perfect days jesus christ superstar

IL DIVANO DEI GIUSTI – CHE VEDIAMO STASERA, VENERDÌ SANTO? PROPONGO UN FILM PER NULLA CATTOLICO, MOLTO LAICO ANZI, MA IN TONO CON LA SERATA. “PERFECT DAYS” DI WIM WENDERS PIACQUE AL PUBBLICO ITALIANO PIÙ BORGHESE, VECCHIOTTO. CI STA. LA CULTURA BORGHESE CHE SI SPECCHIA NELL’ILLUSIONE DI UNA FELICITÀ LEGATA ALLA RIPETIZIONE DELLE PICCOLE COSE DELLA VITA. PER QUESTO, FORSE, È BENE VEDERLO A PASQUA – NELLA NOTTE ARRIVA UN FILM A TEMA, CIOÈ “JESUS CHRIST SUPERSTAR”. IL REGISTA NORMAN JEWISON RIMASE STUPITO QUANDO SENTÌ LE ACCUSE DI AVER FATTO UN FILM ANTISEMITA. “MA COME POSSO AVERLO FATTO?” DISSE. “INOLTRE TUTTI NEL CAST, A PARTE PILATO, SONO EBREI?” - VIDEO

Marco Giusti per Dagospia

 

perfect days di wim wenders

Che vediamo stasera, venerdì santo? Propongo un film per nulla cattolico, molto laico anzi, ma assolutamente in tono con la serata. “Perfect Days” di Wim Wenders con Koji Yakusho, Tokio Emoto, Arisa Nakano, Aoi Yamada, Yumi Asô, Rai Tre alle 21, 20, in prima visione tv. Piacque molto al pubblico italiano più borghese, vecchiotto. Eppure era solo la storia di un signore che pulisce cessi d’autore a Tokyo ascoltando buona musica e concedendosi buone letture.

 

“Si capisce che lui è ricco per come pulisce bene i cessi”. Non me ne ero accorto. A Cannes il film era stato ben accolto, si pensava pure che potesse vincere, tutti ne parlavano bene, era stato comunque premiato il protagonista, il meraviglioso Kôji Yakusho, star di filmoni spettacolari, anche se aveva iniziato col non dimenticato “Tampopo”.

perfect days di wim wenders 3

 

Invece mi sembrò che il film, pur impaginato preziosamente dalla fotografia e con bellissime musiche come la “Perfect Day” di Lou Reed, “Redondo Beach” di Patti Smith, “The House of the Rising Sun” degli Animals, “Brown Eyed Girl” di Van Morrison, non andasse da nessuna parte.

 

E questo protagonista, il misterioso e solitario Hirayama, che di giorno pulisce i cessi con la tuta “Tokyo Toilet” (elegantissima, la voglio!), un asciugamano bianco come sciarpetta, le chiavi di mille cessi attaccate ai pantaloni, il pullmino blu, e dal tardo pomeriggio ha una routine sempre uguale, bagni pubblici, baretto, vecchio libro da leggere (Falukner…) prima di andare a letto, non ha alcuno sviluppo fino alla fine.

 

perfect days di wim wenders 2

Magari mentre dormivo era stato spiegato qualcosa. Perché fa un lavoro così umile? Boh? Cosa vuole dalla vita? Mah? Per anni abbiamo visto film dove non accadeva nulla. Lo so. E per anni abbiamo ascoltate le canzoni che Hirayama e Wenders sentono sulle cassette (altro che spotify). Magari questo “Perfect Days” è un grande omaggio a tutto quello che abbiamo ascoltato, letto, visto e vissuto. Ci sta. La cultura borghese che si specchia nell’illusione di una felicità legata alla ripetizione delle piccole cose della vita. Per questo, forse, è bene vederlo a Pasqua.

 

 Decisamente poco pasquale è invece “Justice League” di Zack Snyder con Ben Affleck, Gal Gadot, Jason Momoa, Henry Cavill, Ezra Miller, Ray Fischer, Amber Heard, Italia 1 alle 21, 25. Attenzione, non la versione di Zack Snyder di 4 ore e passa, ma quella rimontata da Joss Whedon di 120’. Il film infatti venne completato, rimontato e ricostruito da Joss Whedon, che firma qui con Chris Terrio solo la sceneggiatura.

