IL DIVANO DEI GIUSTI – STASERA NON C’È SCELTA MIGLIORE, ASPETTANDO LA FINALE DEI MONDIALI DI CALCIO, DI RIVEDERE “L’ALLENATORE NEL PALLONE”. MA AVETE ANCHE UN CAPOLAVORO COME “GIOVENTÙ BRUCIATA” CON JAMES DEAN - SI RIMANE SU UN GRANDE LIVELLO CON “TRIANGLE OF SADNESS”, CHE AFFRONTA CON UNA BELLA CARICA DI SATIRA AGGRESSIVA TEMI FORTI E CONTEMPORANEI, LA LOTTA DI CLASSE, IL MONDO DORATO DELLE INFLUENCER, GLI OLIGARCHI RUSSI PRONTI A SCATENARE UNA GUERRA, CIÒ CHE RESTA DEL MARXISMO, IL CONFLITTO PRIMORDIALE TRA CHI È BELLO E CHI NON LO È MA HA IL POTERE – NELLA NOTTE TROVATE “KEOMA”, FORSE L’ULTIMO WESTERN ALL’ITALIANA VERAMENTE DI CULTO… - VIDEO
Marco Giusti per Dagospia
lino banfi allenatore nel pallone
Stasera, in chiaro, penso che non ci sia scelta migliore, aspettando la finale dei Mondiali di Calcio, di rivedere “L’allenatore nel pallone” di Sergio Martino con Lino Banfi, Gigi Sammarchi, Andrea Roncato, Licinia Lentini, Giuliana Calandra, Camillo Milli. Con tutto il repertorio di frasi storiche, “Mi avete preso per un coglione!”, "Domenica... un solo grido ci deve unire: vincere! E vinceremo!", la moglie Mara Canà, la Bizona. "Lei è disoccupato, lo sa?" "E lei è un cornuto, lo sa?"- "Socrates è mio fratello de leche" - "Di Lecce? Io sono di Canosa".
Su Mediaset Italia 2 alle 21 passa l’horror poverissimo alla “Obsession” che fece però un incasso pauroso, “The Gallows” di Travis Cluff, Chris Lofing con attori sconosciuti, Cassidy Gifford, Pfeifer Brown, Ryan Shoos, Reese Mishler, Alexis Schneider. Se c’è una corda e un boia, scrivevo quando uscì, prima o poi qualcuno ci lascerà le penne.
Su questa semplice trovata, e sulla paura che si prova a girare quasi al buio con una telecamerina in soggettiva costante, è costruito questo piccolissimo horror americano giovanile, The Gallows – L’esecuzione, dei quasi esordienti Chris Lofing e Travis Cuff, che lo hanno scritto e diretto e hanno pure trovato con una colletta di amici i 100 mila dollari per girarlo rapidamente con un pugno di ragazzetti protagonisti.
La cosa incredibile è che una volta girato in maniera indipendente, Lofing e Cuff hanno trovato un vero produttore, la New Line, e un distributore forte come la Warner Bros, che lo ha tagliato parecchio, riducendolo a una settantina di minuti, ma il film, in America, ha già incassato parecchi milioni alla faccia delle recensioni terribili della critica.
Quattro pischelli piuttosto antipatici, interpretati da Ryan Shools (lo avete visto in Mud), Pfeiffer Brownm Reese Mishler e Cassidy Erin Gifford, si ritrovano chiusi nella notte nel teatrino della loro scuola dove si aggira probabilmente il fantasma di un certo Charlie. Non sarà facile uscirne, perché Charlie si vuole vendicare di un terribile evento accaduto venti anni prima, quando ci rimase secco nella recita scolastica di “The Gallows”, da qui il titolo, mise la testa nella corda per l’impiccagione e il trucco per salvarlo non funzionò. Capita.
