene lo studio sotto schiaffo, Caitriona Balfe, Dominic West.
Cielo all’1, 45 passa il thriller “Tentacoli sulla città” che traduce malamente “Seattle Superstorm” di Jason Bourque con Esai Morales, Ona Grauer, Jared Abrahamson, MacKenzie Porter, Martin Cummins.
Su La 7 all’1, 45 passa una strepitosa commedia all’italiana a episodi, “Accadde al penitenziario” di Giorgio Bianchi con mega cast: Aldo Fabrizi come capo del penitenziario, Alberto Sordi, Walter Chiari, Peppino, Mara Berni e, soprattutto, Riccardo Billi e Mario Riva, celebre coppia del varietà che i veri fan del cinema italiano non possono non amare. Giocano a carte nella loro cella e contano i numeri della scopetta “”Dammi un po’ na carta?” fa Riva.
Billi gliela dà e Riva: “Allora faccio carta, denari, settebello… “ “No, il settebello è mio”, lo interrompe Billi. “Chi l’ha detto? Nun è bello ciò che è bello, è bello ciò che piace. A me me piace il sette di bastoni e lo battezzo settebello… quindi… settebello e primiera!”. Iris all’1, 55 passa “Un piano perfetto”, buona commedia francese diretta da Pascal Chaumeil con Diane Kruger, Dany Boon, Etienne Chicot, Alice Pol, Yoli Fuller, Bernadette Le Saché. Passiamo ai capolavori del passato.
Rai Tre/Fuori orario alle 2, 20 passa un primo Ozu, “Tarda primavera” diretto appunto da Yasujiro Ozu con Chishu Ryu, Setsuko Hara, Yameji Tsukioka, Haruko Sugimura, seguito da un altro capolavoro di Ozu alle 4, 05, “Tardo autunno” con Setsuko Hara, Yoko Tsukasa, Mariko Okada, Keiji Sata, Chishu Ryu.
Cine 34 alle 3, 10 propone un erotico parecchio modesto diretto da Alfonso Brescia, “Le calde notti di Don Giovanni” con Robert Hoffmann, Barbara Bouchet, Ira von Fürstenberg, Annabella Incontrera, Lucretia Love e Pepe Calvo come il Sultano. La 7 Cinema alle 3, 30 propone un film di Tom Cruise che non ho mai sentito, “Il ribelle”, diretto da un grande direttore della fotografia, Michael Chapman con Tom Cruise in versione campione di football americano, Craig T. Nelson, Lea Thompson, Chris Penn.
Rete 4 alle 3, 30 ripesca “Mi faccio la barca” di Sergio Corbucci con Johnny Dorelli, una Laura Antonelli assolutamente sprecata, Christian De Sica, Daniela Poggi, Daniele Formica e Franco Giacobini. Iris alle 3, 45 propone il thriller “The Score” diretto da Frank Oz con Robert De Niro, Marlon Brando, Edward Norton, Angela Bassett. Ultimo film di Brando, che fu quasi impossibile sul set. Girava nudo tra un ciak e l’altro, dice che faceva caldo. Faceva scherzi a De Niro. Offendeva il regista.
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Cine 34 alle 4, 50 passa un tonaca movie dei bei tempi, “La badessa di Castro” diretto da Armando Crispino con Barbara Bouchet, Pier Paolo Capponi, Evelyn Stewart alias Ida Galli, Antonio Cantafora, Mara Venier. Non bellissimo ma ha il suo perché. Chiudo con uno dei capolavori di John Ford, “Un uomo tranquillo” dove John Wayne è un pugile che ha ucciso, non volendolo, un uomo e va in Irlanda per ritrovare se stesso. Troverà molto di più. Con John Wayne ci sono la bellissima Maureen O'Hara in una delle scene più romantiche
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john wayne maureen o'hara un uomo tranquillo
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edwige fenech richard hoffmann le calde notti di don giovanni 3
johnny dorelli laura antonelli mi faccio la barca 1
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mi faccio la barca
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accadde al penitenziario 3
un piano perfetto diane kruger foto dal film
Un piano perfetto
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ritorno al futuro parte iii
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sean connery honor blackman pussy galore in agente 007 missione goldfinger
money monster
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tentacoli sulla citta
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quasi a casa
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wild target
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lino banfi barbara bouchet spaghetti a mezzanotte
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alida chelli lino banfi spaghetti a mezzanotte 1
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michael gandolfini i molti santi del new jersey
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laguna blu
brooke shields in laguna blu
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jack nicholson joker nel batman di tim burton
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BATMAN DI TIM BURTON
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BATMAN DI TIM BURTON
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