JUSTICE LEAGUE

 

Snyder, responsabile anche del precedente e disastrato Batman v Superman, dopo i quattro quinti delle riprese, abbandonò il set per il suicidio della giovane figlia e venne appunto sostituito da Whedon, che ha portato a casa il progetto, rendendolo funzionale, ma non così riuscito come Wonder Woman.

justice league

Di sicuro sappiamo solo che Whedon ha rigirato per due mesi parecchie scene a Londra, con 25 milioni di dollari di extra budget, ha licenziato il musicista scelto da Snyder, Junkie Xl, chiamando al suo posto il grande Danny Elfman, ha curato tutta la post-produzione. Scompare anche qualche attore che pensavamo di trovare, come Willem Dafoe, mentre la Mera di Amber Heard si vede appena.

 

Cose che possono capitare in un polpettone da 300 milioni ideato dieci anni fa, riscritto varie volte, e pensato, a un certo punto, per la regia del più grande di tutti, George Miller, che avrebbe voluto DJ Cotrone come Superman, Arnie Hammer come Batman e Megan Gale come Wonder Woman. Il progetto di Zack Snyder vedeva però il film due parti, da girare assieme, e qualcosa del sequel si vede alla fine del film.

JUSTICE LEAGUE

 

A vedere questa versione Ben Affleck è un Batman non solo perplesso, ma proprio assente, forse per quel che ha combinato a Superman nel film precedente, ma a parte qualche buona battuta trashiona con Aquaman, “Ho sentito che parli ai pesci” o qualche risposta piccata alle osservazioni sul suo vestito da pipistrello, “Non sono io quello che gira col forcone”, non si va. Henry Cavill come Superman ha un ruolo davvero minore, e ha poco tempo per riprendersi tra gli sguardi di Amy Adams, Lois Lane, e quelli di Diane Lane, la mamma.

 

Per fortuna che Gal Gadot come Wonder Woman ruba la scena prepotentemente a tutti, forte del successo del film precedente e della freschezza del suo personaggio. E’ piuttosto riuscito anche Jason Momoa come Aquaman, coatto e barbuto, “un incrocio tra Michael Phelps e la costola di Oakland degli Hells Angels” qualcuno ha scritto. Momoa, anche se dovrebbe essere innamorato della Mera di Amber Heard, rivela quello che tutti pensiamo di Gal Gadot in una delle scene più divertenti del film.

 

JUSTICE LEAGUE

Aquaman e Wonder Woman sono anche quelli che se la vedono più di tutti col cattivo del film, certo Steppenwolf, un caprone gigante digitale con tanto di corna e voce di Ciaran Hinds ritornato sulla terra dopo 5000 anni assieme a una banda di insetti mostruosi per eliminare tutta l’umanità. Te pareva... Ma da quando è uscita la versione di 4 ore che voleva Zack Snyder, che senso ha presentare questa versione farlocca del film?

 

In realtà in prima serata non c’è molto di interessante. Un horror, “Ouija” di Stiles White con Ana Coto, Bianca A. Santos, Vivis Colombetti, Douglas Smith, Erin Moriarty, Mediaset Italia 2 alle 21. Una vanzinata degli ultimi tempi piuttosto buona, “Sapore di te” diretta da Carlo Vanzina con Vincenzo Salemme, Maurizio Mattioli, Nancy Brilli, Serena Autieri, Giorgio Pasotti.

nancy brilli sapore di te

Che ci volete fare? Scrivevo quando uscì. Non si resiste al richiamo dei Vanzina Brothers che tornano nella Viareggio del 1984, ai tempi proprio di “Sapore di mare”, che è del 1983, e mettono in piedi le loro storie di amori e tradimenti fra La Capannina e i Bagni Costanzo, con la Roma di Falcao che si allena lì vicino, mentre ascoltiamo “Tropicana”, “True” degli Spandau Ballet, “Survivor” di Mike Francis, “Time After Time” di Cindy Lauper.