Canale 27 alle 21, 10 ripropone alle 21, 10 “Havana” di Sydney Pollack con Robert Redford, Lena Olin, Raul Julia, Tomas Milian, Alan Arkin, Daniel Davis. Su Canale 20 alle 21, 10 passa invece “Transformers3” di Michael Bay con Shia LaBeouf, Rosie Huntington-Whiteley, Josh Duhamel, Hugo Weaving, John Malkovich.
Tv2000 alle 21, 10 propone “Closing the Ring” di Richard Attenborough con Shirley MacLaine, Christopher Plummer, Mischa Barton, Gregory Smith, Stephen Amell, Neve Campbell, Pete Postlethwait, drammone legato alla Seconda Guerra Mondiale che inizia in Michigan con una ragazza contesa da ben tre giovani uomini che presto partiranno militari… Ultimo film diretto da Attenborough.
JAMES DEAN IN GIOVENTU BRUCIATA
Rai Movie alle 21, 10 passa “Gioventù bruciata”, capolavoro di Nicholas Ray con James Dean, Natalie Wood, Sal Mineo, Dennis Hopper, Jim Backus. James Dean non riesce a star fermo nemmeno nel Cinemascope che gli cuce addosso Nick Ray. Ci trasmetterà per sempre, assieme a Natalie Wood e a Sal Mineo, nel ruolo di Plato, pazzamente innamorato di lui, questa insofferenza, questa incapacità a stare alle regole..
LA5 alle 21, 10 propone la commedia “Le amiche della sposa” di Paul Feig con Rose Byrne, Jon Hamm, Kristen Wiig, Maya Rudolph, Melissa McCarthy, Ellie Kemper. Rai Tre alle 21, 15 propone in prima tv una commedia francese che non pare male, “La famiglia Leroy” di Florent Bernard con Charlotte Gainsbourg, José Garcia, Lily Aubry, Hadrien Heaulme, Louisa Baruk. La7 Cinema alle 21, 15 passa “The Eagle” di Kevin Macdonald con Channing Tatum che fa comandante romano Marcus Aquila che cerca di scoprire, assieme al suo schiavo britannico Jamie Bell che fine ha fatto la nona legione romana in quel della Scozia. Ci sono anche Donald Sutherland, Mark Strong, Tahar Rahim.
STEFANO ACCORSI LE FATE IGNORANTI
La7 alle 21, 15 ripropone il film più significativo di Ferzan Ozpetek, “Le fate ignoranti” con Margherita Buy, Stefano Accorsi, Gabriel Garko, Erika Blanc, Serra Yilmaz, Andrea Renzi. Iris alle 21, 15 passa il fantascientifico realistico “First Man – Il primo uomo” opera terzo del giovanissimo 33 anni, Damien Chazelle, con Ryan Gosling protagonista nei panni di Neil Armstrong, il primo uomo che mise piede nella Luna nel 1968, e Claire Foy, appena vista come Lisabeth Salander, come sua moglie.
A me sembrò bello e commovente, magari un po' troppo sentimentale, ma assolutamente già in corsa per gli Oscar. Lo posso ripetere, anche se i critici americani lo hanno accolto con un po’ di sufficienza che potrebbe non aprirgli tante porte per le nomination. E, poi, dopo i sei Oscar di La La Land, è difficile che si ripeta la stessa infornata di candidature e di vittorie.
Diciamo che, rispetto ad altri film sullo stesso tema, da Apollo 13 di Ron Howard a The Right Staff di Philip Kaufman, quello di Chazelle è più intimista e impostato sul sogno americano che leggiamo negli occhi da ultimo eroe del west di Ryan Gosling, specie di virginiano alla Gary Cooper. Il suo è un personaggio chiuso e sofferente che sembra tramortito dalla morte per tumore della figlioletta Karen.