 

Certo. Sono passati trent’anni e questo “Sapore di te” non può che rimandarci una pallida luce del vero “Sapore di mare”. Anche perché non è più facile ottenere i diritti per inserire così tante canzoni come allora, perché il parco attori e caratteristi non è più quello di un tempo.

sapore di te

 

Ma vedendo il film, curiosamente diviso in due parti, estate 1984 e estate 1985, si rimane stupiti a tanti anni di distanza della freschezza dei Vanzina, o forse della loro gioiosa futilità, nel mettere in scena le storie dei ragazzetti, figli di borghesi romani e milanesi, che si prendono e si lasciano senza troppe complicazioni. Ma anche del loro saper inquadrare e mostrare le ragazze, i loro corpi, senza mai nessuna volgarità. Vero.

 

sapore di te.

Non ci sono grandi riferimenti alla politica precedente, agli anni di piombo, alle tensioni sociali. Anche l’onorevole socialista che presentano, un divertente Vincenzo Salemme, sposato con Valentina Sperlì e innamorato della bella soubrette Serena Autieri, è craxiano, potente, può piazzare la Autieri a “Drive In”, può risolvere con un paio di telefonate i problemi del negoziante romano Maurizio Mattioli, sposato con Nancy Brilli, ma tutto ciò non ha nessuna pesantezza moralistica. Fa parte dell’Italia. Punto e basta.

 

Il mondo borghese che presentano i Vanzina è come libero da ogni complicazioni ideologica, giornalistica, televisiva, culturale per cui nessuno ci si può avvicinare se prima non ha fatto un bagno nella lettura di anni e anni di editoriali di Scalfari o non ha fatto una riflessione teorica su Berlusconi. Questo non vuol dire che sia un’Italia da sitcom, semplicistica. No. L’Italia dei Vanzina è forse più vicina di quanto si creda alla vera Italia che abbiamo vissuto allora e che abbiamo attraversato dopo.

sapore di te.

 

E’ quella che si esprime con frasi tipo “Chierico nun po’ gioca’ a sinistra”, quella dove si va a vedere al cinema “Mezzo destro mezzo sinistro” di Luciano Martino solo perché c’è Falcao, dove  un film si può mettere in piedi, con fondi statali, solo perché un onorevole socialista vuole scoparsi l’attrice durante l’estate di nascosto dalla moglie. Così Susanna Acampora detta Susy diventa protagonista di “Amori d’estate”, film vanziniano diretto da Luis Molteni. E’ tutto leggerissimo, ma forse proprio per questo mi piace.

dead man down – il sapore della vendetta 2

Canale 20 alle 21, 10 propone il thriller con vendetta “Dead Man Down” di Niels Arden Oplev con Colin Farrell, Noomi Rapace, Terrence Howard, Dominic Cooper, Isabelle Huppert. Il Niels Arden Oplev che firma il film è un buon regista danese che aveva esordito in patria nel 1996 con “Portland”, subito presentato a Berlino, e che poi è diventato celebre in tutto il mondo per la trilogia svedese “Millenium – Uomini che odiano le donne”, tratta dai romanzi di Stieg Larsson, e interpretata da Noomi Rapace, che da allora è diventata una vera star.

dead man down – il sapore della vendetta copia

 

Ovvio che sia Oplev che la sua protagonista, dopo un successo del genere, siano caduti nelle tentazioni hollywoodiane. Con risultati alterni, per quel che riguarda la Rapace. In questo americanissimo “Dead Man Down”, storia di vendette truculente un po’ alla “Delitto per delitto” ma con complicazioni romantiche,”, Oplev ritrova la sua attrice preferita, Noomi Rapace, in versione addirittura sfregiata nel volto, le unisce il bell’irlandese Colin Farrell, nel ruolo di un gangster di origine ungherese, una madre svampita interpretata da Isabelle Huppert, e una manciata di ottimi attori di noir, come Terrence Howard nel ruolo di Alphonse, il capo di una potente gang, Armand Assante, come capo dei capi, Dominic Cooper come amico di Farrell.

 

dead man down – il sapore della vendetta

Curiosamente co-produce il tutto la potente major del Wrestling, la WWE, che infatti ha portato come attore, nel ruolo di Kilroy, il forzuto inglese Stu Bennett, più noto in America come Wade Barrett, vera e propria star della tv. La sfregiata Beatrice, cioè Noomi Rapace, abita assieme allamadre, come in un film di Hitchcock, proprio di fronte a casa del gangster Victor, Colin Farrell. Lo ha visto uccidere un uomo. Così lo ricatta. Non dirà niente se, in cambio, Victor ucciderà per lei l’uomo che, guidando l’auto ubriaco, le ha deturpato il viso per sempre. Ma Victor non è solo un gangster. Anche lui ha una vendetta da compiere.

 

Alessandro Preziosi - bla bla baby

Bambini che parlano in “Bla Bla Baby” diretto da Fausto Brizzi con Matilde Gioli, Alessandro Preziosi, Nicolas Vaporidis, Cristiano Caccamo, Maria Di Biase, Rai Movie alle 21,m 10. Canale 27 alle 21, 10 passa un classico come “Beverly Hills Cop” di Martin Brest con Eddie Murphy, Lisa Eilbacher, Judge Reinhold, John Ashton, Ronny Cox, Steven Berkoff. Gran parte delle battute comiche di Eddie Murphy e dei suoi partner sono improvvisate. Lo script, pensato per Stallone protagonista, che non si pensava adatto alla commedia, venne ris

 

leonardo dicaprio la maschera di ferro

critto tante di quelle volte che Brest preferì seguire i suoi attori. Piacque talmente ai boss della Paramount che appena lo videro in anteprima decisero di farlo uscire in 2000 sale e di mettere in piedi subito un sequel. Su La7 Cinema alle 21, 15 passa uno degli ultimi avventurosi vedibili american i, “La maschera di ferro” diretto da Randall Wallace con Leonardo DiCaprio, Jeremy Irons, John Malkovich, Gérard Depardieu, Gabriel Byrne.

sulle ali della speranza 6

 

Cielo alle 21, 20 propone “Disorder: La guarda del corpo” di Alice Winocour con Matthias Schoenaerts, Diane Kruger, Paul Hamy. Piuttosto buono. Rai 1 alle 1, 30 propone “Sulle ali della speranza” di Sean McNamara con Dennis Quaid, Heather Graham, Jesse Metcalfe, Brandon Quinn, Rachael Markarian. Diociamo che Dennis Quaid, mentre torna in volo dal funerale del fratello deve prendere i comandi del velivolo e salvare la vita a tutti mentre le figlie pregano per la salvezza dei presenti. Vabbè…

killing jesus

Passiamo alla seconda serata con “Killing Jesus” di Christopher Menaul con Haaz Sleiman, Stephen Moyer, Emmanuelle Chriqui, Kelsey Grammer, Eoin Macken. Brutto. Italia 1 alle 23, 40 passa “Heart of the Sea – Le origini di Moby Dick”, cioè il prequel di Moby Dick di Melville, qui diretto da un regista esperto come Ron Howard con Chris Hemsworth, Benjamin Walker, Cillian Murphy, Ben Whishaw, Brendan Gleeson.

 

heart of the sea

Scrissi, quando lo vidi che il film aveva delle bellissime pagine marinare con la baleniera Essex in mare, delle fantastiche riprese di balene e di tempeste sul mare, la fotografia è di Anthony Dod Mantle, una notevole ricostruzione storica, ma una sceneggiatura fatta di dialoghi davvero modesti. Tutta la cornice con il geniale Brendan Gleeson che racconta al giovane Melville, interpretato da Ben Whishaw, la vera tragica storia dell’Essex e del suo incontro con Moby Dick quando era solo un cabin boy, è inutile.

 

heart of the sea

Tutti i quaranta minuti del secondo atto del film che raccontano come sono andate le cose dopo l’incontro con Moby Dick li abbiamo già visti. E, come se non bastasse, no, Chris Hemsworth è troppo cafone, glielo dicono anche gli altri personaggi, troppo australiano per interpretare un baleniere, anzi il primo ufficiale della Essex di Nantucket. E lo dico anche se non so assolutamente come potesse essere fatto un marinaio di Nantucket armato di fiocina.