La moglie, una intensa e inedita Claire Foy, completamente diversa dalla sua Lisabeth tatuata, lo capisce, e riesce a entrare in contatto con lui obbligandolo a fare il padre dei suoi figli e non solo l’eroe dello spazio. In anni, dal 1961 al 1969, che vedono la tragedia della morte di John Kennedy, il Vietnam e l'odio per Lyndon B. Johnson. L'uomo sulla Luna diventerà così “L'uomo bianco sulla luna” come nella poesia, citata nel film, del poeta nero Gil Scott Heron.
Chazelle sembra interessato a un film postmoderno, postkubrickiano ma anche postmalickiano, che possa viaggiare negli immaginari lunari anche musicali anni '60. Si va così dalla citatissima "Lunar Rhapsody" di Les Baxter, puro brano da exotica, a una sorta di valzer straussiano alla 2001 Odissea nello spazio. Ma una delle citazioni più commoventi è quella della canzone “500 miles” di Hedy West, che riporta il viaggio spaziale di Armstrong alla dimensione di grande viaggio metaforico verso l'Ovest che sarebbe piaciuto a Leslie Fiedler e agli studiosi di leteratura americana.
La conquista dello spazio e il viaggio sulla Luna diventano quindi grandi temi letterari di un mondo che va scomparendo nelle sue mitologie e nella sua costruzione di eroi. Chazelle costruisce le sue sequenze come immerse nella musica di Justin Hurlex e nelle citazioni musicali. Grande regia che i puristi probabilmente non apprezzeranno, ma è un film più interessante di quel che sembra e ben poco accattivante rispetto a La La Land.
Si rimane su un grande livello con “Triangle of Sadness” di Ruben Östlund con Harris Dickinson, Charlbi Dean, Dolly De Leon, Zlatko Buric, Woody Harrelson, Cielo alle 21, 20. Fu la seonda Palma d’Oro per il regista, dopo “The Square”, dedicato al mondo dell’arte. Östlund affronta qui con una bella carica di satira aggressiva temi forti e contemporanei, la lotta di classe alla “Parasite”, il mondo dorato delle influencer, gli oligarchi russi pronti a scatenare una guerra, ciò che resta del marxismo, il conflitto primordiale tra chi è bello e chi non lo è ma ha il potere.
Gran parte del film si svolge in uno yacht da 250 milioni di dollari, mentre, tra fiumi d'alcol e una vomitata generale, si discutono le frasi storiche di Marx Lenin Reagan tra un oligarca russo, il Dimitri di Zlatko Buric, che ha fatto miliardi vendendo merda per concimi e il capitano americano che guida lo yacht, un grande Woody Harrelson, in versione ultimo marxista dell’umanità, prima che saltino le tubature e la merda, reale, irrompa da tutte le parti.
La guerra, che anticipa di poco quella reale in Ucraina, arriva subito dopo con un attacco pirata a suon di granate. "Ma sono le nostre?" civetta un attimo prima che ne scoppi una la signora Clementine, Amanda Walker, al marito fabbricante d'armi e di mine antiuomo, Oliver Ford Davies. Boom!
Anche se a Cannes a molti critici il film non era piaciuto proprio a causa di tutta questa merda esibita, questo vomito, e c’era chi aveva da dire anche per la situazione alla Lost dei sopravvissuti all’attacco pirata, dove la responsabile delle toilette, l’Abigail della filippina Dolly De Leon, favolosa, passa dallo spalare merda a prendere il potere e decide di trombarsi il protagonista giovane bello e modello, Harris Dickinson, secondo una logica più vicina al mondo di Sergio e Bruno Corbucci che al grande cinema d'autore moderno (per non scomodare il Fellini di "E la nave va..."), indubbiamente questo profetico e non così grottesco, ahimé, "Triangle of Sadness" è una divertente e accurata visione della nostra società.
Una società dominata dall'idea che il denaro controlli le regole sociali e qualsiasi rapporto tra le persone. Al punto che da parte della nuova classe operaia, i non-ricchi, non possa esistere né rivolta ma nemmeno tristezza. Il titolo allude infatti al triangolo di tristezza che ha sulla fronte durante uno shooting il protagonista, il modello Carl che nella prima parte del film avrà un duro scontro con la fidanzata influencer Ya Ya, la bellissima Charlbi Dean, purtroppo morta pochi mesi fa a soli 32 anni, su chi debba pagare il conto e sul fatto che mai e poi mai lei, modella bellissima e influencer celebre, potrà sposarlo.
Ma lo stesso ragazzo oserà poi far cacciare dallo yacht un marinaio che ha osato stare a torso nudo e fumare nella zona passeggeri e osservare Ya Ya. Ricambiato. Fa le regole, insomma, chi ha il potere, siano soldi o cibo o fuoco. E chi ha il potere, anche per un caso misterioso della sorte, fa come gli pare. Rai4 alle 21, 20 passa un action divertente, “Lady Bloodfight” di Chris Nahon con Amy Johnston, Jenny Wu, Muriel Hofmann, Kathy Wu, Sharon Zhang.
Passiamo alla seconda serata con un horror francese, “The Deep Dark” o “Gueules noires” di Mathieu Turi con Samuel Le Bihan, Amir El Kacem, Thomas Solivéres, Jean-Hugues Anglade, Diego Martín. Un gruppo di minatori di carbone scortano un professore in una grotta mille metri sotto terra… brrr… Rai Movie alle 23, 05 ripassa ”Million Dollar Baby”di e con Clint Eastwood e Hilary Swank, Morgan Freeman, Jay Baruchel, Mike Colter, Lucia Rijker.
Su La7 Cinema alle 23, 20 trovate “Geronimo” diretto da Walter Hill, scritto da John Milius con Wes Studi come Geronimo, terribile capo degli Apaches, Jason Patric, Gene Hackman, Robert Duvall, Matt Damon, Rodney A. Grant. Con i nomi che leggiamo, certo, potevamo aspettarci qualcosa di più, ma non è affatto male. E poi abbiamo finalmente un vero indiano che interpreta un capo indiano. Walter Hill dice che esiste una versione migliore del film, più lunga di 12 minuti. Cinque giorni prima dell’uscita del film, uscì un Geronimo televisivo che tolse parecchio pubblico al film. Hill ha dovuto scegliere tra fare un film su Cavallo Pazzo o su Geronimo.
Cavallo Pazzo gli sembrava troppo difficile. Così chiamò John Milius a scriverlo. «Geronimo mi piace così com'era, un predatore umano», ha detto Milius. Poi ha scelto Wes Studi come Geronimo. «Wes aveva già fatto diversi film, ma non aveva mai interpretato una parte di queste dimensioni... Pensavo che sarebbe stato molto bravo nel film, non voglio dire erroneamente, ma allo stesso tempo ci ha dato una dimensione che non sapevo nemmeno che avesse.
Ci eravamo incontrati, avevamo fatto dei test, avevo visto gli altri suoi film e tutto il resto. Ma c'era qualcosa in lui... Avrei potuto trovare persone che assomigliassero un po' più a Geronimo che a Wes, ma ho pensato che avesse portato qualcosa di trascendente. Ma anche nella mia più sfrenata immaginazione non pensavo che sarebbe stato così bravo come si è rivelato». Leggo che è molto amato da Tarantino.
Su Iris alle 0, 05 abbiamo “Creation” di Jon Amiel con Jennifer Connelly, Paul Bettany, Jeremy Northam, Toby Jones, Benedict Cumberbatch, biopic su Charles Darwin. Cine 34 all’1, 20 torna su un cavallo di battaglia delle estati Mediaset, “Doppio misto”, film tv di Sergio Martino con Andrea Roncato, Gigi Sammarchi, Tinì Cansino, Moana Pozzi, Gianni Ciardo. Tinì e Moana…
moana pozzi, gianni ciardo, andrea roncato, tini?? cansino doppio misto
La7Cinema all’1, 30 propone il thriller politico “Power” di Sidney Lumet con Richard Gere, Julie Christie, Gene Hackman, Denzel Washington, Cate Kapshaw, E.G.Marshall, Beatrice Straight. Pieno di attori fantastici.Il ruolo di Richard Gere era stato offerto a Burt Reynolds, che si fece molto male sul set di “Per favore non salvarmi più la vita”. Venne chiamato anche Paul Newman, ma era il periodo che faceva il pilota. Scritto da un vero consulente di campagne politiche, David Himmelstein. Decisamente ben documentato.