 

Diciamo anche che è troppo giovane e muscoloso. Come è troppo giovane e muscoloso per il ruolo di capitano inesperto della Essex il Benjamin Walker già protagonista dell’Abramo Lincoln cacciatore di vampiri. Magari senza star da film di superoeroi un film così non lo puoi più fare, ma ricordate come erano belli e giusti gli Achab, Queequeg, Ishmael e tutti gli altri marinai del Moby Dick di John Huston?

heart of the sea

 

Cillian Murphy però, come secondo ufficiale, è perfetto, e lo è anche il cabin boy di Tom Holland, o l’ufficiale spagnolo senza un braccio di Jordi Molla. Alle prese con una storia che torna alle origini del romanzo di Melville e del mito della balena bianca, Ron Howard ha saputo costruire una grande macchina di immagini e racconto, ma non ha né i dialoghi, né l’ispirazione né il cuore di quello che poi ha scritto Melville e che tutti noi bravi ragazzi del secolo scorso abbiamo letto.

 

jesus christ superstar

Per non parlare della balena bianca, che è bellissima qui, col suo occhio immobile, benissimo ripresa, ma non è mai metafora di nulla, mai indifferenza assoluta del mare. E soprattutto non trova mai il suo Achab. La 7 Cinema alle 23, 40 torna su “Il ponte sul fiume Kwai” di David Lean con Alec Guinness, William Holden, Jack Hawkins, Sessue Hayakawa. Rete 4 alle 0, 55 propone un film a tema, finalmente, cioè “Jesus Christ Superstar” di Norman Jewison con Ted Neeley, Carl Anderson, Yvonne Elliman, Barry Dennen, Josh Mostel, Bob Bingham.

grand isle

Il ruolo della vita per Ted Neely, che fec e Cristo a teatro fino ai giorni d’oggi. Norman Jewison rimase stupito quando sentì le accuse di aver fatto un film antisemita. “Ma come posso averlo fatto?” disse. “Inoltre tutti nel cast, a parte Pilato, sono ebrei?”. Cielo all’1, 20 passa un action con Nicolas Cage, “Grand Isle” di Stephen S. Campanelli con Nicolas Cage, Luke Benward, Kelsey Grammer, KaDee Strickland, Zulay Henao. Mah..

 

Su Iris all’1, 55 trovate la versione musical di “Scandalo a Filadelfia” di George Cukor, cioè “Alta società” di Charles Walters con Grace Kelly, Bing Crosby, Frank Sinatra, Louis Armstrong, Celeste Holm, John Lund. Vedere il nome di Louis Armstrong fra quello delle star bianche per il tempo fu una sorta di bomba atomica.

 

tutto suo padre 11

La7 Cinema alle 2, 45 propone un film dedicato alle giovani spie di Cambridge, “Another Country – La scelta” di Marek Kanievska con Rupert Everett, Colin Firth, Michael Jenn, Robert Addie, Rupert Wainwright, basato in parte sull’attività spionistica di Guy Burgess, figura chiave nel caso del Cambridge Five Spy Ring. Il cast è più o meno quello che fece anche la versione teatrale, con Colin Firth al posto di Kenneth Branagh.

 

Rete 4 alle 3, 05 presenta “Secondo Ponzio Pilato”, cioè il Vangelo secondo Luigi Magni con Nino Manfredi, Stefania Sandrelli, Lando Buzzanca, Flavio Bucci. Ricordo terribile “Tutto suo padre” di Maurizio Lucidi con Enrico Montesano in versione figlio di Hitler, Marilù Prati, Cristiano Censi, Manfred Freyberger,

resurrezione

 

Cine 34 alle 3, 10. Cine 34 alle 4, 40 propone il divertente “Scherzi da prete” di Pier Francesco Pingitore con Pippo Franco, Lino Toffolo, Cochi Ponzoni, Oreste Vianello, Bombolo. Chiudo con “Resurrezione” di Rolf Hansen, versione del 1958 del romanzo omonimo di Tolstoj, con Horst Buchholz, Myriam Bru, Edith Mill, Lea Massari, Til Kiwe, Marisa Merlini, Iris alle 5, 25. Mai visto.

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