Rai Movie all’1, 30 passa la commedia inglese “Ricomincio da noi” di Richard Loncraine con Imelda Staunton, Celia Imrie, Timothy Spall, Joanna Lumley, Indra Ové, David Hayman. Su Rai Due all’1, 50 troivate la commedia canadese “Chloe and Theo” di Ezna Sands con Dakota Johnson, Mira Sorvino, Theo Ikummaq, Larry King, Christopher Backus.
Un film che cercava di metterci in guardia sui pericolo del riscaldamento globale nel 2015. Iris alle 2, 10 propone uno dei grandi melo di Douglas Sirk, “Lo specchio della vita” con Lana Turner, John Gavin, Juanita Moore, Sandra Dee, Robert Alda, Susan Kohner. Remake dell’omonimo “Imitation of Life” di John M. Stahl del 1934, e tratto come questo dal romanzo di Fannie Hurst, ne sviluppa come può rispetto ai tempi e rispetto a Hollywood, tutti conflitti di razza e di classe.
Lana Turner, attrice sola con figlia, si lega a una vedova nera che le fa da cameriera, Juanita Moore, che ha una figlia che sembra assolutamente bianca. Quando le due ragazze crescono e diventano la bionda Sandra Dee e l’esuberante mora Susan Kohner, la figlia della cameriera si fa passare per bianca. E lì nascono i guai. Solo l’anno prima l’uscita del film, Lana Turner era stata coinvolta nell’omicidio del gangster Johnny Stompanato, suo amante, ucciso dalla figlia quattordicenne dell’attrice, Cheryl Crane, che si era mossa, si disse, in difesa della madre, massacrata di botte dal suo amante.
Grazie al successo del film, la Turner, che prese metà del suo cachet, ma ebbe una bella percentuale sugli incassi che la salvò economicamente, uscì così da un brutto momento della sua carriera. Oggi vediamo il film come un capolavoro dell’idea di melo cinematografico di Sirk. Ma è anche un film coraggioso in un momento particolare della storia americana, anche se la coprotagonista nera Juanita Moore, viene relegata al settimo posto nei titoli di testa e il ruolo della nera-bianca invece che a una Dorothy Dandridge viene affidata a un’attrice mezzo messicana e mezza ebrea, Susan Kohner, che non ha nulla di nero.
E la scelta venne molto criticata dalla minoranza afro-americana già allora. Ma sia Juanita Moore che Susan Kohner vennero candidate all’Oscar quell’anno. Celebre la scena che vede Mahalia Jackson cantare in chiesa. E’ l’ultimo film che Sirk gira a Hollywood prima di tornare in Germania. Dove insegnerà cinema e uno dei suoi allievi sarà Rainer W. Fassbinder. Rete4 alle 3, 15 propone “Keoma” di Enzo G. Castellari con Franco Nero, Olga Karlatos, Woody Strode, William Berger. Forse l’ultimo western all’italiana veramente di culto.
Per Enzo Castellari e Manolo Bolognini il loro western preferito. E così l’abbiamo vissuto tutti, anche perché era proprio il canto del cigno del genere. E l’unico film della coppia Nero-Castellari dove Nero è sotto controllo. Certo, anche qui non si scherza, la canzoncina “Keoma... Keoma” è da brividi, Franco Nero ha uno zazzerone che nemmeno i peggiori tamarri degli anni ’70 avevano, si sprecano misteriose situazioni che vorrebbero essere metaforiche, come la vecchia col carretto che circola durante tutto il film.
Ma il miracolo è che il film, per quanto scombinato, funziona proprio per la passione di autori e attori e alla fine ci crediamo anche noi spettatori. C’è anche uno stralunato Woody Strode che tira con l’arco come nel capolavoro di Richard Brooks I professionisti. Secondo Bolognini fu proprio Woody Strode, che aveva incontrato sul set di Ciakmull, a regalargli un libro dal titolo “Keoma”, storia di una prostituta nel west, chiamata appunto Keoma, che darà così il titolo al film.
“Il copione di Keoma nacque da un soggetto di Luigi Montefiori, poi la sceneggiatura, che non arrivava mai, fu scritta da Mino Roli, che era uno scrittore per il teatro, un classicista. Io e Franco nero avevamo già fatto la preparazione. E alla fine, quando arrivò la sceneggiatura, sulla sua traccia girammo cose che poi furono buttate quasi tutte. Ho riscritto giornalmente le scene, aiutato nei dialoghi da John Loffredo, che recitava nel film, ma che era anche scrittore e regista” (Castellari, “Amarcord”).
Loffredo era un italo-americano, aveva fatto la guerra in Vietnam e aveva seguito i corsi di Lee Strasberg. Castellari ricorda che molte battute erano prese da film importante come Il grande paese, Fronte del porto, ma anche film di Ingmar Bergman. Castellari ha anche spesso dichiarato che il film venne montato con le canzoni di Bob Dylan e Leonard Cohen, poi sostituite da quelle dei De Angelis sulla falsariga di quelle. Per Montefiori non è esattamente il film che avrebbe voluto che fosse.
“Hanno tolto molte cose, sono andati a sottrarre. Doveva essere un film forte, una favola nera, me lo hanno rovinato. Hanno avuto timore che fosse troppo cupo. C’era un finale molto più bello. Keoma aveva il problema che non sapeva chi dei tre fratellastri fosse il suo vero fratello. Un’idea che avevo rubato a “Filumena Marturano” di Eduardo De Filippo. Per non uccidere il fratello, Keoma, nel finale originale, decide di farsi ammazzare. Allora interviene il padre che ammazza il fratello condannando così a morte i suoi due figli. Di certo era un film diverso da tutti gli altri”.
madonna adriano giannini travolti dal destino
La7 Cinema alle 3, 35 passa l’action “L’ora nera” di Chris Gorak con Emile Hirsch, Joel Kinnaman, Rachael Taylor, Olivia Thirlby, Max Minghella. Iris alle 4, 20 rilancia “Travolti dal destino”, il remake del film della Wertmuller voluto da Madonna, diretto da Guy Ritchie con lei al posto della Melato e Adriano Giannini al posto del padre, Bruce Greenwood, Jeanne Tripplehorn, Elizabeth Banks. Chiudo con i grandi nudi di Serena Grandi in “Desiderando Giulia” di Andrea Barzini con Serena Grandi che si dive tra Johan Leysen, e Sergio Rubini, Cine 34 alle 4, 25. C’era anche ieri notte, lo so… si vede che è piaciuta…
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serena grandi desiderando giulia
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madonna adriano giannini travolti dal destino
travolti dal destino
franco nero keoma
l'ora nera
robert redford havana
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ricomincio da noi
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the deep dark
first man
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creation 2
moana pozzi doppio misto
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geronimo 1
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first man – il primo uomo 3
lady bloodfight
lady bloodfight
million dollar baby
WOODY HARRELSON - TRIANGLE OF SADNESS
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GABRIEL GARKO LE FATE IGNORANTI
la terrazza de le fate ignoranti
gioventu bruciata
la terrazza de le fate ignoranti 1
GABRIEL GARKO LE FATE IGNORANTI
le fate ignoranti
le fate ignoranti
La famiglia Leroy
the eagle
allenatore nel pallone


















